David di Donatello 2016: La serata e i vincitori

David di Donatello – Edizione numero 60 dei prestigiosi premi annuali dedicati al cinema italiano. Presentati da Alessandro Cattelan sbarcano su Sky (e su Tv8 in chiaro) coinvolgendo sin dall’inizio attori e registi nostrani. Un buon spettacolo con il trionfo nei premi tecnici de “Il racconto dei racconti” e in quelli artistici de “Lo chiamavano Jeeg Robot” ma miglior film è “Perfetti Sconosciuti”

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Postiamo il riepilogo di tutti i premi consegnati nella 60esima edizione dei David Di Donatello. Per la prima volta i maggiori premi italiani per il cinema, quelli che son, a torto o ragione, gli Oscar italiani del cinema sbarcano su Sky e son condotti in maniera spedita e spumeggiante da Alessandro Cattelan. Una cerimonia divertente e divertita, molto veloce e con un ritmo forse eccessivo per far stare più di 20 premiazioni in due ore mezza scarse di diretta tv. Trionfa Il racconto dei racconti nella maggior parte dei premi tecnici (Regia inclusa) e soprattutto Lo chiamavano Jeeg Robot che fa incetta di premi artistici (tutti e quattro i premi per gli attori e regista esordiente) e non solo. Ma il colpo di coda di Perfetti sconosciuti regala alla commedia Medusa in casa Sky il premio come miglior film (e miglior sceneggiatura). Due premi importanti che lanciano e investono il film della velata candidatura verso l’Oscar 2017. Sky rimane ai margini come premi vedendosi sorpassata da 01 Distribution (piccola “vendetta” di mamma Rai) per Il racconto dei racconti e, in parte, per Lo chiamavano Jeeg Robot distribuito da Lucky Red.

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Miglior attore non protagonista: Luca Marinelli (Lo chiamavano Jeeg Robot)

Si parte con il miglior attore non protagonista e vince un visibilmente commosso Luca Marinelli e si continua con Lo chiamavano Jeeg Robot nei due successivi premi, si preannuncia un sicuro film protagonista della serata, protagonista per lo più annunciato.

Miglior produttore: Gabriele Mainetti per Goon Films con Rai Cinema per (Lo chiamavano Jeeg Robot)

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Miglior attrice non protagonista: Antonia Truppo (Lo chiamavano Jeeg Robot)

Miglior sceneggiatura: Perfetti sconosciuti

Miglior montaggio: Lo chiamavano Jeeg Robot

Miglior fotografia: Il racconto dei racconti

Miglior canzone: “Simple song #3” (Youth – La giovinezza)

Migliori musiche: David Lang per “Youth – La giovinezza

Mentre si accende lo scontro tra Lo chiamavano Jeeg Robot Il racconto dei racconti si ha il tempo di premiare la musica e la canzone di Youth – La giovinezza e vi è anche il giusto spazio per ricordare Ettore Scola maestro indiscusso del cinema italiano recentemente scomparso. Lo fa Pif che ammette candidamente di non essere idoneo al ruolo e si vede visibilmente emozionato nel leggere e interpretare quanto gli autori hanno scritto. L’unico momento calmo e a cui viene lasciato il giusto spazio e il giusto tempo in un rallentamento momentaneo.

Miglior fonico di presa diretta: Angelo Bonanni per “Non essere cattivo”

Miglior scenografia: Il racconto dei racconti

Migliori costumi: Il racconto dei racconti

Miglior trucco: Il racconto dei racconti

Migliori acconciature: Il racconto dei racconti

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Miglior attrice protagonista: Ilenia Pastorelli (Lo chiamavano Jeeg Robot)

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Miglior attore protagonista: Claudio Santamaria (Lo chiamavano Jeeg Robot)

Le ultime, più attese premiazioni vedono protagonista prima Lo chiamavano Jeeg Robot con il meritato premio ai suoi due attori principali, poi è la volta de Il racconto dei racconti dove Matteo Garrone si prende la rivincita nei confronti di tutti i suoi (troppi) detrattori per il suo ultimo film vincendo il premio come miglior regia. All’esordiente Gabriele Mainetti manco a dirlo, va il premio per la miglior regia esordienti

Migliori effetti digitali: Il racconto dei racconti

Italian director Matteo Garrone poses during the photocall of "Reality" presented in competition at the 65th Cannes film festival on May 18, 2012 in Cannes. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/GettyImages)

Miglior regista: Matteo Garrone (Il racconto dei racconti)

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Miglior regista esordiente: Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot)

Miglior film: Perfetti sconosciuti

Colpo di coda finale per Perfetti sconosciuti che agguanta il suo secondo premio della serata ma è il più importante, ovvero il premio come miglior film. Una sorta di investitura per lanciare il film verso la corsa agli Oscar 2017 vista anche la grandissima richiesta di diritti in giro per il mondo per remakes vari. Alla fine ciò che resta di questa edizione è riassumibile in un’atmosfera di premiazione più partecipata, più divertente, con maggiori investimenti e maggiori fasti. Al cinema italiano viene ridato il giusto spazio, forse guardando troppo al format degli Oscar americani ma velocizzando molto il ritmo e togliendo tutte quelle pause che l’edizione americana è costretta a fare per ragioni di sponsor. Nessuna esibizione di ospiti, nemmeno le canzoni in gara, 40 secondi (diverse volte sforati) per i discorsi dei vincitori e una conduzione giovane, divertente, mai irriverente e giusto un attimo ironica e che prende in giro anche i padroni di casa di Sky (“Non abbiamo badato a spese, lo schermo qua dietro costa quanto 3 documentari di Veltroni”). Vince il cinema italiano coraggioso che con commedia, fantascienza e fantasy mescola tradizione e innovazione. Un chiaro, e forse voluto, segnale alla distribuzione italiana, alla produzione italiana e, in generale per dimostrare, con i fatti, che il cinema italiano non è morto anzi…. provare (a vedere) per credere.

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