Benvenuti… ma non troppo

Recensione in anteprima – Una nuova ed esilerante (nelle intenzioni) commedia francese sbarca al cinema il 28 aprile. Si tratta di un ennesimo confronto tra francesi, questa volta non nord vs sud ma destra vs sinistra sul tema della poverta e dell’accoglienza. Gli ideali storici e teorici a confronto con la quotidianeità concreta di ogni giorno.

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A causa di un inverno particolarmente rigido, il governo francese indice misure speciali che obbligano i cittadini proprietari di appartamenti con stanze libere ad accogliere le persone più disagiate che non possono permettersi un alloggio. Un vento di panico si scatena in tutta la Francia, soprattutto al civico 86 di rue du Cherche Midi, dove sorge un lussuoso palazzo dell’area più esclusiva del centro parigino.
Qui abitano la famiglia Dubreuil (Karin Viard e Didier Bourdon), d’estrazione borghese e conservatrice, e i coniugi Bretzel (Valérie Bonneton e Michel Vuillermoz), intellettuali e radical chic. La monotonia del condominio verrà messa a soqquadro da questa coabitazione forzata, e nel confronto con i nuovi arrivati gli inquilini benestanti scopriranno la loro vera indole.

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Una nuova commedia francese si affaccia nei cinema italiani. Non tutto quello che viene dalla Francia però deve necessariamente essere annoverato tra i capolavori della commedia internazionale. Questo “Benvenuti… ma non troppo” si colloca a metà tra le riuscite opere del recente passato cinematografico francese e quelle che invece sono dimenticabili. Ci siamo divertiti non poco con “Giù al nord”, tanto da averne un remake nostrano nel fortunato (e fotocopiato) “Benvenuti al sud”, siamo rimasti ammaliati da “Le prénom” volgarmente tradotto nel titolo italiano “Cena tra amici”, anch’esso vittima di un remake non accreditato in quel “Il nome del figlio”, siamo rimasti folgorati da “Les Intouchables”, fantasiosamente tradotto, nel titolo, in quel “Quasi Amici” che ne svilisce gran parte del messaggio. Diciamocelo, noi italiani i film francesi li guardiamo sempre con sospetto e malcelata invidia e cerchiamo di storpiarli e italianizzarli. Anche “Benvenuti… ma non troppo” è l’artistica traduzione italica di “Le grand partage” (il gran divario).

Tralasciando il discorso sul titolo, il film si presenta bene, richiama alla mente dei chiari e precisi stereotipi che vorrebbe denunciare ma che finisce per sfruttare come architrave di una sceneggiatura spumeggiante anche se a tratti stanca e ripetitiva. Grazie a un impianto scenico prettamente teatrale che si snoda soprattutto tra le mura delle diverse case, il film ci fa assaporare prima il grande freddo condito di razzismo via via sempre più esplicito e poi ci regala un certo calore anche in ambienti e in famiglie poco avvezze alla socialità.

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Questo film fa parte del “e se succedesse davvero”, cioè se realmente i cittadini fossero costretti a condividere la loro casa con chi ne ha realmente bisogno per ripararsi dal freddo? E’ un interessante dilemma che non credo possa trovare soluzione se non nella buona volontà dei singoli.

La regia di Alexandra Leciére è abile nel mescolare la grande sintonia del cast con il tono scherzoso e a tratti superficiale della sceneggiatura. Una sfida quella della regista che viene vinta non a pieni voti ma con una larga sufficienza in un prodotto quantomeno discreto per poter passare quasi due ore di divertimento al cinema.

Voto: 6,3

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