Guldkysten (Gold Coast)

Recensione in anteprima – Torino 33 (2015) – Uscito in Danimarca il 2 luglio del 2015 il film danese non ha ancora una data di uscita ufficiale in Italia ed è stato presentato al festival torinese. Uno sguardo critico sulla schiavitù scaturita dai possedimenti danesi in Africa. 

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1836. Frederik Wulff, ufficiale danese e botanico, si trasferisce nell’Africa nera su ordine del re di Danimarca. Ha il compito di monitorare il lavoro in una piantagione di caffè della Costa d’Oro. Scrive all’amata Eleonora del suo tentativo di introdurre il progresso e abolire la schiavitu` che cozza con la dura realta`.

Non è difficile pensare ad Amistad quando si vede questo film danese. Questo diventa il più grande difetto di un film che la pellicola poteva mettere in campo. Non perché il film diretto da Steven Spielberg sia un brutto film anzi ma perché dopo una prima parte che si lascia vedere il film vuole assomigliare all’epica avventura sulla nave Amistad soprattutto enfatizzando oltre ogni limite l’argomento della schiavitù.

Con delle belle immagini sulla natura, paesaggi della Costa d’Oro incontaminati, ricostruzione di usi e soprattutto costumi dell’epoca il film però naufraga nell’eccessiva autoreferenzialità stancando con i continui racconti fuori campo del protagonista e incanalando il discorso verso la santificazione di Frederik Wulff.

Il fisico di Wulff infatti pian piano si fa destinatario di una sorta di calvario quasi fosse un nuovo messia portato sul Golgota. Parallelismo visivamente ben congegnato ma poco integrato all’intera vicenda creando un martire poco credibile.

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Il film funziona nella prima parte molto bene mentre diventa pretenzioso nella seconda salvando solo la prova del protagonista. Un film dalle buone intenzioni insomma, che vuole fare il punto su una pagina buia della storia danese e della quale probabilmente la Danimarca si vergogna e non trova modo di scusarsene. Però il film rimane confinato entro quelle belle terre creando anche un po’ di noia qua e là che non aiuta la visione.

Voto: 5,3

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