Un monstruo de Mil Cabezas

Recensione in anteprima – Venezia 72 (2015) – Sezione Orizzonti – Il regista messicano Rodrigo Plà è al suo quarto film e inaugura con il suo “Mostro dalle mille teste” la sezione Orizzonti della 72 Mostra del cinema di Venezia. Un film asciutto, corto, cruento nell’animo e negli interrogativi veri che lascia.

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Un uomo malato di cancro ha bisogno di cure particolarmente costose. La moglie, dopo le pressioni subite dalla corrotta compagnia di assicurazioni, decide di attuare le azioni più disperate pur di ottenere il denaro necessario.

Si svolge tutto in poco più di un’ora. Per l’esattezza 75 minuti. Un minutaggio che avvicina il film a un mediometraggio con dinamiche di cortometraggio. Sembra infatti che il film scaturisca da un’idea geniale più adatta a un corto piuttosto che a un film vero e proprio e anche i soli 75 minuti si sentono un po’ stiracchiati e annacquati con anche scene ripetute da più punti di vista.

Spicca l’interpretazione di Jana Raluy la protagonista che incarna bene la frustrazione che sfocia in violenza incontrollata verso la burocrazia e certi meccanismi della farmacologia più votati al tornaconto delle assicurazioni e della case farmaceutiche rispetto alla cura dei pazienti.

Il film quindi si trasforma in chiara e netta denuncia del sistema assicurativo sanitario vigente in Messico e la conclusione beffa finale dichiara ancora una volta la possibilità di incastrare il film in un corto.

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Buona la dinamica degli eventi in escalation di violenza e intreccio continuo, lascia un po’ a desiderare il ritmo, un po’ a singhiozzo senza motivo. Alcune scelte narrative tra il documentaristico poliziesco e la narrazione in soggettiva rendono vago l’approccio definitivo e non rendono bene l’idea, sempre che ci fosse, mista e innovativa.

Un film discretamente interessante e sufficientemente realizzato.

Voto: 6,2

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