La casa del tempo (CK)

mediumLa casa del tempo

Produttore: Nuno Productions

Genere: Horror

Regista: Tim Burton

Cast: Jake Cherry, Johnny Depp, Jimmy Bennett, Tessa Allen, Barbara Windsor, Helena Bonham Carter, Laura Linney, Thomas Jane

Trama: Febbraio è un mese breve ma può essere estremamente noioso se si vive a Londra, se si va a scuola e se si ha dieci anni. Harvey è stanco e annoiato ma quando, improvvisamente, fa irruzione nella sua camera uno strano personaggio, che dice di chiamarsi Rictus, la sua vita cambia. L’ospite invita il ragazzo a trascorrere un periodo di vacanza in una strana casa dove è sempre festa. Ma la Casa nasconde un segreto…

Link al film.

Ultimamente su Cinematik sembra andare di moda quel filone di film che ha per protagonisti dei bambini o degli adolescenti che si ritrovano coinvolti in vicende fantastiche per risolvere le quali dovranno mostrare tutto il loro coraggio. Lo scorso semestre appartenevano a questo filone “Il principe della nebbia” e “Raven’s gate”; e vi appartiene anche l’ultima fatica di Nuno, che si era già avvicinato a questo genere in passato con “High School Criminal”.

Per dirigere questo interessante e divertente film per ragazzi, Nuno chiama nientemeno che Tim Burton, uno dei registi più discussi del momento, che come al solito porta con sé gli inseparabili Johnny Depp ed Helena Bonham Carter, questa volta in ruoli negativi. Il protagonista assoluto però è il piccolo Jake Cherry, che si mostra particolarmente bravo nel ruolo di Harvey Swick, tredicenne annoiato che, su invito dell’eccentrico Rictus, si ritrova nella misteriosa Casa delle Vacanze, per poi scoprire i segreti e gli inganni che la Casa nasconde e affrontare il suo creatore, il terribile Mr. Hood.

Un soggetto non originalissimo, ma comunque solido, sul quale Nuno imposta una sceneggiatura secca, sintetica, senza fronzoli, con pochissime descrizioni; una sceneggiatura insomma che va dritta al sodo, sin dall’inizio. Tutta la prima parte introduce i personaggi e l’ambientazione, ma è nella seconda che il protagonista dovrà darsi da fare e affrontare Mr. Hood e le sue creature per riavere dietro gli anni che gli sono stati rubati. Tra le due parti, probabilmente ho preferito la seconda, che, sebbene sia abbastanza scontata, riesce a catturare il lettore che finalmente scopre la natura di Hood e assiste alle varie sfide tra Harvey e i servi di Hood. La prima parte forse poteva essere anche un po’ tagliata. Bella anche la parte a metà, quando Harvey dopo essere riuscito a fuggire dalla Casa scopre che nel suo mondo sono già passati trentatré anni. Accompagna Harvey nell’avventura il simpatico Wendell, un personaggio che quanto a caratterizzazione forse ho preferito anche allo stesso Harvey e che ho trovato molto credibile. Al contrario, il personaggio di Harvey, per quanto sia complessivamente riuscito, non mi ha sempre convinto: all’inizio sembra solo un bambino annoiato, poi si mostra curioso e intelligente, ma nell’ultima parte è anche troppo coraggioso e risolve ogni cosa con troppo sangue freddo. Mi ha ricordato un po’ il protagonista di Super 8, che più o meno aveva gli stessi difetti. Ottimo l’antagonista, Mr. Hood, un essere inquietante, che si nutre degli anni dei bambini e in realtà non è altro che la Casa stessa: la scena in cui compare per la prima volta e vediamo il suo volto deformato sul soffitto è molto efficace. Johnny Depp interpreta invece due eccentrici fratelli, Rictus e Twist: tra i due, il più riuscito è sicuramente Rictus, che ci appare come un essere magico, simpatico e buono, ma poi mostra pian piano la sua vera natura perfida e subdola; Twist è caratterizzato decisamente peggio e la sua uscita di scena è imbarazzante. Discreta la Bonham Carter. Sprecata Laura Linney, attrice che meriterebbe ruoli di ben altro spessore.

Ho apprezzato anche il finale, nel quale Harvey incontra per l’ultima volta, nella collina dove c’era la Casa, l’ormai anziana Lulù.

La scelta di Burton alla regia alla fine si dimostra vincente: il film rientra nelle corde del regista di “Edward Mani di Forbice”, che fa il suo lavoro in modo professionale, anche se senza grossi guizzi.

Nel complesso, “La casa del tempo” è un buon film d’intrattenimento, che diverte e non annoia. Non è niente di più di un film per ragazzi, ma nel suo genere è riuscito e merita la visione. Voto complessivo: 7 (Clint94)

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