I morti (CK)

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I morti

Arcadia Productions
(Drammatico)

Regia: Stephen Frears

Cast: Daniel Day Lewis, Helena Bonham Carter, Maggie Smith, Phyllida Law, Sally Hawkins, Sean Bean, Rupert Friend, Ella Purnell, Tamsin Greig, Carey Mulligan.

LINK al film

Trama: Dublino. Le due sorelle Julia (Maggie Smith) e Kate Morkan (Phyllida Law), con la nipote Mary Jane, ospitano nella loro casa numerosi amici e parenti. Tra questi, lo scrittore e giornalista Gabriel Conroy (Daniel Day-Lewis) e sua moglie Elizabeth (Helena Bonham-Carter). Dal racconto omonimo di James Joyce.

Recensione di Clint94

Difficile esprimere un giudizio su questo nuovo film di Arc. A fine visione si resta spiazzati e la prima cosa che ho pensato è: “E allora?”. Ciò che non è chiaro è proprio quello che l’autore vuole dire con questo film. Non vuole intrattenere, ma non lancia nemmeno particolari messaggi. Si limita a fare un affresco della vita della classe media irlandese nei primi anni del ‘900: è un affresco riuscito, realistico, dettagliato, curato, ma niente di più. Lo spettatore insieme con Gabriel e sua moglie partecipa alla festa organizzata da due anziane zie, e di questa festa ci viene mostrato ogni passaggio, ogni particolare, ogni dialogo, tutto quel che succede. La rappresentazione della mentalità, degli usi, del tipo di conversazioni della classe media dell’epoca è impeccabile. La ricostruzione storica, il contesto insomma, è proprio la cosa migliore del film. L’impressione che si ha però è che nel film ci sia solo fumo e nessuna sostanza. Di fatto, non c’è una trama, non c’è una storia, non succede niente di particolare. Assistiamo solo all’evolversi della festa, ai vari dialoghi tra i personaggi, fino a un finale ambiguo e poco chiaro, di cui non ho capito il significato sottinteso, se ve n’è uno. La storia di Michael Fury è triste, ma non si capisce in che modo si collega al resto. Oltre alla ricostruzione, sono fatti abbastanza bene anche i personaggi. È interessante il rapporto tra Gabriel ed Elizabeth (i sempre bravi Day-Lewis e Bonham-Carter), marito e moglie, che per tutta la durata del film sembra quasi che cerchino di mettersi in crisi a vicenda. Nel finale poi, quando Gabriel piange, forse è perché si rende di non essere mai riuscito a stringere con sua moglie un legame forte come quello che lei aveva stretto con Michael Fury. Mi sono piaciuti anche i personaggi di Sean Bean e Carey Mulligan: il primo è un galante gentiluomo che cerca di attirare le simpatie di tutti, ma viene tenuto in scarsa considerazione degli altri; la seconda è una giovane donna intelligente e arguta, che con i suoi ragionamenti riesce a mettere in crisi Gabriel, nella bella scena in cui i due ballano insieme. Gli altri personaggi restano in secondo piano, ma comunque sono caratterizzati sufficientemente bene perché si distinguano l’uno dall’altro: ci sono Freddy, il peggiore del gruppo, che tende a ubriacarsi e vestirsi male; le due zie anziane, di cui una è ormai rimbambita per l’età; la cugina pianista tutta sorrisi; il pianista serio e professionale. Insomma, tutta una serie di personaggi ben fatti. Perfetto Frears alla regia.
Nel complesso, è tutto fatto bene in questo film, tranne la storia. La sceneggiatura è scritta in modo impeccabile, l’ambientazione, la ricostruzione storica e i dialoghi sono assolutamente credibili, i personaggi sono ben fatti; ma in sostanza, cosa succede? Niente.

VOTO: 6,5

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One comment

  1. Come dissi nella recensione dell’epoca: “Un esercizio di stile eseguito in maniera impeccabile e nel pieno stile british, ma che rimane vuoto, lasciando nello spettatore un dubbio su cosa doveva raccontare oltre allo spaccato di una serata post natalizia.”
    Quindi concorde con quanto espresso da Clint nella sua recensione.
    Un film che nella realtà si potrebbe vedere e realizzato in maniera impeccabile sotto il profilo tecnico e che rispetta tutti i canoni dei film in costume inglesi; ma come scritto l’ho trovato un po vuoto…

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