The Dormitory (CK)

The Dormitory

The Dormitory

Oren Productions
(Orrore)

Regia: Renny Harlin

Cast: Joe Jonas, Bridgit Mendler, Brenda Asnicar, Josh Hutcherson, Toby Hemingway.

LINK al film

Trama: Un gruppo di ragazzi si organizza per passare una notte all’interno di un vecchio dormitorio isolato, invece ad attenderli c’è un incubo vecchio 25 anni.

Recensione di Andrew

Esordio “perfetto” per la Oren Production. Il perfetto sta a indicare il fatto che siamo davanti a una pellicola tipica per un esordiente che presenta buone potenzialità, ma da affinare.
Il film è un horror in tutto e per tutto, si tratta infatti di una situazione abbastanza classica, quella dove un gruppo di individui si ritrovano in un luogo dal quale è difficile allontanarsi, assieme a una presenza malvagia. Si parte con l’arrivo al dormitorio al quale seguono varie scene dove i ragazzi si divertono, per poi arrivare ai primi segni di una presenza. Le luci si spengono, i ragazzi si dividono e verranno poi a scoprire la realtà della situazione, per la quale inizierà quindi una fuga disperata.
Il film presenta alcune scene degne di nota e mi hanno colpito positivamente perché si vede che lo sceneggiatore cerca di allontanarsi dai soliti clichè dei film horror (in un film che comunque è pieno di clichè, mi sembra ovvio).
Ovviamente non è tutto perfetto e non sono mancate delle situazioni poco credibili ma tipiche di pellicole come questa.
Anche sul versante più tecnico il film alterna up e down. Tra i lati positivi, c’è quello che lo sceneggiatore riesce a far capire molto bene le scene, in maniera semplice ed efficace (so che è scontato, ma non è da tutti riuscirci al primo colpo). Tra quelli negativi c’è la grammatica che in molti parti è scorretta. La punteggiatura a volte manca (specie nei dialoghi), alcune frasi suonano male come costruzione, ma soprattutto c’è un’alternanza troppo evidente di frasi al presente e altre al passato. Tutte cose che forse a una rilettura più approfondita si sarebbero potute risolvere. Solitamente non ne tengo conto degli errori nel giudizio del film, ma in questo caso hanno un po’ appesantito la lettura .
Cast e regia scelti molto bene, infatti Oren ha voluto mantenere un profilo basso immagino per i costi ma anche per il genere di film che difficilmente avrebbe avuto nella realtà attori più famosi.
Di Renny Harlin ho visto solo Driven e Mindhunter, e a giudicare da questo secondo film e dalla sua filmografia posso dire che ci sta come scelta. Lo stile che usa è molto classico, cioè cerca di incutere paura con la comparsa improvvisa di qualcuno sulla scena.
Nel cast, fatto di attori semi-conosciuti, nessuno spicca in particolare. Probabilmente Toby Hemingway è quello che rimane più impresso per il ruolo che riveste, ma nessuno brilla per la caratterizzazione che è sì presente, ma poco approfondita.
Buona la colonna sonora che aumenta la tensione durante certe scene, inserita sempre al momento giusto (altro segno di grande potenziale di Oren che già dal primo film è riuscito a farne una).
Film che raggiunge la sufficienza per una serie di motivi, tra i quali il fatto di essere riuscito a scrivere una storia (che ricordo essere originale) che si regge in piedi molto bene e che potrebbe essere paragonata a tanti film reali del genere.
Ha sicuramente dei difetti tipici da opera prima, cioè non brilla in originalità né per la caratterizzazione dei personaggi, ha una trama che si basa su un evento un po’ banale e poco approfondito e non riesce a incutere timore come forse avrebbe dovuto.

Voto: 6

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One comment

  1. Sarà che la semplicità e l’innocenza dei film di Oren mi è sempre piaciuta, sarà che in estate un filmettino come questo casca a pennello, ma mi è venuta voglia di recuperarlo.

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