Le luci del dolore (CK)

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Le luci del dolore

Oren Productions
(Drammatico)

Regia: Paul Brown

Cast: James Franco, Patrick Wilson, Christoph Waltz, Oliver Jackson Cohen, Rachel Bilson, Zachary Quinto, Daniel Graig, Noah Emmerich, Lizzy Caplan, Alexys Nycole Sanchez, Owen Best, Rosemarie DeWitt.

LINK al film

Trama: Il Natale è la festa più attesa da tutti i bimbi, ma per il piccolo Thomas l’assassinio del padre, renderà questa ricorrenza la più triste della sua vita.
Ma in futuro l’amore lo porterà a sentirsi nuovamente vivo, e quando la cattiveria del mondo tornerà a colpirlo lui questa volta saprà affrontarla.

Recensione di Hermetico

Le luci del dolore è il secondo film di Oren e rappresenta indubbiamente un ulteriore passo avanti rispetto all’esordio. Il produttore abbandona le atmosfere da teen horror per cimentarsi con temi decisamente più ambiziosi e profondi, quali la vendetta, il dolore e l’amore familiare.
Ci troviamo di fronte a un film che ha diverse facce: la prima parte, dal ritmo pacato e dalle atmosfere concilianti, descrive la vita della famiglia del piccolo Thomas, in particolare i preparativi per il Natale. L’atmosfera idilliaca viene però interrotta da una tragedia che cambierà per sempre la vita delle persone coinvolte. La seconda parte del film invece racconta la vita di Thomas e sua sorella Sara, divenuti ormai degli adulti. Lui si è innamorato di una giovane maestra, mentre lei aspetta un bambino. Qui il film si trasforma quasi in una commedia romantica, dai toni leggeri e spensierati. Si seguono le vicende amorose di Thomas fino al coronamento del suo amore con Amanda. Proprio quando le cose sembrano sistemarsi per il meglio, tutto precipita di nuovo e il film vira bruscamente verso toni ben più drammatici e violenti. E’ nell’ultima parte che si compie la vendetta violenta e spietata di Thomas, verso il boss malavitoso che ha rovinato la sua vita. La storia, seppur non particolarmente originale, scorre via velocemente e cattura l’attenzione, soprattutto grazie a un buon protagonista che suscita tenerezza e simpatia. I personaggi secondari sono solo abbozzati ma contribuiscono a raccontare al meglio la vicenda. E sul finale, non si può non parteggiare per il povero Thomas, condividere la sua rabbia e seguirlo fino alla tragica conclusione, che nella sua violenza rimane comunque pilitically correct.
A volte però si ha la sensazione che il film proceda in maniera troppo semplicistica e che alcune svolte siano un po’ forzate. L’accanimento di Fergus (per quanto possa essere perfido) nei confronti della famiglia di Thomas, a volte, sembra esagerato. La reazione eccessivamente violenta del malavitoso, che si concretizza sempre nell’omicidio, sembra un po’ un pretesto per generare l’ennesima tragedia che va a colpire il povero Thomas. Il cambiamento repentino di quest’ultimo, da giovane spensierato e vendicatore spietato, non è molto approfondito e viene solo lasciato intuire. Probabilmente è proprio la parte “comedy” centrale che spezza il film: Thomas sembra aver superato egregiamente la propria tragedia familiare, invece la svolta finale, ci dimostra che il tarlo della vendetta ha sempre covato in lui. Probabilmente la parte centrale andava resa meno leggera e spensierata, in modo da raccontare come il trauma subito da Thomas condizionasse la sua vita di giovane adulto.
Paul Brown non lo conosco. Immagino che la scelta di questo regista dipenda dall’intento di Oren di tenere bassi i costi di produzione. Comunque la regia è asciutta e lineare, quindi Brown ha fatto un buon lavoro. Molto buona la prova di Franco nella parte del “bravo ragazzo”. Ottima anche la prestazione di Waltz, che indossa i panni dell’infame in maniera perfetta. Daniel Craig invece è decisamente sprecato per la parte.
Curato anche l’accompagnamento musicale.
Le luci del dolore è un film molto ambizioso, che vuole indagare l’animo umano nella sua parte più oscura. La vendetta è capace di trasformare un bravo ragazzo come Thomas in uno spietato assassino. L’approfondimento psicologico è un po’ debole e a volte si rimane troppo in superficie. Anche alcune scelte risultano un po’ semplicistiche, ma come già detto, il tema trattato è decisamente ambizioso, soprattutto se la storia è del tutto originale. Il film però intrattiene piacevolmente, è veloce, ha un bel ritmo e poi ci regala una visione cinematografica del Natale decisamente fuori dagli schemi.

Voto: 68/100

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