The Good Thief (CK)

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The Good Thief

World Entertainment
(Avventura)

Regia: Terry Gilliam

Cast: Jared Gilmore, Robert Downey Jr., Geoffrey Rush, Frances McDormand, Peter Stormare, Abraham Benrubi, Alison Lohman, Pete Postlethwaite, Michael Heath, Verne Troyer.

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Trama: New England, metà del XIX secolo. Ren, orfano di undici anni con un innegabile talento per il furto, è ancora in attesa di qualcuno che lo adotti, ma come sperarci, con quella sua diversità tanto evidente? Quando il misterioso Benjamin Nab, sedicente ex soldato e avventuriero viene a reclamarlo in compagnia di Tom, maestro in disgrazia e alcolizzato, sostenendo di essere suo fratello, per Ren avrà inizio una serie di peripezie travolgenti, tra affari loschi, tonici miracolosi e cadaveri esumati al cimitero. In tutto ciò farà amicizia con il gigantesco Dolly, assassino risorto dalla tomba, con una vedova sorda dal cuore d’oro e un nano: avrà bisogno dell’aiuto di tutti loro per andare incontro al suo destino, nella città ferita di North Umbrage, sotto l’ombra dell’enorme e tetra ciminiera della fabbrica di trappole per topi del temibile contrabbandiere McGinty e dei suoi scagnozzi in cappello e guanti rossi.

Recensione di Hermes
The Good Thief era indubbiamente uno dei film più attesi del semestre anche perché proviene da un produttore esperto, da sempre garanzia di qualità ed estrema cura. Anche questo film non fa eccezione, colpisce sotto molti aspetti, anche se forse non brilla del tutto.
Il film racconta la storia di Ren, un orfano menomato, che viene adottato da Ben un giovane mascalzone che si spaccia per suo fratello. Il bambino troverà in Ben e Tom, un simpatico ex-insegnante ubriacone, la sua nuova famiglia. Imparerà da loro l’arte della truffa e del furto, in cui lui stesso dimostra di aver un talento innato. Nella spettrale città di North Umbrage incontreranno una serie di personaggi bizzarri e simpatici, ma soprattutto, il giovane Ren scoprirà la verità sulla sua vera famiglia e su sua madre. È un film che parla di famiglia, sia quella vera che quella acquisita, di amicizia, quella sincera che andrebbe difesa e preservata a tutti i costi, di riscatto sociale e morale.
A sorreggere questi temi c’è un comparto di personaggi ricchissimo; dai già citati Tom e Ben, alla simpaticissima Mrs Sands, al tenero Dolly, fino al villain McGinty. Sono tutti ottimamente caratterizzati e non si può non simpatizzare per loro, nonostante spesso siano coinvolti in attività moralmente riprovevoli.
C’è poi un enorme cura nella descrizione dei luoghi e dei dettagli, che rende la sceneggiatura estremamente facile da immaginare, nei suoi paesaggi lugubri e sinistri.
L’unico vero difetto, probabilmente, sta nella lunghezza del film. Devo ammettere che in alcuni momenti ho avvertito un po’ pesantezza e sicuramente qualche ulteriori sforbiciata avrebbe giovato, in particolare all’inizio quanto tutta la vicenda fatica a carburare e anche qualche altro episodio durante la permanenza a North Umbrage. Ne sarebbe venuto fuori un film ancora più compatto e dal ritmo serrato.
La storia ha un impianto molto classico, nonostante ci siano degli elementi insoliti come i “mestieri” dei protagonisti e i loro metodi non convenzionali nel racimolare qualche quattrino. Anche i personaggi hanno una costruzione piuttosto classica, solo Dolly è lievemente ambiguo in alcuni momenti, ma presto anche lui rivela la sua vera natura. Il finale è ricco di colpi di scena, alcuni prevedibili (che Ben sia il padre di Ren), altri meno (che la madre di Ren sia la sorella di McGinty). La storia segue comunque dei binari piuttosto tradizionali, risultando quindi a tratti un po’ prevedibile e annunciata, senza particolari svolte impreviste, ma ciò non mina la qualità complessiva del film.
Gilliam fa un ottimo lavoro nel dirigere una pellicola completamente nel suo stile, soprattutto a livello visivo. Nella sostanza e nei contenuti, il film si poteva avvicinare anche ad altri registi come Tim Burton. Ottima la performance dell’intero cast su cui spiccano il giovane Jared Gilmore, Robert Downey Jr. e Geoffrey Rush. I primi due hanno già prenotato una nomination ai prossimi awards.
Musiche bellissime. Sono perfette per immergersi in un’atmosfera fatata e magica. Anche qui nomination assicurata.
Locandina molto bella e stilosa.
The Good Thief è un riuscitissimo e piacevole racconto di formazione, meno “sovversivo di quanto avessi immaginato e dall’impianto piuttosto classico, nonostante l’apparenza e qualche trovata insolita; il film trova la sua grande forza nei protagonisti, tratteggiati in maniera perfetta e nelle atmosfere avvolgenti e magiche.

Voto: 74/100

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