Pitch Perfect 2

Recensione in anteprimaDa noi, in Italia, il primo capitolo fu intitolato con il singolare nome di “Voices”. Questo secondo capitolo dovrebbe mantenere il titolo originale. Sarà un successo per la musica e l’atmosfera prevedibile e leggera di una teen comedy ma il film ha il sapore del già visto, del già sperimentato fin dal Pitch Perfect numero uno.

Pitch Perfect 2

Le Barden Bellas sono tornate! Le abbiamo viste scatenarsi sul palco in una competizione all’ultima hit per cercare la propria voce e la propria identità. Ma la sfida di Beca, Ciccia Amy, Chloe e le altre non è finita, pronte a mettere nuovamente alla prova la loro intesa musicale e a raggiungere nuovi traguardi. Preparatevi a ridere, ballare e soprattutto cantare insieme a loro.

Se un italiano volesse cercare nella sua memoria oppure nella memoria cinematografica delle distribuzioni di questo paese il primo capitolo di questo film, non lo troverebbe. Il “Pitch Perfect” del 2012 infatti è uscito nel nostro paese con il titolo di “Voices”. La scelta singolare dei distributori che ne hanno relegato l’uscita molti mesi dopo l’uscita e il successo americano inaspettato è stata anche pagata molto cara, relegando la pellicola a incassi deludenti e facendo passare in sordina il film. Diversa strategia è stata invece adottata per questo secondo capitolo che, in Italia giunge a pochi giorni dalla prima americana e con una buona dose di pubblicità sui media e sui social.

Siamo stati all’anteprima milanese per la stampa dove la proiezione è stata effettuata con la felice scelta di lasciare il film in lingua originale. Abbiamo apprezzato quindi non solo le voci delle attrici e degli attori durante il canto ma anche durante la recitazione. Questo secondo capitolo, è bene dirlo subito, non aggiunge nessuna novità a quanto visto in “Pitch Perfect”. La narrazione rispecchia lo stesso andamento tipico di questi film: caduta iniziale, lavoro sodo, redenzione e ovviamente happy ending. Se, comunque, si è già preparati a uno svolgimento abbastanza scontato anche prima della visione, l’inizio è divertente, così come è originale e commovente il finale. Nel mezzo qualche sfida ingiustificata, qualche scena gratuita e di poco conto, qualche spunto che poteva anche essere interessante ma che si dipana con poca profondità.

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“Pitch Perfect 2” ha il difetto di ripetersi troppo puntando alcune volte a torto ma spesso a ragione, sul canto, e su musiche orecchiabili e conosciute in un continuo mash-up che è la vera essenza del film stesso: una sfida di canto a cappella. Cercando di inserire qualche elemento di maturità (le ragazze stanno per laurearsi mentre hanno la sfida mondiale) il film vorrebbe osare qualche discorso più serio ma incappa nell’abbozzo e nel superficiale tipico di un film che non è pensato per essere profondo ma vuole essere un buon intrattenimento di musica al cinema.

Il cast presenta tutte le Barden Bellas originali con la felice aggiunta di Hailee Steinfeld che, da matricola potrebbe continuare questa saga se i produttori decideranno di rinnovare la serie per un terzo capitolo. La bella Anna Kendrick, vera leader del gruppo si defila e, anche nella recitazione sembra abbandonare la figura da guida delle ragazze. Purtroppo viene approfondito poco il passaggio a un’età più adulta e a compiti, nell’ambito musicale più consoni ma l’apporto canoro non manca.

La simpatia, l’ironia, il riempimento dei tempi morti, le battute più sferzanti, il ritmo più intenso, il divertimento più puro è lasciato all’intervento a volte dissacrante di una Rebel Wilson, assoluta star in ascesa della comicità mondiale. E’ lei la protagonista delle migliori e più divertenti scene del film, con la solita naturalezza del mettersi in gioco pienamente con tutto il fisico dell’attrice. E’ colei che salva l’intero film che altrimenti sarebbe abbassato a livello di mal riuscito sequel di un primo capitolo inaspettatamente di successo.

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Nulla da dire sulle musiche e sulle qualità vocali di tutti i cantanti, alcuni passaggi sono da spettacolo puro mentre la regia dell’esordiente Elizabeth Banks è quanto di più classico si possa immaginare. Una regia che si avvicina molto di più alla regia televisiva dei vari talent show piuttosto che al cinema ma non si evidenziano nè grandi pregi né temibili difetti.

Un film da sentire più che da vedere. Da vedere non c’è granché che non sia stato già visto. Alla fine ci si diverte abbastanza soprattutto per la musica.

Voto: 6,2

Pitch Perfect (Voices) del 2012 – Recensione

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