La donna di Logan Beach (CK)

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La donna di Logan Beach

Arcadia Productios
(Fantastico)

Regia: Mark Romanek

Cast: Russell Crowe, Robin Wright, Mila Kunis, Samantha Eggar.

LINK al film

Trama: A due passi da New York esiste una località chiamata Logan Beach. D’estate è una frequentata stazione di villeggiatura, ma d’inverno ha un’atmosfera da vecchia America dimenticata, angosciosa e rarefatta: un litorale battuto dal vento e dalla pioggia, una grande casa in cima a una scogliera, una villetta sulla sabbia e il resto del mondo lontano come non mai. Proprio qui, e proprio in un inverno più inclemente del solito, si rifugiano David ed Ellen, una coppia di coniugi, con la speranza di ricucire in qualche modo il loro rapporto in crisi da anni, lontani dall’assolata California e da una storia di infedeltà che Ellen non riesce a perdonare. Ma l’insidia è dietro l’angolo.

Recensione di Mastruccio
Dopo il conturbante ed apprezzato “Il desiderio”, presentato aL Festival di Roma, Arcadia, senza un attimo di tregua, sforna per l’Halloween Contest un altra pellicola che, dichiarata di genere horror, non si discosta, comunque, dalle atmosfere e dai sapori dei suoi utimi lavori prodotti. Con “La donna di Logan Beach”, infatti, assistiamo ad una storia dove il tema principale del recente cinema arcadiano, il sesso, è molto presente, quasi costante, dipinto questa volta con colori a tinte scure, che dovrebbero incutere, nelle intenzioni, paura e inquietitudine. E, nella realtà, per certi versi vi riesce, anche se non completamente, e questo fattore, alla fine, risulta essere il più grande difetto di questo film.
Appare chiaro, al lettore, che Arcadia abbia all’inizio nutrito fortissime aspettative su questo soggetto, dove abilmente sono mischiati ingredienti tipici di un cinema malinconico, introspettivo e di evoluzione sentimentale, ad altri ingredienti, esattamente opposti, di genere orrorifico, mediante la presenza di atmosfere scure, personaggi misteriosi, case situate nel bel mezzo del nulla, lontane dalla vita sociale, e fantasmi. Ingredienti che, miscelati con la giusta alchimia, hanno fatto la fortuna di molti sceneggiatori. Come non pensare all’intrigante “Le verità nascoste”, il primo che mi è venuto in mente e che assomiglia, per ambientazione e tensione narrativa, a questo. Ma il pensiero corre anche a “The others”, dove i fantasmi sono resi così reali e corporei da ingannare lo spettatore.
L’intenzione di Arcadia, che ha aggiunto la componente “sesso” in un racconto che, nell’originale, immagino non è presente a questi livelli, è senza dubbio interessante. Però, ad un certo punto, è evidente che l’autore abbia perso un po’ di vista, ed anche entusiasmo, nello sviluppo che, via via, stava prendendo lo script. Non ne capisco il motivo, perchè le potenzialità per fare un ottimo film c’erano tutte. Invece, ad un certo punto, assistiamo ad una frettolosa e non chiara conclusione, come se allo sceneggiatore fosse venuta la fretta di “sbrigare” la faccenda, per interessarsi a progetti molto più interessanti. Quindi, veniamo a trovarci dinanzi a forzature di situazioni che avrebbero avuto bisogno di maggior dettaglio (ad esempio, una su tutte, quando David vede tutto deformato, anche il volto della moglie, due parole due per raccontare il fatto sono veramente poche). Così come anche diversi buchi di sceneggiatura, che fanno un po’ storcere il naso. Peccato, perchè, invece, riconosciamo lo stile asciutto e comunque molto efficace di Arcadia, che tanto ho apprezzato nei precedenti lavori, quasi un marchio di fabbrica, che si fa riconoscere ormai anche se il testo fosse anonimo.
Il cast è molto buono, e Russell Crowe e Robin Wright mi sembrano assolutamente a loro agio. Ottima prova attoriale anche per la bella Mila Kunis, provocante ed ambigua quanto serve. Non conosco, sinceramente, Mark Romanek. Non ho visto nessuno dei suoi film, e quindi noon posso valutare appieno la sua regia, che mi pare, comunque, buona.
Le musiche sono veramente buone, segno che sono state cercate e scelte con cura, e probabilmente prima che in Arc calasse la fretta di concludere il film.
Il sito è essenziale, nel senso che c’è il minimo sindacale, e la locandina è carina, con quel color seppia abbastanza evocativo anche se non proprio originale.

Voto: 68/100

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