Horowitz & il pesce (CK)

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Horowitz & il pesce

Produttore: Tomcat Entertainment

Genere: Fantastico

Regia: Ross Gary

Cast: Murray Bill, Hannah Daryl, Shelton Marley, Jane Fonda, Perkins Elizabeth, Elizondo Hector, Fahey Jeff, Bridges Jeff

Trama:  Lo spaccato di vita del metalmeccanico Horowitz, che ha una moglie insopportabile come Betsy che non perde occasione per prenderlo in giro o denigrarlo. Una donna insoddisfatta che mira alto, ma l’umile lavoro di Horowitz non gli può garantire. Salvo che Horowitz, nell’unico momento di pace che vive nella sua esistenza grigia, non lo porti a fare un incontro inaspettato e che gli cambierà  la vita. Ma lo farà  in meglio?

Data di uscita: 26/04/2015

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Recensione (Hermetico)

Questo è sicuramente il film dal soggetto più bizzarro: un povero metalmeccanico che entra in contatto con un pesce parlante, una sorta di genio della lampada pronto a realizzare tutti i desideri, o quasi. Gli scambi di battute sono vivaci e frizzanti, uno dei punti di forza del film, anche se purtroppo è stato scelto sempre il discorso indiretto che inevitabilmente smorza la forza di certi dialoghi (io avrei intervallato, diretto-indiretto, anche per rendere più scorrevole la lettura). Ma ancora più riuscito è il tenero protagonista, un irresistibile Murray per cui non si può che provare un’infinita simpatia. Parla poco, ma è fin troppo facile immaginarselo con quell’aria da pacioccoso “fallito”, stressato dall’insopportabile moglie.
E anche Hannah Daryl dà una bella prova, nonostante un ruolo volutamente antipatico.
Peccato solo che la pellicola scopra troppo presto le sue carte e dopo un paio di scene purtroppo non assistiamo altro che al ripetersi del medesimo schema e delle stesse dinamiche (che funzionano decisamente meglio all’interno di un racconto che di un film). Il risultato è che tutta la pellicola, che ha quasi il sapore di una parabola, assume un carattere prevedibile e schematico. Il finale, nonostante non regali grossi sussulti, è in realtà piuttosto “coraggioso”, per la sottile amarezza che trasmette e la quasi totale sconfitta di Horowitz che perde anche il suo amore (anche se forse non è così male perdere una donna così).
Bello il ripescaggio di Gary Ross, mentre Murray lo ritroveremo sicuramente in cinquina agli Awards.
Anche la colonna sonora è davvero ben fatta, la migliore del contest.
Il film quindi è piacevole, per certi versi originale e bizzarro, ma c’è qualche difetto di troppo (un uso eccessivo del discorso indiretto che smorza la forza di un racconto simile e il ripetersi delle stesse situazioni, anche questo troppo derivativo dalla forma del racconto) che gli impedisce di colpire davvero. Comunque indubbiamente un ritorno, ricco di carattere e personalità, per Tomacat.

Voto: 68/100

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