Honey, I’m a tree (CK)

honey

Honey, I’m a tree

Chimera Films
(Commedia Sentimentale)

Regia: Sam Mendes

Cast: Julie Walters, Alun Armstrong, Michael Emerson, Carey Mullighan, Robert Michael Sheehan, Sophie Wu, Patsy Kensitk.

LINK al film

Trama: Vittima del famigerato pre-pensionamento, Grant il si sente ormai inutile a se stesso e agli altri. La soluzione è presto rivelata: scava una buca nel pavimento e si pianta, letteralmente, al centro del salotto, diventando un albero di mele.

Recensione di World
Soggetto & Sceneggiatura: Tratta da un breve racconto, che Andrew per l’occasione ha ampliato e riveduto, la sceneggiatura si presenta subito nella forma originale di un mockumentary, senza però limitarsi ad essere solo questo. Riassunta in due righe la trama è quantomeno bizzarra e inverosimile, perchè tratta di un uomo forse temporaneamente disattato (a causa di un prepensionamento) che un bel giorno si trasforma in albero.
Non a caso mi è venuto da dire “un bel giorno”, perchè l’aspetto favolistico e surreale – persino un po’ spiazzante nel momento della trasformazione – irrompe all’improvviso dopo un incipit da classica commedia familiare. Dal momento della trasformazione in poi (abbastanza presto comunque) il film assume tutt’altro significato fino a giungere, tra momenti leggeri ed altri molto più emotivi, ad un finale lieve nel suo aspetto poetico.
In tutto ciò, un espediente apparentemente superfluo come quello del finto documentario (o mockumentary) diventa al contrario fondamentale, permettendo così allo sceneggiatore di far procedere il racconto su due livelli, dove le interviste “private” (coi personaggi che si rivolgono direttamente allo spettatore guardando nella Mdp) hanno la precisa funzione di approfondire di parecchio la vera psicologia dei personaggi, con aspetti che difficilmente sarebbe stato possibile mostrare. La sceneggiatura scorre veloce ed esperta, se si eccettua forse qualche rara “intervista” (forse solo una al massimo due) un po’ gratuita, un po’ più da riempitivo.
Ciò non intacca un lavoro di scrittura non facile, uno script che scorre con una naturalezza tale (merito anche di ottimi dialoghi) da far passare quasi subito lo spiazzamento dovuto alla trasformazione e a farla anzi “digerire” allo spettatore come una cosa perfettamente realistica e plausibile.
Questi ed altri aspetti che menzionerò in seguito contribuiscono alla sicura riuscita del film e al suo incasellamento in un’atmosfera molto da cinema indipendente, stile Sundance.
Regia: Considerata la trama “bizzarra”, capisco la scelta iniziale di David Lynch, ma a conti fatto credo che non prenderlo sia stata una decisione giusta. Sam Mendes ci sta, per l’efficace illustrazione delle dinamiche familiari, anche se forse ci sarebbe stato ugualmente bene un nome di più basso profilo, prendendo magari qualche regista scoperto proprio al Sunday.
Personaggi & Cast: Film principalmente d’attori, dall’impianto similteatrale, Honey I’m a tree ha i nomi giusti al posto giusto grazie a un casting accurato che, in extremis, ha giustamente evitato i grossi nomi, puntando su facce dalla comune espressività. E così Alun Armstrong ha preso il posto dell’altisonante Sir Hopkins e Julie Walter quello della signora in giallo Angela Lansbury. Anche qui scelta da premiare su tutta la linea perchè il cast non solo è ispirato ma raggiunge le sue vette proprio nella interpretazione della vegliarda Walter, che assai probabilmente dirà la sua già al Contest, per non parlare dei lontani Awards dove comunque sarà da ricordare. Molto bene anche Michael Emerson e Carey Mulligan.
Colonna sonora, locandina & sito: Colonna sonora puntualmente azzeccata nell’accompagnare le diverse scene, da quelle più leggere a quelle emotivamente più forti ed evocative. Ci sono ottimi brani, che favoriscono l’atmosfera e l’empatia coi personaggi: una su tutte, Autumn Leavesche conoscevo nella versione del grande Nat King Cole, ma che qua risentiamo in una toccante reinterpretazione di Eva Cassidy.
Locandina perfettamente in tema e abbastanza “eterea”, come è tradizione per le loca di alcuni dei film più intimisti della Chimera. Sito semplice e funzionale: molto minimal, e la cosa ci sta tutta.
Considerazioni finali e voto complessivo: In estrema sintesi Honey, I’m a tree è il classico film indipendente che farebbe strappare i capelli al Sundance Film Festival. Parte come una commedia, vira poi decisamente (e in maniera leggermente spiazzante) verso il surreale, infine si conclude con un tocco di romantico poeticismo, che non può non commuovere lo spettatore. La lettura del film mi ha preso totalmente, perchè il passaggio da un registro all’altro avviene senza grossi traumi (giusto quello della trasformazione, ma lì è ovviamente voluto) e il risultato ne è un indimenticabile storia di grande delicatezza e sensibilità. Umanità che traspare dalle psicologie dei personaggi e da uno script attento che, come detto, passa disinvoltamente dal sorriso allo stupore all’emozione. Facile intuire dove lo sceneggiatore abbia lavorato maggiormente “di suo” perchè, a conti fatti, c’è davvero molto del modo di fare cinema Chimera (io ci ho visto notevoli riferimenti, a livello tematico, a Il peso della farfalla). Un film che, forse a sorpresa, dirà fortemente la sua già a partire da questo Love & Smile Contest.

Voto: 75/100

Altre recensioni e commenti sul Forum di Cinematik

2 comments

  1. Un’altro dei bei film di Andrew. Che ancora una volta dimostrava la versatilità del nostro produttore siculo. Aveva sicuramente fatto anche di meglio, ma ogni uscita per me era un sorpresa.

Commenti