Cowboy Bebop (CK)

2qxlqwpCowboy Bebop

Produttore: Clint Productions

Genere: Fantascienza

Regista: Gore Verbinski

Interpreti: Colin Farrell, Bruce Willis, Christina Ricci, Michelle Williams, Paul Bettany, Philip Seymour Hoffman, Martin Sheen, John Hawkes, William Forsythe, Stephen Dorff, Wes Bentley, Robbie Coltrane

Trama: In un lontano futuro, l’intero sistema solare è stato colonizzato. A bordo della nave spaziale Bebop viaggiano Spike Spiegel (Farrell) e Jet Black (Willis), due moderni cowboy che danno la caccia ai criminali per riscuoterne la taglia. I due si mettono sulle tracce di Asimov Solensan (Dorff), un gangster appartenente al Red Dragon Crime Syndacate di Marte, che è fuggito con una partita di Bloody Eye, la droga del futuro. L’incontro con la donna di Asimov, Faye Valentine (Ricci), stravolgerà le vite dei due cacciatori di taglie. Ma per Spike quest’avventura sarà anche un viaggio nel passato, perché lui ha già avuto a che fare con il Red Dragon e c’è una donna che non ha mai dimenticato…

Link al film.

Dopo “Cinque centimetri al secondo” e “Pulp Stories” , il prolifico Clint presenta al pubblico cinematikino la sua ultima creatura cinematografica “Cowboy Bebop”, puntando decisamente a conquistarsi il titolo di miglior produttore del primo semestre 2012.
“Cowboy Bebop” è un film che, come già altri di Clint, è tratto dall’omonimo anime giapponese di successo. La passione del nostro amico producer per questo genere di manufatti cinematografici è senza dubbio chiara, abbondantemente manifesta, perfino fin troppo ammirata, tanto che per lunghi pezzi del film, quelli più importanti, l’autore non ha osato cambiare nemmeno una virgola del cartone animato originale. Si vada a vedere, tanto per citare un esempio, il brano finale che conclude l’anime (lo si trova su Youtube, ed è in inglese).
A dispetto di ciò, comunque, Clint non si esime da una necessaria riscrittura e riduzione per la sua trasposizione. Come egli stesso ci rivela nella pagina dedicata del sito, sono stati tagliati diversi personaggi e situazioni che avrebbero appesantito lo script e non avrebbero dato nulla di più al già corposo plot. Il risultato di questo meticoloso e rispettoso lavoro di asciugatura è, quindi, un ottimo film d’azione, scritto benissimo e pieno di particolari, sia tecnici che contenutistici, che certamente lasciano allo spettatore, all’uscita dal cinema, la bella sensazione di aver assistito a qualcosa di particolarmente bello.

L’autore giapponese, dal nome impronunciabile, dell’anime originale ha creato una bella serie di personaggi, calati in un’ambientazione futuristica e fantastica, nel quale, però, sono conservati tutti gli stilemi e le caratteristiche dei grandi film western americani (grandi campi lunghi e lunghissimi, riprese dall’alto), ma anche con chiare citazioni stilistiche riprese dagli spaghetti western inventati da Sergio Leone (primi piani ravvicinati, dettagli a tutto schermo, sequenze silenziose con solo commento musicale). Non mancano, inoltre, ulteriori influenze stilistiche riprese da altre pellicole ben famose. A me, per esempio, certe inquadrature e sequenze hanno fatto pensare a “Matrix” (la sparatoria in mezzo alle colonne, con tutti i detriti che volano in aria, e la caduta di Spike, con i vetri del rosone che cadono in mille pezzi dietro di lui). Così anche la struttura del racconto, con scene enigmatiche (la primissima, quella della rosa nella pozzanghera), riprese più volte nel corso della storia, che vengono spiegate solo verso la fine, ricollocando così tutti i pezzi del mosaico al loro giusto posto, è stata usata dai migliori autori cinematografici in numerose sceneggiature.

I personaggi del film, anche quelli secondari, sono stati scritti molto bene. Hanno spessore, i caratteri sono ben delineati, ci vengono descritti particolari apparentemente insignificanti ma che, invece, sono la ciliegina sulla torta. Mi viene in mente, per esempio, il personaggio di Jet, con un passato che non ci è rivelato, ma che trasmette tutta la carica emotiva e caratteriale, con la sua avversione nei confronti delle donne, una corazza che si sgretola quando lo vediamo innaffiare i bonsai, e manifestare chiaramente l’affezione per Spike e Faye, la ragazza che piomba sulle loro vite e che le scombussola. Del personaggio di Faye resta impressa senza dubbio la malinconica solitudine e l’incapacità di rimanere ancorato a qualcuno, preferendo allontanarsi per non soffrire un possibile abbandono. Un bellissimo personaggio. Bellissimo anche quello di Spike, ovviamente. La sua storia è ottimamente descritta, sapientemente rivelata nel corso di tutta la storia, che ci spiega, alla fine, il perché del suo carattere e delle sue peculiarità. Altro bel personaggio è quello di Vicious, il cattivo per eccellenza. Ben descritto e delineato anche lui.

La scelta di far dirigere il film da Gore Verbinsky è stata, alla fine, azzeccata. E’ credibile e senz’altro le numerosissime scene d’azione gli si addicono. La scelta del cast mi ha convinto, anche se devo dire che diversi attori sono stati ampiamente scelti anche da altri che, nel mondo, hanno provato ad individuare le facce giuste per i vari personaggi. Cito, ad esempio, Bruce Willis (Jet), Cristina Ricci (Faye) e Paul Bettany (Vicious). Originale, invece, mi è parsa la scelta di Colin Farrel per il ruolo di Spike. Mentre in rete ho visto altri attori (K. Reeves in testa), Farrel mi sembra sinceramente più adatto. Bravi, comunque, tutti.

Per concludere, un bel film davvero. Clint, a parte il lavoro di asciugatura di cui ho parlato, non ha fatto grandissimi sforzi di scrittura. Come dicevo, per alcuni tratti ha praticamente riscritto così come sono le scene dell’anime originale, con gli stessi dialoghi. Encomiabile il rispetto per un prodotto di cui è innamorato, io però avrei preferito qualche spunto un po’ più originale, nelle inquadrature e nel montaggio.
Voto: 78/100 (Mastruccio)

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