Avengers – Age of Ultron (3D)

Recensione – Arcadia sala Energia (3D) Il secondo capitolo degli Avengers sbarca al cinema. Dopo il successo di pubblico e critica si tenta di replicare gli ottimi risultati di trama ed emozioni. Obiettivo raggiunto “a pois” e parafrasando una battuta del film, Whedon ha rotto qualche uovo qua e là ma almeno non ha fatto una frittata.

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Lo S.H.I.E.L.D. è stato smantellato e i Vendicatori sono usciti allo scoperto. Dopo aver oltrepassato il portale dei Chitauri e aver intravisto cosa c’è fuori, Tony Stark ha riesumato il progetto di Ultron, un’intelligenza artificiale a protezione del mondo. È l’armatura che ha tolto a se stesso e con cui vorrebbe schermare il pianeta. Ma Ultron ha un’idea propria di cosa significhi ottenere la pace ed è un’idea che prevede innanzitutto la distruzione degli Avengers. Provata dalle manipolazioni che Wanda ha operato sulle loro menti, portando allo stato cosciente paure, traumi e sensi di colpa di tutti, la squadra si unisce nonostante tutto per fermare il nemico e recuperare la gemma dell’infinito.

“Oh, He did it again”…. sì Whedon ce l’ha fatta di nuovo ma….ma… Ecco come potrei iniziare e riassumere questa nuova avventura degli Avengers. Una sufficienza piena, larga, per un film nel complesso discreto, emozionante, e con alcuni spunti e momenti molto interessanti.

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“per fare una frittata bisogna rompere qualche uovo”

Whedon lo fa, rompe qualche uovo, ricreando solo alcuni degli schemi del primo capitolo e rompendone altri dando più libero sfogo a temi tabù per dei supereroi: gli affetti e soprattutto la famiglia. Alcuni eroi fanno un passo indietro e altri ne fanno uno avanti creando un maggior equilibrio tra i componenti del gruppo. Ci viene presentato quindi un “Occhio di falco” molto più umano, nella vita quotidiana, con gli affetti gelosamente protetti. E’ uno degli elementi di rottura che impreziosiscono un copione che altrimenti sarebbe normale, prevedibile.

“credi di essere l’unico mostro in squadra?”

Mark Ruffalo, Scarlet Johanson, Jeremy Renner sono gli attori che escono vincenti nel confronto con gli altri colleghi grazie ad una sceneggiatura che approfondisce i loro caratteri e le loro relazioni. In particolare il rapporto tra “Vedova Nera” e “Hulk”, o meglio tra Natasha Romanoff e Bruce Banner si sviluppa in profondità in una complicità di sentimenti via via crescenti e coinvolgenti. La loro relazione attraversa il film in modo trasversale e quando Hulk appare in video il tono della pellicola si eleva che sia la relazione con Natasha oppure che siano i vari combattimenti incredibilmente distruttivi e devastanti.

“che si vinca o che si perda i problemi torneranno”

Una frase che racchiude la sensazione che pervade l’intero film: qualsiasi cosa i nostri supereroi si trovino a fare si ha sempre la sensazione che qualcosa andrà storto e che anche la pacifica riunione attorno ad un tavolino su dei comodi divani possa improvvisamente trasformarsi in un’avventura. Poi l’avventura sfocia in scontro, scazzottate e demolizioni di robot. Una volontà di Whedon di strabiliare che poche volte riesce, e se riesce è grazie solo agli effetti speciali e alle musiche con slowmotion che ne rendono epica la visione.

I buchi di sceneggiatura ci sono, inutile scrivere spoiler ma sono abbastanza evidenti in un paio di punti. Il pensiero che passa per la testa è: “ma?…”, ipotizziamo sia dovuto a tagli nella fase di montaggio che han prodotto passaggi troppo affrettati. Quasi insopportabile ormai la parlata dei russi, in quello pseudoitaliano con verbi all’infinito e tono alla “ti spiezzo in due” tipico degli anni 80 che sarebbe ora di superare da parte dei doppiatori italiani.

Ultron è sicuramente un villain credibile anche logorroico  come buona parte dei suoi colleghi sterminatori della razza umana. Ogni tanto le sue elucubrazioni ricordano vagamente la logica sconcertante di Hal9000 o la vacuità di affermazioni fuori contesto dell’invasato di turno.

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In un continuo di azione, sparatorie, scontri, approfondimenti dei sentimenti e delle paure dei vari personaggi il film presenta l’immancabile (e divertente) cameo di Stan Lee, cita la Disney e si autocita. Star Wars, Big Hero 6, persino la vasca di Tomorrowland giusto per evidenziare i più evidenti. Non mancano anche divertenti siparietti e battute tra i personaggi, e il martello di Thor sarà inconsapevole protagonista di un fil rouge comico per l’intero film. Da invidiare l’involontario atterraggio di Mark Ruffalo.

Nonostante qualche difetto “Avengers – age of Ultron” è un film d’intrattenimento ben costruito e che regala emozioni per un paio d’ore. Fra tre anni arriverà in sala la prima parte del terzo capitolo, infatti come da recente moda, il capitolo finale sarà diviso in “Infinity war part 1” e “Infinity war part 2”. Nota sul 3D, aggiunge una profondità maggiore alla visione ma non è essenziale

Voto: 7,1

One comment

  1. Devo dire che non mi è piaciuto, così come il primo. Qua forse è apprezzabile il tentativo di inserire qualche accenno alla vita privata dei personaggi, ma sono tentativi estremi ed evidentemente forzatissimi, anche perchè occupano solo l’1% del totale delle scene, ragion per cui si poteva anche evitare e occupare quel tempo con altre scene d’azione. Perchè questo è l’unico motivo per cui si guarda questo film. Non c’è spazio per una caratterizzazione se inserisci un’ammucchiata di personaggi che possono solo scambiare qualche battuta ironica (almeno devo dire che questa volta si sono sforzati di non inserire le scene con le risate di sottofondo come nel primo film).
    Appunto, riguardo le scene d’azione, come sempre spettacolari visivamente, anche se quelle davvero belle sono soltanto all’inizio e alla fine del film, con una bella ora centrale un po’ noiosetta.
    Il mio è un 5,5

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