RSC Day 3: “Cat Motel”

Roma Summary Contest (terzo giorno) – Eccoci arrivati a metà settimana ed è la volta del terzo film in gara: “Cat Motel” è la proposta di Ramaya Productions con alla regia Shawn Levy intervenuto al contest insieme agli attori principali del film

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Cat Motel

(Ramaya Productions)

Entra in sala e vedi il film

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Intervista al produttore

Genere: Sentimentale

Regia: Shawn Levy

Cast: Kutcher Ashton, Moore Mandy, Kudrow Lisa, Belushi James

Trama: Su una strada statale corrono le auto di Lucas (Ashton Kutcher) e Catherine (Mandy Moore). Sarà un gatto fermo in mezzo alla strada a farli fermare, incontrare e, lentamente, conoscere. Fermi ad un motel dovranno stabilire, infatti, chi sarà il nuovo proprieterio del micio abbandonato.

Da un racconto di Ray Bradbury.

8 comments

  1. Terzo film della rassegna che ricalca nella struttura l’opera di Mastruccio che ha aperto il festival, e quindi confermo che questo tipo di summary, naturalmente con tutte le possibili varianti del caso, non mi dispiace. Anche qui ci troviamo di fronte a una pellicola con un paio di scene ben sviluppate e il resto dello svolgimento descritto in maniera decisa e senza fronzoli così da potere capire speditamente la sostanza del film godendo dei dialoghi tra i protagonisti dove più necessari. Il bello è che nonostante abbia appena affermato che il film di Mas e questo di Luca siano simili, è chiaro dalla loro visione, seppur limitata, che si tratta di due opere completamente diverse. La prima imponente, che si sviluppa in vari rivoli con storie parallele appena accennate ma cmq comprensibili, questa seconda più intima, che scorre veloce tra gli sguardi e i ricordi dei due protagonisti, ma entrambe funzionano benissimo, a dimostrazione che questo metodo di gioco, se fatto con la dovuta attenzione ai dettagli e alla scelta dei particolari esposti, potrebbe aprire un varco nel gioco attraverso il quale realizzare finalmente le innumerevoli ottime idee che non siamo riusciti a portare a termine in questi anni a causa del tempo, delle difficoltà a sviluppare l’intero progetto, o qualsivoglia intoppo personale, perché, come scritto da altri recensori prima di me, dopo un summary come questo, viene già la voglia di vederne un altro (maschile e quindi senza apostrofo).
    Venendo al film vero e proprio la storia è piacevole, delicata ed è un piacere lasciarsi trasportare dagli eventi per sapere come finirà, anche se un’idea ce la si fa sin dall’inizio. Il professionale e sempre simpatico Kutcher in un film come questo ci sguazza mentre il ritorno della Moore mi è parso più impacciato. Carino l’omaggio a Belushi. Levy è un non regista che qui raggiunge il suo apice con un film nel quale troviamo almeno un minimo impegno e profondità che in precedenza mai aveva nemmeno sfiorato. Nel complesso un film riuscito e piacevole nel classico stile Ramaya che anche con questo nuovo formato di gioco non perde i punti di riferimento che lo hanno sempre contraddistinto.

  2. Questo Cat Motel della Ramaya Productions rappresenta forse il summary più riuscito e a fuoco del Festival, almeno fino ad ora. Se nel caso del film di Mastruccio la sensazione a fine lettura era quella di trovarsi di fronte a una storia ricca e complessa che per forza di cose stava un po’ stretta nel formato del summary, qui ci troviamo di fronte a un film che sembra quasi nato per essere destinato a un formato così smart e veloce. La storia è indubbiamente meno ambiziosa rispetto a Baciate dalla Fortuna, due soli protagonisti, uno sviluppo prevedibilissimo ma che non infastidisce per nulla, tanto da risultare piacevolmente rassicurante.
    Una commedia brillante e dolce, fatta di poche scene che però riescono efficacemente a descriverci i due simpatici protagonisti, la loro bizzarra conoscenza e i due deliziosi coprotagonisti. Anzi diciamo pure che nonostante la bravura di Belushi, questa volta è Lisa Kudrow (l’indimenticata Phoebe Buffay) a dominare la scena. Deliziosa nei panni della cameriera svampita che simpaticamente si intromette liaison tra i due.
    E’ un film quindi che racconta una storia semplice ma in maniera efficace senza reinventare certo il genere o colpi di scena. E poi c’è anche la piacevole sensazione che il formato ridotto del summary si addica perfettamente a questa piccola storia. 71/100

  3. “Cat Motel” è un altro dei piccoli film che la Ramaya Production ci ha regalato nei suoi appena due semestri di vita produttiva. La sua forza sta appunto nella sua essenzialità, che si presta perfettamente per un summary: pochissimi personaggi, due o tre locations al massimo, e una storiella breve ma completa di tutti gli ingredienti di genere. Diciamo però che, se si realizzasse la sceneggiatura completa, potrebbe uscirne un bel cortometraggio allungato, piuttosto che un lungometraggio.
    Malgrado sia molto prevedibile e non regali, per la forma breve, emozioni anche minime, il film si lascia guardare con piacevolezza.
    Buon cast, ma la regia mi è sconosciuta. Scelta dettata da cosa?
    La locandina è la più bella vista fino ad ora.
    Voto: 65/100

  4. Sulla locandina di WW, concordo con Pap; anche sul suo intervento in cui diceva che anni fa quella locandina non avrebbe visto la luce.
    Sotto la recensione al film

  5. Altro modo di interpretare il Summary, che diventa una equa via di mezzo sulla scaletta del film di Mas e con il mio. Bello che comunque fino ad adesso ognuno abbia usato un suo stile. Quello di Luca è interessante perché è scritto come una sceneggiatura classica, ma ha anche l’intelligenza di sfruttare la formula summary, per inserire delle scene che avrebbero allungato il film o a degli spiegoni che spesso non piacciono. Questo potrebbe diventare benissimo un film classico, ma ne sentiamo davvero la necessità o ci basta il Summary?
    La storia è carina e interessante anche per chi come me ama il cinema action, le pupe, le corse in auto, ma che alla fine è un inguaribile romantico. Chiaramente la storia procede sui suoi binari fino al finale lasciato libero, ma che sarà sicuramente un Happy End. Due persone che grazie ad un micio riescono forse a ritrovare la serenità che avevano perduto per eventi tragici. La scelta del regista di una notte al museo ci sta anche se non lo conosco molto. Così come il cast è azzeccato con Kutcher che interpreta un personaggio che gli viene molto bene; mi ha ricordato il personaggio di “indovina chi”. La scelta della Moore è interessante perchè la riporta a recitare in un film a distanza di 3 anni e alla fine il ruolo rientra molto bene nel suo background.
    Non ho ben capito la scelta di mettere solo un brano come titoli di testa; a questo punto ne poteva essere messo uno anche in coda. Sulla locandina decisamente particolare e sono sicuro che la potremo apprezzare meglio all’uscita in sala del film.
    VOTO: 74/100

  6. Regia: Shawn Levy è il regista di tante commedie, romantiche e non; scelta semplice, si poteva osare un nome più noto – tipo Woody Allen, come no – senza sapere che il cinema intanto si è evoluto e si possono fare anche scelte decentemente meno altisonanti. Promosso.

    Sceneggiatura: dopo l’esperimento wonder woman, un summary come si deve: un inizio, uno svolgimento, una fine, pochi ma ben caratterizzati personaggi, qualche scena scritta per intero… forse un po’ semplicista nel susseguirsi degli avvenimenti e sempliciotto nell’animo, ma da una commedia romantica cosa vi aspettate? Promosso anche in questo caso, sfido a non proporlo in giro sui social anche al gentil sesso e agli amanti dei felini.

    Soggetto: come appena scritto, si abbinano due cose molto trend-topic e il gioco è fatto; si vede anche che il produttore ha esperienza nel campo, perchè per scrivere bene un film di genere bisogna anche essersene sciroppati tanti. Vagamente mi ricorda un episodio di un film con Muccino jr, forse quello girato con Verdone?

    Cast: quattro personaggi, quindi impianto quasi teatrale, nomi ben scelto, certo forse nessuno potrà aspirare ai Ck Awards, vedremo le attrici, protagonista e non, dato che c’è sempre carenza di personaggi femminili ben scritti.

    Locandina: Carina.

    Musiche: ng.

    Sito: ng.

    Voto complessivo: 68. Perchè è un film consapevole di quello che è, e soprattutto è esportabile come linea guida della nuova cinematik.

    Il pregio/La cosa migliore del film: realistico, umile.
    Il difetto/La cosa peggiore del film: scontato, sbrigativo.
    Un consiglio al produttore: il produttore è in sala con un film “canonico”, Il candidato, ed è il motore del gioco da più di un anno a questa parte.

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