RSC day 2: “Wonder Woman”

Roma Summary Contest (secondo giorno) – Archiviata l’apertura del festival con la proiezione di ieri sera, questa sera è la volta del secondo film. Diretto da Lars Von Trier, un nuovo film drammatico della E&G Ltd. Per l’occasione ecco le star accorse alla proiezione

berenice_bejo lars-von-trier Haluk+Bilginer
Wonder Woman
(E&G Ltd.)

Entra in sala e vedi il film

 

L’intervista al produttore

Genere:  Drammatico

Regia: Von Trier Lars

Cast: Berenije Bejo, Haluk Bilginer

Trama:  La donna “eroina” contro le ingiurie degli uomini, reazionaria, sacrificata, scontro tra sessi visto con gli occhi di Lars von Trier.

10 comments

  1. E bentornato anche ad Emilz! Mancavo solo io (e qualcun altro) insomma!
    Progetto mooolto interessante, ideale completamento della trilogia vontrieriana iniziata con Pussy War e Black (i due filmoni per eccellenza della E&G Ltd.)
    In bocca al lupo! Chissà come sarà per noi vecchi veterani cimentarci con questa cosa tutta nuova dei summary… quasi un nuovo esordio eheh

    p.s. Nel frattempo faccio i complimenti x la loca!

  2. Regia: von trier completa la sua ideale trilogia… con quello che resta un soggetto, ma non un trattamento con un inizio, uno svolgimento e una fine.

    Sceneggiatura: semplicemente non lo è. la prima scena ci fa entrare in una promessa di film che poi diventa solo un abbozzo, senza alcun sentimento o coinvolgimento emotivo.

    Soggetto: in questo caso il soggetto si è sostituito al film, al summary stesso… è quindi l’aspetto più positivo di wonder woman, ma non sono sicuro che mi piacerebbe vederne tanti altri così, su cinematik. tra l’altro mi chiedo se la durata minima, almeno quella, è stata rispettata.

    Cast: due soli volti, di cui quello della protagonista si fa sicuramente ricordare. e sulla fiducia, potrebbe persino arrivare fino ai ck awards.

    Locandina: da ck award, immediata ed efficace. e molto molto provocatoria, nel lontano 2000 il regolamento l’avrebbe vietata. meno male che i tempi son cambiati.

    Musiche: c’è qualche richiamo a questo aspetto, una sufficienza strappata.

    Sito: ng

    Voto complessivo: se a baciate dalla fortuna ho dato 66 e con le parole ho sicuramente infierito di più, in questo caso il giudizio è più sospeso perchè non ci troviamo davanti a uno script giudicabile, e un 60 non lo nego, anche se immeritato per i vecchi canoni, ma vedrei mille volte il film lungo di wonder woman mentre sconsiglierei mastruccio della dreaming studios a proseguire nello sviluppo del suo summary.

    Il pregio/La cosa migliore del film: provocatorio, politico, promettente.
    Il difetto/La cosa peggiore del film: tronco, abbozzato, frammentario.
    Un consiglio al produttore è quello di sistemarlo per l’uscita in sala – almeno una scaletta delle scene principali dall’inizio alla fine – e poi di scrivere uno script canonico, anche di 20 pagine, costringendo-incoraggiando-invogliando i giocatori di cinematik a recuperare e leggere i precedenti due capitoli, veri capolavori d’intenti e modelli per un fantacinema snello ma impegnato e cinefilo.

  3. Visto ieri ma ho atteso di recensirlo dopo essermi rinfrescato la memoria con i due precedenti di riferimento, Pussy War (che recupererò perché non visto ma del quale mi sono fatto un’idea con i commenti del forum) e Black (che vidi molto tempo fa e che mi sono accorto devo ancora recensire 🙁 ).
    Che il film abbia l’impatto dei precedenti e che la regia di Von Trier sia ben usata nessuno può negarlo, il problema è che in questo nuovo formato la già tanto discussa cripticità delle pellicole precedenti qui viene ancora più amplificata e bisogna conoscere bene Emil (e Von Trier) per riuscire a creasi e a immaginarsi un quadro completo di quanto si sta vedendo. È un gioco, e quindi va bene anche così, è un’opzione valida tanto quanto le altre, ma è innegabile che quello che lo spettatore si trova davanti è un mondo creato quasi integralmente dallo spettatore stesso attraverso pochi input. È questo che il produttore voleva? Forse in parte, ma non credo in queste proporzioni e quindi un minimo di impronta in più da parte del produttore non stonerebbe in quello che al cinema potrebbe diventare la degna conclusione di una trilogia che ha fatto la storia del Cinematik più impegnato e intellettuale.

  4. Appena letto anche io… ma aspetto ancora un pochino prima di scriverne. Ieri ho dato un’occhiata al film di Mas (ma senza leggerlo tutto), qui ho fatto veramente presto e sinceramente devo ancora vedere bene cosa ne penso… sapevo che l’impatto con un summary movie mi avrebbe spiazzato (almeno all’inizio) ma diciamo che la nuova opera di Emilz lo ha fatto proprio totalmente…

  5. É inutile dire che sono rimasto deluso da questo Summary (?). La sensazione provata é quella del bimbo che aspetta trepidante il suo nuovo gioco, di cui si è fatto un’idea stratosferica e poi si ritrova un plasticone che non fa una mazza di ciò che si era immaginato. Era tanta l’attesa per la conclusione dei due capolavori di Emilz che trovarsi davanti a questo abbozzo mi ha fatto rimanere male. Ci sono diverse cose che non ho capito di questo lavoro: perplessitá come Pap per la durata minima che per me non è stata rispetta. Cast annunciato e nessun attore nel film. Sembra quasi che il film messo in scena non sia quello che Emilz aveva previsto. Questo più che un summary sembra un corto. La nota positiva sicuramente é la prova registica di LVT che é maiuscola come mi aspettavo e che rispetta in pieno i suoi canoni. Musiche descritte e forse era meglio mettere dei link. Locandina magnifica come da canoni estetici di Emilz. Ma siamo sicuri che sia veramente suo?
    VOTO: 60/100

  6. Emilz spiazza e provoca ancora una volta, e questo Wonder Woman ne è l’ennesima conferma. Criptico e ricco di suggestioni come l’altro film della trilogia che ho letto (Pussy War) ma qui il carattere “ermetico” del film è portato a livelli quasi esasperanti per lo spettatore.
    La prima metà è visivamente potente e di grande impatto (mi sembra di ricordare che riprenda per certi versi il finale di Pussy War, anche quello in una sorta di ambiente indefinito e dominato dal bianco): l’immagine iconica della donna con il Burqua e il gomitolo (a proposito, best locandina ever??), la soldatessa quasi fetish in tacchi a spillo, le ragazze passate in rassegna dal colonnello, come fossero un esercito.
    Poi nella seconda metà c’è un cambio totale anche di scrittura. Leggiamo quello che sembra un soggetto appena abbozzato che diventa anche difficile da comprendere e collegare al resto del film (come se la pellicola non o fosse già abbastanza). Sarebbe il passato del colonnello giusto?
    Ma perchè poi finire il film così, di punto in bianco? E’ come se la pellicola avesse un bell’incipit, uno sviluppo appena abbozzato e mancasse totalmente di una conclusione. Peccato, perchè le potenzialità per un gran film seppur di nicchia e tutt’altro che commerciale ci sono tutte.
    Difficile dare quindi un voto. Alla prima parte avrei dato tranquillamente un 7,5/8, alla seconda un 5, quindi faccio una media e do 60/100.

  7. ragazzi, non mi sembra difficile da capire. L’avevo iniziato come film normale e l’ho chiuso a mo di summary, senza sapere come potesse essere. Ma pur di partecipare l’ho presentato appena abbozzato. Mea culpa, me ne rendo conto benissimo.

  8. Ho letto il summary di Emilz ieri sera, ma non ci avevo capito nulla. Non ho avuto modo di leggere i due precedenti della trilogia, quindi potrebbe anche essere per questo che non ho colto nulla del significato del film, tranne quel pizzico di voluttuoso erotismo della prime scene.
    Oggi l’ho riletto un paio di volte. Vuoi vedere, ho pensato, che questo summary è come quelle canzoni che riesci a metabolizzare dopo tanti ascolti?
    Ebbene sì, qualcosa in più ho compreso. Purtroppo, però, la forma scelta da Emilz è troppo stringata, non essendo una sceneggiatura, ma neppure una scaletta, e certamente neanche un soggetto o un trattamento. Insomma, nella mia idea un summary deve comunque dare, pur nella sua brevità, l’idea del film che potrebbe essere nella sua interezza se fosse scritto nella forma lunga. Qui, invece, l’idea non è chiara, almeno a me. Ok, può anche giustificarsi col nome di Von Trier, che non è che faccia film facili e per famiglie. Qui, però, il tutto è alla fine troppo criptico.
    L’esperimento è da aggiustare, secondo me, prima di farlo uscire al cinema. Qualche pagina in più non è solo necessaria, è assolutamente indispensabile.
    Per il momento il giudizio è, pertanto, insufficiente, ma rimane sospeso in attesa di vederlo al cinema.
    Voto: 50/100

  9. Dopo la spiegazione di Emilz, tanto di cappello perchè con il suo gesto ha salvato un festival di Roma che con la sua defezione sarebbe arrivato ad appena 5 film. Quindi a questo punto gli chiediamo noi il favore di completare come lui sa ben fare il film e mandarlo in sala completo, così il mio giocattolo desiderato diventerà per magia quello che avrei voluto.

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