Il film del giorno (S.Giuseppe): Mrs Doubtfire

Ci sono milioni di film che trattano la figura del papà dal cartone animato “Nemo” al recentissimo “Boyhood”, da un padre non proprio assennato in “Shining” a un padre che non sarà mai chiamato tale in “My life”. Da un padre le cui orme forse non è meglio seguire del film “Road to perdition”(Era mio padre) a un padre tutto dedito al sacrificio per il figlio in “Road”. Noi abbiamo scelto per questa giornata “Mrs Doubtfire”, un padre che si fa “mammo” pur di star con i suoi figli. Indimenticabile Robin Williams.

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Regia: Chris Columbus

Genere: Commedia

durata: 125′

Interpreti: Robin Williams, Sally Field, Pierce Brosnan, Harvey Fierstein

Trama:

Daniel Hillard (Robin Williams) sta per affrontare una grande crisi, di quelle che possono incrinare ogni certezza, prima perde il lavoro, poi la moglie Miranda (Sally Field) si separa stanca della sua cronica sindrome da Peter Pan, e peggio ancora, Daniel si ritrova a centellinare il tempo da trascorrere con i suoi figli a causa di una sentenza di divorzio che glieli affida una sera la settimana.

La lontananza dai figli è quello che più sconvolge la quotidianità dell’uomo, quindi Daniel chiede a Miranda, in cerca di una governante, di poter badare lui ai due figli dopo la scuola, ma la donna è irremovibile, non si fida proprio dell’ex-marito, così lui corre ai ripari e con l’aiuto del fratello Frank (Harvey Fierstein), esperto di make-up, in men che non si dica si trasforma nella materna Mrs. Doubtfire, amorevole tata di origini inglesi pronta ad accudire i due ragazzini.

I guai però non tarderanno ad arrivare e la situazione si complicherà non poco quando nella famiglia farà capolino un affascinante terzo incomodo,il facoltoso Stuart Dunmeyer (Pierce Brosnan), che cercherà di circuire la bella Miranda proprio sotto gli occhi di Daniel/Mrs Doubtfire, che in preda alla gelosia ne combinerà di tutti i colori.

Mrs. Doubtfire - Das stachelige KindermŠdchenRecensione: (tratto da Spietati.it)

C’era un tempo in cui Robin Williams era il Re Mida di Hollywood e il numero uno sul mercato almeno per quanto riguarda l’offerta cinematografica con target famigliare.
Mrs Doubtfire è frutto e simbolo di quegli anni e fonda il suo clamoroso successo sulle doti istrioniche e la verve del protagonista.
Storia di una famiglia in cui il legame genitori-figli è solidissimo ma il matrimonio non funziona più, il film affronta dignitosamente il tema del divorzio e del delicato riequilibrio che fa seguito al terremoto. Questo riuscendo a trattare la questione dalla diversa prospettiva del marito abbandonato, della moglie che lo ha lasciato e dei figli. Un argomento sempre di grande attualità (non si evita una parentesi in tribunale alla Kramer contro Kramer), ma in questo caso non strumentalizzato.
Mrs Doubtfire, però, è soprattutto una riuscita commedia. Commedia en travestì, peraltro, capace di rinvigorire e fare onore al genere.
Williams – come sempre da gustare in versione originale, anche per il suo particolare talento comico nelle voci – sa distribuire al meglio toni più seri e slanci di umorismo scatenato.
Da quando il fratello gay lo trasforma in una corpulenta e rassicurante tata, l’attore di sbizzarrisce in disavventure domestiche e sforzi sovrumani per non essere scoperto (dall’assistente sociale, nella divertente scena della “maschera” di bellezza e dell’accappatoio da “pazzo di Psyco”), fino alla resa dei conti finale, quando è costretto a sdoppiarsi cenando in contemporanea con la sua famiglia, come tata, e con il suo datore di lavoro, come uomo, in una delle scene più comiche del film.
Brillante elogio di un padre innamorato dei suoi figli e della sua inesauribile e briosa inventiva, che lo riscatta da un’apparenza da fallito in quanto “non omologato”.
Il finale pecca di didascalismo, ma ha almeno il coraggio di non propinare un melenso ed inverosimile ricongiungimento tra i coniugi (un’altra sceneggiatura avrebbe potuto cedere alla tentazione, vista la simpatia del protagonista).
In parte anche la brava Sally Field, la moglie responsabile, e Pierce Brosnan, aitante buon partito con cui la donna si rifà una vita (in modo per la verità molto improbabile).

Curiosità (fonte wikipedia):

Il film è tratto da un omonimo romanzo di Anne Fine; tuttavia, pur mantenendone la trama di base, il libro possiede un intreccio molto più semplice e sussistono numerose differenze con la trasposizione cinematografica.

  • L’atmosfera del romanzo è meno fiabesca e la storia è pervasa da un umorismo decisamente nero.
  • I personaggi hanno quasi tutti delle connotazioni molto più negative: Daniel è egoista e irresponsabile, Miranda nevrotica e tirannica al punto da essere temuta dai figli. Anche Lydia e Christopher sono ritratti come insofferenti e passivi, mentre Nathalie sembra avere dei problemi emotivi. Tutti i personaggi litigano spesso tra loro con violenza.
  • La storia inizia dopo due anni dal divorzio di Miranda e Daniel, con la scena in cui i ragazzi cenano a casa di Daniel. I dettagli del divorzio, decisamente più tragico e doloroso rispetto al film, sono raccontati con alcuni flashback nel corso del romanzo.
  • Daniel è un aspirante attore, ma non ama sul serio la recitazione (la trova un lavoro come un altro) e sembra quasi mirare solo alla fama e alla ricchezza. Si guadagna da vivere posando nudo in una scuola d’arte, cosa che irrita profondamente Miranda.
  • Mrs. Doubtfire è un personaggio molto diverso: per prima cosa Daniel non indossa alcuna maschera o imbragatura per trasformarsi in lei, semplicemente si trucca e veste da donna e nasconde i capelli con un turbante; il nome e il costume sono quelli di un personaggio che lui aveva interpretato anni addietro in teatro. Inoltre la “donna” non è la perfetta governante del film: incapace di sfaccendare sul serio, Daniel demanda le faccende ai ragazzi, occupandosi esclusivamente del giardinaggio, la sua vera passione. In sostanza, l’espediente di trasformarsi in Mrs. Doubtfire non gli consente alcuna crescita personale, ma si tratta piuttosto di un modo per stare con i suoi figli. I ragazzi, inoltre, riconoscono subito il padre nei panni di Mrs. Doubtfire (Natty compresa) e lo aiutano nella sua messinscena, pur non essendo d’accordo. Inoltre il suo nome è diverso: nel film si chiama Ifigenia, nel libro Eufemia.
  • Il personaggio di Stu è assente, ma in un paio di occasioni viene nominato Sam, un uomo con cui Miranda ha una relazione ma non compare mai.

2 comments

  1. film che si rivede sempre volentieri, un classico televisivo, per i bimbi e per la famiglia, ovviamente siamo lontani dal capolavoro, come purtroppo spesso è accaduto per le interpretazioni del compianto – e discontinuo, soprattutto nelle scelte dei copioni – Robin Williams

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