Il film del giorno in tv: THOR

Lunedì 23 marzo, Italia 1, ore 21.00.

Mentre nelle sale trionfa il suo Cenerentola, un’occasione per vedere o rivedere il regista britannico Kenneth Branagh alle prese con il cinefumetto basato sulle leggende nordiche.

 thorposter

Thor

(id., 2011, USA)

Regia di Kenneth Branagh

Con

Chris Hemsworth

Natalie Portman

Anthony Hopkins

Tom Hiddleston

Trama:

Primogenito del Dio Odino, Thor è destinato a salire al trono di Asgard ma dopo l’ennesima delusione procuratagli, il padre decide di scagliarlo sulla Terra, privato dei suoi poteri e impossibilitato ad usare Mjolnir, il suo micidiale maglio. Almeno fino a che non sarà in grado di usarlo con giudizio.

Durata: 130 minuti

Thor-thor-2011-16363697-480-815

RECENSIONE

Kenneth Branagh per me ha da sempre un soprannome: Sua Shakespeariana Maestà. Quando l’attore-regista irlandese porta al cinema il Bardo, è semplicemente un genio. Quando invece prova a uscire un attimo dal seminato, rischia grosso, perché purtroppo gli manca la cultura per essere un regista eclettico. Non che faccia cavolate solenni, intendiamoci: Frankenstein e Il flauto magico sono film godibili, e gli altri (L’altro delitto, Gli amici di Peter) restano comunque nella media.

Però il rischio flop per lui c’è sempre. Pertanto, quando ho saputo si sarebbe occupato di Thor, mi sono venuti i sudori freddi. Già a me, personalmente, l’idea di un dio nordico nel fumetto americano sa terribilmente di ridicolo, figuratevi poi al cinema: i film di supereroi veramente divertenti si contano sulla punta delle dita (i Batman di Burton e Nolan, gli Spider-Man di Raimi, il primo Iron-Man).

Alla fine, il film supera le mie previsioni, e mi trovo ad ammettere che Kenneth ha fatto un ottimo lavoro. Il film è, infatti, un robusto film d’intrattenimento, che rispetta tutte le regole del genere, e garantisce agli amanti degli effetti speciali e dei combattimenti pane per i loro denti, ma non si ferma qui. Non si può fare Shakespeare per anni senza imparare qualcosa dal miglior maestro di prodotti commerciali della storia (quale io credo fosse William Shakespeare), e Kenneth dal Bardo ha imparato tanto. Intanto, gli effetti speciali sono diluiti lungo tutto l’arco della pellicola, così da non pesare mai eccessivamente, e non soffocare lo sviluppo della storia e lo scontro dei personaggi. In secondo luogo, questi personaggi sono delineati con un’attenzione che non si ritrova spesso, e si vede moltissimo nel caso di Loki, per una volta non un semplice cattivo, ma un personaggio il cui sviluppo è seguito con attenzione; ma anche Thor è reso molto bene, e risulta alla fine credibile, così come Odino che evita la tamarrata a tutti i costi. Concorre un ottimo cast, diretto con mano sicura: Chris Hemsworth ha la presenza scenica e il fisico giusti giusti per fare Thor, Tom Hiddleston come Loki gli ruba la scena con un’occhiata ed è un cattivo molto fragile, di cui si può quasi avere compassione, Anthony Hopkins è pur sempre Anthony Hopkins e viene saggiamente tenuto a freno, e Natalie Portman si è semplicemente presa una meritata vacanza dopo Black Swan, che le ha fatto decisamente bene.

La storia, poi, sembra fatta apposta per un regista che viene da Shakespeare: fratelli in lotta per un trono, un padre tormentato dalle sue decisioni, un reame più o meno mitologico, scene comiche per alleggerire il tutto (impossibile non pensare, per me, a Falstaff, quando c’è il personaggio del compagno di Thor mangione). Il ritmo non viene mai meno, e la spettacolarità c’è, e tanta.

La sceneggiatura, però, poteva essere più curata (il personaggio di Loki se lo meritava, anche se la durata è di per sè eccessiva), ed è l’unico difetto grosso: per il resto, siamo comunque nell’ambito di un cinema prettamente commerciale, in cui Kenneth porta un soffio di shakespeariana altezza. Un solo soffio, però.

VOTO FINALE: 7. Da vedere fino alla fine dei titoli di coda. (Francesco Dall’Olio alias Francis)

121511_thor

2 comments

Commenti