The Unforgiven (CK)

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The Unforgiven

Sascha Granato
(Noir)

Regia:  Wes Craven

Cast: James Woods, Christoph Waltz, Ray Liotta, Robert Duvall, Sam Worthington, Rene Russo.

LINK al film

Trama: Nel Dicembre del 1937, un gruppo di criminali assalta la banca centrale di South Street. La polizia riesce a catturare uno dei componenti della banda. Egli verrà costretto a rivelare l’identità dei suoi amici, indicando così le tracce per la loro cattura. A capo dell’indagine ci sarà il Detective Vincent McRyan, uomo introverso e dal passato oscuro. Immergendosi fra le ombre della notte, il Detective scoprirà una realtà inaspettata, che risveglierà i fantasmi del suo passato.

Recensione di Hermes
Quello di Sascha è indubbiamente un esordio sorprendente, il migliore che io abbia letto da quando sono a Cinematik e se non fosse per qualche ingenuità, nessuno penserebbe che questo sia lo script di un esordiente.
The unforgiven parla del detective Vincent, un poliziotto tutto d’un pezzo dai metodi non proprio ortodossi, che si trova a dover scovare i colpevoli dell’uccisione di due suoi colleghi. Assieme al detective Thomas, estorcerà un’importante informazione a un prigioniero e poi lo ucciderà. In un rifugio in mezzo ai boschi avverrà una carneficina che ucciderà molti poliziotti e porterà alla luce una realtà agghiacciante. Vincent però è un uomo tormentato, che ha perso completamente il lume della ragione e pur di risolvere un intricato caso di molti anni fa, sarà disposto a trasformarsi in un mostro.
Ciò che sorprende del film, non è tanto la trama in sé, ma il modo in cui un soggetto apparentemente banale è stato messo in scena. C’è una sapiente commistione di generi, dal poliziesco della prima parte, al thriller, fino all’horror più estremo (da appassionato ho apprezzato molto anche i dettagli più sanguinolenti). Bisogna dire che questo bel minestrone ricco di tante cose e tanti spunti, non risulta per nulla indigesto e il meccanismo di continui flashback, costruito da Sascha, funziona perfettamente mantenendo lo spettatore in costante tensione. L’unico appunto riguarda il finale, non tanto la scena del bagno nel lago (un po’ ermetica ma comunque evocativa), quanto il lungo flashback che ci spiega cosa ha fatto Vincent. Dopo un film così teso e avvincente mi aspettavo un finale emotivamente più carico. Invece è piuttosto facile immaginare cosa abbia fatto Vincent (dato che viene preso completamente sporco di sangue) e quindi viene un po’ meno il climax finale. Ciò però non rovina la resa complessiva del film, infatti la scena del massacro finale toglie più di una soddisfazione agli amanti dell’horror.
Il vero punto debole è la caratterizzazione del personaggio principale, su cui è stato già detto tutto. C’è sicuramente una gran cura dietro il personaggio di Vincent ma alcune cose sembrano troppo forzate e poco credibili, sia i suoi eccessi di violenza che i suoi repentini cambiamenti. In particolare ho trovato davvero stonato lo scontro con la povera moglie. Una lotta di una violenza esagerata e inspiegabile con anche qualche punta di sadismo (anche la moglie dal canto suo è parecchio squilibrata se per fermare il marito si “limita” a fracassagli un vaso in testa, come se nulla fosse). Anche se viene descritto il suo passato (il dolore per la perdita del figlio), si fa fatica a capire da dove venga tanta violenza, che quindi in alcuni punti stona un po’. Tra l’altro non ho capito la scena in cui la moglie di Vincent è allo specchio e piange sangue.

Se Wes Craven se ne uscisse nella realtà con un film del genere, staremmo tutti lì a gridare al “ritorno del maestro”. Quindi direi che uno come lui alla regia di un film così, è sicuramente una scelta azzeccata, ma anche un bel regalo, per un regista che ormai sembra non avere più nulla da dire. Nella scelta del cast c’è sicuramente qualche ingenuità data dalla poca esperienza del produttore. Qualche nome troppo grande per delle parti troppo piccole, come Ray Liotta, Christoph Waltz e Sam Worthington. Penso anche io che James Wood sia forse un po’ troppo anziano per il ruolo, ma non stona più di tanto.

Davvero molto belle le musiche, perfette per il film. Sorprende ancora di più il fatto che siano state completamente composte da Sascha.

Sito essenziale ma molto curato. Locandina elegante ed evocativa.

The unforgiven è un film che sorprende, soprattutto perché viene da un esordiente. Ad un soggetto piuttosto scontato, Sascha ha sapientemente abbinato una messa in scena e una struttura fresche e accattivanti, che catturano e affascinano nonostante qualche forzatura di troppo (il carattere del protagonista e alcuni pensieri ad alta voce poco realistici). Faccio anche io i complimenti a Sascha per il bel film e sono sicuro che se continua così ci riserverà molte altre sorprese.

Voto: 73/100

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2 comments

  1. Bella recensione. Che dire? La prima sceneggiatura regala bellissime soddisfazione, a prescindere dal risultato. Portare a termine un lavoro creativo, frutto della propria fantasia, peraltro, è motivo d’orgoglio.

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