Bielarus Gladietor (CK)

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Bielarus Gladietor

Produttore: Magia Productions

Genere: Drammatico

Regia: Sydney Sibilia

Cast: Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Ambra Angiolini, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo.

Data di uscita: 31/01/2015

Trama: Matteo (Paolo Calabresi), è uno stuntman caduto in disgrazia. Oggi si ritrova infortunato e in attesa di risarcimento , per sbarcare il lunario, si arrangia a posare vestito da centurione per i turisti che passano davanti al Colosseo. Divorziato, vive con Daniela (Ambra Angiolini), sua sorella anche lei divorziata, che racimola qualche soldo lavorando da casa per una hot line. A rompere il loro tran tran quotidiano arriva Vadim (Valerio Aprea), bielorusso indirizzato nella loro casa dall’organizzazione che gestisce il traffico dei clandestini. Vadim è un ingegnere ma si adatta a tutto pur di riuscire a mandare qualche soldo a casa e ben presto rivelerà tutta la sua intelligenza, abilità e vitalità rivelandosi, per i due, una vera e propria gallina dalle uova d’oro.

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Recensione (Sasha della Granato Productions)

Il Cinema italiano racconta spesso il torpore della quotidianità, nonostante si affrontino tematiche interessanti, come la vicenda di questo film. Bielarus Gladietor non è supportato da un racconto esageratamente originale, ma vanta due bei protagonisti e un terzo personaggio che subentra ad incasinare l’esistenza a entrambi. E’ un film molto carino da leggere, un po’ meno da immaginare sul grande schermo. Esageratamente asciutto, così come spesso avviene nel Cinema italiano, dove qualsiasi componente tecnica si subordina alla necessità di raccontare una storia, senza alcuno spunto artistico che valga la pena menzionare. Emerge come un senso di povertà, perfettamente in linea con la vicenda di questi due fratelli costretti ad arrabattare qualche soldo con lavoretti svilenti. Non so se l’intenzione dell’autore fosse quella di scrivere un film povero per raccontare una povera storia, con dei disgraziati per protagonisti, così come verosimilmente accadrebbe nella realtà del nostro cinema, oggi, ma tutta questa povertà mi ha messo un po’ di tristezza, ammazzando il pathos. Non sto dicendo che il film non sia buono. I dialoghi in dialetto romano sono frizzanti e animano la scena, ma è troppo poco per i miei gusti. Non sono abituato a questo genere di film.

Voto: 6

La sufficienza c’è, perché il film ha sicuramente alcuni punti di forza. E’ molto lontano dai miei gusti, e questo non giova sulla valutazione. Forse leggendo le recensioni dei prossimi giocatori potrò scorgere altri punti di forza che durante la lettura e, successivamente, in sede recensiva, non sono stato capace di cogliere. Ne discuteremo, insomma. Per il momento la valutazione è questa.

One comment

  1. Chissà perché la recensione non mi trova d’accordo 🙂
    Certo, come si dice, i gusti son gusti, ma il fatto che abbia messo tristezza mi pare una cosa giusta per un film come questo e anzi, significa che ha colpito nel segno.

Commenti