Spectrum (CK)

largeSpectrum

Produttore: Nuno Productions

Genere: Horror

Regista: Jan Michael Hafstrom

Interpreti: Brian Greenberg, Shannyn Sossamon, Tom Hardy, Dusty Burwell, Neil Hopkins, Brett Rickaby, Bredaen Lemasters, Chloe Moretz, Atticus Dean Mitchell, Colin Ford, Liam James, Dominic Scott Kay, Richard Curtis, Leslie Bibb, John Hensley, Donald Faison, Ed Ackerman, Pollyanna McIntosh, Shawn Ashmore, Joshua Gomez, Adam Baldwin, Jamie Kennedy, Andre Braugher, William Sadler, Joey Figueroa, Natalie Martinez, John Kassir, John Lacy, John Hawkes, Ray McKinnon, Jeffrey Demunn, Sebastian Stan

Trama: Una vecchia fotografia di gruppo, scattata in occasione dell’ultimo Natale festeggiato insieme dalla Banda Byker, comincia a subire inspiegabili mutamenti. Ad una ad una le immagini sbiadiscono fino a scomparire e, contemporaneamente, le persone ritratte vengono braccate da una forza misteriosa che le uccide spietatamente una a una. La tragica lotta per la sopravvivenza condotta dai pochi superstiti svelerà quale segreto ha scatenato l’incubo…

Link al film.

Dopo l’incursione nella commedia, Nuno torna al suo genere preferito, con una storia di fantasmi piuttosto moderna: è un misto tra thriller e horror, perchè viene proposta una costruzione piuttosto classica con le morti dei personaggi che si susseguono una alla volta, con i protagonisti che cercano di lottare per trovare il responsabile e la lotta finale.

La parte iniziale è sicuramente quella meglio riuscita, da tutti i punti di vista. E’ ottimamente descritto nei flashback il rapporto d’amicizia tra i ragazzini della banda e questo dà al film un senso di nostalgia molto bello, che accresce la curiosità nei riguardi di quello che sta capitando. Quei ragazzi sembravano uniti per la pelle, felici, ci si chiede come è possibile che una forza malvagia li accomuni. La curiosità raggiunge il culmine per poi essere sciolta nel maxi-spiegone della madre di Pandora, che risolve il mistero. Da questo punto in poi il film perde un po’ di mordente perchè diventa prevedibile. Le scene nel finale le ho trovate un po’ troppo concitate e talvolta affrettate o scritte senza la stessa cura che c’era nelle scene iniziali (ad esempio si trovano molti verbi al passato), oltre ad essere un po’ troppo poco verosimili per i miei gusti, nel senso che si cade nei soliti clichè dell’horror, con il tizio potente che sceglie di non uccidere subito gli eroi deboli, commettendo però un grosso errrore.

La sceneggiatura è un po’ lunghetta, ho dovuto infatti leggerlo in due giorni altrimenti gli occhi sarebbero partiti. E forse considerando il genere di film (senza grosse pretese) ci sarebbe stata bene una sforbiciata senza che il risultato finale ne fosse inficiato più di tanto.

La regia di Hafstrom la trovo particolarmente azzeccata. Un regista troppo famoso o “intellettuale” avrebbe stonato, serviva invece uno del mestiere come lui, con diversi horror all’attivo, horror di quelli fatti apposta per intrattenere (di suo ho visto solo 1408, ma se c’è qualche film che val la pena recuperare accetto consigli).
Il cast è buono, anche se nessuno dei personaggi rimane particolarmente impresso, probabilmente perchè sono tanti e sebbene Richard sia il protagonista, non risalta molto più degli altri. Il problema dei due protagonisti, Richard è Stan, è che gli attori si somigliano troppo e sebbene possa sembrare una cavolata, a volte durante il film mi dimenticavo i volti da immaginare o mi confondevo. Ma nella realtà il problema non si sarebbe presentato.

Partenza interessante e misteriosa, sviluppo della trama piuttosto lineare (ma spettacolare in quanto ad azione ed effetti speciali) e finale un po’ sotto tono. Il “difetto”, se così vogliamo chiamarlo è sicuramente l’idea alla base, quella di una presenza malvagia che uccide i protagonisti uno a uno, idea poco originale che dà il modo di potersi sbizzarrire con le scene di lotta e di fuga ma che lascia un po’ freddini in termini di emozioni e coinvolgimento. E’ un film che va visto e apprezzato sul momento per quello che è, un prodotto d’intrattenimento con l’obbiettivo principale di spaventare e divertirti allo stesso tempo. Due cose che sono riuscite. Forse un taglio a qualche sottotrama avrebbe sicuramente giovato rendendo il tutto più leggero e assimilabile in un solo boccone anzichè due. (Andrew)

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