Cinema (reale) dal 22/01/2015

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Week end di uscite contrastanti: il drammatico “Still Alice” con la favorita per la corsa all’Oscar di miglior attrice Jullianne Moore e i due film italiani, commedie che stranamente escono nello stesso week end. “Sei mai stata sulla luna?” una sorta di “Un’ottima annata” versione femminile e il film “Il nome del figlio” adattamento italiano del film di successo francese “Le prénom” (da noi con il brutto titolo “Cena tra amici”). Completano il quadro dei pretendenti alle posizioni migliori del box office: il thriller “John Wick” con Keanu Reeves e “Minuscule”, film d’animazione francese chiaramente destinato ai più piccoli e alle famiglie. Chi spodesterà Mosè?

Riassunti tratti da filmup.it

Still Alice

A cinquant’anni, Alice Howland ha tutto: una cattedra in linguistica presso la Columbia University, un marito amorevole, e tre figli stupendi. La sua vita si divide tra la famiglia e il lavoro, e lei ne è felicissima. Ma quando Alice si reca a Los Angeles per tenere una lezione presso l’Università UCLA, qualcosa di inaspettato le accade. A metà di una frase dimentica un termine importante e resta ad aspettare imbarazzata di trovare un sinonimo. E’ una cosa piuttosto insolita per un professore del suo calibro. Dopo aver trascorso del tempo assieme alla figlia Lydia, che nonostante la riluttanza della madre, aspira a diventare un’attrice, Alice fa ritorno a New York. Lì, le capita un secondo episodio inquietante. Mentre fa il suo solito jogging attorno al campus, Alice perde del tutto conoscenza. Decide di tenere la cosa nascosta alla famiglia, e inizia a vedere un neurologo che le prescrive una serie di test. Lei è convinta di avere un tumore al cervello, mentre il dottore avanza un’ipotesi ancor più devastante: Alzheimer precoce. A questo punto, Alice si arrende e si confida col marito, John. La reazione iniziale di John è di scetticismo. Quando accompagna Alice alla sua successiva visita dal dottore, suggerisce l’idea di fare un test genetico, e il dottore concorda. Sfortunatamente, i test di Alice risultano positivi al gene presenilin-1, indicatore dell’Alzheimer precoce ereditario – una rara forma della malattia, che ha il 50% delle possibilità di essere trasmesso anche nei suoi figli.
Durante una riunione famigliare, Alice da la notizia. I figli rimangono sconvolti e fanno fatica a elaborare la cosa. Nel corso delle settimane successive, Alice deve affrontare le conseguenze che la sua malattia ha sul suo matrimonio, sulla sua famiglia e il suo lavoro.
Fingendo di essere stata mandata da un parente, Alice va a visitare una vicina casa di cura per malati di Alzheimer. Posta di fronte a un destino che non riesce ad accettare, prende una drastica decisione che influenzerà radicalmente il suo futuro, nel momento in cui raggiungerà l’incapacità totale…

Sei mai stata sulla luna?

Guia ha 30 anni, lavora in una prestigiosa rivista internazionale di moda, guida una spider di lusso, viaggia in jet privato e vive tra Milano e Parigi. Ha tutto, o almeno credeva di avere tutto, fino a quando si ritrova in uno sperduto paese della Puglia dove si imbatterà in Renzo, un affascinante contadino del posto che le farà capire che l’unica cosa che le manca è l’amore, quello vero. Ma quando la felicità sarà ad un passo da lei, non saprà come raggiungerla. Sei Mai Stata Sulla Luna? è una commedia sentimentale sospesa tra città e campagna che racconta l’incontro tra due mondi diversi. Da un lato il caos della città dove si muove con disinvoltura la nostra protagonista (Liz Solari), il suo fidanzato (Pietro Sermonti) e la sua assistente (Giulia Michelini). Dall’altro un piccolo paese della Puglia stravolto dall’arrivo della bella giornalista, dove troveremo un carosello di personaggi esilaranti e originali: il fattore Renzo (Raoul Bova), il barista avanguardista (Emilio Solfrizzi); e quello tradizionalista (Sergio Rubini), Pino (Neri Marcorè), il cugino autistico aspirante prete; Mara (Sabrina Impacciatore), la bancaria sognatrice e Anita, la veterinaria misteriosa; Oderzo (Nino Frassica), il contadino emigrato al nord e il notaio latinista (Dino Abbrescia); l’agente immobiliare macellaio (Paolo Sassanelli), la mucca Celestina e tanti altri.

John Wick

Dopo l’improvvisa morte della moglie, John Wick (Keanu Reeves) riceve dalla donna un ultimo regalo: un cucciolo di beagle accompagnato da un biglietto che lo esorta a non dimenticare mai come si fa ad amare. Ma il profondo cordoglio di John viene interrotto quando la sua Boss Mustang del 1969 attira l’attenzione del sadico malvivente Iosef Tarasof. Quando John si rifiuta di vendere la macchina, Iosef e i suoi tirapiedi irrompono in casa sua, rubano l’auto, picchiano John fino a fargli perdere i sensi e uccidono il cucciolo. La banda non sa però di aver risvegliato uno dei più crudeli assassini che la malavita abbia mai conosciuto! La ricerca della macchina rubata, riporta John in una New York che i turisti non conoscono, una città abitata da una ricca e feroce comunità criminale che si muove nell’ombra, della quale John Wick è stato a lungo il killer più spietato diventandone la leggenda. Dopo aver appreso che il suo aggressore è l’unico figlio del boss Viggo Tasarov, un tempo suo principale datore di lavoro, John sposta la sua attenzione sulla vendetta. Non appena si sparge la voce che il leggendario killer è alle calcagna del figlio, Viggo offre una generosa ricompensa a chiunque riesca a fermarlo. Con un vero e proprio esercito di mercenari pronti a tutto sulle sue tracce, John dovrà tornare ad essere la spietata macchina di morte che il mondo della criminalità una volta temeva.

Minuscule – La vallée des fourmis perdues

In una piccola radura pacifica, i resti di un pic-nic frettolosamente abbandonati scatenano una guerra tra due tribù di formiche, la posta in gioco è una scatola di zollette di zucchero! Una giovane e grassoccia coccinella si ritroverà coinvolta nella battaglia e stringerà una profonda amicizia con una battagliera formica nera. La aiuterà a salvare il formicaio dall’assalto delle terribili formiche rosse, spietate guerriere guidate dal pauroso Butor.

Biagio

Il film narra di Biagio Conte, del suo percorso di vita, delle sue scelte radicali e rivoluzionarie che ne hanno fatto un uomo giusto, uno dei pochi uomini giusti che ancora abitano questo pianeta. Oggi Biagio, conosciuto da tutti a Palermo come Fra Biagio, gestisce la comunità più numerosa del sud Italia, dove trovano accoglienza 1.500 persone.

Escono inoltre: Difret – il coraggio di cambiare, Goltzius and the Pelican Company, Mateo, Il nome del figlio, Piccoli così

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9 comments

  1. Il nome del figlio l’ho bistrattato a pelle poi su consiglio di un vecchio amico cinefilo (che mi ha segnalato lo zampino di Virzì) sono andato a vederlo ieri con la signora; molto bello, tratto e riadattato dalla piece teatrale e non dal film citato, attori finalmente in palla e ben sfruttati (Papaleo, Gassman), si ride e si piange. A oggi miglior film del 2015. 😛

    1. Uhm non mi convince comunque, la piece e il film francese non si discostano molto in quanto gli stessi registi han scritto la piece. boh se trovo il tempo nel week end lo vedo…

  2. Pynox, io non gli avrei dato due lire ma mi sono fidato del caro Jugger (critico non tenero). Ha avuto ragione, un 7 pieno, siamo dalle parti di Carnage di Polanski (ovviamente in salsa italiana)
    .

    1. Quindi questo meglio di “Sei mai stata sulla luna?” (che continua a ricordarmi “Un’ottima annata” versione femminile)?

  3. Io purtroppo sono sempre fuori dai giochi di sala, tenendo poi che non posso stare seduto più di un quarto d’ora il gioco è fatto, ma posso dirvi che se vi capita andate su youtube a vedere la serie tv di Miniscule che è veramente una chicca (specialmente le puntate con la coccinella). Quindi il film presumibilmente al cinema potrei andarlo a vedere per far piacere alla mia piccola bimba.

  4. Cinema, al botteghino la sorpresa è Sei mai stata sulla luna? di Genovese
    In quattro giorni ha incassato al botteghino quasi quanto Exodus in una intera settimane: la sorpresa al cinema questa settimana è decisamente Sei mai stata sulla Luna?, il film di Paolo Genovese con Raoul Bova.
    (ANSA)
    :)))))

    1. Notizia pilotata e di marketing, in realtà non è proprio così come sembra dalle parole, il divario c’è ed è notorio che un film nel week end incassi di più che nell’intera settimana, se poi si confronta una nuova uscita con una che ha alle spalle già 7 giorni di programmazione credo che stare sotto (con più sale a disposizione) sia un po’ pochino. Ansa non dice per esempio, che con la metà delle sale “La teoria del tutto” negli stessi giorni ha incassato quasi quanto il film italiano e il film su Hawking è in sala da 10 giorni

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