La professione della signora Warren (CK)

Iniziamo questo “Cinematik Amarcord” con un film del 2001, ripescato dai pochi archivi che ci sono ancora online riguardo alle case di produzione dei primi anni di Cinematik e che adesso non producono un film da molto tempo. Il film in questione è uno dei film della Mascia Films (ex Gongo Films) del giocatore Norman Bates come era solito farsi chiamare sul sito e sul forum.

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La professione della signora Warren

Produttore: Mascia Films (ai tempi Gongo Films)

Regia: Pedro Almodovar

Cast: Gwyneth Paltrow, Goldie Hawn, David Morse, Tom Wilkinson, Sam Neill, Joseph Fiennes

Data di uscita: 24/03/2001

Link al sito: qui

Qui lo script del film

Recensione: (Mr Hyde di Asanisimasa (il numero 2001.03.4))

Curioso l’impianto diciamo “tecnico” allestito dalla Gongo Films per questo film tratto dall’omonima commedia di George Bernard Shaw: un regista spagnolo ex-alfiere di un movimento spagnolo anarchico e irriverente che è morto con la hollywoodizzazione dello stesso Pedro, un testo scritto da un appartenente alla socialista Fabian Society di fine ‘800 e che scaturisce dalle prime lotte dell’allora nascente movimento femminista, un cast infine che schiera divi americani di primo piano accanto ad attori più squisitamente britannici. Un materiale difficile da governare ed ingredienti molto diversi difficili da amalgamare, ed infatti stavolta la ciambella non è riuscita alla perfezione. Almodovar sembra il primo non perfettamente convinto di quello che fa, non prova nemmeno a trasformare la commedia in un film ma si limita a dirigere il cast in una sorta di teatro filmato che purtroppo ha sempre il limite di una certa noia e staticità. Inoltre sono passati 100 anni dalla prima rappresentazione della commedia di Shaw e – dobbiamo dirlo – si sentono tutti; il testo appare irrimediabilmente datato e il suo proto-femminismo, che all’epoca aveva scandalizzato i censori oggi, in un’epoca in cui i figli accoltellano senza rimorsi i genitori e i telegiornali sembrano film dell’orrore, non colpisce più e non scandalizza nessuno. Forse la vicenda andava profondamente rivoluzionata e modernizzata, a costo di tradire in parte il testo originale, oppure ambientata nelle lotte femministe degli inizi del XX secolo come documento di un determinato periodo storico, mentre invece la parziale modernizzazione operata dallo sceneggiatore fa apparire l’intera vicenda e certi dialoghi ancora più anacronistici. Equilibrato il cast, con Goldie Hawn su tutti in una parte insolitamente per lei non comica, e Sam Neill che tratteggia, da fine cesellatore, un personaggio ambiguo e sgradevole; più di routine gli altri fra cui una forse sopravvalutata Gwyneth Paltrow.

Se ne discute qui sul forum: link

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