Il ricco, il povero e il maggiordomo

A distanza di 4 anni dal successo (solo) di pubblico di “La banda dei babbi natale”, Aldo Giovanni e Giacomo tornano al cinema nel periodo natalizio con una commedia che, nelle intenzioni, vuole cercare di far tornare il trio a quel misto di brio e impegno dei tempi migliori.

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Aldo è un venditore ambulante senza licenza costretto a scappare alla vista dei vigili urbani si imbatte in un’auto che lo travolge. L’auto è guidata da Giovanni, maggiordomo e autista di Giacomo, ricco imprenditore specializzato in investimenti all’estero che, per la fretta costringe il suo autista a entrare in una via a senso unico contromano. Aldo viene soccorso e portato nella villa di Giacomo. Dietro la promessa di un risarcimento ridicolo per il danno subito pur di non sporgere denuncia Giacomo da’ appuntamento ad Aldo per il giorno dopo. Nel frattempo però l’investimento che Giacomo ha effettuato in Burgundi, depositando in quel paese tutto il suo denaro e quello di Giovanni perde tutto il suo valore a causa di un colpo di stato. Giacomo e Giovanni si ritroveranno senza casa, senza auto, e costretti a trasferirsi presso l’abitazione di Aldo. Da lì si dipanerà tutta una serie di avventure che coinvolgeranno il trio e i loro famigliari, fidanzate, squadre di calcio ecc…

33445Quando 17 anni fa il trio si affacciò al cinema con “Tre uomini e una gamba” solo pochi avrebbero scommesso che quel film avrebbe dato il via a una serie di comici nati in tv e, nel corso degli anni, spostatisi sul grande schermo. Alcuni con notevole successo di pubblico, e alcune (poche) volte anche successo di critica, altri con imbarazzanti film. Non sempre i film nati dalla penna, dalla regia o dall’interpretazione di Aldo, Giovanni e Giacomo sono stati dei film divertenti o da sottolineare a livello qualitativo. Basti pensare che chi vi scrive considera “Chiedimi se sono felice” il meglio che il trio ha portato sul grande schermo e questo nuovo film è a quell’opera che vorrebbe tendere.

Ma è solo una volontà, il film pur avendo uno spunto iniziale non originale ma interessante, arranca molto soprattutto nella prima parte. Manca di ritmo, e le battute sono cose già viste che, da una parte ci ridonano un Aldo, un Giacomo e un Giovanni “old style” come a rincuorarci che sono loro, dall’altro invece annoiano un po’ perché dal risultato prevedibile e risaputo. Nel film si ride, ma è più giusto dire che si sorride. A una regia scolastica si contrappone una sceneggiatura che per buona parte del film risulta piatta e lascia alle facce di Aldo, al linguaggio aulico di Giacomo e alle mosse di Giovanni l’onere di riempire la vicenda con qualcosa di interessante o almeno comico.

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Tutto sommato il film è godibile proprio perchè va in crescendo e abilmente è corredato da una buona colonna sonora, adatta alle scene senza aver paura di essere troppo “milanese” per un pubblico di tutta Italia. Chi vi scrive riconosce un timido omaggio alla città di Milano, ancorché poco riuscito sia a livello poetico che a livello visivo. Tutti gli scorci della città son stati da me riconosciuti, un film girato “sotto l’ufficio” in pratica, ed è stato interessante constatare che ci sono delle discrepanze tra la distanza detta e la distanza effettiva dei diversi luoghi.

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Da annotare le due ottime interpretazioni di Giuliana Lojodice, nel film mamma di Aldo e Massimo Popolizio, un sacerdote alquanto originale.

La strada verso il ritorno del trio ai fasti del passato è ancora un bel po’ lunga e chissà se i tre riusciranno in un prossimo film a tornare a quei tempi.

Voto: 6,5

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