Mio fratello (CK)

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MIO FRATELLO

Produzione: Hermes Production

Genere: drammatico

Regia: Derek Cianfrance

Cast: Mark Ruffalo, Guy Pearce, Vanessa Redgrave, Ally Walker, Noel Fisher, Seth Gabel, Walton Goggins, Ken Olin, Griffin Kunitz, Morgan Gingerich, Matthew McNulty.

La vita di Jim sta andando a pezzi, è senza lavoro, con una compagna che lo disprezza e una madre che continua ossessivamente a sperare nel suo riscatto. La presenza di Clive, il fratello ricco e di successo, certo non aiuta le cose. O forse sì? La storia di un rapporto fraterno, in perenne bilico tra odio e amore, e di una famiglia in cui ogni componente è al tempo stesso vittima e carnefice.

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Un film 95 – 5
L’ultima fatica della Hermes è un film che si sviluppa su più piani temporali e per la precisione lungo la vita della famiglia di Jim (sia originaria, sia quell ache si è creato con Carol), e nel presente.
Perché un film 95 – 5?

Perché per il 95% del film ti chiedi in sequenza: dove il film voglia andare a parare, perché non viene raccontata altro che la vita di merda di Jim, che sempre per rimanere in ambito cabalistico a mio avviso è un 71 (per maggiori dettagli, vedi la smorfia); subito dopo ti chiedi se Jim, avrà una redenzione, un colpo di mano o almeno riesca a tirare fuori le palle e dimostrarsi un vero uomo. Ogni dubbio viene sviscerato proprio in quell’ultimo 5% in cui Jim cambia tutto e finalmente mostra di che pasta è fatto. Ma se finisse lì, il film sarebbe interessante, ma quel quid lo eleva; perchè emerge prepotente e spietata la natura umana; quella natura gretta e meschina che seppur con dolore senza ipocrisia ti fa gioire dell’essere vivo ed in salute, anche se hai vissuto una vita di merda. Sembra quasi che l’antico adagio: qunado c’è la salute c’è tutto, sia l’epitaffio della pietra tombale di Clive. Come se una legge divina per la legge del contrappasso, punisse Clive ed elevasse a nuova vita Jim.

Quindi si potrebbe dire che il film è un successo pieno. No, non è così. Il film ha dei difetti di due tipi: i primi sono dei nei che emergono nella prima parte, mentre altri a mio modesto modo di vedere mi hanno fatto parecchio storcere la bocca.
Partiamo dai nei che sono qualche piccolo errore di battitura, che nel contesto di uno script scorrevole e ben impaginato ci stanno. Altro neo il pensiero espresso a parole ma non espresso dalle immagini; tanto per spiegarmi: Todd gioca con un aeroplano di legno. Corre per la stanza immaginando di farlo volare e imita il rumore dell‟aereo facendo delle piccole pernacchie con la bocca. Bastava scrivere che corre con l’aeroplanino in mano.
Invece venendo alle cose più “gravi” (passatemi il termine), non riesco a capire come un’attrice di 76 anni per magia torni ad averno 30. Io ho sempre pensato che un giovane lo invecchi bene con il trucco, ma una vecchia la ringiovanisci solo con la CGE e non ci vedo l’economia in questa cosa, e magari il film non è nemmeno con gli effetti speciali. Perché non prendere un’altra attrice ad interpretare Loreen?
Sulla scena poi in cui Carol pratica sesso orale a Jim nel vicolo, c’era bisogno di specificare che ha ingoiato? Non bastava dire che aveva praticato sesso orale? Capisco che il sesso è stato sdoganato anche su CK,  ma non ho capito che valore possa aggiungere questa specificazione che ai fini della storia è nulla.
Cianfrance alla sua quarta regia offre una prova sicura e asciutta. Bravo il produttore ad affidare la regia ad un regista più sconosciuto, senza doversi obbligatoriamente affidare ad un grande nome.
A livello di cast è inutile dire che Ruffalo la fa da padrone, che si è anche trasformato fisicamente per questa prova. Buona anche la prova della Walker, che riesce ad esprimere tutta la grettezza di Carol. Forse leggermente sprecato Pearce, che ha meno spazio nella vicenda.
La colonna sonora è decisamente ricercata con tutti brani orchestrali, ad eccezione di quello dei Queen che è parecchio azzeccato. La scelta poi di utilizzare tutti brani non provenienti da elementi di scena è una buona cosa; così come è una raffinatezza, far riprendere la musica dall’interruzione. La cosa che non ho gradito è l’utilizzo doppio di tre brani (Moby, Cinematic orchestra e On the road), che anche se ritornano in scene simili alla prima apparizione del brano, è una soluzione stilistica che ho sempre gradito poco.
Concludendo Mio fratello dopo l’impatto iniziale decisamente poco promettente è riuscito a stupirmi con una sorta di colpo di scena, che ha dato un senso alla pellicola. Peccato che ci siano delle piccole imperfezioni e qualcuna più grandicella, che hanno impedito una riuscita migliore di quello che poteva essere la pellicola.
Però rimane un film drammatico che vale la pena di vedere per il suo finale. (Tomcat)

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