Ivan il terribile (CK)

Ivanilterribile

Ivan il terribile
Dreaming Studios

(Drammatico)

Regia: Francesca Archibugi

Cast: Brando Pacitto, Federico Russo, Ludovica Gargari, Sophie Marceau, Alessandro Preziosi, Chiara Mastroianni, Giorgia Gianietiempo, Maurizio Donadoni, Ivano Marescotti, Luisa Ranieri, Michele Riondino, Neri Marcorè

Trama: È la cattiveria di Ivan a essere così seducente? Oppure la sua tenerezza improvvisa, capace di annullare le barriere con cui gli altri ragazzi lo tengono a distanza? Soltanto in due a Roccafluvione hanno il coraggio di avvicinarlo, a poco a poco, al maneggio o a scuola: sono rivali, Sara e Federico, ed entrambi pensano di averlo conquistato, prima di scoprire la sua natura selvaggia. Alle spalle hanno storie familiari dolorose e sogni tenaci, come quello comune di partire in viaggio con Ivan, anche a costo di allearsi a sua insaputa. Un van per cavalli, una notte umida, un sogno in lontananza, un’eccitazione e una violenza che non credevano di desiderare. Ivan scioglierà le loro asperità, facendoli sentire vivi e in pericolo.

Recensione di Clint
Ho aspettato qualche giorno per scrivere la recensione di “Ivan il Terribile”, poiché si tratta di un film estremamente lungo e complesso, su cui è necessario fermarsi a riflettere prima di poter esprimere un giudizio ben definito. Si tratta un’opera molto articolata e indubbiamente riuscita, che ha il proprio punto di forza nella caratterizzazione dei protagonisti. Ivan, Sara e Federico sono tre personaggi vivi, complessi e sfaccettati, e rappresentano la vera anima del film: “Ivan il Terribile” è uno di quei casi in cui davvero la storia deriva dai personaggi, e non viceversa. Ivan è il classico disadattato violento e prepotente, che non riesce a instaurare sani legami d’affetto con gli altri a causa del proprio carattere, dovuto a un passato difficile (l’abbandono da parte della madre, l’aggressione ai danni del padre e il senso di colpa che ne deriva), che l’ha costretto a costruirsi questa facciata; in realtà è alla disperata ricerca di affetto e cerca di trovarlo in Sara e Federico. La sua ossessione per Mariah Carey tra l’altro mi ha fatto pensare a un mio ex compagno di classe, un ragazzo un po’ razzista, un po’ bullo, che però va pazzo per Laura Pausini. Federico e Sara non hanno un passato burrascoso come Ivan, ma anche loro devono superare grosse difficoltà: Federico è un ragazzo ricco e viziato, che sta scoprendo la propria omosessualità e vive in una sorta di bolla di sapone, senza farsi toccare dal mondo esterno; Sara vive solo con la madre, ma è bruttina, emarginata, derisa dagli altri, anche se può contare su una grandissima forza di carattere. Il rapporto di odio e attrazione, osilità e affetto, che lega Federico e Sara a Ivan, è estremamente efficace e interessante. Il bisogno di amore di Ivan lo spinge a “giocare” con gli altri due, senza tener troppo conto dei loro sentimenti, fino a scoprire che prova maggiore attrazione pr Federico che per Sara. D’altro canto, per vendicarsi del comportamento prepotente di Ivan, Sara e gli altri gli hanno organizzato un brutto scherzo, facendogli credere che la sua idola Mariah Carey sia a Roma. Con questa scusa, il gruppetto parte per un viaggio verso Roma che per Sara e Federico dovrebbe rappresentare una sorta di apice del loro rapporto con Ivan, ma che si trasforma ben presto in tragedia. La scoperta della verità sullo scherzo, su se stesso e la propria probabile omosessualità e sulla definitiva disabilità del padre, porta Ivan al suicidio. Sara e Federico dichiarano di non voler aver nulla a che fare l’uno con l’altro, ma il sorriso che si rivolgono alla fine lascia intendere che nonostante la precedente “rivalità”, tra i due potrebbe nascere un bel legame. “Ivan il Terribile” è dunque un film di personaggi più che di trama, ed è una cosa assolutamente positiva, perché ogni avvenimento deriva dalla personalità dei ragazzi e dal complesso rapporto che li lega. Lo script vanta la solita cura di Mastruccio ed è tecnicamente impeccabile con dialoghi ben fatti che cercano di rendere al meglio il linguaggio giovanile e complessivamente sono molto buoni. Per quanto riguarda la storia in sé, scorre piuttosto bene anche se la lunghezza si fa sentire e soprattutto verso la fine si poteva tagliare qualcosa in più: dopo la morte di Ivan, le scene successive dedicate ai familiari non sono poi molto interessanti, considerando che ciò che interessa allo spettatore sono solo i tre protagonisti; per lo stesso motivo potevano essere tagliati completamente alcuni personaggi secondari (gli amici di danza di Federico compaiono anche troppo spesso, la relazione tra la madre di Sara e Carlo è del tutto inutile ai fini della storia). Ci sono poi alcune situazioni un po’ eccessive che ho trovato talvolta forzate: per esempio l’umiliazione che subisce Sara da parte di Ivan (dopo una cosa del genere, mi chiedo come Sara abbia potuto anche solo rivolgere la parola a Ivan, figuriamoci innamorarsi di lui), o certi passaggi in cui Sara parla da sola, o la scena in macchina, quando Ivan scopre la verità su Mariah Carey e comincia a urlare e a dare pugni agli altri senza che Monica intervenga (se un adulto vede un ragazzo, che tra l’altro è anche suo figlio, picchiare i suoi amici, non può non intervenire). La sottotrama su Monica in particolare non mi è piaciuta molto: il colpo di scena sulla sua vera identità mi è sembrato una di quelle cose da soap opera, poco realistico; insomma, possibile che madre e figlio vivano vicini e si vedano così spesso, ma il figlio non la riconosca? Va bene che era tanto cambiata, ma insomma, la mamma è sempre la mamma. Mi è sembrato un colpo di scena un po’ forzato e non necessario; la storia funzionava benissimo anche senza quella scoperta. Comunque, al di là di queste considerazioni, “Ivan il Terribile” è un ottimo film, ricco di personaggi sfaccettati e pieno di spunti di riflessione. Il cast è stato ben scelto, specialmente i giovani: Pacitto, Russo e la Gargano sono bravissimi nell’interpretare i loro personaggi. L’unico un po’ sprecato è Michele Riondino, che nella realtà sta interpretando molti film da protagonista, mentre qui è un personaggio molto secondario. Le musiche sono belle e adatte alle scene (bella la scena in cui Sara canta “Sara” di Venditti), però sono molto poche. Ottima la scelta di Francesca Archibugi alla regia: ha già dimostrato nella realtà particolare interesse per il mondo degli adolescenti, ed è quindi è perfetta per una storia come questa. La locandina non mi piace molto, mi sembra poco cinematografica, mentre il sito contiene i contenuti standard. In conclusione, “Ivan il Terribile” è sicuramente uno dei film più interessanti di questo festival, una pellicola intelligente, profonda e molto curata, che si mantiene sui livelli alti delle precedenti opere di Mastruccio.

VOTO: 8

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