Intervista dello sviluppo “Dossier 3924”

N.d.r. In un semestre che per le ovvie ragioni pullula di film Horror e Thriller per la presenza del San Marino Fanta Film Festival, la Granato Production si butta su un film peculiare che mira ad affrontare una questione che si trascina avanti da almeno mezzo secolo: il conflitto Israelo – Palestinese.
Un film che a mio avviso oltre ad avere il pregio di portare un argomento molto serio in Ck, muove la casa di produzione verso un cinema impegnato e d’autore, come lo stesso produttore ha scritto nelle righe sottostanti.

Dossier 3924
Granato Production

Genere: Drammatico

Regista: Joseph Cedar & Mohammad Bakri

Cast: Sasson Gabai, Saleh Bakri, Esti Ginzburg, Oded Fehr, Yehuda Levi, Etgar Keret, Iddo Goldberg

Descrizione: Nel corso di un rastrellamento a Gaza, Hikmet Ismail (Saleh Bakri), sospetto terrorista, viene catturato e imprigionato per mano dell’esercito Israeliano. Il Colonnello Yaron (Sasson Gabai) ha il compito di estorcergli preziose informazioni con ogni mezzo. L’interrogatorio, inizialmente feroce e brutale, condurrà i due protagonisti a stringere un patto…

Intervista:
– Cosa ti ha spinto a proporre questo film?
Un paio di mesi fa ho letto un bellissimo testo teatrale. Sono rimasto affascinato dalla forza espressa dai protagonisti. I dialoghi innescano un dualismo violento, brutale.
Ho pensato che sarebbe stato bello trarne una sceneggiatura cinematografica e proporla al prossimo Festival del Cinema di Roma.

– Parlaci delle scelte di cast e regia.
Ho pensato di affidare la regia a Joseph Cedar e Mohammad Bakri. Il tema è scottante e merita l’unione di più pensieri. II cast l’ho selezionato solo dopo aver ultimato la sceneggiatura.

– Come pensi che sarà accolto questo progetto?
Spero venga accolto con interesse.

– A che punto sei con la lavorazione? Quando conti di farlo uscire in sala?
Il film è praticamente finito, la locandina è pronta. Manca solo il sito.

– Convinci la gente a votare il tuo film.
“Dossier 3924”, non sarà un kolossal di guerra, ma un affresco intimo sul conflitto tra Israele e Palestina.
Per la Granato Production è il primo vero passo verso il Cinema d’autore.

Un film incentrato su un’annoso problema che è sempre attuale. Un film che è anche diverso dai tanti film che escono in sala votati più a temi faceti.
Credi che questa storia potrà essere un felice ritorno ad un cinema impegnato? Fra le tante la storia mi ha ricordato “unthinkable”, anche se dalla sinossi è differente; conoscevi il film?

“Unthinkable” E “Dossier 3924” sono film molto differenti, anche se non mancano alcune analogie. E’ il mio primo film d’autore. Tratta un tema caldo, attuale, ma è troppo presto per stabilire se sarà un felice ritorno ad un
cinema impegnato. Vedremo quale sarà la risposta della critica e del pubblico.
Personalmente, me lo auguro. Tuttavia, sono certo che non mancheranno le stroncature. E’ giusto così.

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