Il giorno del coniglio (CK)

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Il giorno del coniglio

Produttore: Chimera Films

Genere: Horror

Regia: Drew Goddard

Cast: Brian Chranston, Clive Owen, Daniel Kaluuya, Adelaide Clemens, Elizabeth Perkins, Doug Jones, Marshall Manesh

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Trama: I conigli sono creature all‚apparenza molto coccolose, tranne quando provano a squartarti con una mannaia. Lo sa bene David che durante La notte eterna del coniglio ne ha viste di cotte e di crude. Il mondo è davvero finito? E da dove vengono questi conigli? Ma soprattutto, ha davvero senso farsi domande del genere? Le risposte, se ci saranno (perché non è detto) potranno arrivare durante Il giorno del coniglio. La luce, si sa, rende ogni cosa più chiara, meno spaventosa. Vi sentite meglio adesso? Potete tirare un sospiro di sollievo. L‚ultimo

Recensione: (SashaGranato della Granato Productions)

La quinta edizione del Contest di Halloween si apre con “Il giorno del coniglio”, sequel de “La notte eterna del coniglio” (2006).

Andrew è un burlone e sembra non prendere la cosa troppo sul serio. Il film ha un respiro drammatico solo nei primissimi minuti, giusto il tempo necessario a presentare i protagonisti e l’ambientazione ospedaliera, indirizzando il racconto verso una spirale vertiginosa di eventi deliranti e spassosamente terrificanti.
Quindi credo sia giusto calibrare il giudizio anche in funzione del fatto che il film, non ha pretese particolari, se non quelle di divertire il pubblico.

L’opera ruota attorno ad una macchina che ha il potere di trasformare i sogni in realtà. Il soggetto al quale viene sottoposto l’esperimento è tale David (Clive Owen), uno sventurato rinchiuso in un istituto psichiatrico. La situazione degenera quando l’universo immaginato da David, popolato da conigli mostruosi e assassini, si confonde con la vita reale. L’unico modo per salvare l’umanità, a questo punto, è quello di eliminare David, poiché tutto è partito da lui.
Questa, in breve, è la sinossi di un film che ci riserverà tantissime sorprese, in un racconto tutto sommato breve e coinciso, ma non per questo superficiale e approssimativo. Andrew sa il fatto suo e scrive uno script dosando bene i tempi, nonostante si senta l’assenza di una parte centrale più corposa, capace di offrire ai personaggi maggior spessore, giustificando anche la presenza di un nome importante come quello di Owen.
Inizialmente, tale aspetto, potrebbe risultare un grosso limite. Ma il film si trascina ancora qualche strascico di drammaticità, forse indotta o forse condizionata dal fatto che ultimamente, quasi ogni horror, vuole per forza di cose essere drammatico. Mentre Andrew ci ricorda che i migliori horror della storia hanno sempre un pizzico di ironia, vedi Nightmare, o anche i classici diretti da Argento (Quando ancora faceva scuola agli americani.)
L’ironia è al centro del racconto stesso, che ci introduce in un mondo così inverosimile e assurdo, che non vale neanche la pena di offrire una spiegazione logica e definitiva, perché resterebbe comunque poco credibile. Meglio lasciare tutto così com’è, e dar spazio alla fantasia, alla voglia di divertirsi e ridere, anche di fronte all’ omicidio di un dottore di colore.
Leggendo la sceneggiatura ho vissuto moltissimi dejà vo; nel film si cita Nolan e il suo “Inception”, ma l’accostamento mi sembra poco pertinente. Se vogliamo trovare delle somiglianze tra questo film e altre opere realizzate nella realtà, indicherei Nightmare e Sfera. Per entrambi i film la barriera che divide il mondo onirico alla realtà è come se si frantumasse e diventassero una cosa sola. Personaggi immaginari ed esseri umani, riescono a comunicare e ad interagire, spesso in situazioni drammaticamente violente. Ma l’elemento che accomuna “Il giorno del coniglio” a “Sfera”, è il sogno indotto. Nel primo caso da una macchina, nel secondo caso da una Sfera. Cambiano la modalità, ma in entrambi i casi il soggetto che dorme può materializzare i sogni in realtà, con risultati disastrosi, poiché l’essere umano è troppo primitivo e non sa gestire questo potenziale.

Il film di Andrew in realtà non vuole offrire tante spiegazioni, così come non impone un messaggio o una morale. Tutto è caos e forse, il messaggio, è proprio questo, ma è un pò riduttivo. Quindi preferisco pensare a qualcosa di differente. L’aspetto più interessante del film credo funga dalla mancanza di difetti. Ma sarebbe più corretto parlare di camuffamento. Perché è questo che succede. Prendi una storia surreale, raccontala offrendo una visione delirante e quel che otterrai è un film privo di difetti perché tutto è possibile nel caos. E’ un trucco che in questo caso funziona, solo ed esclusivamente in virtu dell’ironia. Vera protagonista del film. Se il film avesse mantenuto toni drammatici, sarebbe stato un flop!

In merito alla componente tecnica, al di là di qualche errore di battitura, la sceneggiatura è sempre precisa e scorre bene. Le musiche sono adatte al film, ma per un horror basta davvero poco per trovare i toni giusti.

Locandina e sito, no! Non ci siamo, nonostante un sorriso, alla fine, mi è anche scappato. Ma da Andrew possiamo aspettarci molto di più.

Voto 8

Andrew si dev’essere divertito un mondo a scrivere questo film. Questo è quello che emerge durante la lettura, e l’aspetto ancor più bello è la sua capacità di divertire a sua volta il pubblico. Questo ha creato un filo diretto tra autore e lettore che rappresenta il premio più grande, dal mio punto di vista.

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