Intervista dello sviluppo – Tutto quel nero (Arcadia Productions)

_MG_3435Tutto Quel Nero
Arcadia Productions

Genere: Thriller
Regista: Stefano Sollima
Cast: Riccardo Scamarcio, Ilenia Lazzarin, Alessandro Roja, Marco D’Amore, Miriam Leone, Francesco Pannofino, Terence Stamp, Daniela Virgilio, Isabelle Adjani, Enzo G. Castellari, Barbara Bouchet, Gabriele Spinelli, Michelangelo Tommaso, Hugo Silva, Guillermo Toledo, Yohana Cobo
Descrizione: Troppo tardi per i ripensamenti, Susanna. Non avresti dovuto accettare quello strano incarico, anche perché il compenso era davvero troppo alto. Okay, avevi appena perso il lavoro e l’idea di dare la caccia a una vecchia pellicola scomparsa non ti sembrava male. Fare il topo di cineteca non è mai stato un mestiere rischioso, anche questo è vero. Ma almeno la fantomatica agenzia che ti ha assunta, per conto di un altrettanto misterioso collezionista, avrebbe dovuto insospettirti. Tutti quei soldi, quanti non ne hai mai visti in vita tua, per ritrovare un insulso documentario girato a Lisbona negli anni Sessanta? Andiamo, bastava rifletterci un po’. Ora invece salta fuori che si tratta di un film maledetto… Be’, cara Susanna, ormai è troppo tardi per ripensarci. E attenta a tutto quel nero

Intervista:

– Cosa ti ha spinto a proporre questo film?
Ho letto il romanzo di Cristiana Astori (che pensavo anche di contattare, in un modo o nell’altro: non so come potrebbe prenderla), il primo di una trilogia (so che sempre per il Giallo è uscito “Tutto quel rosso”, che però non ho acquistato, e Astori sta ora scrivendo il terzo), che mi aveva incuriosito per la trama ambientata nel mondo del cinema, quello di serie B: l’ho letto e mi è piaciuto e ho deciso di farci un film, anche perché era da tempo che volevo scrivere un film italiano (e di genere).

– Parlaci delle scelte di cast e regia.
llora, alla regia ho preso Stefano Sollima, che mi ha ben impressionato in “Romanzo Criminale – La serie” e “Acab”, penso sia un giovane di sicuro successo (sperando che il cinema italiano lo lasci lavorare come merita). Il cast, ho cercato di non renderlo troppo banale: le uniche concessioni alla banalità sono Scamarcio (che a me a dire il vero non dispiace, è chiaro che uno non deve vedere solo il personaggio di Step), Roja e Pannofino, che comunque adoro come doppiatore. Ho scelto Terence Stamp (che viene citato anche nel libro!) perché secondo me non c’erano attori italiani capaci di riprendere la sua aura, stesso motivo per cui ho scelto Isabelle Adjani, una che è capace di far paura anche con semplici movimenti degli occhi (guardare “Possession” per credere), anche se all’inizio per questo ruolo avevo pensato alla Fenech,
memore dei suoi film che… ehm… ho visto e rivisto negli anni dell’adolescenza. Capitolo Lazzarin e Leone: allora, Ilenia la adoro fin dal suo esordio in “Un posto al sole”, è bellissima (io l’ho vista dal vivo, all’Università Suor Orsola Benincasa, mi passò davanti mentre parlavo con un amico e reagii come se avessi visto la Madonna, non scherzo) e secondo me anche brava: il personaggio di Susanna però è molto meno bella di lei, e più giovane, ma non ci metto niente a cambiare questi aspetti. Miriam Leone… scusate la frivolezza, ma è la mia Miss Italia preferita, credo sia di una bellezza imbarazzante. All’inizio avevo pensato a Myriam Catania e a Carolina Crescentini, ma la prima (anche se è oggettivamente una bella ragazza e una discreta attrice) era troppo in là con gli anni (stesso motivo per cui ho scartato Violante Placido, che secondo me è la scelta migliore, peccato per l’età), la seconda rientrava nella “banalità” di cui dicevo. Da “Romanzo Criminale – La serie” proviene Daniela Virgilio (che ha battuto la concorrenza della ex gieffina Melita Toniolo), da “Gomorra” Marco D’Amore, da “Un posto al sole” Michelangelo Tommaso (un altro che ho visto dal vivo, alla stazione di Napoli), Yohana Cobo l’ho scelta dietro suggerimento di Papele. Il resto del cast sono tutti nomi che mi sembrano adatti ai personaggi. Che risposta lunghissima :P

– Come pensi che sarà accolto questo progetto?
Spero bene: è il mio primo film italiano, ha una trama interessante, un regista di talento e un cast ben scelto.

– A che punto sei con la lavorazione? Quando conti di farlo uscire in sala?
Devo ancora iniziarlo: spero possa uscire quest’anno, altrimenti uscirà l’anno prossimo. Almeno un film a semestre vorrei garantirlo.

– Convinci la gente a votare il tuo film.
Rispondo come ho risposto all’altra intervista: votate, votate, votate, che al prossimo raduno vi offro una birra (straniera, of course, le birre italiane le detesto cordialmente), agli astemi un caffè/tè/succo/bibita analcolica.

– Dopo due storie originali (l’ultima è l’altro film in sviluppo), torni ad un soggetto non tuo. Dove pensi di dare il meglio di te stesso?
Non saprei… da un lato le storie originali sono le migliori perché uno si può sbizzarrire e magari inserire i temi che gli sono più cari, mentre dall’altro le storie “tratte da” potrebbero generare disagio a seguire una strada tracciata da altri. Però in fondo penso sia una distinzione valida fino a un certo punto: uno sceneggiatore/regista può metterci del suo anche nel trasporre un libro (pensiamo a Kubrick e a chissà quanti altri), così come uno sceneggiatore/regista può essere anonimo anche a scrivere storie proprie.
Insomma, l’importante è scrivere.

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