Prince of Persia (Script)

VOCE FUORI CAMPO

  “Molti credono che il tempo sia come un fiume, che scorre lento in un’unica direzione….”

Inquadratura di un fiume che scorre lentamente attraverso un’oasi, di notte.

VOCE FUORI CAMPO

“…ma io che l’ho visto da vicino posso assicurarti che si sbagliano…”

Primo piano di un granello di sabbia che cade lentamente in una clessidra, la MDP segue il suo movimento.

Dissolvenza in nero.

VOCE FUORI CAMPO

“…il tempo è un mare in tempesta!”

Inquadratura di un veliero in mezzo al mare durante una tempesta notturna. La barca si muove traballante verso la MDP che si trova quasi a livello del mare e ondeggia con le onde, che impetuose percuotono l’imbarcazione. Il cielo è nero e viene illuminato solo dai lampi.

VOCE FUORI CAMPO

” Forse ti starai chiedendo chi sono, e perchè parlo in questo modo”

Primo piano di un ragazzo di circa 20 anni vestito di nero e con un turbante in testa. I suoi occhi sono contornati da un trucco nero che contorna anche il viso. Ha un volto pensoso e serio e sembra guardare un punto fisso davanti a sé. Alle sue spalle vediamo i flutti del mare e la MDP continua a muoversi in modo altalenante, facendoci capire che siamo a bordo della nave di prima.

VOCE FUORI CAMPO

“Siediti, e ti racconterò la storia più incredibile che tu abbia mai sentito…”

La MDP si sposta a destra (senza staccare l’inquadratura dal volto del giovane) e l’inquadratura del giovane viene celata da un’enorme clessidra che sta davanti a lui. Attraverso il vetro giallo e opaco possiamo ancora distinguere la sua figura tremolante, mentre in mezzo alla clessidra la sabbia continua a scendere. La MDP continua a spostarsi molto lentamente a destra, rivelandoci finalmente che il giovane tiene in mano un bastone poggiato a terra e a cui è legata una pietra.

VOCE FUORI CAMPO

“…una lunga storia, ma dopotutto abbiamo tutto il tempo del mondo.”

Mentre la voce fuori campo pronuncia queste parole la MDP inquadra come nella seconda inquadratura un granello di sabbia che cade lentamente nella clessidra. Quando la voce finisce di pronunciare queste parole, dalla stessa inquadratura la MDP zooma molto velocemente verso il volto del ragazzo che è ancora dietro, fino a un primissimo piano dell’occhio. Dentro la pupilla vediamo il riflesso della sabbia nella clessidra, che progressivamente si trasforma in un deserto assolato. Nel fare ciò l’eco della voce fuori campo continua a ripetere “tutto il tempo del mondo” in maniera insistente. La telecamera continua a zoomare, fino a che i contorni dell’occhio spariscono e al centro dell’inquadratura rimane solo il deserto.

SCENA 1

esterno giorno

Stessa inquadratura precedente: un deserto di cui vediamo in lontananza una grande duna che divide il cielo dalla terra. Il cielo è rosso per il sole che sembra stia sorgendo dietro la duna, illuminando il ciglio della duna e alzandosi lentamente, illuminando progressivamente anche il resto del deserto. Sul ciglio della duna appare una processione di persone di cui intravediamo solo le sagome indistinte e nere di uomini a cavallo.

Parte la musica: “FAREWELL PRINCESS

Durante la musica introduttiva la MDP  inquadra una carovana di uomini armati a cavallo. Sono i soldati del re di Persia, Sharaman. Alcuni sono a piedi e portano lunghe lance decorate, altri sono a cavallo e portano delle scimitarre e dei turbanti. La MDP si sofferma soprattutto  sul far notare che mentre il corteo procede sulla duna, il sole si alza a rischiarare sempre di più la sabbia (con effetto velocizzato) che diventa sempre più brillante.

VOCE FUORI CAMPO

Devi sapere che la nostra storia inizia ai confini dell’India, durante una spedizione per conquistare Kendral, una città ostile a cui mio padre, il grande re Sharaman, voleva dichiarare guerra….

La MDP posizionata su un lato di un cavallo in marcia inquadra poco più avanti la fine della duna, che termina con un vasto bassopiano. All’orizzonte scorgiamo così la fortezza di Kendral, una fortificazione grande e maestosa circondata da alte mura e palme.

La musica si ferma circa a metà.

Scritta in sovrimpressione:  FORTEZZA DI KENDRAL, INDIA

Primo piano di un uomo grande e dall’aspetto imponente e severo, ha una lunga barba grigia, porta abiti regali e sopra un’armatura argentea. È a cavallo di un grande destriero bianco a capo della carovana.

VOCE FUORI CAMPO

Quello? No, non sono certo io. Io non ho mai avuto un aspetto, tantomeno un carattere degno di un re. E non ho mai portato una barba tanto lunga.

La MDP inquadra il dorso del cavallo dell’uomo, che si ferma dinanzi alla vista della fortezza, che nel frattempo si è fatta più vicina; possiamo distinguerne meglio le alte mura e i tetti a cupola.

Primo piano della testa dell’uomo da dietro, che molto lentamente si volta verso la MDP.

VOCE FUORI CAMPO

Sharaman, il re forse più buono e giusto che la Persia abbia conosciuto. Un eroe. Mio padre.

L’uomo alza un braccio come per chiedere il silenzio per parlare, ma un uomo smilzo, che è il suo consigliere, gli si avvicina.

VOCE FUORI CAMPO

Ma come tutti gli eroi, anche lui ha commesso un grande errore.

La MDP inquadra dal basso (quasi a terra) l’uomo che si è avvicinato a Sharaman, che continua a guardare la fortezza.

CONSIGLIERE

Sua maestà, non sarebbe più opportuno attendere il segnale da…ehm…il nostro alleato?

Primo piano di Sharaman che continua a guardare davanti a sé con sguardo severeo, dietro di lui, in basso sta il consigliere.

SHARAMAN

Non preoccuparti, vecchio, se conosco il nostro alleato, sono sicuro che presto si farà vivo.

Dalla stessa inquadratura la MDP sfuoca Sharaman e mette a fuoco il consigliere.

CONSIGLIERE

Come vuole, maestà, informo subito gli uomini che si preparino a muoversi.

SCENA 2

INTERNO GIORNO

Una stanza riccamente ornata e decorata in stile orientale. Le pareti sono affrescate e rappresentano varie leggende indiane. La stanza è illuminata solo dalla luce che filtra da una finestra aperta su un terrazzino. Di spalle vediamo davanti al davanzale un uomo estremamente magro, gobbo, appoggiato su un bastone. Indossa un turbante e una tunica nera molto lunga. È Zerdan, il visir di Kendral. Guarda l’orizzonte e sembra aver notato la carovana in avvicinamento.

Entra in scena un uomo basso e vestito con abiti regali; è il Maharajah, e si avvicina verso la balconata.

MAHARAJAH

Non si è mai troppo vecchi per guardare l’orizzonte, eh Zerdan? Il sole che sorge è sempre stato un debole per gli occhi di tutti, anche per un Visir della tua specie, e vedo che ti sei portato dietro questa abitudine dalla tua giovane età.

Primo piano della mano del Visir, che stringe ancora più forte il suo bastone, evidentemente indispettito dalle parole dell’altro. Il Mahrajah si avvicina ulteriolmente e il Visir  allontana la mano come per celare la sua irritazione , voltandosi e lasciandoci così vedere la sua faccia. Il volto è scavato da profonde rughe e sembra molto sciupato. La bocca è nascosta da due lunghi baffi e una lunga barba nera, gli occhi sono incorniciati da profonde occhiaie. L’espressione del volto ci dà subito di lui il presentimento che sia una persona malvagia e infida.

VISIR ZERDAN

Sono tempi ormai passati mio signore. Direi sepolti sotto tonnellate di sabbia.

MAHARAJAH

Ma le sabbie buone restano sempre in superficie, nella clessidra, e devo dire che sono giorni come questi che mi ricordano quando eri ancora un ragazzino che si sporgeva ogni giorno da quella barca e cercavi con lo sguardo la terra. Quanto tempo è passato…

VISIR ZERDAN

Già…tempo.

Il Visir si volta di nuovo a guardare l’orizzonte, lasciando il Mahrajah alle sue spalle.

VISIR ZERDAN

Mio Signore, il gruppo di spedizione che avete mandato in ricognizione del deserto è tornato e vi attende nella sala di ricevimento. Sono tornati molto presto, non vi pare? E senza vittime. Il deserto in questi giorni deve essere davvero molto tranquillo.

Il Maharajah esce dalla porta lentamente con alndatura dondolante, lasciando il Visir nella camera da solo. primo piano del volto del Visir che guarda la porta, poi solleva davanti a sè il bastone, su cui è conficcata una pietra violacea, legata al bastone con una corda. Primissimo piano della pietra, di cui ne vediamo solo metà,mentre l’altra metà della visuale è occupata dall’occhio del Visir, che corruga la fronte.

Il Visir si avvicina al balcone ulteriormente e lo solleva lentamente. Quando il braccio è completamente alzato verso l’alto, la MDP inquadra dall’alto il bastone e il Visir, poi sgrana sempre più verso la pietra attaccata al bastone, che si illumina di una forte luce, emettendo un suono ovattato.

SCENA 3

esterno giorno

La MDP a mano passa fra i cavalli, che si sono fermati, e si sofferma sui volti dei guerrieri.

VOCE FUORI CAMPO

Quella per me è stata la prima guerra combattuta. Ah già, io sono il principe di Persia…un po’ più a destra…

La MDP passa da un semplice soldato su cui si era soffermata a un altro uomo a cavallo, a destra. È il giovane Principe di Persia, Dastan, figlio di Sharaman. Il giovane indossa una veste blu, ha i capelli lunghi castani coperti quasi completamente da un cappello da cui scende un velo color blu e ha il pizzetto. L’armatura è d’agento ma è molto spartana.

VOCE FUORI CAMPO

Ecco, grazie per l’attenzione, questo sono io, il Principe Dastan, figlio del re persiano Sharaman.

SHARAMAN
Dastan!

Il re Sharaman chiama suo figlio da lontano, e Dastan gira la testa di scatto. Sharaman appare sulla destra mentre tiene fermo il cavallo tirando le briglie, agitato.

SHARAMAN

Figlio mio, vedi quel fumo nel cielo?

Primo piano del dito del re che indica un punto indefinito nel cielo, poco più su di una torre della fortezza. Vediamo apparire un fumo color violaceo che si alza sempre più seguito dalla MDP. Il fumo poi si apre fino a svanire, dando l’effetto di essere stato sparato come un fuoco d’artificio. Primo piano di Sharaman accanto al figlio.

SHARAMAN
Quello, figliolo, quello è il fumo della gloria. La tua gloria. Se lo seguirai, ti porterà a un destino glorioso e ad una nuova vita, sarà il fumo che getterai neglio occhi dei tuoi nemici e che ti condurrà fino alla meta. Se ti rifiuti di seguirlo ora, l’unico fumo che ti accompagnerà fino alla tomba sarà quello del disonore e della codardia sollevato dagli altri. Segui il tuo vecchio, non indugiare. Vieni, voglio che tu faccia il tuo primo discorso ai soldati.

Sharaman allunga una mano a Dastan. Questo sembra prima perplesso e pensoso, poi stringe la mano del re che incita con un movimento leggero il cavallo ad avanzare.

La scena si sposta davanti ai soldati, e giungono Sharaman e  Dastan. La MDP finalmente ci mostra quanto sia effettivamente numeroso l’esercito persiano, che in fila si staglia fino alla fine dell’inquadratura. Sharaman fa muovere freneticamente il cavallo davanti ai soldati e alza la spada al cielo per chiedere la sua attenzione. Poi con un gesto della mano incita il figlio ad avvicnarsi, ma questo timidamente rimane al suo posto.

SHARAMAN (GRIDANDO E CON TONO AUTORITARIO)
Uomini, ascoltate! Siamo giunti fino alla lontana India non per vedere radere al suolo questo posto, ma per il nostro futuro! Anche i nemici sono nostri fratelli, non bevono forse come noi l’acqua che sgorga dalle sorgenti nel deserto? Non vestono anche loro abiti eleganti o meno, e non amano e odiano anche loro come noi? Quando entrerete dentro le mura non voglio vedere la ferocia che si vede negli occhi di crudi guerrieri senza scrupoli, ma voglio vedere la ferocia nel battervi per la gloria del nostro paese e per ciò che è giusto! Entreremo nella loro ricchezza e porteremo via il giusto che renda egualmente ricchi noi e loro!

Sharaman si volta verso Dastan che con lo sguardo sembra implorare di non tirarlo in mezzo, ma il re allunga un braccio verso di lui e dice:

SHARAMAN

Ed ora, prima di lanciarvi contro le mura e sguainare le spade, voglio che ascoltiate tutti le parole di mio figlio, per il quale questa guerra è il primo passo per diventare re!

Sharaman si allontana leggermente lasciando la scena libera a Dastan, che ancora riluttante sguaina la spada e in tono piuttosto calmo e goffo dice:

DASTAN

…Alle…alle armi!

Primo piano di due soldati a caso che si guardano straniti, poi si voltano verso la MDP e incitano il loro cavallo a correre.

La MDP inquadra la duna da cui i guerrieri in lontananza cominciano a scendere sciogliendo le file e riversandosi sulla sabbia, correndo con i destrieri e con le spade sguainate verso la MDP.

STACCO

Siamo sulle mura di Kendral e vediamo una guardia reale intenta a dormire, quando  una mano ossuta si posa sulla sua spalla. L’uomo si sveglia improvvisamente sguainando la spada. La MDP inquadra la punta della lama mentre si muove dal fodero fino al collo di un uomo. Questo, sempre nella stessa inquadratura, prende la punta della spada con due dita e la solleva all’altezza dei suoi occhi, rivelandoci che è il Visir.

Primo piano della guardia, che si alza in piedi reggendo una lancia e rimettendo la spada nel fodero.

GUARDIA

Visir! Mi dispiace, io….beh, quale nemico attaccherebbe di mattina, insomma?

La guardia ridacchia in modo imbarazzato, ma il Visir allunga un dito verso l’estremità delle mura.

VISIR ZERDAN

Tranquillo. Si vede che non sei così abituato a vedere entrare qualcuno da quel cancello…

La guardia si gira di spalle e cerca con gli occhi la possibile minaccia.

Primo piano della guardia che si sporge sempre più dal balcone e sembra aver individuato qualcosa.

GUARDIA

Visir Zer…

Le parole gli muoionoin gola mentre vediamo l’uomo irrigidirsi strabuzzando gli occhi. Mentre la guardia si accascia vediamo il Visir con un pugnale insanguinato in mano.

Il  Visir scansa l’uomo e si dirige verso una leva, che comincia a girare con fatica e piegando la schiena, ma con un sorriso in faccia.

VISIR ZERDAN

Grazie mille….

STACCO.

La MDP inquadra un grande portone di legno rettangolare per niente illuminato e quindi i contorni sono poco visibili, poi però comincia a scendere lentamente verso l’esterno, rivelandoci essere un ponte levatoio munito di un complesso  sistema di corde e borchie. La porta si apre sempre di più, facendo entrare sempre più luce e rivelandoci finalmente le figure dei cavalieri che precipitano i cavalli verso l’apertura.

Musica: MILITARY AGGRESSION

Primo piano di alcuni cavalieri che con una mano tengono le briglie dei cavalli, incitandoli a correre, e con l’altra sollevano in aria le scimitarre. Primo piano di un bambino piccolo di circa 5 anni che cammina a passi lenti davanti al portone forse curioso di vedere cosa succede. Rimane fermo con lo sguardo alzato per qualche secondo. La MDP inquadra dall’alto delle mura i cavalieri mentre entrano capitanati da Sharaman e si apprestano a invadere la città. primo piano del bambino (da dietro) mentre rimane fermo a guardare, poi di scatto una donna lo prende per il braccio e corre via. In quel momento contro la MDP si scaglia un guerriero e abbatte la sua scimitarra (come se avesse voluto colpire quelle figure in movimento). La donna che ha salvato il bambino si nasconde dietro un muro e con sguardo atterrito comincia a gridare qualcosa in una strana lingua a noi incomprensibile.

Vediamo un muro molto alto con quattro porte, e da ognuna di esse escono guardie in armatura e con grandi lance. Non appena finiti di uscire si  schierano uno a fianco dell’altro, facendoci notare l’evidente disparità numerica fra l’esercito persiano e quello molto scarso di Kendral. La MDP inquadra le facce degli uomini allineati, andando da sinistra verso destra, e mentre passa gli uomini si abbassano un elmo conico sulla faccia. Arrivati all’ultimo, questo grida qualcosa sollevando una lancia. La MDP inquadra prima le guardie schierate che urlando cominciano a precipitarsi giù dagli scalini per aggredire gli invasori, poi inquadra l’esercito persiano, che rimane compatto sui cavalli. Davanti ad esso solo Sharaman alza la spada verso i nemici urlando. Inquadratura dal cielo del campo di battaglia e dei due eserciti che si scontrano, fondendo gli uomini e disordinandosi. Seguono scene di guerra: degli uomini combattono a cavallo colpendo con la scimitarra i nemici in basso e tagliandone la testa, una guardia di Kendral scaglia una lancia contro un cavallo che trafitto nel ventre crolla a terra schiacciando il cavaliere, alcune guardie prendono delle fiaccole dai muri e cominciano a scuoterle contro i nemici; qualcuno riesce anche a colpire con le fiaccole il volto degli avversari, facendoli cadere da cavallo mentre si coprono la faccia urlando, qualcuno addirittura allunga una mano e soffia verso il fuoco delle fiaccole, facendone scaturire una fiammata che brucia i cavalieri.

La MDP inquadra poi la gente comune (donne, anziani, mercanti e bambini) mentre scappano all’impazzata in cerca di un rifugio e tra questi corre Dastan, con il suo cavallo, senza però sguainare la spada. La MDP si sposta poi su Sharaman che in sella al suo cavallo bianco continua a colpire nemici dall’alto  e si aggira senza problemi lungo il campo, incitando i suoi guerrieri a continuare.

Primo piano di Sharaman che volta lo sguardo fuori dal combattimento e sorride. Primissimo piano dell’occhio di Sharaman, dentro cui si riflette Dastan che galoppa veloce verso il castello.

SHARAMAN

Guardatelo come corre verso la vittoria. Il vero figlio di un re.

Parte  un piano sequenza durante il quale vediamo Dastan che incita il cavallo ad andare sempre più veloce e ad evitare la gente. Corre verso le mura del castello, ma prima di arrivare il suo cavallo si impenna spaventato per un colpo proveniente da una catapulta che gli è esploso proprio davanti, facendo volare macerie fino alla telecamera e sporcandola. Dastan cade a terra e comincia a correre a piedi, mentre delle guardie si dirigono verso di lui, che prontamente sfodera la spada e senza smettere di correre li colpisce mortalmente. Durante il piano sequenza si sentono molto bene i suoni della battaglia che imperversa, quindi stridii, nitriti, colpi di ferro contro ferro, spade incrociate, i sibili dei colpi di catapulta che partono e si infrangono a terra esplodendo, l’unica voce è quella narrante:

VOCE FUORI CAMPO

Io non cercavo di trovare un senso al perché di tutto quel sangue e distruzione voluta da mio padre, ma tutto ciò che volevo era renderlo orgoglioso, dimostrare di essere degno della corona. Così cominciai a correre, a correre e a correre verso il castello per cercare le famose stanza del tesoro del Maharajah, nella quale si dicevano essere celate le più segrete meraviglie della terra.

STACCO

Siamo in un grande salone buio illuminato solo dalla luce delle fiaccole a parete. La MDP inquadra un trono su cui siede una bassa figura avvolta nell’oscurità; la MDP inquadra due piedi quasi completamente nascosti da un lungo mantello nero che camminano verso il trono, rischiarando la sala al suo passaggio. Primo piano dell’uomo sul trono, che scopriamo essere il Maharajah, che con aria alterata osserva il Visir camminare verso di lui.

MAHARAJAH

Insomma, Zerdan, dov’è la squadra mandata in spedizione?

VISIR ZERDAN

Mio signore, sono sicuro che abbiate inteso male le mie parole. Io non ho mai detto…

MAHARAJAH (infuriato)

Insomma Zerdan, ti stai prendendo gioco di me? Sarò vecchio ma continuo a sentirci bene come un tempo!

Il Visir si volta e avanza a passi lenti e cadenzati verso una parete su cui c’è una pesante tenda chiusa.  Primo piano del Visir che tira con una mano una corda alla sua sinistra; progressivamente la stanza , il Visir e il Maharajah dietro di lui diventano più chiari, facendoci capire che il Visir ha aperto la tenda. ù

VISIR ZERDAN (beffardamente)

Vuole dire che un tempo non avreste sentito il crudo suono delle lame oltrepassare le gole dei vostri sudditi?

Il Maharajah sobbalza preoccupato e spaventato e si avvicina correndo in modo goffo alla finestra a cui è affacciato anche il Visir. La MDP inquadra il paesaggio di distruzione e guerra causato dall’attacco persiano, e rivela che un tratto del muro di cinta è crollato, mentre l’aria viene oltrepassata dai colpi di catapulta e per le strade si riversano i cittadini in fuga. La MDP indietreggia di poco e ci fa vedere le teste del Maharajah e del Visir da dietro.

MAHARAJAH

Per tutti gli dei, Zerdan, che cosa sta succedendo? Perchè non mi hai avvertito prima?

Il Visir si mette alle spalle del Maharajah e gli posa una mano sulla spalla.

VISIR ZERDAN

Ma Signore, la sto avvertendo ora. Sull’orlo della sconfitta, meglio mostrare a un sovrano solo la morte dei suoi combattenti.

Primo piano del Maharajah che sconvolto continua a guardare la scena con volto spaventato. Il Visir gli si affaccia da dietro le spalle e vediamo un coltello piccolo e ricurvo arrivare da dietro e premere sul collo del Maharajah.

VISIR ZERDAN

Ah, signore. All’inferno ricordatemi di ringraziare la guardia del muro orientale. Sapete, ha fatto proprio un bel lavoro. Addio, vecchio.

Primo piano del coltello che con un colpo netto taglia la gola del Maharajah, il quale rimane con gli occhi fissi al cielo, quasi bianchi, mentre una goccia di sangue schizza al rallentatore verso la MDP, si sofferma davanti celando l’immagine del re morente e scorre via. La MDP appoggiata a terra mostra il corpo del Maharajah che cade a terra a peso morto e con la bocca aperta da cui esce del sangue. Il pavimento viene presto ricoperto di sangue, che arriva fino alla MDP, mentre in alto vediamo la figura ricurva del Visir che apre una porta e sparisce nell’oscurità.

Siamo di nuovo all’esterno, e vediamo il Visir uscire da una porta, quando gli compare davanti Dastan. Il giovane è  molto affaticato e ha il respiro affannoso, le vesti logore e piene di tagli fanno capire che per arrivare fin lì ha dovuto combattere più volte. Primo piano di Dastan che corruga la fronte con sguardo minaccioso. Primo piano del Visir che rimane composto e serio.

VISIR ZERDAN

Tu devi essere il principe di Persia.

DASTAN

Sì. Senti vecchio, se mi lasci passare ora io non…

La MDP inquadra la mano di dastan che si avvia ad accarezzare la spada nel fodero. Primo piano del Visir che ridacchia.

VISIR ZERDAN

Hai un bel caratterino, ma non ne avresti il coraggio. So cosa vuoi. Le stanze del tesoro sono di là.

Il Visir allunga un braccio verso  un’entrata delle mura dove prima sorgeva una porta, ora scardinata e distrutta. Dastan allontana la mano dalla spada.

VISIR ZERDAN

Su, vai.

Dastan china leggermente il capo per annuire, poi sparisce correndo nell’entrata

SCENA 4

INTERNO GIORNO

Siamo in un corridoio buio e vediamo la sagoma di Dastan procedere adagio. Estrae qualcosa dalla tasca, una boccetta. Primo piano del liquido che ne esce e si riversa su un piano, poi vediamo un sasso abbattersi violentemente contro la MDP e apparire un fuoco. Ora possiamo distinguere la figura di Dastan nell’oscurità più chiaramente e vediamo che in mano tiene un foglio con sopra il focherello da lui acceso. Ripone la boccetta in una tasca della veste. Primo piano della mano di Dastan che si avvicina ad una torcia spenta di cui possiamo distinguere i contorni solo grazie alla luce del focherello. Avvicina ancora un po’ il fuoco  e di colpo la fiaccola si accende e con un movimento meccanico si inclina verso destra, accendendo quella al suo fianco. La MDP  segue per un certo tempo da sinistra verso destra il movimento ripetuto delle fiaccole che ad una ad una si accendono. La MDP inquadra poi il corridoio tramite la soggettiva del principe, e lo vediamo illuminarsi a poco a poco, fino a che non rimane nessuno spazio buio lungo il corridoio, poi la MDP si alza lentamente e notiamo che al soffitto sono legati degli strani lampadari da cui pendono come delle bocce di vetro azzurri. Primo piano di uno di questi  che, illuminato dalla luce delle torcie, si illumina di un azzurro brillante. Inquadratura definitiva di tutto il corridoio, largo e colonnato, con pareti affrescate e anfore d’oro ai piedi delle colonne, lo scenario è reso molto suggestivo e surreale dalla luce azzurra che proviene dall’alto e sembra illuminare maggiormente un’enorme statua posta alla fine del corridoio e attaccata alla parete. La statua rappresenta un uomo vestito con una tunica sacerdotale e dai lunghi capelli spioventi, le sue mani sono aperte e tese, con il palmo in alto.

La MDP parte da molto lontano e sempra volare molto velocemente verso il centro della statua, fino ad arrivare a zoomare su una gigantesca clessidra che sta fra le due mani aperte della statua. Ennesima inquadratura di un granello che scende, ma stavolta tramite questa inquadratura vediamo al di fuori il principe che si avvicina.

VOCE FUORI CAMPO

Davanti a me si trovava la cosa più meravigliosa che i miei occhi da mortale avessero mai potuto vedere. La leggendaria clessidra del Maharajah. Molte voci circolavano intorno alla storia della clessidra, che avesse proprietà magiche, che potesse resuscitare i morti e cambiare il destino di un uomo.

Dastan alza la testa . La MDP inquadra dal basso in alto la grande statua, e arrivata al limite in alto zoomma velocemente verso una luce molto intensa che sembra provenire  da una fessura posta sopra  la testa della statua.

La MDP inquadra poi lentamente il foro, fino a rivelare che dentro c’è un pugnale ricurvo e finemente elaborato, che emana una luce molto forte.

VOCE FUORI CAMPO

Ma io non ero interessato al controllo del tempo. Non ho mai ambito a grandi cose. Quel giorno, in quella sala di quella fortezza in mezzo al deserto, tutto ciò che volevo era solo l’ammirazione e l’orgoglio di mio padre.

Dastan arriva fino alla clessidra e alza una mano per toccarla. La MDP si sposta nella clessidra, proprio dove  ha posato la mano.

VOCE FUORI CAMPO

La clessidra mi attirava, è vero, ma per spostarla sarebbero serviti almeno dieci degli uomini di mio padre, mentre per me volevo qualcosa di più piccolo e che rimanesse sempre con me. Volevo qualcosa da poter tenere in una sola mano.

STACCO

Siamo di nuovo all’esterno e la battaglia sembra stia per terminare, visto che il rumore di prima si è affievolito. Primo piano di Sharaman che guida lentamente il suo cavallo lungo la piazza. La MDP avanza verso sinistra seguendo il suo cavallo, e intanto che scorre vediamo in primo piano scene di guerrieri che stendono gli avversari ormai disarmati e inermi per terra o che li trafiggono con le spade, facendo schizzare il sangue in alto. Il Visir entra in  scena e si avvicina a passi lenti verso Sharaman.

VISIR ZERDAN

Confido che ora teniate fede  al nostro piccolo patto, altezza. Vostro figlio è già entrato nelle stanza del tesoro, sono….

SHARAMAN

Non intendo raggiungerlo.

Primo piano del Visir che stranito cambia espressione del volto.

La scena si sposta in cima al palazzo, su un muro di cinta del palazzo, lungo un corridoio colonnato. Attraverso le aperture tra una colonna e l’altra vediamo la luce del sole e il campo di battaglia sottostante, ormai quasi privo  di guardie indiane. La luce che filtra attraverso le colonne fa apparire il corridoio e le colonne immerse nella completa oscurita, e vediamo attraversarle una figura femminile di cui possiamo vedere solo la silohuette. Corre lungo il corridoio e si avvicina a una colonna per vedere il campo sottostante. Intanto sentiamo la voce del Visir in sottofondo, basso e ovattato per la distanza.

VISIR ZERDAN

Ma signore….

SHARAMAN

Non si deve preoccupare, Visir, lo raggiungerò quando avremo finito qui. Mi fido del ragazzo. Questa è la sua prima battaglia, e il destino vuole che trovi le stanze del tesoro da solo.

STACCO

Stanza del tesoro: il Principe si avvia a passi lenti verso la parte bassa della statua, dietro la clessidra, proprio in mezzo fra un braccio e l’altro. Primo piano del profilo di Dastan che avvicina la faccia verso un incisione sul muro. Primo piano dell’incisione, scritta  a caratteri orientali a noi incomprensibili su una pietra scura. La MDP si avvicina sempre di più all’incisione mentre Dastan la legge.

DASTAN

“L’unico ostacolo che un condottiero deve superare per arrivare al suo traguardo…

La MDP inquadra da sinistra verso destra la grande statua, e progressivamente vediamo distintamente le mani tese della statua.

DASTAN

…è la lotta interiore fra il suo orgoglio e la sua coscienza.

La MDP inquadra dall’alto il principe mentre dice queste ultime parole, su un corridoio interno che si affaccia sulla grande sala. Davanti alla MDP vediamo passare di nuovo la sagoma della ragazza di prima. L’immagine è più nitida grazie alle luci sottostanti. Primo piano del suo volto, che ormai rischiarato dalla luce azzurra si nasconde per metà dietro a una colonna. Lei è Farah, la figlia del Maharajah. La ragazza ha dei capelli neri raccolti dietro e porta un medaglione d’oro vistoso al collo.

Primo piano di una delle mani della statua, a cui vediamo salire improvvisamente aggrappandosi Dastan. Da qui seguono delle inquadrature in cui prima spicca un salto verso una colonna, poi si alza con le gambe fino a raggiungere la sommità della colonna; da qui  spicca un salto verso la testa della statua. (durante le inquadrature si sente la voce fuoricampo).

VOCE FUORI CAMPO

Era per l’orgoglio che volevo il pugnale, ma altrettanto forte era la coscienza dentro me che gridava che non lo stavo facendo per me, e non avrei dovuto macchiarmi di furto. Ma queste due voci nella mia testa ronzavano con la stessa intensità che finirono per annullarsi da sole.

Primo piano di una mano del principe che si aggrappa ad una sporgenza. Poco dopo Dastan riesce ad arrivare in cima. La MDP inquadra il principe da dietro, che rimane a fissare immobile i grandi occhi della statua, fra cui in mezzo dalla fessura in cui vi è il pugnale scaturisce una luce molto forte, che scontrandosi con la figura del principe ne lasciano vedere solo i lineamenti.

VOCE FUORI CAMPO

Quando ero piccolo, spesso sognavo di conquistare un grande tesoro superando grandi ostacoli, uccidendo molti uomini e schivando trappole. Non nascondo la mia delusione nel trovare quell’unica frase al di sotto della statua. Ma non era riuscita a fermarmi.

Primo piano delle mani che si avvicinano molto lentamente alla fessura.

La MDP  stacca velocemente su Farah che si sporge dal muretto con volto spaventato. Primo piano della sua mano che lentamente arriva dietro la schiena e prende una freccia da una faretra. Poi carica un piccolo arco ricurvo . primo piano della punta della freccia che si allunga verso il basso senza però partire. Improvvisamente la MDP si alza velocemente a vediamo una lama di spada minacciare da dietro il collo di Farah.  La MDP inquadra un uomo grosso, muscoloso e dalla lunga barba, che con la spada minaccia Farha e, preso il suo braccio da dietro, la conduce a passi lenti verso una porta dietro di sè.

PRIMO SOLDATO

Guarda chi c’è, una bella principessa!

primo piano del volto di Farah che guarda supplichevole dalla parte del principe, senza però poter emettere alcun suono a causa del soldato persiano che le tiene tappata la bocca con una mano. Mentre si allontana, sentiamo la risata sadica e volgare del soldato farse sempre più flebile.

Primo piano della mano di Dastan che allunga finalmente la mano e stringe il pugnale saldamente.

DASTAN

Ma avrei dovuto dosare meglio la mia dose di orgoglio.

Dastan estrae il pugnale dalla fessura e lo solleva all’altezza deglio occhi. Primo piano del pugnale: la lama è leggermente ricurva e lucida e vi si rispecchia parzialmente Dastan; l’impugnatura è costituita da una specie di contenitore trasparente di vetro con all’interno della sabbia.

Inquadratura da terra di Dastan  che si passa il pugnale fra le mani. Improvvisamente una grossa parte del soffitto di pietra si stacca e con velocità precipita verso di lui; Dastan non si accorge di esso fino all’ultimo, quindi alza velocemente il pugnale verso il masso nascondendosi dietro le braccia, come per difendersi. Tutto avviene in una singola inquadratura molto veloce e tempestiva che dura pochi secondi. La MDP inquadra la punta del pugnale che nel preciso istante che entra in contatto col masso sprigiona un cerchio di luce che si fa sempre più grande e sembra fermare il masso, poi (questa è la descrizione di come appare il “ritornare indietro nel tempo” usato più volte nel film da Dastan.) la pellicola appare come bruciata, il suo movimento è irregolare e ci sono grandi sbalzi di luce, tutto appare come in un’atmosfera giallognola e vediamo il masso tornare perfettamente in alto fino al soffitto a cui era attaccato in pochi secondi. Il succedersi di inquadrature sono le stesse usate mentre cadeva il masso ma al contrario, facendoci capire di essere tornato indietro nel tempo.

Primo piano di Dastan che solleva il coltello al’altezza degli occhi e stacca il dito dall’estremità non tagliente del pugnale, mostrandoci che con il dito teneva premuto un pulsante.  Inquadratura dall’alto di Dastan, la MDP si avvicina di lui molto velocemente e all’ultimo momento prima dell’impatto  il principe salta via. La MDP inquadra poi Dastan intento a saltare verso un punto imprecisato del muro con effetto a rallentatore, e rimane sospeso così in aria per due secondi mentre alle sue spalle il grande masso precipita sulla statua distruggendola  e alzando un alto muro di fumo e polvere. Il fumarone così causato arriva fino alla MDP, che offuscata non ci permette di vedere più niente. Poi il fumo di dissolve e la scena cambia radicalmente: il fumo a sparire è quello della sabbia, e siamo di nuovo all’esterno. vediamo così Sharaman avanzare lentamente con il cavallo . Si sente un rumore molto forte, e Sharaman si gira; la MDP segue il movimento della sua testa e vediamo così distruggersi a cadere a terra un muro della fortezza, sollevando un alto fumo. Poi solleva la spada indicando l’edificio e si rivolge a due soldati.

SHARAMAN

Entrate e prendete tutto ciò che potete.

Il re abbassa lo sguardo verso il Visir, che gli si fa incontro sorridendo.

SHARAMAN

E raggiungete le stanze del tesoro,prima che qui crolli tutt…

SOLDATO

Maestà!

Il re viene interrotto dalla voce del grosso soldato apparso prima. Questi si avvicina al re a passi veloce e tiene ancora sotto minaccia la ragazza.

SOLDATO

Ho trovato la principessa, che ne devo fare?

Sharaman guarda il Visir.

SHARAMAN

Conducila pure nelle tende, la porteremo come dono al Sultano insieme alle altre schiave!

STACCO.

La MDP inquadra i piedi di Dastan mentre corrono veloci seguendone il movimento, e vediamo che non appena mette i piedi a terra, il pavimento soto di lui cede. La MDP si alza e inquadra Dastan mentre corre via lungo un corridoio. Arrivato alla fine, spicca un salto verso la MDP e si aggrappa alla colonna, poi con un movimento fulmineo gira intorno alla colonna e salta dalla parte opposta, mentre dietro di sé tutto crolla, anche la colonna, che precipita verso la MDP. Primo piano di Dastan; mentre corre freneticamente prima si guarda alle spalle, poi estrae il pugnale .

Primo piano del pugnale, la MDP si sofferma sull’estremità non appuntita, dove possiamo ora vedere distintamente un conenitore di vetro con dentro della sabbia alla cui estremità termina con un pulsante.

La MDP inquadra una parte di pavimento che, non appena Dastan ci poggia piede, cede sotto il suo peso; inquadratura dall’alto mentre il principe precipita insieme a delle macerie, l’aria è piena di fumo e polvere. Primo piano di Dastan mentre precipità giù, la MDP segue il suo movimento; allunga un braccio verso il muro cercando di frenare la sua caduta. Primo piano dall’alto del volto di Dastan segnato dalla fatica e con un’espressione spaventata, i nervi si fanno visibili e tutto il corpo sembra sforzato al massimo. Poi qualcosa gli cade sopra e il principe si lascia cadere. La MDP segue al rallentatore il suo copro mentre cade rassegnato. Primissimo piano dell’occhio di Dastan che si apre di scatto; quindi Dastan prende in mano il pugnale e lo conficca in una tenda a muro rossa, la quale si stende in verticale per buona parte della parete. Continua quindi a calarsi giù velocemente, mentre il pugnale graffia la tenda. Inquadratura del pavimento, a cui finalmente i piedi di Dastan toccano terra.

STACCO.

Siamo nella stanza del tesoro: la MDP fa una breve panoramica della sala e tutto sembra crollare: pareti, colonne, e la stessa grande statua che si sbriciola su se stessa. La MDP riprende poi dieci soldati persiani molto muscolosi e alti, che si affollano intorno alla clessidra. La MDP riprende i movimenti che compiono: gettano una corda intorno ai ganci situati ai lati della clessidra, poi tendono le corde su due file e gli uomini se le legano saldamente alle mani, mentre nell’aria riecheggiano i rumori dell’edificio in rovina e voci di uomini che dicono “presto! prendi quello! sta crollando!” La MDP si sposta: inquadra gli uomini mentre, legatisi le corde alle mani e tenendole saldamente, tirano verso il portone di uscita con tutta la forza che hanno. La MDP ci fa vedere la grande statua mentre cade a pezzi, infine la grande testa si stacca e lentamente cade giù, cominciando a rotolare sul pavimento verso i soldati persiani; questi continuano a tirare, ma uno viene schiacciato e viene scagliato contro la MDP schizzando sangue. Primo piano del cadavere accasciato a terra in una pozza di sangue, vediamo dietro i compagni mentre continuano a tirare e la clessidra si illumina sempre di più, fino ad emettere una luce tale da accecare la MDP.

VOCE FUORI CAMPO

La clessidra aveva un nuovo padrone, che come per i suoi possessori precedenti, aveva sacrificato il suo sangue per lei. Per il tempo.

DISSOLVENZA IN NERO

SCENA 5

ESTERNO NOTTE

La MDP inquadra il sole mentre tramonta e si abbassa lentamente fin sotto le dune; il suo enorme disco rosso tinge il cielo di un colore rosato e vediamo già in cielo le prime stelle della notte. Vediamo poi l’esercito persiano in sosta nel deserto, hanno alzato innumerevoli tende in cui le ombre dei soldati si vedono ancora muoversi all’interno, e l’intero accampamento è leggermente illuminato solo da un falò posto al centro. Dastan esce da una di queste tende, attraversa l’accampamento passando accanto ai cavalli, che dormono mansueti. si ferma davanti a uno di essi, di colore bianco, e comincia a spazzolarlo. Il cavallo nitrisce infastidito.

DASTAN

Buono, buono. Sai, quando quel masso mi è quasi caduto addosso, ho preso un bello spavento. Ma poi…In un primo momento non capivo cos’era successo, i miei pensieri erano proiettati solo davanti a me, avanti e avanti, per scappare da quel destino mortale. Eppure c’era qualcosa di strano….insomma, non l’ho sognato, quel masso mi è proprio caduto addosso, e sarei morto…o forse ero già morto? Eppure era proprio il pugnale stesso a dirmi di continuare, continuare a guardare avanti senza voltarsi a scrutare il passato. Era come se premendo il pulsante sull’estremità…il tempo si fosse riavvolto. Ah, ma che ti parlo a fare.

STACCO – Interno di una tenda: la tenda d’entrata si apre, e vediamo entrare Dastan. L’interno della tenda è illuminato da tante piccole candele posate su decine di piccoli candelabri d’oro, le tende sono variopinte e per terra vediamo un tavolino sui cui sono posati fogli, lampade e oggetti d’oro. Dastan cammina a passi lenti, come se stesse aspettando qualcuno, quando sente dei rumori. Si volta, e la MDP inquadra una tenda quasi trasparente attraverso la quale scorgiamo delle ombre. Si avvicina lentamente e apre bruscamente la tenda; lo scenario si apre su una seconda parte della tenda più piccola e spoglia, a cui, tramite delle catene, sono legate delle donne e delle ragazze dagli abiti indiani, che alla vista del principe indietreggiano verso l’estremità della stanzina, stringendosi a terra. La MDP si sofferma su una delle ragazze, e vediamo che è Farah. Questa è rimasta seduta davanti a tutte le altre, e guarda per terra senza alzare gli occhi sul principe. Dastan le si avvicina e si china su di lei, cercando di vederle il viso, ma lei alza improvvisamente la testa e gli sputa in faccia. Primo piano del principe che, come se non gli avesse fatto nulla, rimane a fissarla con sguardo curioso e leggermente irritato, quando sentiamo una voce alle sue spalle.

SHARAMAN

Dastan, se mi avessi chiesto di lasciarti una serva l’avrei messa da parte per te.

Dastan si gira improvvisamente, si pulisce la faccia e, richiudendo la tenda dietro di sé, raggiunge il padre. Entrambi si siedono al tavolino, e vediamo entrare anche due soldati armati di lancia, che si dispongono ai lati dell’ingresso.

DASTAN

No, padre non ce n’è bisogno, davvero. Vi stavo solo aspettando.

SHARAMAN

Quelle mi servono per il sultano. Hai idea dello sfarzo in cui vive? Diciamo che bisognerebbe girare la Persia in lungo e in largo per trovare una donna bella quanto la più brutta delle sue serve.

Il Visir entra nella tenda e si avvicina al tavolino, rimanendo però in piedi, appoggiato al suo bastone.

SHARAMAN

Oh, Visir Zerdan, si sieda, stavamo giusto aspettando lei.

VISIR ZERDAN

Grazie della premura maestà, ma sono un povero vecchio e temo che anche provando a sedermi poi le mie povere ossa non riuscirebbero più a sollevarmi. Vi devo comunque ringraziare…

SHARAMAN

E io devo ringraziare lei per aver aperto il ponte. Il viaggio per arrivare ad Azad non sarà così lungo, vede? Costeggeremo la parte Sud dell’India per poi poter tornare in Persia più velocemente. Prima che arriviamo, ha qualcosa da chiedere?

Il Visir comincia a girare intorno al tavolo molto lentamente.

VISIR ZERDAN

So che è chiedere tanto, ma la mia intera vita è stata dedicata al duro studio della clessidra del tempo che per troppi anni è rimasta chiusa a marcire nelle stanze del tesoro del Maharajah, mentre avrei potuto approfittare dei miei innumerevoli anni di studio sul tempo per farci qualcosa… ho aspettato così tanto che qualcuno venisse a riportarla alla luce e ora le chiedo solo…

Sharaman corruga la fronte guardano il Visir.

SHARAMAN

La sua impazienza è comprensibile, ma la clessidra è il piatto forte dei doni per il sultano, e grazie a lei stringeremo questa alleanza…

VISIR ZERDAN

Lo sospettavo, e così non avanzo alcuna richiesta di questo tipo, dopotutto mi accontento di poco… il pugnale.

SHARAMAN

Quale pugnale?

Il Visir sorride a Dastan e lui estrae il pugnale da una tasca laterale appesa alla cintura, posandolo sul tavolo.

DASTAN

È tutto ciò che sono riuscito a prendere nelle stanze del tesoro.

SHARAMAN

Ed è per questo che lo terrai per te.

VISIR ZERDAN

Ma, maestà, siate ragionevole, stiamo parlando del leggendario pugnale del tempo rubato dal Maharajah dall’Isola del Tempo, voi non capite l’incommensurabile valore che…

La MDP riprende la scena da dietro una tenda, e da questa vediamo sbirciare Farah.

SHARAMAN

Ora Basta!

Sharaman si alza in piedi e batte un pugno sul tavolo.

SHARAMAN

Si potrà accontentare di tutto l’oro che vuole, di tutte le donne che vuole, chieda qualunque cosa, ma credo sia giusto lasciare il pugnale al giovane Dastan in memoria della sua prima battaglia, e della sua prima vittoria!

Il Visir si avvicina a Dastan e lo guarda intensamente negli occhi.

VISIR ZERDAN

Certo, tu mi ricordi proprio me alla tua età. Al tempo avevo tante ambizioni…

Rapido FlashBack (i colori sono molto opachi) in cui vediamo lo stesso giovane che era sulla nave nella prima scena, mentre affronta con una spada in mano due uomini, trafiggendoli nello stomaco. La scena sfuma in nero, che diventa l’occhio del Visir.

VISIR ZERDAN

Confido che avrai buona cura del pugnale, proprio come avrei dovuto fare io.

Il Visir si allontana ed esce lentamente dalla tenda.

VISIR ZERDAN

Con permesso, Maestà.

Dastan riprende il pugnale e lo ripone nella tasca, poi si alza per lasciare la tenda. Mentre esce suo padre lo interrompre mettendogli una mano sulla spalla.

SHARAMAN

Figlio mio…

DASTAN

Sì?

SHARAMAN

Sono fiero di te.

SCENA 6

ESTERNO GIORNO

La MDP inquadra un grande palazzo molto più grande e più sfarzoso di quello  di Kendral, il sole rende i contorni dorati e i tetti a cupola; quattro torri molto alte si protendono verso l’alto nei quattro angoli della costruzione, e nella parte bassa possiamo distinguere grandi giardini pieni di palme ed alti alberi. La carovana di uomini a cavallo si distingue a malapena davanti all’immensità delle alte mura, e vediamo che non cammina più nel deserto, ma in  terreno più verde e pieno di palme.

Scritta in sovrimpressione: PALAZZO DI AZAD, INDIA

INTERNO GIORNO

Interno del palazzo: una decina di soldati persiani armati di lance entrano in doppia fila in una grande sala riccamente ornata e percorsa da una lunga serie di colonne molto eleganti. Al centro c’è un grande trono d’oro, alto e riccamente decorato; ai muri ci sono grandi finestre molto colorate che fanno filtrare la luce e illuminano la sala. Quando i soldati finiscono di entrare, si dispongono ai lati della porta da cui sono entrati e ne entra camminando a testa alta Sharaman, seguito da Dastan e dal Visir.

Primo piano su uno dei soldati: porta un grosso elmo e la parte aperta ci consente di vedere solo la bocca.

SOLDATO

Sua Maestà, il Re di Persia Sharaman!

L’inquadratura si alza e vediamo che la sala ha più piani, e ai livelli superiori su un lungo corridoio circolare si raggruppa una serie di soldati indiani e di donne. Anche nella sala si riversano alcuni soldati dalle armature argentate, e fra questi appare il Sultano. Il Sultano è molto basso e robusto, ha una lunga barba rossa e porta un turbante ed una lunga veste bianchi; a passi lenti si dirige verso il trono, dove vi si siede. Sharaman si avvicina al trono e si inginocchia dinnanzi al Sultano.

SULTANO

Sharaman, è una sorpresa vederti qui, è passato così tanto tempo dal nostro ultimo incontro. Che cosa desideri?

SHARAMAN

Grande Sultano di Azad, è un onore per me trovarmi in questo magnifico palazzo tanto lontano dalla mia patria, e spero gradireter i miei doni in cambio di una reciproca alleanza in tempi futuri. Sapete, molti popoli bussano alle porte ogni giorno e bisogna sempre avere un alleato potente e leale, in tempi come questi.

Il Sultano guarda Sharaman sorridendo in modo impaziente, scuotendo la testa, e Sharaman alza un braccio verso i suoi soldati indicandogli un punto nella sala.

SHARAMAN

Grazie al venerabile Visir Zerdan siamo potuti penetrare nella fortezza di Kendral, ai limiti dell’India, e grazie anche all’impegno di mio figlio possiamo offrirvi in dono tesori di inestimabile valore dimenticati nella notte dei tempi, e che ora riemergono per voi. 

Primo piano di Sharaman che schiocca le dita. Dal portone vediamo entrare una serie di soldati che tramite grandi carri portati a mano recano vari oggetti.

SHARAMAN

I più preziosi vasi dell’India e le più splendenti ricchezze dell’Asia!

La MDP inquadra vari carri entrare uno alla volta, su cui sono posati vasi decorati, anfore grandi e dorate e altri gioielli che illuminati dalla luce che entra dalle finestre sembrano risplendere di luce propria.

SHARAMAN

Duecento fra le donne più belle dell’India, compresa la principessa Farah.

La MDP inquadra l’entrata di alcuni carri su cui vi sono legate ad un palo delle ragazze e delle donne. Primo piano di Farah, che guarda in basso senza alzare minimamente la testa.

SHARAMAN

Cinquecento fra cammelli e cavalli, i più veloci e forti destrieri del mondo,e per finire il piatto forte…

Primo piano di Sharaman che si liscia i baffi e con aria soddisfatta quasi si alza in piedi, per la sorpresa.

SHARAMAN

….la grande clessidra del tempo, creata dagli Dei e celata al mondo per anni sull’Isola del Tempo, fino a giungere a Kendral e, ora, nelle vostre mani.

La MDP inquadra frontalmente l’intero portone, mentre la clessidra, appoggiata orizzontalmente su un piano formato da più carri, viene trasportata da una decina di uomini piegati dalla fatica. La clessidra è così grande che passa a malapena attraverso la porta. La MDP inquadra velocemente le facce incredule di tutti gli uomini che stanno sporti sul corridoio superiore, con un movimento circolare, poi passa a quelli al piano inferiore, compresi i soldati persiani che non nascondono un volto emozionato, fino ad arrivare alla clessidra; questa è stata appena eretta in piedi e la MDP si sofferma dietro di lei per darne l’idea della grandezza, poi zooma velocemente davanti a sè, passando atteaverso le sabbie della clessidra e arrivando fino al trono, facendo un primo piano del Sultano, che a bocca aperta si alza in piedi senza trattenere l’entusiasmo. Poi il sultano si stacca dal trono e a passi lenti si dirige verso la clessidra battendo le mani a Sharaman e passandogli davanti. primo piano della clessidra di profilo, e vediamo il sultano appoggiarci una mano sopra delicatamente. La MDP si sposta all’interno della clessidra, e attraverso il vetro scolorito vediamo appoggiata la mano del Sultano e lui che si volta verso Sharaman.

SULTANO

Questa… è davvero al leggendaria clessidra del tempo? Ma…come hai fatto…

VISIR ZERDAN

Diciamo che hanno avuto un piccolo aiutino…

Il Visir guarda Sharaman in modo sprezzante, poi si avvicina lentamente al Sultano. primo piano del volto del Sultano, ancora incredulo; notiamo che la faccia è estremamente illuminata dalla luce che emana la clessidra.

SULTANO

La sabbia… luccica. Perché?

Primo piano del Visir che allunga una mano verso la clessidra  e chiude gli occhi.

VISIR ZERDAN

Dovete sapere che la Clessidra ci è stata donata direttamente dagli dei, anche se è stata più una punizione . La Sabbia scorre nella clessidra proprio come scorrono inesorabilmente le nostre vite, come un lento fiume. La vita che viviamo è stata già calcolata e segnata dal momento in cui nasciamo, dal momenti in cui  anche noi diventiamo uno di quei granelli che compongono la clessidra, e si dice che quando il nostro granello cade,la nostra vita si spegne, come sabbia a contatto con l’acqua. Ma l’importanza della Clessidra non si ferma certo qui, infatti nell’antichità molti re, guerrieri e persino popoli si sono contesi il suo possesso, senza riuscire ad arrivarvi. Il perché di tutto questo?

Il Visir si ferma e finalmente apre gli occhi, voltandosi verso Sharaman e Dastan.

VISIR ZERDAN

La clessidra può donare il potere del controllo smisurato e infinito del tempo e chiunque lo possieda, può fare tutto ciò che vuole, può plasmare la sua vita, e quella degli altri. Può cambiare il mondo. Ma perché i veri poteri delle Sabbie emergano, serve qualcos’altro.

SULTANO

E….che cosa esattamente?

Primo piano del Visir che con aria di sfida indica, alzando un braccio, Dastan.  Sharaman posa una mano sulla spalla di Dastan, poi lo spinge leggermente in avanti, per sospingerlo ad avvicinarsi dal Visir. Dastan sembra dubbioso, ma arriva fino al Visir, che spostando il braccio con un movimento lento gli indica la clessidra.

VISIR ZERDAN

Il Pugnale del tempo è stato creato insieme alla clessidra, e insieme a lei se ne andrà. Sono legati indissolubilmente, come la sabbia del deserto ai raggi del sole, e solo il potere del pugnale potrà risvegliare il potere assopito del tempo.

Il Visir scuote la testa in basso e in alto, e Dastan estrae a malavoglia il pugnale dal fodero. Il Visir gli allunga una mano, ma Dastan è restìo lo allontana da sé.

SULTANO

Suvvia, Visir, lasci fare al giovane.

Il Visir fa una smorfia di disprezzo, ma subito la cancella dal volto  e tende le due mani verso la clessidra, indietreggiando e lasciando aperta la strada per Dastan. Il principe si avvicina incerto. Primo piano della clessidra dal basso in alto, fino ad arrivare al centro: qui vediamo una specie di cerchio di ferro in cui c’è un’apertura verticale.

Dastan alza lentamente il pugnale verso l’apertura e lo avvicina sempre di più. Rapidi primi piani del Visir, che a pugni chiusi incita Dastan a sbrigarsi, di Sharaman, che con sguardo fiero guarda suo figlio, del sultano, che rimane a bocca aperta e con un’espressione del viso incredula e quasi stupida e di farah, che dalle catene a cui è legata si agita come per scappare ed ha una faccia molto preoccupata.

FARAH (gridando)

No!!!

Primo piano del pugnale che lentamente entra nell’apertura, che si illumina leggermente. Primo piano della bocca del Visir, che sorride malvagiamente. La clessidra comincia a vibrare sempre più forte, facendo tremare il pavimento, e la sabbia al suo interno si illumina sempre di più emanando raggi accecanti. La MDP inquadra la folla che spaventata indietreggia, poi i soldati persiani, che rimangono composti al loro posto.

Il Sultano indietreggia di due passi e si rivolge al Visir, balbettando e in tono spaventato.

SULTANO

È…è normale che faccia così?

Il Visir ride sommessamente fra i denti, poi pronuncia una formula in una lingua antica e incomprensibile e batte il bastone a terra. Vediamo la parte inferiore della clessidra aprirsi e la sabbia comincia ad uscire velocemente.

Dastan si volta verso il Visir, spaventato, mentre tira fuori il pugnale dall’apertura.

DASTAN

Che cosa ha fatto?

La sabbia si riversa sul pavimento e invade l’intera sala, arrampicandosi su per le colonne e spargendosi nell’aria. Il Sultano emette delle grida sommesse, comincia a correre via dalla clessidra ma inciampa, così la sabbia lo raggiunge e le copre completamente mentre emette l’ultimo grido. Primo piano della sabbia sul pavimento che arriva fino ai piedi di Sharaman; il re  cerca di scappare, ma è bloccato, così alza la spada e cerca di fendere la sabbia, che lo risucchia inesorabilmente. la MDP inquadra la gente  e i soldati che scappano, i guerrieri persiani lasciano andare i carri facendo cadere l’oro e i vasi per terra. Primo piano di un uomo di mezza età che cerca di correre, ma in pochi istanti viene risucchiato dalla sabbia; intorno a lui tutti gli altri subiscono lo stesso trattamento. Inquadratura aerea dall’esterno del palazzo, dalle cui entrate e dalle finestre fuoriesce la sabbia d’oro e si riversa nei giardini, ricoprendo tutto. All’interno vediamo anche ondate di sabbia riempire i corridoi, una mensa e i bagni. La MDP inquadra Dastan che si volta e corre evitando  la sabbia.

DASTAN

Padre, padre!

Primo piano di Farah che spaventata viene investita dalla sabbia, ma che resiste con sforzo chiudendo gli occhi, fino a che  le catene a cui è legata si staccano. Dastan continua a correre verso suo padre, ormai ricoperto di sabbia e di cui possiamo riconoscere solo i contorni indistinti, ma un’ondata di sabbia colpisce Dastan da dietro e lo fa volare con violenza contro un muro. Mentre Dastan cerca di rialzarsi e riprendersi dalla botta, il Visir gli si avvicina a passi lenti e solenni, poi allunga una mano mentre avanza.

VISIR ZERDAN

Dammi il pugnale, e tutto tornerà come era prima!

DASTAN

No! NO!! Tu…

VISIR ZERDAND

Dammi il pugnale!

Con uno scatto Dastan calcia il muro e così si spinge via, saltando oltre il Visir e lasciandolo scomparire sotto una nube di sabbia.

Primo piano della parte inferiore della clessidra che scatta velocemente, chiudendosi. Primo piano della clessidra da dietro: notiamo che nonostante sia uscita una grande quantità di Sabbia, la clessidra è ancora mezza piena. Davanti alla clessidra vediamo la grande sala, e vediamo che la sabbia sparisce progressivamente, abbassandosi fino al suolo e scomparendo, lasciando la sala in un silenzio tombale. Dastan sta ancora correndo, e riesce a raggiungere suo padre, steso a terra ma ancora vivo: lo vediamo infatti respirare affannosamente. Sharaman si inginocchia, tenendo la testa rivolta verso il basso, e vediamo la sabbia ricoprirgli la pelle ed entrargli nei vestiti. Primissimo piano molto veloce degli occhi di Sharaman che si aprono: sono dorati e non hanno pupille.

DASTAN

Padre, stai bene? Cos’è successo?

Sharaman si alza lentamente in piedi con un movimento goffo e maldestro. Primo piano della sabbia che si insinua nella pelle, colorando la pelle di grigio chiaro. Sharaman alza leggermente la testa, e vediamo che effettivamente non è più umano: la faccia è completamente deformata, segnata da migliaia di rughe e cicatrici, il colore della pelle è grigio e i suoi occhi sono d’oro ed emanano luce, i denti sono spaccati e appuntiti. Il re è ora completamente in piedi, ed appare molto più alto di quanto era prima; indossa ancora l’elmo ma le vesti e sopra l’armatura argentea sono stracciate. Inquadratura di profilo di Dastan che lo guarda e di Sharaman che abbassa lo sguardo e quando lo vede  emette una specie di ringhio.

DASTAN

Padre, cosa ti è successo? Rispondimi…

Improvvisamente Sharaman, che ormai non ha più nulla di umano,dà una forte gomitata a Dastan, che cade a terra . intorno a lui vediamo gli altri soldati alzarsi lentamente e scoprirsi uguali a Sharaman. Il re emette un grido molto acuto, ed estraendo la spada si scaglia contro Dastan, il quale lo schiva con una capriola.

DASTAN

Padre, cosa stai facendo? Fermati, non vedi che sono io?

La MDP inquadra alcune creature di sabbia dietro di lui che estraggono dai foderi le spade e gli si avventano contro, ma Dastan riesce a parare i vari colpi con la spada e a contrattaccare, colpendo con un solo colpo molto ampio i tre mostri. Vediamo gli altri soldati farsi sempre più vicini e sguainare le spae e le lance, e gli uomin i ai piani superiori si accalcano con grida selvagge, saltano giù sul pavimento del salone. Primo piano di Dastan che guarda i corpi dei soldati appena colpiti, e alle sue spalle si avvicina sempre più Sharaman; Dastan si volta verso di lui. Primo piano di uno dei soldati a terra, che apre improvvisamente gli occhi lucenti. Nel frattempo Dastan si trova faccia a faccia con Sharaman, e questi  comincia ad agitare freneticamente la spada in aria nell’intento di colpire il figlio, che a sua volta continua a difendersi. La MDP inquadra la mano del soldato a terra che afferra la gamba di Dastan, facendolo cadere. Subito quindi gli si scaglia sopra, disarmato, e comincia a graffiarlo. Dastan è impossibilitato a prendere la spada che gli è caduta lì vicino, così tira fuori il pugnale del tempo  e trafigge il soldato sopra di sè. Il pugnale lo trafigge nella pancia e il mostro si illumina emettendo un urlo molto acuto, poi la sua pelle comincia a sciogliersi diventando sabbia e sparisce, entrando nel serbatoio del pugnale. Primo piano del pugnale che viene sollevato all’altezza degli occhi dal principe, che ne osserva il serbatoio riempitosi di sabbia. La MDP si sposta bruscamente su un altro soldato che lo sta aggredendo dall’alto, e il principe, recuperata la spada con una capriola laterale, lo colpisce prima con la spada, poi con il pugnale: il mostro fa la stessa fine dell’altro soldato. Visuale in soggettiva di Dastan, a cui vediamo ammucchiarsi intorno molti soldati armati di spade e lance, e che gli si lanciano contro venendo però trafitti dal pugnale. Con la stessa inquadratura in soggettiva, il principe abbassa gli occhi verso il torace e da qui vediamo spuntare una lama ricurva ricurva sporca di sangue. Dastan alza il pugnale e rapidamente riavvolge il tempo fino a pochi secondi prima,  poi si volta e blocca l’aggressore armato di lama, trafiggendolo al cuore. La MDP inquadra il salone dall’alto: vediamo il combattimento infuriare e il principe che corre da una parte all’altro cercando di scappare e di uccidere le creature. Dastan corre e prima volta la testa a sinistra (segue inquadratura alla sua sinistra, ma vediamo un muro), poi la gira a destra (segue inquadratura a destra, e il portale d’ingresso mezzo crollato e quasi del tutto bloccato dalle pietre). Dastan corre verso questa direzione, inseguito dalle creature si Sabbia, quando uno molto più grosso e alto degli altri gli si para davanti: è Sharaman. Il re lo sta per attaccare dall’alto con la sua spada quando una freccia lo colpisce in un occhio. Dastan, che è stato scaraventato a terra per la paura, volta lo sguardo verso la direzione da dove è stata scvagliata la freccia, e la MDP zooma verso il corridoio superiore della sala, dove Farah tiene il suo arco puntato e prepara un’altra freccia.

FARAH

Scappa, fuggi via da lì!

Dastan cerca di alzarsi, ma Sharaman continua a cercare di colpirlo, mulinando con forza la spada. Altre due frecce si abbattono sulla faccia del re, e questo si volta verso Farah emettendo un grido acuto e stridulo. Approfittando della distrazione del re, Dastan riprende a correre verso la porta, ma Sharaman si volta verso di lui, non curante delle tre freccie che si abbattono sulla sua schiena, e si lancia contro Dastan. La MDP inquadra di profilo il volto disperato di Dastan e Sharaman che si guardano per un istante. Sul volto di Dastan scende una lacrima.

DASTAN

Mi dispiace.

Il volto di Sharaman si illumina improvvisamente e comincia a sciogliersi in sabbia, mentre Dastan piange a terra. Vediamo che Dastan tiene il pugnale estratto davanti a sè, mentre le frecce scagliate contro Sharaman cadono a terra. Dastan si volta asciugandosi una lacrima, corruga la fronte e gridando si lancia in corsa verso la porta, schivando tutte le creature sul suo cammino, poi spicca un salto verso una fenditura della porta mezza crepata e la attraversa. la MDP inquadra dall’interno la fenditura nel muro e dall’altra parte vediamo ammucchiarsi i soldati furiosi, poi tutto crolla e la scena viene avvolta nell’oscurità.

SCENA 7

Musica:  BEAUTY AND THE BEAST

NERO.

Una velocissima immagine  di Sharaman trasformato in creatura di sabbia.

NERO.

Veloce immagine della sabbia che si abbatte sulla gente.

NERO.

Veloce inquadratura di due occhi luminosi che si aprono.

Inquadratura in soggettiva del principe mentre apre gli occhi, e la scena da nera divenda sempre più luminosa, anche se tutto appare sfocato e gli occhi si aprono appena. Infine si aprono del tutto e vediamo la scena chiaramente; siamo in un corridoio buio e sopra il principe  c’è Farah che lo guarda preoccupata sussurrando qualcosa. Primo piano della mano di Farah che lentamente scivola fino al pugnale. Dastan la ferma e si alza di scatto.

FARAH

Oh, per fortuna stai bene…

DASTAN

Non prendermi in giro, se fossi morto sarebbe stato meglio per entrambi!

FARAH

Come puoi dire cose simili? Ho cercato di proteggerti! Guarda.

Vediamo che Dastan ha varie fasciature sul torace e sulle gambe macchiate di sangue, e infatti il principe del tentativo di camminare quasi zoppica.

FARAH

Non agitarti, non è ancora guarito.

DASTAN

Pensi davvero che io mi fidi di te? Hai cercato di rubarmi il pugnale! Sei proprio come il Visir, tu…

FARAH

Smettila! Sai bene ormai cos’è capace di fare il pugnale, ma non sai ancora come usarlo a tuo favore, sei proprio come gli altri soldati, sai solo uccidere e distruggere!

Dastan volta le spalle a Farah.

FARAH

So che è dura per te accettare quello che è successo, ma…

Dastan si volta di scatto e prende Farah per le spalle e facendola arrivare alla parete; il volto è disperato  e la voce è strozzata.

DASTAN

Ho visto tramutare mio padre in sabbia!  E sono stato costretto..io…non volevo, davvero!

Dastan si appoggia al muro con le spalle e  si lascia cadere a sedere, con la testa fra la mani.

FARAH

E succederà la stessa cosa a tutti quanti, se non mi aiuti ora! Fidati, so benissimo com’è…ecco, perdere qualcuno che ami. Dammi il pugnale, e aggiusterò tutto.

DASTAN

Perchè dovrei fidarmi di te? Dopotutto il mio popolo ha sterminato e ridotto in schiavitù il tuo! E poi cosa vorresti fare?

FARAH

Il pugnale è stato creato con la clessidra, e con lei morirà. Ognuno può attivare gli effetti dell’altro, ma li può anche disattivare. Dobbiamo ricongiungere il pugnale alla clessidra, solo così potrà tornare tutto come prima.

DASTAN

Vuoi dire che devo andare! Mi dispiace lasciarti qui sola, ma mi saresti solo di intralcio!

Dastan si alza e comincia a camminare lungo il territorio. Dopo pochi secondi raggiunge un bivio e si ferma. Farah lo raggiunge.

FARAH

Vedo che sei andato molto lontano.

DASTAN

Sto solo cercano di orientarmi.

FARAH

Guarda!

Farah indica una finestra con il vetro infranto per metà sopra di loro. Fuori è ormai scesca la notte e i contorni del palazzo sono scaniditi solo da alcune fiaccole poste lungo le mura. Nel cielo stellato vediamo l’ombra di qualcosa di molto grande volare. Primo piano dell’oggetto volante, che davanti alla MDP luccica in modo intenso: è la clessidra, che quattro grandi uccelli dall’apertura alare molto ampia trasportano sempre più in alto. nonostante sia molto lontano, noi sentiamo la voce di Dastan commentare.

DASTAN

Se non avessi visto ciò che ho visto, adesso non crederei ai miei occhi.

La MDP ritorna su Dastan e Farah, chhe vedono la clessidra “alata” girare intorno ad una grande torre, la cui cima prolungata verso l’alto si perde nel’oscurità della notte.

DASTAN

Si dirige verso la torre Aurora.

FARAH

Come sai il suo nome?

DASTAN

Più volte mio nonno raccontava dei suoi viaggi in India e dei suoi brevi soggiorni ad Azad. Mi raccontava dei giardini dalle alte palme, dello Zoo del sultano, in cui i bambini correvano felici passando tra animali mai visti da occhio umano, delle grandi sale dorate, dei bagni, di mille propfumi, mille rumori….

Inquadratura dell’alta torre. La clessidra sparisce dietro di essa.

DASTAN

…ma ciò che spingeva il suo racconto ad essere magnifico e allo stesso tempo irreale, era la descrizione della torre Aurora, così alta che solo gli dei potevano ammirarne la punta.

FARAH

E ora il Visir se ne sta servendo per nascondere la Clessidra. Dobbiamo stare attenti: sa che stiamo venendo a prenderla, ma se falliamo, saremo noi ad andare direttamente nelle sue mani.

SCENA 8

ESTERNO SERA

Inquadratura della vetta di un’alta torre terminante con una cupola la cui punta si prolunga verso l’alto. I contorni della torre sono dorati a causa del sole al tramonto. La MDP gira intorno alla torre più volte e a grandi giri, andando sempre più in su, finchè vediamo volare verso la parte più alta di muro la clessidra, trasportata da grandi uccelli.

Inquadratura dall’interno di un balcone che si affaccia sul cielo ormai scuro della sera. Vediamo la clessidra arrivare fin qui, gli uccelli che la trasportano stanno nascosti dietro e mostrano solo le ali, facendo sembrare quasi che la clessidra è alata.  Mentre la clessidra entra all’interno di una grande stanza circolare, l’ombra di un vecchio si frappone tra la MDP e la clessidra. La MDP mostra la parte inferiore della clessidra mentre lentamente volteggia verso il basso, fino ad appoggiarsi al pavimento, sollevando una lieve nuvola di polvere. Dai due lati della clessidra volano via in tutta fretta i quattro grandi uccelli. Solo uno si sistema sul davanzale della balconata e lo vediamo distintamente: è molto grande e le lunghe ali  occupano quasi almeno metà della balconata. Le piume sono di un blu intenso e sono talmente lucide da risplendere alla luce lunare, sulla testa ha quattro penne azzurre che gli fanno da cresta, il becco è molto lungo e ritorto leggermente verso il basso e gli occhi sono neri e profondi. Gli si avvicina il Visir, che tende una mano ossuta e l’accarezza sulla testa. Il Visir si volta verso la clessidra che risplende ardentemente in mezzo alla sala. La MDP si inclina leggermente verso l’alto e mostra che la parte interna della torre continua molto più n alto e termina con un ballatoio in legno, sopra cui una finestra fa entrare la luce lunare, che si unisce alla luce della clssidra illuminando la stanza di un colore surreale.

Il Visir arriva fino alla clessidra e si appogga col busto, arrivando con la fronte a toccarne il vetro e chiudendo gli occhi.

VISIR ZERDAN

Meravigliosa, come la prima volta che ti ho incontrata.

FLASHBACK

La scena è buia e illuminata da poche luci fioche.  La clessidra è al centro della scena e davanti a sé c’è un ragazzo vestito di nero e con un turbante in testa, già incontrato nei flashback precedenti. Il ragazzo è armato e scentolam con violenza la spada a destra e sinistra, colpendo molti uomini il cui volto è celato da armature raffiguranti animali e sollevando alti spruzzi di sangue nero.  Primo piano del ragazz che alza la spada rivolta verso il basso: la luce della clessidra dietro di sé  divide la sua luce a destra e sinistra, tagliata dalla spada messa in verticale; il ragazzo urla qualcosa e  abbassa la lama violentemente.

FINE FLASHBACK

Il Visir si stacca dalla clessidra e rimane di spalle davanti alla MDP.

VISIR ZERDAN

Ora dobbiamo solo aspettare…

Il Visir arriva fino al balcone e guarda l’orizzonte, immobile. L’uccello di prima è ancora appollaiato lì, e il Visir gli sussurra qualcosa a voce estremamente bassa, allungando una mano verso il cielo. Così l’uccello si getta giù e vola via.

SCENA 9

ESTERNO NOTTE

La MDP segue  il movimento del grande volatile che batte le ali lentamente L’uccello passa fra varie torri e sfiora le mura del palazzo, sorpassa i grandi giardini e passa sopra ad un grande lago sfiorandone la superficie e sollevando lievi schizzi d’acqua. Poi si riimmmerge nel cielo nero e vola sopra ad una palma. La MDPA inquadra la palma su cui si è posato il volatile e scende con l’inquadratura, fino ad arrivare ai piedi della palma, dove sono seduti appoggiati al tronco Farah e Dastan.

DASTAN

Non dovremmo, come dire, entrare in azione?

FARAH

Vai pure, io sono troppo stanca, e so che anche tu lo sai. Non vorrai lasciare una principessa qui da sola nel bel mezzo della notte.

DASTAN

Odio i ricatti delle donne. È per questo che non mi sono mai interessate.

Dastan si alza e arriva al laghetto due passi più in là, e scopriamo così che in realtà il lago è artificiale, perché circondato da bassi muretti bianchi e decorati. Sulla superficie dell’acqua galleggiano placide delle ninfee. È buio, e l’unica luce è quella proveniente dalla grande louna piena che svetta sulle alte torri del palazzo. Il silanzio è profondo, interrotto solo dal frinire dei grilli e dal gracidare delle rane.

La MDP inquadra una parte di acqua del laghetto, blu e profonda, su cui galleggia una ninfea su cui vi sono due piccoli fiori bianchi. Nello specchio d’acqua si riflette il volto di Dastan che fissa l’acuqa, e vediamo apparire dietro di sé anche il volto di Farah. Entrambi ora sono seduti sul muretto ai bordi del laghetto, e la luna illumina le acque.

DASTAN

Perchè ci siamo salvati?

Farah guarda il principe in modo interrogativo, e la MDP si abbassa mostrandoci bene il medaglione d’oro che reca al collo.

DASTAN

Insomma, come abbiamo fatto a sopravvivere alle sabbie? Perché noi? Avrei scommesso tutti i diamanti della Persia che mio padre fosse il condottiero più buono e forte del nostro popolo, l’anima più grande di tutte le altre, in quella sala eppure…anche lui, come tutti è….perchè solo noi tre siamo sopravvissuti?

FARAH

Lo dici come se ti dispiacesse.

DASTAN

Pensi che non avrei preferito morire al posto di vedere mio padre morirmi fra le braccia??

Breve pausa, entrambi tacciono guardando l’acqua.

FARAH

Ci siamo salvati perchè entrambi abbiamo i tre oggetti.

DASTAN

Cosa?

FARAH

Vedi, il mio medaglione(la MDP si risofferma su medaglione di Farah, che lo prende in mano mostrandolo a Dastan). Anche il tuo pugnale ha avuto lo stesso effetto, così come per il bastone per il Visir.

Dastan si sistema più comodamente sul bordo del laghetto, quasi sdraiato.

FARAH

Credi alle leggende?

DASTAN

No, ma mi aiuterebbe a dormire.

Farah alza gli occhi al cielo e la MDP si alza insieme al suo sguardo, inquadrando un cielo nero e meravigliosamente stellato. La MDP zooma velocemente verso una costellazione, e man mano che si avvicina le stelle si avvicinano sempre di più a loro fino ad unirsi e formare un unico globo  molto luminoso e fiammeggiante. Quando si forma, la MDP lo inquadra da sopra. Sentiamo intanto la voce di Farah narrare.

FARAH

Si dice che prima del tempo stesso il dio del sole volse lo sguardo in basso, vide l’arroganza degli uomini che vagavano sulla terra e si infuriò. La luce si tramutò in oscurità nei suoi occhi e così mandò un’immensa tempesta di sabbia per ripulire la faccia della terra da quella specie così prepotente.

Il globo incandescente si illumina di colpo e da esso si staccano pezzi di roccia infiammata, che cadono molto velocemente verso la terra, mentre la MDP segue uno di essi. Poco prima dell’impatto con la terra, il meteorite si tramuta in sabbia. Vediamo una grande città in cui la vita delle persone è molto attiva, e molte persone lavorano ai campi circostanti, quando la sabbia ricopre tutto con violenza, spazzando via le case e ingiallendo l’erba. Con effetto velocizzato, le case crollano, le persone vengono spazzate via e tutto si tramuta in sabbia, dopo pochi secondi la scena è completamente desolata. In primo piano passa una ragazza coperta in viso da varie vesti e teli, che cammina a passi lenti sforzandosi di resistere alla bufera di sabbia.

FARAH

Solo una ragazza sopravvisse, grazie alla sua purezza di cuore, e resistette giorni giorni pregando gli dei di concedere agli uomini una seconda possibilità. In cambio offrira la sua vita, per risparmiare il mondo.

La MDP si alza leggermente e zooma su una duna lontana, dietro la quale il cielo si apre dalle nuvole e sembra comparire una grande faccia, immobile e immensa come quella di una statua. La MDP continua a zoomare verso di lei.

FARAH

La Grande Madre ascoltò le sue preghiere  e chiese al dio sole perchè mai avesse distrutto la sua creazione, ma lui rispose che ormai era troppo tardi e che gli uomini avevano segnato il loro destino.

Dalle sabbie del deserto emerge lentamente un’enorme clessidra splendente, e la sabbia  che formava la bufera comincia a turbinare velocemente entrando a poco a poco dentro di essa, tramite un apertura sulla sua parte superiore.

FARAH

Allora la Grande Madre costruì una grande clessidra che né spada umana né lancia divina potevano infrangere, e vi versò dentro tutta la sabbia che il dio sole aveva scagliato contro gli uomini.

La MDP zooma sempre di più verso la clessidra: la sabbia comincia a scorrere giù.

FARAH

Il volere del dio sole si sarebbe realizzato, ma non subito, e finché ci fosse stato anche un solo granello nella clessidra la stirpe umana non si sarebbe estinta. Noi siamo solo granelli in questo grande meccanismo, e così ogni giorno la nostra vita scivola giù, seguendo l’inesorabile corso del tempo.

La scena si trasforma: rimane la clessidra in primo piano, ma il deserto intorno si trasforma in un mare tempestoso e scuro, e la clessidra è ora appoggiata su una grande imbarcazione. Davanti alla nave, molto davanti a sé, si distinguono i contorni di una grande isola oscura.

FARAH

La Grande Madre affidò così la clessidra alla giovane grazie alla cui l’umanità era stata salvata, ma avrebbe dovuto scontare la pena per come si erano comportati gli uomini. Così la relegò insieme alla clessidra su un’isola deserta nel bel mezzo dell’oceano, dove nessuna  nave mortale poteva arrivare, e le affidò anche i tre oggetti magici: il pugnale del tempo, il medaglione e il bastone, grazie a cui lei e i suoi discendenti avrebbero potuto vivere in eterno proteggendo la clessidra dalle avidi mani del mondo esteriore.

Una grande onda investe la MDP, che ora inquadra l’acqua del mare, dentro la quale cade un sassolino; l’acqua così si muove formando cerchi concentrici, e quando si riassesta vediamo specchiarsi Farah. Questa guarda Dastan e vede che dorme, così si sdraia e chiude gli occhi. La scena finisce con la MDP che inquadra le acque del laghetto che riflettono le due figure dormienti.

SCENA 10

ESTERNO GIORNO

La scena si apre con l’inquadratura precedente: tramite effetto velocizzato le acque del laghetto si illuminano della luce del sole che ormai sta sorgendo. Dastan e Farah stanno ancora dormendo, e sopra i loro riflessi se ne affaccia un altro che dapprima pare indistinto, tanto si muove l’acqua, ma poi vediamo essere la testa di una creatura di sabbia, che emette un urlo simile a un ruggito.

Primo piano molto veloce delle palpebre di Dastan che si spalancano di colpo. La MDP inquadra Farah, che si sveglia di soprassalto e non riesce bene a muoversi, ma che lancia un grido di paura, poi primo piano della creatura di sabbia, un soldato dalle vesti logore che solleva la lancia verso l’alto; nel preciso istante in cui la lancia è completamente sollevata e pronta a colpire, il mostro cambia espressione in viso e lo vediamo sciogliersi. Mentre si decompone in sabbia, vediamo dietro di lui Dastan che tiene il pugnale puntato davanti.

FARAH

Grazie…

DASTAN

È un onore principes…

FARAH (GRIDANDO)

Attento!

Dietro a Dastan appare un altro mostro di sabbia, un uomo moto imponente e muscoloso, vestito di stracci e che tiene un enorme martello di pietra in mano, facendoci capire che probabilmente era un fabbro. Dastan si gira prontamente  e afferra con entrambe le mani l’enorme punta del martello, cercando di fare pressione e di respingere il colpo, mentre il mostro spinge dall’altra parte.

Dastan piega le gambe dalla fatica, e dietro di lui vediamo ammucchiarsi altre creature simili a quello col martello, vestite nello stesso modo e armate di pali, forconi e alti attrezzi molto rudimentali ma pesanti. Dastan si volta verso Farah.

FARAH

Entra in acqua!

Farah non fa obiezioni e salta agilmente nel laghetto, sollevando pochi spruzzi e atterrando di mani, rivelandoci che il livello dell’acqua è molto basso.

Dastan è ancora intento a contrastare l’attacco avversario, ma improvvisamente stacca le mani e salta all’indietro in modo poco agile, inciampando con le caviglie sul bordo del laghetto e cadendo in acqua di spalle. La creatura di sabbia che lo stava attaccando non è preparata alla mossa del principe, e quando esso si stacca cade in avanti, inciampando come il principe e cadendogli sopra. Farah prepara una freccia spaventata, ma il mostro si scioglie sopra Dastan. Primo piano di Dastan che ad occhi chiusi ridacchia, mentre il mostro finisce di sgretolarsi.

DASTAN

Lo sapevo.

Dastan si alza in piedi: la MDP inquadra lui e Farah al centro della scena, ruotando intorno al laghetto e mostrando che sulle rive vi è un intero branco di creature urlanti e arrabbiate, che però si sono fermate come pietrificate dopo aver visto il compagno sciogliersi.

DASTAN

Avanti bestiacce, avanti! Non vi faremo del male.

Primo piano di una creatura di sabbia che urla rabbiosa verso il principe, che ridacchia. Farah appoggia la sua schiena contro quella del principe, impugnando l’arco su cui vi è carica una freccia.

DASTAN

Questi mostri sono fatti di sabbia, e penso di aver frequentato abbastanza lezioni dal mio tutore per sapere che l’acqua scioglie la sabbia. Solo mostri del genere possono essere tanto stupidi da non capirlo.

FARAH

Già, ma almeno loro sanno quando è l’ora si svegliarsi!

DASTAN

Cosa? Quindi ora sarei io a dover rimanere sveglio per la principessa? Credevo fossi tu quella che voleva riportare il pugnale alla clessidra da sola.

Il ruggito di un altro mostro interrompe la discussione. Dastan e Farah si girano intorno, schiena a schiena, sfoderando ognuno al propria arma.

FARAH

Sai, non penso che provino noia a vederci chiusi qui per ore, quindi sarebbe opportuno trovare una via d’uscita.

DASTAN

Se non fossi sempre così seria ti avrei proposto di fare una battaglia d’acqua per vedere chi colpisce più mostri, ma penso che dopo questa affermazione ti sembrerei un po’ infantile, non credi?

Soggettiva di Dastan. Si guarda intorno per vedere quanti mostri ci siano effettivamente, poi osserva l’acqua del laghetto e vede che al centro il fondale si abbassa verticalmente e diventa tanto profondo da non permetterci di vederne il fondo.

DASTAN

Aspetta qui.

Dastan cammina a passi lenti e trattenuti dall’acqua verso il centro del laghetto, poi arrivato alla conca si immerge prendendo un grosso respiro.

La MDP lo inquadra mentre nuotaverso il fondale, facendosi largo fra piccoli banchi di pesciolini rossi che si scansano al suo passaggio. Arrivato sul fondo vediamo una grata di ferro, e il principe la afferra con entrambe le mani e comincia a tirare.  Quando vede che non basta, appoggia i piedi al fondo e tira ancora più forte allungando le gambe. Quando riesce a toglierla Dastan nuota verso l’alto. Quando riemerge prende fiato e sui dirige velocemente verso Farah, prendendola per un braccio e tirandola verso il fondovasca. Vediamo il laghetto svuotarsi lentamente, il livello dell’acqua scende progressivamente e le creature di sabbia fuori si accalcano sul bordo.

DASTAN

Vieni con me!

FARAH

NO!

DASTAN

Presto, cosa aspetti? Che imparino a nuotare nell’acqua bassa e ci uccidano?

FARAH

Io…ho paura!

Primo piano di alcuni mostri che si sporgono sempre più e muovono il primo passo dentro il laghetto che si sta prosciugando. Uno di essi tira una lancia che sfiora appena Dastan e Farah. Il principe la guarda in modo apprensivo, poi la prende per mano e la conduce verso il centro del laghetto.

DASTAN

Prendi un bel respiro!

Entrambi prendo il respiro e si immergono nelle acque trasparenti. Dastan conduce per la mano Farah verso il buco lasciato dalla grata tolta, che risucchia l’acqua formando un piccolo vortice oscuro in cui dentro è troppo scuro per vederci. Farah ha uno sguardo terrorizzato, ma Dastan la porta giù lentamente e, arrivato al buco, le fa un lieve segno con la testa, che dopo pochi secondi ricambia Farah.

SCENA 11

INTERNO GIORNO

Dastan e Farah escono nuotando dallo stretto buco lasciato dalla grata. Notiamo come l’acqua in cui si sono immersi sia molto più scura di quella in superficie, e a malapena scorgiamo le due figure nuotare nell’oscurità. I due continuano a nuotare in avanti, e si ritrovano in una specie di cunicolo sottomarino formato da delle rocce scure e corrose, da cui delle alghe intralciano il loro passaggio e si prolungano come per prenderli. Dastan estrae il pugnale e comnincia a tagliare quante alghe intorno a sé può; quando vede che il passaggio è libero continua a nuotare tirano Farah con Sé.

La MDP si sposta in superficie, in un ambiente molto scuro e privo di luce e vediamo emergerne Dastan e successivamente Farah, che sputa acqua e sembra esausta. Dastan la tira fino a riva e la distende a terra. Primo piano di Farah, che sembra non riuscire a respirare e continua a sputare acqua: Dastan cerca di aiutarla mettendogli una mano sotto la testa.

Soggettiva di un essere a noi non identificato, si muove molto velocemente attraverso dei cunicoli sotterranei e si immerge in acqua, per poi fuoriuscirne e cominciare a scalare la roccia. Durante la soggettiva la MDP ha colori molto opachi e grigi, come  se l’essere sia daltonico.

La MDP inquadra di nuovo Dastan che spinge con poca forza sul ventre di Farah, poi si alza e avvicina lentamente il volto verso quello della principessa. Nell’istante prima che arrivi a toccarla, lei sputa  via con forza una grande quantità di acqua, colpendolo in faccia e lasciandolo con un’espressione stupida in viso.

FARAH

Vedo che non hai perso tempo con….

DASTAN

Ah, stai zitta, stavo solo cercando di aiutarti.

FARAH

Beh, grazie.

Dastan la prende per un  braccio e la tira su. Entrambi sono fradici e si guardano intorno straniti.

FARAH

Dove siamo?

DASTAN

Non lo so, siamo usciti dalla vasca nella parte superiore, e mi dispiace se userò termini alle principesse poco graditi, ma penso che ci troviamo nelle fogne del palazzo.

La MDP gira intorno, e vediamo chiaramente il luogo. La luce è molto poca, ma sembra provenire da un punto indistinto ed è resa più forte dalle gocce scintillanti di umido che cadono dalle rocce sopra di loro. Accanto a loro scorre il fiume in cui si sono ritrovati, che scorre avanti fra un gruppo di stalattiti e dietro di sé si chiude in superficie, passando attraverso, il passaggio subacqueo di prima. Tutto intorno vi sono solo pietre e acqua, e gli unici rumori che si sentono sono quelli del fiume che scorre e le gocce d’acqua che cadono.

DASTAN

Pronta per proseguire?

Farah accenna di sì con la testa, ed entrambi si dirigono avanti, camminando su un sentiero fatto di sassi circondato da stalattiti che pendono dall’alto. I due continuano a costeggiare il fiume.

Altra soggettiva dell’essere di prima, che attraversa vari cunicoli e si rituffa in acqua. Il movimento in avanti non è regolare, ma leggermente ondulante.

La MDP torna ad inquadrare i due mentre camminano ora a testa bassa a causa del soffitto roccioso molto basso. Dastan estrae il pugnale, e la galleria davanti a sé viene così rischiarata, cosi che possiamo vederne la fine. Mentre avanzano, si sente un suono come di acqua che scroscia, e si fa sempre più rumoroso. Quando arrivano alla fine della galleria, il passaggio roccioso finisce e la MDP inquadra dall’alto ciò che Dastan e Farah si ritrovano davanti: il fiume si getta in un’enorme cascata, resa grande da altri fiumi che escono da altre gallerie sotterranee. La cascata è altissima oltre che imponente, difatti non ne riusciamo a scorgere il fondo, che ci appare nero e oscuro. Dall’altro lato della cascata e del baratro c’è una grande parete rocciosa, formata da grandi muri di mattoni e da tante torri in rovina e in posizione alquanto precaria, da cui cadono delle badniere lunghe e rosse. L’acqua della cascata è di un azzurro lucente, tanto che riesce a illuminare il luogo. La MDP dall’alto ci mostra Dastan e Farah che sono rimaste impietriti davanti al baratro, sporgendosi, e notiamo che sul soffitto vi sono appese delle lunghe stalattiti, che la MDP sfiora.

FARAH

Incredibile…

DASTAN

Sì, penso di non poter trovare definizione migliore.

Farah alza un dito verso il muro opposto a loro, e la MDP zooma verso il punto indicato, inquadrando una torre in rovina aggrappata al muro.

FARAH

Dobbiamo arrivare laggiù per tornare al palazzo, ma come facciamo?

Altra soggettiva dell’essere, lo vediamo salire controcorrente la grande cascata, arrampicandosi e strisciando sulla roccia bagnata, sommerso dai flutti. Mentre avanza sentiamo la voce di Dastan.

DASTAN

Prima di risolvere questo problema, ti devo correggere. Mio nonno mi narrava spesso della conquista del grande castello di Astar, imponente quanto inespugnabile. Si diceva che i muri non potessero crollare nemmeno se colpiti da un masso lanciato da una catapulta. Quando però il grande sultano di Azad riuscì a sopraffare le difese nemiche e lo conquistò, decise di costruire un nuovo palazzo più grande e sfarzoso come sfida al vecchio re di Astar, ma per ricordarlo costruì il suo nuovo palazzo sulla base di quello precedente. Ho sempre pensato che fosse solo una leggenda per bambini ma a quanto pare, è vero.

La MDP in soggettiva si avvicina sempre di più, fino a risalire completamente la cascata e inquadrare Dastan e Farah. Si ferma per un secondo, poi si scaraventa contro Farah spalancando la bocca piena di denti appuntiti, che vediamo sotto e sopra come se la MDP si fosse spostata nella bocca. Tra i denti passa un filo di bava, e quando attacca Farah, questa se ne accorge all’ultimo momento, trattenendo un urlo.

Finalmente vediamo un lungo serpente attaccare Farah, sringendosi intorno al suo bacino e e arrivando strisciando fino alla faccia, mentre lei tenta di respingerlo con le mani. Primo piano del serpente dalle squame grigie e dagli occhi neri, che apre la bocca mostrando i lunghi denti e la lingua biforcuta. Farah continua a dimenarsi e Dastan sfodera il pugnale cercando di colpire il serpente, che però con un colpo di coda lo fa cadere all’indietro. La MDP è al livello del ciglio della cascata, da cui cade Dastan, aggrappandosi con una mano al bordo. Intanto il serpente continua a cercare di mordere Farah, che è caduta a terra e si dimena cercando di liberarsi, urlando.

FARAH

Aiutami!!!

DASTAN

Resisti, torno subito!

FARAH

No, dove stai andando, fermati!

Primo piano del pugnale mentre cade giù dal ciglio della cascata a rallentatore, passando davanti alla MDP e riflettendo attraverso la lama Dastan mentre rimane aggrappato con una mano al bordo. Primo piano di un dito di Dastan che cede, mostrando che solo il medio e l’anulare ormai lo reggono. Dastan guarda il pugnale cadere giù dalla cascata, e quando sente l’urlo di Farah provenire dall’alto si getta giù. La MDP lo segue mentre ad alta velocità e in posizione verticale, con la testa rivolta verso il basso, cade giù attraverso i violenti flutti . Primo piano del pugnale che cade e sbatte su numerose superici, rallentando la propria corsa. Inquadratura della mano del principe che si allunga il più che può e vediamo il pugnale essere proprio a pochi centimetri di distanza dalle sue dita.

Primo piano di farah mentre con un’espressione terrorizzata ad occhi spalancati, poggia la testa da un lato, priva di sensi. Primissimo piano degli occhi di Dastan, che mentre scendono sono annegati dall’acqua della cascata e guardano davanti a sé in modo severo. Inquadratura dall’alto mentre cade giù fra i flutti. Finalmente la MDP inquadra la mano di Dastan che riesce ad impugnare il pugnale e preme col pollice sul pulsante posto sotto il manico. La scena si ferma per pochi secondi, e vediamo Dastan a pochi centimetri da uno spuntone roccioso che viene dal basso, con gli occhi chiusi. Il tempo viene riavvolto fino a pochi secondi prima dell’attacco del serpente, quando il principe narrava del castello. Mentre parla, si interrompe di colpo e Farah lo guarda in modo strano.

FARAH

Che c’è?

DASTAN

No niente, è solo che non me la ricordo più tanto bene..

FARAH

Capisco. Sai, è una sensazione strana, ma è come se avessi già vissuto questo momen…

DASTAN

Attenta!

Dastan spinge Farah contro il muro mentee lei lo guarda stranita e arrabbiata.

FARAH

Cosa ti prende!

La MDP inquadra il ciglio della cascata, e in un secondo il serpente balza fuori dall’acqua e con un salto arriva fino alla MDP, aprendogli la bocca contro.  Dastan lo colpisce con il pugnale, tagliandogli il corpo a metà, i due pezzi cadono nell’acqua.

FARAH

Come facevi a sapere…

DASTAN

Non c’è tempo, dobbiamo andarcene da qui!

La MDP inquadra a livello dell’acqua Dastan prende la mano di Farah e la risospinge avanti, poi l’inquadratura si abbassa lentamente e mette a fuoco davanti a sé i due pezzi del corpo del serpente, da cui esce una polvere gialla che li riavvicina e li riunisce, rimarginando il taglio.

Primo piano da sotto il ciglio della cascata di Farah che guarda dall’altra parte.

FARAH

Come facciamo a raggiungere l’altro lato?

DASTAN

Sulle pareti della grotta ci sono delle sporgenze, potremmo cercare di passare attraversandole.

Dastan indica a Farah un muro roccioso, la MDP zooma su una sporgenza rocciosa. Primo piano di Farah che sembra preoccupata, ma poi appoggia un piede alla sporgenza, affiancandosi al muro.

DASTAN

Tranquillo, io sono qui dietro. Cerca di arrivare fino a quel muro e da lì ti guido io.

FARAH

E tu?

Primo piano del serpente da dietro mentre striscia lentamente fin dietro i piedi del principe, che sta dicendo qualcosa a Farah, anche se noi non riusciamo a distinguere le sue parole. La MDP inquadra Farah mentre comincia a camminare in laterale a piccoli passi lungo il muro roccioso e alle spalle c’è Dastan; questo volta leggermente la testa e la MDP zooma velocemente verso il suo viso spaventato. Il serpente attacca di nuovo Dastan, che lo avvolge fino a farlo cadere e lo stringe con la coda intorno alla bocca, in modo da non farlo urlare.  vediamo il pugnale cadergli di mano mentre il serpente, che lo ha ormai avvolto completamente, comincia a strangolarlo. Il pugnale cade davanti alla MDP, che si sposta leggermente a destra, rivelando il serpente che lo vede e si avventa su di esso. Dastan riesce a liberarsi ed estrae la spada, colpendo il serpente mentre questo sta per addentare il pugnale. Il serpente si gira irritato e lo attacca alla gola, ma Dastan riesce a fermarlo e lo tiene con una mani lontano dalla testa, mentrre il serpente gli sibila in faccia arrabbiato. Dastan solleva la spada e lo trafigge in bocca, trafiggend dall’interno la sua mascella superiore. Primo piano a rallentatore della spada mentre lo trafigge e la spada esce dalla testa, spruzzando sangue. nell’istante dell’impatto, il serpente emette un sibilo stridente e molto acuto, e l’onda d’urto prodotta dal forte suono si manifesta tramite degli anelli in aria che fanno tremare l’intera caverna. Inquadratura di Farah che guarda indietro preoccupata, e sotto di sé crepa un pezzo roccia, lasciandola in bilico. La MDP ci fa vedere che anche le stalattiti sul soffitto comincano a tremolare, fino a che una si stacca e mentre cade viene seguita dalla MDP che prima di arrivare sul fondo osscuro si sposta a sinistra inquadrando Dastan, che estrae il cadavere del serpente dalla spada.

FARAH

Vieni, sbrigati, qui sta crollando tutto!

DASTAN

Tu vai avanti, non badare a me, raggiungi quel muro  e cerca una crepa abbastanza grande per infilarti.

FARAH

Ma tu…

DASTAN

Vai!!!

Un pezzo di muro cade vicino a Dastan, e vediamo l’intera caverna cedere, grandi pietre si staccano dalla cascata che solleva alti spruzzi d’acqua. Farah continua ad avanzare ansimando fino a raggiungere una sporgenza più grande nel muro formato da mattoni. Solleva lo sguardo e la MDP inquadra un buco formato probabilmente da una ex porta. Si volta verso Dastan, ma un altro pezzo di soffitto cade sollevando una polvere che nasconde la vista dell’altra sponda. La MDP torna a inquadrare Dastan che si guarda intorno preoccupato in cerca di arrivare dall’altra parte. La MDP inquadra una stalattite che trema sempre di più e sembra stia per cerede. Primo piano dell’occhio di Dastan che si socchiude e lo schermo si stringe. Altro veloce primo piano della stalattite che trema sempre di più. Primissimo piano della pupilla di Dastan in cui si  riflette la stalattite che si stacca, lo schermo si stringe sempre di più. La scena si fa quasi in bianco e nero per la tanta polvere sollevata, l’unico colore vivo è quello del sangue che cola dal braccio di Dastan; il principe corre velocemente verso il ciglio della cascata e spicca un salto, mentre davanti a sé la stalattite cade. Mentre Dastan è in aria, la scena si ferma, e vediamo che davanti a sé la stalattite è quasi alla stessa altezza. La scena riprende e Dastan atterra sulla cima della stalattite e rimbalza saltando di nuovo in avanti; mentre la stalattite cade, la polvere riempie l’inquadratura. Dastan arriva dall’altro lato, su una sporgenza rocciosa su cui c’è anche Farah, che lo guarda sbalordita.

DASTAN

Che c’è? Pensavi che non ti stessi dietro?

FARAH

Mi hai fattto preoccupare.

DASTAN

Coraggio, arrampichiamoci fino a quell’apertura.

Inquadratura divisa a metà dalla parete (che è fatta di mattoni irregolari) e vediamo prima Dastan e infine Farah salire arrampicandosi, mentre tutt’intorno la caverna continua a crollare. Quando arrivano all’apertura entrambi si siedono appoggiando la schiena al muro e sospirano, fuori vediamo ancora cadere rocce e polvere che si solleva.

DASTAN

Stai bene?

FARAH

Sì, grazie…

DASTAN

Quel serpente…era evidentemente una creatura di sabbia, ma come ha fatto a resistere all’acqua?

FARAH

Penso sia opera del Visir, anzi, non vorrei avanzare ipotesi troppo affrettate ma possiamo dire che in un certo senso era guidato dal Visir. Sta trovando il modo di raggiungerci ed evitare gli ostacoli costituiti dall’acqua, probabilmente ha usato la sabbia della clessidra per plasmarlo.

DASTAN

Già, ho visto tanti serpenti sibilare, e anche di più grandi, ma mai nessuno riuscire a far cadere a pezzi una caverna sotteranea. A proposito, come usciamo di qui?

FARAH

Beh, dimmelo tu, sei tu che conosci Azad.

DASTAN

Senti, non ne conosco ogni minimo dettaglio, figurarsi se conosco i sotterranei di un antico castello. Dobbiamo uscire da qui, ci sarà una porta per uscire all’esterno.

FARAH

Allora esiste un modo per verificarlo.

DASTAN

Come?

FARAH

Alzarti da lì e andare avanti.

Dastan si alza con espressione irritata e salta giù dall’apertura, entrando in un corridoio buio e stretto, lasciando indietro Farah.

SCENA 12

INTERNO GIORNO


Ci troviamo nella stanza più alta della torre Aurora, la stanza è illuminata quasi solo dair aggi dorati del sole che si riflettono sulle persiane, nonostante le tante fiaccole che circondano la grande clessidra, che col suo luccichio riempie la scena di luce. Seduto ad un tavolino molto basso c’è una figura ombrosa ricurva su se stesso. Primo piano della sua mano, molto ossuta, che batte nervosamente il dito sul tavolino emettendo un ticchettio intermittente e ritmato. Durante il ticchettio c’è una serie di inquadratura (ognuna inizia ad ogni tichettio) di tende, persiane, decorazioni, candelabri e la sabbia della clessidra che continua a scendere.  La MDP zooma poi molto lentamente su una botola di legno posta a livello del pavimento, vicino alle scale che conducono ai piani sottostanti. La vediamo sbattere nervosamente e si riescono anche a sentire dei flebili lamenti. Primo piano del Visir che sembra aver sentito il suono e gira la testa verso quella direzione. Il, vecchio si alza e si avvia verso la botola, chianndosi leggermente verso il basso. Primo piano della botola che continua visibilmente a muoversi. Il Visir sbatte con poca forza il bastone a terra e la botola si apre di scatto; dal buco dapprima una mano ferita e molto sporca, poi con fatica ne esce un uomo vestito di stracci. L’uomo è alto e molto magro, ha una folta e incurata barba in viso e i capelli sono lunghi e sporchi; in volto ha un’espressione stralunata e sfinita, e quando esce completamente si sdraia a terra senza proferire parola. Soggettiva dell’uomo, il Visir si erge sopra di lui squadrandolo.

VISIR ZERDAN

Ma bene, un altro sopravvissuto a cui badare.

Primo piano dell’uomo che ansima con fatica. Il Visir si dirige verso un altro tavolo e gli porta dei fruttie una brocca d’acqua.

VISIR ZERDAN

Vieni, mangia.

L’uomo, a terrra, sembra molto sospettoso, ma poi si alza e indietreggiando ruba dalle mani del Visir il vassoio, facendo cadere vari frutti.

UOMO

Gra…grazie.

VISIR ZERDAN

Devi essere molto stanco. Da quanto tempo sei rinchiuso lì dentro?

Il Visir cerca di calmare l’uomo con dei gesti pacifici, e questo si siede al atvolino insieme al Visir.

UOMO

Io..non ricordo. Ore, o forse giorni, o settimane ma…non ha importanza! Perchè mi hai liberato?

VISIR ZERDAN

Pensavi forse che avrei dovuti abbandonarti lì dentro a morire di fame!

UOMO

Ma allora, tu non sei uno di loro…

VISIR ZERDAN

Sono Zerdan, il Visir di Kendral, in viaggio di pace. Purtroppo durante la nostra visita qui ad Azad c’è stato un piccolo incidente…

UOMO

Cos’è successo? Dove sono le guardie?

VISIR ZERDAN

Calma, calma, sei ancora affaticato. Raccontami qualcosa di te. Perchè eri chiuso là dentro?

UOMO

Io…

L’uomo  sembra pensieroso e alza lo sguardo cercando di ricordare qualcosa.

VISIR ZERDAN

Coraggio.

UOMO

Il mio nome è Rashan e faccio parte delle guardie scelte del sultano. Ho sempre servito il mio padrone con fedeltà e cura, io amo Azad, non volevo fare ciò che ho fatto.

Il Visir si sporge interessato, congiungendo le mani.

RASHAN

Mi hanno incastrato. Durante il controllo  notturno delle prigioni incontrai uno schiavo. Non lo conoscevo, ma doveva essere un mercante abusivo trovato chissà dove. Scoprii che aveva nascosto una grande quantità di monete dentro al proprio turbante, e mi implorò di liberarlo in cambio di tutto quell’oro…è impressionante il modo in cui i soldi possono condizionare un individuo. Ma la mia famiglia ne aveva bisogno, mio fratello era malato e mia madre viveva nella miseria. Più volte avevo chiesto misericordia al Sultano, ma non ero nulla di più che una guardia, e l’unica paga era la gloria che ricevevo. In preda alla collera liberai lo schiavo, anche se più che altro sotto il turbante teneva nascosto un coltello…mi colpì e se la svignò. Il giorno dopo non mi risvegliai neppure dove ero svenuto, ma direttamente là dentro. È l’ che tengono i traditori della patria, ma essendo un soldato del sultano avrei dovuto essere stato liberato dopo due giorni…

VISIR ZERDAN

E invece?

RASHAN

Questo ditemelo voi! Ho passato non so quanti giorni o quante ore lì dentro, nell’umidità e l’aria irrespirabile di quella stanza insieme ad un compagno morto, capite, morto! Avranno pensato che stava solo dormendo quando mi hano rinchiuso lì dentro, spero. Ma perchè nessuno è venuto a prendermi? Io ho aspettato e aspettato, ho sentito dei rumori e la torre si è mossa, cosa…

Il Visir si alza e si dirige verso il balcone, dandogli le spalle.

VISIR ZERDAN

Se i tuoi occhi si sono abituati alla luce del giorno, puoi guardare verso questa clessidra.

Primo piano di Rashan che volge la testa verso la clessidra e socchiude gli occhi per l’intensità della luce da essa sprigionata.

RASHAN

Non sarà mica la leggendaria clessidra del tempo? Dannazione, sapevo che Sharaman era diretto qui con un grande dono per il sultano, ma non pensavo riuscisse ad arrivare a tanto!

VISIR ZERDAN

Molto bene, mi stai accorciando le spiegazioni. Odio usare troppe paro0le, sono perdite di tempo inutili, non credi?

RASHAN

La magica clessidra del tempo rubata dal Marajah dall’Isola del tempo…

Il Visir torna verso di lui sorridendo, e appoggia una mano alla clessidra. La MDP si sposta attraverso il vetro e inquadra la scena attraverso i granelli di sabbia che cadono.

VISIR ZERDAN

Sicuramente le leggende tramandano questa storia, ma lascia che io la corregga…

Mentre il Visir parla, la sabbia ricopre interamente la scena e si dissolve lasciando lo spazio a un grande mare in tempesta, di notte. Al centro della scena vediamo una barca in preda ai flutti che si dirige verso un’Isola tetra e coperta dalla nebbia.

SCENA 13

FLASHBACK

ESTERNO NOTTE

Riprendendo la scena di prima, la MDP zooma sempre di più verso l’isola coperta dalla nebbia, e sull’intera Isola vediamo svettare un castello circondato da alte mura di cinta e torri di vedetta. La MDP inquadra un piccolo molo nebbioso a cui attracca con fatica una grande barca e da cui scendono alcuni individui armati coperti dal buio e dalla nebbia. In sottofono di sente la voce fuori campo del Visir.

VFC (Visir)

Conoscere i fatti non basta per capire e interpretare la storia. Tu forse conoscerai la famosa Isola del tempo, ma non ne puoi comprendere l’essenza finchè non al vedi con i tuoi stessi occhi. Dicono che si trovi in mezzo ad un oceano inesplorato in cui la notte regna sovrana e il sole non si fa mai vedere. Beh, posso almeno smentire queste voci, perchè siamo stati noi a rubarle il sole.

Primo piano del ragazzo dei flashback precedenti, ha uno sguardo serio e scende dalla barca attraverso una passerella di legno da cui passano anche altri uomini armati di spada. Dietro di lui arriva un uomo robusto e non molto alto e Lpossiamo riconoscere vedendolo in faccia che si tratta del Maharajah di Azad quando era più giovane. Porta un turbante bianco in testa e una veste bianca, sotto un’armatura lucida e spartana. La passerella di legno che conduce all’isola è stretta e le assi sembrano cadere a pezzi. La MDP inquadra il pontile dall’alto in basso, fino ad inquadrare l’isola, su cui si staglia un grande castello illuminato solo da poche luci misteriose che vengono dalla nebbia che l’avvolge. Il Marahaja si avvicina al ragazzo, e ci accorgiamo che l’età dei due non è poi così differente. 

MAHARAJAH (giovane)

Allora Zerdan, te la senti?

VISIR ZERDAN (giovane)

Certamente.

Il corteo si incammina a passi lenti verso l’isola, mentre il mare circostante si frange con alter onde sulle scogliere rocciose e minacciose. La MDP zooma da lontano sulla spiaggia di sabbia scura dell’isola, in cui si apre un arco di pietra da cui non possiamo vedere nulla se non il buio. Il movimento dela MDP si fa tremolante e instabile, mentre dal buio emergono delle piccole luci gialle.

VFC (VISIR)

A quel tempo non ero ancora Visir, e non vorrei mai esserlo diventato. Dopotutto dietro di me avevo un pasato tremendo. La mia famiglia intera era morta, sterminata dagli invasori dell’ovest, ma il Maharajah, che aveva pochi anni in più di me, mi accolse nella sua famiglia. Davanti a me avevo un futuro promettente, che si apriva con la nostra spedizione sull’Isola del tempo.

Il corteo si avvicina a passi fieri verso la MDP, e dall’ombra le luci avanzano fino a rivelare di essere gli occhi di strani esseri ancora non ben definiti. Sul pontile ne avanza uno, sembra essere un uomo, ma è estremamente magro e pallido e in testa porta un elmo che termina con una maschera di ferro a forma di teschio di animale. Attraverso due buchi nella maschera, gli occhi gialli e luminescenti suadrano la compagnia, ed esso fa un segnale. Da dietro appaiono altri simili, ognuno con una maschera diversa. La MDP inquadra dall’alto gli uomini del Maharajah che in mezzo alle onde guardano davanti a sé i nemici, poi il Maharah urla qualcosa e si lanciano contro. La battaglia infuria sul pontile, e la MDP si muove talmente velocemente da non permettere di distinguere con chiarezza cosa succede, vediamo solo alte onde che si infrangono sul pontile e spruzzi di sangue che si alzano. Zerdan soprattutto partecipa all’aione, lottando con furia.

VFC (VISIR)

Una veggente di Kendral aveva predetto al Maharaja che, all’arrivo del vento favorevole, avrebbe dovuto raggiungere il mare e partire senza rotta verso l’oceano, dove vi avrebbe trovato l?isola del tempo, che si mostrava solo ad occhi che si meritavano di vederla. La profezia diceva anche che avremmo rubato la grande Cleessidra del tempo.

Mentre la VF parla, vediamo l’immagine di una zingara estita in modo molto strano, seduta ad un tavolino insieme al Maharajah. Sul tavolino un vaso piatto produce un fuoco, come una grande candela, e l’immagine della donna viene filtrata attraversa le fiamme, apparendoci poco chiara e sfuggente. Sul fuoco cominciano a mostrarsi varie immagini non ben distinte di un’Isola in mezzo al mare e di combattimenti. La MDP zooma in una di queste figure sfuggenti e la scena ritorna sull’Isola.  Un lungo corridoio pieno di cadaveri accatastati sui lati, al centro della scena camminano pochi soldati guerrieri e il Maharajah con Zerdan.

VFC (VISIR)

Non sapevamo se il destino era già segnato dentro alla clessidra e già narrava della nostra impresa sull’Isola o semplicemente se gli dei ci erano stati favorevoli, ma riuscimmo a rubare la grande Clessidra e i suoi doni.

Siamo all’interno di una grande sala in cui il pavimento è ricoperto da cadaveri.La grande Clessidra illumina la scena, ed è l’unico colore acceso in quello scenario grigio e oscuro. Il Maharajah la guarda, Zerdan è al suo fianco.

MAHARAJAH (GIOVANE)

L’abbiamo trovata! te ne rendi conto Zerdan, abbiamo conquistato la Clessidra del tempo!

VISIR ZERDAN (GIOVANE)

Presumo che la vogliate custodire nelle stanza del tesoro a Kendral.

MAHARAJAH (GIOVANE)

Oh, questo è sicuro. Di sicuro un oggetto così potente non si merita di rimanere isolato da tutto e da tutti. La custodiremo bene. Naturalmente tu puoi prendere ciò che vuoi.

Zerdan sale una scalinata che porta sopra alla clessidra. Al muro vi sono degli oggetti: un bastone, un medaglione d’oro e al centro il pugnale del tempo. Zerdan lo prende con disinvoltura e se lo pasdsa fra le mani. Il Maharajah gli si fa dietro e quasi glielo strappa di mano.

MAHARAJAH (GIOVANE)

Mi dispiace, anche per questo dovrai avere pazienza. Non possiamo tenere troppo lontano due fratelli. Lo custodirò nelle stanza del tesoro e…

Il Maharajah continua a parlare camminando per la stanza, ma la sua voce è molto ovattata e non sentiamo più il suo onologo. Intento Zerdan prende il bastone e il medaglione dal muro, mentre riprende la VFC in sottofondo.

VFC (VISIR)

Mentre continuava a blaterare, io avevo altro a cui pensare…

Primo piano di Zerdan che guarda davanti a sé, mentre la scena dietro di sé si trasforma e diventa una barca, mentre dietro le onde si infrangono; lo scenario si trasforma ancora e vediamo Zerdan ora davanti a una scrivania, in una stanza illuminata solo da una lampada ad olio. Il Visir è chino su alcune scartoffie, e la MDP inquadra sul tavolino il bastone e il medaglione.

VFC (VISIR)

…il Maharaja chiuse la clessidra nelle stanze del tesoro, con lo scopo di lasciarla lì a marcire per il resto dell’eternità. Pazzo. Inutili sforzi per impossessarsene e trasferirla in un luogo ancora più inaccessibile. Ma dopotutto gli sforzi fatti potevano non essere resi vani… Nella biblioteca del palazzo trovai alcuni manoscritti riguardanti il potere delle sabbie, e anche se la metà non erano nient’altro che leggende narrate da folli, dedicai metà della mia vita allo studio incessante delle proprietà della clessidra. Volevo dimostrare a quel testardo che la clssidra non meritava di starsene chiusa nelle sue stupide stanze insieme al pugnale.

Dall’inquadratura precedente vediamo svanire il medaglione, e solo il bastone rimane sul tavolino, insieme a tanti fogli sparsi disordinatamente.  Vediamo anche un foglio su cui il Visir continua a scrivere qualcosa, e mentre scrive i fogli intorno a sé cambiano, il tavolo si riempie di altri manoscritti che poi spariscono velocemente, e anche il foglio su cui scrive muta, facendoci capire che ha studiato per molto tempo in quella stanza. Anche la mano che continua a scrivere si fa sempre più rugosa e sciupata.

VFC (VISIR)

Col tempo anche il medaglione sparì, dritto nelle stanze reali della principessa Farah, la nuova arrivata a corte. Quello spreco di risorse buttato all’aria mi faceva vomitare. Lo sa solo il tempo quanti anni passai chino su quella scrivania, ma riuscii a capire solo una cosa da tutti quegli studi. Il pugnale unito alla clessidra poteva donare la vita eterna.

La MDP si alza ad inquadrare il Visir, ormai vecchio come lo conosciamo, che si allontana lentamente nela stanza, sparendo nell’oscurità.

VFC (VISIR)

Purtroppo il Maharajah era troppo testardo per permettermi di avvicinarmi alle stanza del tesoro, ed io ormai ero troppo vecchio per rubare il pugnale, figuriamoci la clessidra. Così chiesi aiuto al re di Persia, Sharaman, perchè mi aiutasse a conquistarla. Dovevo prevedere che anche un condottiero simile si sarebbe fatto sopraffare dai poteri della sabbia, contravvenendo ai nostri accordi.

FINE FLASHBACK

SCENA 14

INTERNO GIORNO

Ritorniamo nella torre Aurora. Il Visir ha appena finito di raccontare, e Rashan lo guarda stupito e affascinato. Davanti a sé il piattino della frutta è ora vuoto.

RASHAN

E poi cos’è successo?

VISIR ZERDAN

Il suo stupido figlio, Dastan….l’ho implorato più volte di darmi ascolto,  dicendogli che cosa avrebbe potuto fare con la sabbia, e di tutte le buone opere causate de essa. Ma non mi ha voluto dare ascolto e ha aperto la clessidra con il pugnale. Un gesto sconsiderato e quasi offensivo, visto che non aveva mai studiato la procedura. Così liberò le sabbie, trasformando l’intero popolo di Azad in creature di sabbia.

Il Visir dice quest’ultima frase con velocità, quasi con umorismo. Primo piano di rashan che lo guarda a bocca aperta.

RASHAN

Tu…non mi stai prendendo in giro?

VISIR ZERDAN

Come potrei? Non sono un bugiardo come quel principe di Persia. Durante la mia breve permanenza su questa torre, mentre proteggevo la clessidra, ho potuto ragionare e pensare a lungo…sai, frose è colpa mia, dicendogli quelle cose sul potere della sabbia e tutto il resto, si sarà sicuramente messo in mente di fare ciò che ha fatto.

RASHAN

Cioè ha condannato tutti a morte solo per controllare il potere delle sabbie.

VISIR ZERDAN

Molti sono pronti a uccidere per esso. Evidentemente c’è chi può arrivare a peggio. E non solo, per raggiungere la clessidra ha convinto anche la principessa di Kendral, Farah, a seguirlo nella sua patetica impresa. Lei ancora non è del tutto convinta delle azioni del principe, sai, ed è proprio su di lei che dobbiamo giocare per arrivare al pugnale.

RASHAN

Che cosa vuole che facessimo? Là fuori è pieno di..mostri di sabbia e altre creature!

VISIR ZERDAN

Questo non costituisce un problema, vedi, la magia che si cela in questo bastone farà sì che non ti succeda niente.

RASHAN

Come sarebbe a dire “non ti succeda niente”?

VISIR ZERDAN

Devi capirmi, io sono solo un povero vecchio che però si batte ancora con l’ardore di un tempo, ma qui dentro.

Il Visir si batte una mano sul petto. Primo piano della parte inferiore del bastone che poggia lentamente sul pavimento e da cui scaturiscono ampi cerchi luminosi. Il Visir si avvicina notevolmente a Rashan, sollevando il bastone. Intorno al bastone degli anelli di sabbia cominciano a girare lentamente, formando delle figure umane. Le figure prendono più forma, e vediamo qundi un uomo ed una donna che si guardano intorno disperati, stringendosi e piangendo. Primo piano di Rashan che li guarda rapito e con la tristezza negli occhi.

VISIR ZERDAN

Aiutami e riavrai la tua vecchia vita, i tuoi vecchi amici…i tuoi genitori.

Primo piano di una delle figure che si volta verso Rashan con aria supplichevole, mentre la sabbia di cui è composto comincia a cadere a terra.

RASHAN

E va bene, dimmi cosa devo fare.

Le figure si sciolgono in sabbia che cade subito a terra, e il Visir punta di scatto la punta del bastone, che comincia a illuminarsi, verso Rashan.

VISIR ZERDAN

Ero sicuro che avresti fatto la scelta giusta.

SCENA 15

ESTERNO GIORNO

Soggettiva di Dastan: siamo in un corridoio stretto e oscuro, circondato da muri crepati e colonne crollate, vi sono anche delle pitture nei muri, ma sono molto rovinate e non riusciamo a distinguerle. Davanti a noi si apre uno spiraglio di luce da cui i raggi del sole filtrano in modo impressionante, senza permetterci di vedere nient’altro al di fuori. Fine soggettiva. Dastan e Farah camminano vicini e Farah sfiora con una mano antichi affrechi rossi e gialli che ancora si distinguono sulle pareti. I due escono dalla galleria e vengono sommersi da un’ondata di luce che fa loro chiudere gli occhi.

DASTAN

Aria, finalmente!

La MDP inquadra con visuale aerea il luogo in cui sono sbucati, un a piazzetta sopraelevata con davanti a sé un lungo ponte di pietra che conduce a un tratto di muro. Il sole è ancora alto nel cielo e illumina le torri del palazzo.

FARAH

Dobbiamo considerarci fortunati se l’antica fortezza non è stata completamente chiusa.

DASTAN

Ma che importa, l’importante è che ne siamo usciti vivi. Magari i soldati hanno lasciato questo buco per sgattaiolare a farsi un bagno nelle grotte durante la pausa.

Farah si gira guardandolo in modo perplesso e Dastan, per sviare l’attenzione, punta un dito in alto, indicando qualcosa di lontano.

DASTAN

La vedi? Laggiù, la torre Aurora! Questo vuol dire che siamo su un camminamento delle mura occidentali, basterà attraversare il ponte e farsi una tranquilla passeggiata per arrivarci!

La MDP zooma la torre Aurora, luminosa e perfettamente costruita, l’estremità si perde nel cielo, tra le nuvole.

I due arrivano al ponte e cominciano a caminare; la MDP li segue dall’alto. Inquadratura di Dastan da dietro: sentiamo in sottofondo un rumore strano e disumano, come un ansimare, e il principe si ferma e volta lo sguardo. Un branco di guerrieri si sabbia arriva alla massima velocità verso il ponte, sono molto alti e le armature argentate molto robuste  riflettono i raggi del sole, facendoli brillare.

DASTAN

Diavolo, sembrava troppo bello…

FARAH

Cosa c’è?

Farah si volta e toglie una freccia dalla faretra, ma Dastan la blocca mettendole una mano davanti.

DASTAN

No, faccio io! Tu continua pure, io ho il pugnale, li fermerò.

Farah annuisce fiduciosa, e corre fino alla fine del ponte, raggiungendo un camminamento che curva a sinistra costeggiano un tratto delle mura.

Dastan è fermo in mezzo al ponte e aspetta l’arrivo dei mostri, giocherellando con la spada e il pugnale, facendoseli passare velocemente fra le mani.

Le creature di sabba scattano velocemente verso di lui, ma quando sono a metà del ponte questo cede improvvisamente, crollando sotto il peso di tutti quei copri. Visuale aerea dei soldati che cadono nel vuoto agitandosi disperatamente. Primo piano di Dastan, anche lui sta precipitando ma sfila senza fretta il pugnale dal fodero, premendo l’interruttore del serbatoio. Dopo un paio di secondi, la MDP zooma sul serbatoio rivelandoci che è vuoto.

DASTAN

Maledizione!

Dastan cade dritto in un vaso, e si rialza a fatica, completamente sporco di terra. Emettendo un paio di lamenti,si straccia il vestito, gettandolo a terra e rimanendo a torso nudo, rivelandoci anche le varie ferite e cicatrici che ha ricevuto.

VFC (FARAH)

Dastan! Dove sei? Mi senti?

Dastan ancora intontito alza la testa cercando Farah con lo sguardo. La MDP si alza e la vediamo a malapena sul bordo del ponte appena crollato.

FARAH

Ascolta, da qui sotto proviene un vapore molto caldo, è probabile che nelle vicinanze ci siano dei bagni. Cerca di raggiungerli, ci vediamo lì!

DASTAN

Aspetta!

Dastan alza una mano come per fermarla, ma lei se n’è già andata, sparendo dalla visuale.

Dastan gira in tondo cercando di capire dove si trova, ma il balcone su cui è atterrato è pieno di vasi e non altro. Mentre girovaga, comincia a parlare da solo in tono ironico, cercando anche di imitare la voce di Farah.

DASTAN

“Ci vediamo ai bagni!” Oh, sicuro, chiederò alla prima creatura di sabbia che incontro: “Scusi, può indicarmi la strada per raggiungere i bagni? Grazie, troppo gentile!” “Si figuri, da vivo ero inserviente ai bagni!”

SCENA 16

INTERNO GIORNO

Dastan entra in una porta ritrovandosi in un lungo corridoio all’interno del palazzo, scuro ma da cui porta filtra la luce del sole. Dastan cammina senza fretta, parlando da solo e gesticolando. Intorno a sé il corridoio è costituito da grandi gabbie e muri sbarrati. La MDP inquadra l’intero corridoio partendo dalla porta e procedendo verso sinistra, scorrendo lungo il muro e mostrandoci che ci troviamo in una prigione. Ogni volta che la MDP arriva ad una nuova cella, vediamo affacciarvisi dei mostri di sabbia. Sono dei prigionieri rimasti vittima delle sabbie e rimasti rinchiusi nelle prigioni, quindi sono molto magri e i vestiti sono logori. Quando la MDP li inquadra, cominciano a ringhiare verso Dastan e a protendere le mani verso di lui come per afferrarlo, anche se, essendo incatenati ai piedi, arrivati alle sbarre vengono respinti all’indietro. Primo piano di Dastan, che cammina tranquillamente come se non li vedesse e continua a gesticolare, parlando da solo, anche se la voce è ben coperta dai ruggiti e i lamenti dei mostri.

DASTAN

…ha finito di darmi ordini, di comandarmi a bacchetta. Non avrebbe nemmeno dovuto venire , insomma, è una donna accidenti! è ora che mostri un po’ di rispetto. Finora l’ho trattata e difesa come si fa con una principessa, ma ora ci troviamo entrambi in questa stupida situazione, ed è l’ora che le  dimostri chi è che porta i pantaloni! Sì…..la sposerò. Ti sembra sbagliato?

Dastan si ferma un secondo e si volta verso una creatura di sabbia prigioniera, come per rivolgerli la domanda. Per tutta risposta, questo si scaraventa contro la gabbia, cercando inutilmente di sfondarla e guardano Dastan con occhi inferociti. Dastan riprende a camminare.

DASTAN

Come pensavo. Beh, è la conclusione più logica. Sposandola mi prenderei tutto il rispetto che deriva dal matrimonio e finalmente le farei vedere chi è quello più forte. Ma anche lei è una donna forte…e poi ho visto come mi guarda quando pensa che io dorma o che non la veda. Si nasconde dietro a battute sarcastiche, ma dopotutto non ha nessuno…

Arrivato alla fine del corridoio, Dastan afferra una catena che pende dal soffitto e si aggrappa, cercando faticosamente di arrivare in cima. La MDP si alza e vediamo che la catena proviene dal soffitto, a cui vicino c’è un pozzo da cui probabilmente le guardie si calavano, da cui proviene della luce. Visuale dall’alto della stanza: mentre Dastan sale, vediamo che sulle pareti laterali sono appoggiate gabbie, reti e persino strumenti e sarcofagi per le torture, che giaciono in grandi quantità su mensole sopraelevato di legno, donando alla stanza un aspetto lugubre. Dastan continua a salire la catena, e continua a parlare da solo, ansimando per la fatica.

DASTAN

…suo padre è morto e il suo intero popolo è stato sterminato e ridotto in sChiavitù. Ha bisogno di me, devo cercare di farmene una ragione…sì, quando tutto sarà finito, le chiederò di sposarmi. Ma perché parlo da solo?

SCENA 17

INTERNO GIORNO

La MDP è ferma su una tenda di deta rossa lievemente mossa dal vento, da cui filtra debolmente la luce del sole. Farah la apre lentamente e guarda dentro girando la testa a destra a sinistra, poi entra, lasciandosi la tenda dietro. Farah è arrivata ai bagni, ossia l’Harem del sultano. La stanza è di marmo bianco e candido, e il soffitto e scavato in varie nicchie che lasciano posto a grandi statue rappresentanti figure femminili. Sul pavimento ci sono dei solchi in cui dentro vi passa l’acqua, molto bassa e trasparente. L’acqua proviene da una grata posta sul muro , e da un’altra grata esce il vapore, causato dall’alta temperatura dell’acqua. In mezzo alla stanza, circondato dalle acqua, c’è una zona di pavimento piena di tappeti rossi e riccamente decorati su cui poggia un trono dai contorni dorati e delle altre poltrone di seta. La stanza è piena di tende che cadono dal soffitto, e da cui la luce del sole filtra e illumina le acqua. Farah cammina lentamente e facendo attenzione, guardandosi intorno circospetta. Primo piano di Farah, è ferma, e dietro alle sue spalle compare una figura avvolta da  un velo. Farah si gira, e la figura apre il velo di scatto, rivelando di essere un mostro di sabbia. è una donna vestita in modo elegante ed ha la bocca coperta da un telo. Alle mani tiene due lunghe lame ricurve che tiene incrociate. La donna attacca velocemente, e Farah riesce a evitare il colpo cadendo però all’indietro. La faretra e l’arco gli cadono nell’acqua, e lei allunga una mano per raggiungerli. Primo piano della creatura di sabbia che alza una lama per dare il colpo di grazia e abbassa il braccio. Primo piano di Farah che ad occhi chiusiaspetta la morte, e la lama le arriva a pochi centimetri dal viso. Improvvisamente la creatura si ferma e guarda all’indietro. Dastan arriva e con due mani la butta in acqua, lasciandola sciogliere.

FARAH

Grazie. Ma come hai fatto ad arrivare così in fretta?

DASTAN

Sono sempre dietro di te.

FARAH

Abdiamo avanti, allora?

Dastan precipitosamente la prende per i polsi per fermarla.

DASTAN

Farah, ti devo dire una cosa. Io non sono il Dastan che conosci.

FARAH

Come sarebbe a dire?

Dastan si siede su una poltroncina di seta rossa posta in mezzo alla piscina, e fa accomodare anche Farah.

DASTAN 2

Ora, so che penserai che sia strano e probabilmente non ci crederai, ma devi sapere che io vengo dal futuro.

Farah lo guarda perplessa.

DASTAN 2

So che è difficile da credere ma…il Visir mi ha ingannato. Ho fallito nel mio passato, ma non fallirò in questo presente. Farah, quando siamo arrivati alla torre Aurora, ecco…non è proprio andata come speravamo. Il Visir mi ha cercato di avvertire, capisci? Ha cercato di avvertirci in ogni modo, cercando di strapparci via il pugnale e ucciderci, se fosse servito. Sapeva che non potevamo controllare la potenza del pugnale…

FARAH

Dastan, il Visir ha causato tutto ciò!

DASTAN 2

No, sono stato io, e lo sai bene. Io ho aperto le sabbie senza tenere conto dell’effetto, senza ascoltare i consigli del Visir. ha sempre voluto aiutarci, ma io sono stato così cocciuto da lasciare che…beh, ti uccidessero.

FARAH

Cosa?

DASTAN 2

Non so rispiegarti cosa sia successo quel giorno nella torre Aurora, ma dinnanzi alla clessidra mi sono fermato, paralizzato. Sopraffatto forse dal potere delle sabbie, dal potere che offrivano. Se solo avessi ascoltato il Visir, se gli avessi concesso il pugnale…invece l’ho tenuto per me, diventando così immortale, e lasciando che gli ultimi sopravvissuti morissero. Tu.  Farah, io non voglio che tu muoia, non voglio diventare immortale e vagare sulla terra deserta senza meta. Il pugnale mi ha concesso l’opportunità di tornare indietro nel tempo, e avvertirti del pericolo incombente. Dobbiamo fermare il Dastan del presente prima che ci raggiunga, non gli permetterò di passare. Non ti permetterò che ti succeda nulla.

Dastan si alza e offre una mano a Farah. Lei la guarda per qualche secondo, indecisa, poi la afferra e si solleva.

DASTAN 2

Vieni, raggiungiamo la torre. Se so ciò che vuole, si  dirigerà subito lì.

FARAH

No, lui mi aspetterà qui! Lui…

DASTAN 2

No, non ti aspetterà! E ora vieni, seguimi.

Farah abbassa la testa rassegnata, si china per raccogliere le frecce cadute ed esce dalla porta insieme a Dastan.

SCENA 18

INTERNO GIORNO

Primo piano di un pozzo, in una stanza luminosa e spaziosa, ma molto spoglia. Dal pozzo vediamo uscire una mano, poi l’intero corpo di Dastan, che lascia la catena e si dirige verso la MDP. Procede dritto, imboccando l’unica porta della stanza, e apre una serie di tende e persiane.

DASTAN

Farah! Dove sei?

Il principe entra nella stanza dei bagni, mettendo un piede nell’acqua e procedendo nella piscina, guardandosi intorno. Non vedendo nessuno, procede fino ad un piccolo terrazzo che conduce all’esterno.

STACCO

Una persiana si apre davanti alla MDP, e ne esce Dastan, che colpito dai raggi del sole socchiude gli occhi. La MDP inquadra la scena circostante, mostrando che Dastan si trova su un terrazzino che si affaccia su una grande piazza circolare, e al suo limitare vi sono due statue marmoree e bianche molto imponenti che raffigurano due guerrieri che si tendono la spada a vicenda; fra di loro c’è un cancello argentato che porta a un ponte che collega la piazza alla torre Aurora, la cui cima si perde fra le nuvole e taglia a metà il sole, riflettendo grandi ombre sulla piazza. La MDP zooma su un punto della piazza, e vediamo due figura camminare verso la torre, a passi lenti. Dastan si sporge dal terrazzino e comincia a gridare.

DASTAN

Farah! Sto arrivando!

Primo piano dell’uomo che accompagna Farah, ovvero l’altro Dastan, che si volta con un sorriso.

DASTAN 2

Ti stavo aspettando….

Il Dastan del presente salta giù dalla balconata, cadendo con un tonfo sordo sulla piazza. Estrae la spada e si avvicina all’altro Dastan.

DASTAN

Cosa sei tu, una specie di creatura di sabbia in grado di trasformarti? Guarda che ne ho battuti di peggio!

Il Dastan del futuro si avvicina all’altro, lasciandosi dietro Farah. I due ora sono vicinissimi, e l’unica differenza che li accomuna sono che il Dastan dal futuro è vestito regalmente, mentre l’altro è ha torso nudo.

DASTAN 2

Tranquillo, vecchio mio.

Dastan (2) estrae la spada e la punta all’indietro, verso Farah.

Musica: CRIMSON TIDE

DASTAN 2

Consegnami il pugnale del tempo, e nessun altro morirà.

DASTAN

Ah sì? E perchè dovrei fidarmi di qualcuno che prende il mio aspetto? Probabilmente sei solo un  essere manipolato dal Visir.

DASTAN 2

Ti sbagli! è solo grazie al Visir che sono qui! Dopo il grande errore che tu hai commesso, che io ho commesso, il Visir è stato l’uncio a volerci davvero aiutare. Lascia a me il pugnale, e lo consegnerò a lui. Lui saprà come rimediare a questa situazione.

Dastan ridacchia.

DASTAN

E tu ti fidi di lui? Rispondimi: ti fidi davvero di lui? Se sei davvero chi affermi di lui, saprà che mi ha ingannato perchè io mi sono fidato di lui!  Perchè se non mi avesse istigato ad aprire le sabbie, tutto ciò non sarebbe successo!

Dastan (2) rimane un attimo perplesso come se stesse ragionando su ciò che ha sentito, e intanto l’altro Dastan si dirige verso Farah, dandogli le spalle.

DASTAN

Perchè lo hai seguito? Non ti fidi più di me?

FARAH

Veramente io non so …

DASTAN

Non sai cosa?

Primo piano di Dastan , che emette un urlo di dolore e si piega in avanti. La MDP rgli gira intorno, mostrando che un coltello ricurvo e arrugginito si è piantato nella sua spalla, e la ferita perde molto sangue. Dastan si volta verso il nemico con sguardo infuriato, mentre si estrae con dolore il coltello dalla ferita.

DASTAN 2

Non vorrei  arrivare ad attaccare alle spalle, ma è fondamentale per me avere il pugnale. Dammelo.

DASTAN

Mai!

Dastan si lancia contro il suo “sosia”, estraendo la spada e ingaggiando un duello. Anche la spada del nemico è uguale. Dopo alcuni minuti, Dastan (2) si allontana dall’altro e si strappa la veste, rimanendo anch’esso a torso nudo e mostrando di avere le stesse ferite dell’altro.

DASTAN 2

Conosco le tue mosse. Io sono te, ricordatelo! Io sono il tuo destino, non puoi fuggirmi!

DASTAN

Io non sto fuggendo!

Dastan ritorna all’attacco, e fra i due ricomincia il duello. Farah li osserva da lontano coprendosi la bocca con le mani, incapace di distinguere un Dastan dall’altro.

Dastan cerca di colpire il nemico facendo capriole per finirgli dietro, saltandogli sulle spalle e rimbalzando con le gambe al muro, ma l’avversario preparato riesce a schivare ogni mossa e a ripeterla. 

I due incrociano le spade e spingono con forza per far cedere l’altro, la MDP inquadra prima i volti di uno poi dell’altro tagliati a metà dalle lame che si incrociano. Improvvisamente sentiamo un rumore molto forte. La MDP tramite una visuale mdall’alto mostra che due grandi folle di mostri di sabbia si dirigono correndo come selvaggi verso la piazza: entrambi vengono dai due lati, dove vi è un alto muro, e vediamo come cercano di scavalcarlo urlando e accalcandosi. Primo piano di Dastan: si volta per vedere cosa succede e l’avversario coglie l’occasione per colpirlo al fianco, con un forte colpo laterale. Il colpito cade a terra  sanguinante, incapace di rialzarsi. Nella pozza di sangue cade il pugnale del tempo, che scivola via. Dastan cerca faticosamente di allungare una mano per afferrarlo, ma il pugnale è ormai troppo distante e il nemico si avvicina a passi lenti. La MDP si alza per inquadrarlo in faccia, e improvvisamente trasforma la sua espressione seria in una smorfia di dolore. La MDPA si sposta leggermente a destra, e dietro di lui vediamo Farah con l’arco teso. Dastan (2) senza voltarsi si stacca la freccia che l’ha colpito nella schinea, mentre Farah corre verso il pugnale e lo prende.

DASTAN 2

Che stai facendo? Dammelo subito!

FARAH

No! Tu non sei il vero Dastan…

DASTAN 2

Cosa intendi insinuare? Non puoi sapere cosa ti aspetta nel futuro, cosa aspetta a tutti, se non…

FARAH

Se non farai cosa? Restituirai il pugnale al Visir in modo che diventi immortale e comandi sul mondo? è questo che vuoi?

Dastan (2) non sa cosa rispondere  e rimane qualche secondo in silenzio. Inquadratura dal basso di uno dei due muri laterali, che comincia a muoversi e a cedere sotto i colpi violenti dei mostri di sabbia che gridano dall’altra parte. Dastan cerca di sollevarsi a fatica, stringendosi la spalla ferita con la mano e reggendosi strenuamente sulle gambe.

DASTAN

Il Visir ci ha ingannato tutti! è vero, io ho aperto la sabbia, ma solo perchè mi sono fidato delle sue parole menzoniere! Se sei davvero me, dovresti saperlo che ci ha usato soltanto per i suoi scopi, perchè voleva diventare immortale!

DASTAN 2

Ma…allora…

FARAH

Dobbiamo ricongiungere il pugnale con la clessidra, nascosta nella torre Aurora…ci aiuterai?

DASTAN 2

Voi datemi il pugnale, e farò ciò che volete!

DASTAN

Mi dispiace amico, ma non possiamo fidarci di uno che finge di essere me…se vieni davvero dal futuro, come hai fatto a tornare indietro nel tempo se non hai il pugnale? E perchè ora lo vorresti da noi?

FARAH

E poi, non mi avresti mai aggredita…

Farah abbassa la testa imbarazzata, e Dastan le rivolge un sorriso fugace.

Il finto Dastan rimane impietrito lasciando cadere la spada e il coltello. La sua faccia comincia a sciogliersi in sabbia.

DASTAN 2

E va bene, a cosa serve a questo punto nascondersi?

Quando la sabbia finisce di cadere a terra, il finto Dastan scopre il volto, quello di Rashan.

DASTAN

Chi sei tu?

RASHAN

Sono Rashan, guardia scelta del sultano di Azad, e sono stato ingannato anch’io dal Visir. Voglio scusarmi per tutto ciò che ho fatto…

Rashan si inginocchia davanti a Dastan, prendendogli la mano.

RASHAN

Non sono degno di rivolgere la parola ad un guerriero nobile e coraggioso come voi, tantomeno io, un simile rifiuto della natura. Nemmeno prima ero un uomo onoesto io…non mi merito il titolo di soldato…sapete, credo di essere sopravvisuto all’invasione della sabbia perchè il mio cuore era troppo sporco, dentro di me mi sentivo già come un mostro.

Dastan si abbassa su Rashan.

DASTAN

Ascolta, quello che hai fatto ora è molto nobile. Puoi ancora riguadagnare la la gloria che non hai mai avuto, basta che ci aiuti. Accompagnaci nella torre Aurora, tu hai visto il suo interno e puoi accompagnarci fino alla clessidra.

Rashan si alza e indica con un dito il portone della torre Aurora, la MDP ci zooma sopra.

RASHAN

Una volta varcata la soglia  non ci sono ostacoli. All’interno c’è una sorta di ascensore azionato da un cognegno meccanico, usatelo per salire e troverete la clessidra. Quanto a me, vi fornirò tutto il mio aiuto da qui.

La MDP inquadra ancora una votla il muro laterale, che comincia davvero a cadere a pezzi e già si staccano i primi mattoni.

RASHAN

Presto, andate, non c’è più tempo! Svelti!

FARAH

No, non possiamo lasciarti qui, tu…

Rashan prende Farah per mano.

RASHAN

Principessa, combatterò fino a fondo per lei. Non mi merito niente di ciò che troverete lassù, perciò tanto vale morire qui, fermando questi mostri. Li tratterrò qui il più che potrò, ma voi dovete fare in fretta.

Farah è ancora esitante, ma Dastan la spinge verso la torre e si rivolge per l’ultima volta a Rashan.

DASTAN

Questo è il gesto tuo più nobile, soldato. Sarà ricordato nell’aldilà.

Rashan gli sorride, poi si volta verso i due muri. Dastan e farah corrono verso il portone, e Farah lancia un’ultima occhiata a Rashan, che in ginocchio alza lentamente la spada e la lama in alto. Fatto ciò, le sbatte insieme con lentezza, provocando un suono sordo e metallico. Continua a ripetere questo gesto  più volte, ad un certo ritmo molto lento. La scena si fa a rallentatore, ed ad ogni colpo di spada vediamo il muro cedere sempre di più. Dopo ancora quattro battiti, il muro cede e la scena ritorna a velocità normale: i mostri di sabbia si riversano nella piazza sventolando le spade, i maceti e i grandi martelli. Tramite un’inquadratura dall’alto vediamo che sono una marea, e riempiono l’intera piazza accalcandosi e urlando. Rashan si alza da terra lentamente e si gira di scatto verso un mostro, roteando le due lame e tagliandogli la testa, poi salta sulle spalle di un altro e gli trafigge la schiena.

Dastan e Farah hanno sorpassato ormai l’alto cancello tenuto dalle due grani statue, e raggiungono il portone; Dastan appoggia la mano del braccio non ferito, mentre Farah spinge con tutte e due le mani. Cigolando, il portone di legno si apre e i due sgusciano dentro, lasciandoselo richiudere alle spalle. Rashan li guarda sorridendo, poi si volta urlando contro i nemici, agitando la spada e colpendone in grande quantità. Un mostro grosso e corpulento si scaraventa contro di lui facendogli cadere la spada a terra e lasciandolo solo con la lama. Rashan si volta intorno e dall’altro vediamo che i mostri lo hanno circondati. Primo piano di Rashan che li guarda, con un’espressione di sfida.

RASHAN

Venite a prendermi, bastardi.

I mostri si lanciano contro di lui, sommergendolo compkletamente e tirando pugni verso il basso.

La MDP si alza verso il cielo colorato di rosso dal tramonto, e uno stormo di uccelli bianchi e neri si alza in volo sparendo nelle nuvole.

SCENA 19

INTERNO SERA

Dastan e Farah sono in una grande stanza circolare, e sopra di sé si estende l’interno della torre Aurora. La stanza è spoglia e due grandi ingranaggi arrugginiti sono posti ai lati del pavimento. Dastan e Farah avanzano guardandosi intorno, e il principe ferito procede barcollando e sputando sangue.

FARAH

Sei sicuro di riusicre ad andare avanti?

DASTAN

Diavolo, siamo arrivati fin qui! Non mi tiro certo indietro ma…come facciamo ad arrivare lassù? Non ci sono scale.

FARAH

Rashan ci ha accennato ad una specei di ascensore meccanico…forse quegli inganaggi servono allo scopo.

DASTAN

Basta solo trovare la leva. Insomma, non credo si trovi in bella vista come questa qui sotto.

La MDP si abbassa e zooma su una leva di legno ricurva e bassa che parte dalla parte estrema del pavimento, proprio sotto a Dastan.

FARAH

Tanto vale provare, no?

Dastan alza le spalle e afferra la leva con una mano, tirando leggermente. La leva si inclina con facilità, e gli ingranaggi cominciano a stridere.

FARAH

Che ti dicevo?

DASTAN

Odio le tue conclusioni affrettate.

Il pavimento comincia a sollevarsi sotto i loro piedi, e gli ingranaggi girano faticosamente. Vediamo che gli ingranaggi sono in realtà fissati lateralmente a delle speice di binari di ferro verticali poste sulle pareti laterali, che permettono al pavimento di alzarsi. Dastan e Farah rimangono al centro della scena, fermi e muti per qualche secondo.

DISSOLVENZA IN NERO

SCENA 20

INTERNO SERA

Una porta si apre davanti a noi,scorrendo verticalmente, e davanti c’è la stanza in cui è custodita la grande clessidra, che illumina la scena. Dalla porta aperta escono Dastan e Farh, che si guardano intorno, mentre la porta dietro di sé si chiude. Attraverso la grande finestra col balcone il sole sta finendo di tramontare e i suoi raggi rossi contrastano con quelli lucenti della clessidra. Non sembra esserci nessuno, e Dastan e Farah avanzano indisturbati verso la clessidra. Arrivati sotto, si fermano e alzano lo sguardo.

FARAH

Ce l’abbiamo fatta! Te ne rendi conto? Ci siamo riusciti!

DASTAN

Non ancora.

Dastan si guarda intorno un’ultima volta, poi si aggrappa ad un muro e arrivato ad una sporgenza salta sulla base superiore della clessidra.

FARAH

Bene, ora infila il pugnale in quella fenditura.

La MDP zooma su un buco verticale posto sulla superficie in cui è atterrato  Dastan, sopra la clessidra. Questo però sembra restio.

FARAH

Avanti, cosa aspetti?

La MDP si sposta dietro ad una tenda di seta dietro di essi, e vediamo apparire un bastone e qualcuno ancora nascosto dall’ombra.

Dastan solleva il pugnale, poi lo abbassa velocemente verso il buco, ma all’ultimo momento lo ritrae.

DASTAN

Perchè dovrei fidarmi di te?

FARAH

Ma che cosa stai dicendo? Forza, sbrigati!

DASTAN

Hai tutte le ragioni del mondo per odiarmi, insomma, il mio popolo ha ridotto in schiavitù il tuo, e molti che conoscevi sono morti. Non hai più niente per cui vivere, se non per vednetta. Quindi, perchè dovrei fidarmi ora?

FARAH

Ma…come puoi dire…

Il Visir appare finalemente da dietro la tenda, agitando il bastone in aria.

VISIR ZERDAN

Ma guarda chi c’è, il principe di Persia e la sua bella principessa! Siete venuti per consegnarmi il pugnale?

Il Visir sbatte violentemente il bastone a terra, e da esso fuoriesce un vortice d’aria che si allarga ad ogni giro, fino a riempire tutta la stanza. Dastan e Farah vengono spazzati via, e il pugnale cade a terra. Il Visir si avvia per prenderlo frettolosamente, ma mentre Dastan è in balia del vortice, riesce a riprenderlo prima di essere di nuovo spazzato via. In pochi secondi il vortice si chiude su sé stesso, risucchiando al suo interno Farah e Dastan, e chiudendosi, trasformandosi in una botola nel pavimento.

SCENA 21

INTERNO NOTTE

NERO.

Sentiamo le Dastan e Farah gridare come se stessero cadendo, poi l’impatto a terra di uno dei due. Un altro rumore ci dice che Dastan ha preso Farah alla fine della caduta.

FARAH

Grazie.

DASTAN

Dove siamo?

FARAH

Cosa importa, oramai?

Qualche secondo di silenzio.

DASTAN

Io…mi dispiace. Non so cosa mi sia preso, ma per qualche secondo ho esitato. Non so, forse il potere del pugnale ha sopraffatto anche me.

FARAH

Non dirlo.  Sei proprio come tutti quei soldati, che non sanno fare altro che distruggere, conquistare, lottare e uccidere…ti credevo diverso. Perchè io mi sono fidata di te? Perchè non ti sei fidato…di me?

Silenzio.

FARAH

Cosa c’è? Stai tremando.

DASTAN

è che non mi piacciono gli spazi angusti, figurati le tombe.

DASTAN

Beh, se è qui che dobbiamo morire, perlomeno saremo insieme…

DASTAN

Sei ancora qui, vero?

FARAH

Sì, stammi vicino. Ho paura…sai, quando ero bambina, mia mamma mi svelò una parola magica, e quando avrei avuto paura, sarebbe bastato pronunciarla per aprire una porta magica…era un segreto. Non l’ho mai detto a nessuno.

DASTAN

Lo credo bene, è la cosa più infantile e stupida che abbia mai sentito. Qual’era la parola?

FARAH

Kakolookiyam…

Si sente il rumore di un coperchio di tomba che si muove, e si intravede una luce che si espande a mano amano che si apre.

DASTAN

Sei stata tu, vero? Farah??

Il coperchio della tomba si apre per metà, lasciando filtrare un po’ di louce che ci permette di vedere solo Dastan, che si alza in piedi e salta dentro alla tomba.  Atterra in un corridoio  formato da scalini che vanno verso il basso, in linea retta. delle tendine di seta azzurra cadono dal soffitto, e la scena è illuminata da poche candele. Dastan comincia a correre giù dalle scale.

DASTAN

Farah, dove sei? Dove ti sei cacciata?

Dopo molti scalini, Dastan arriva ad una piazzetta al chiuso, circolare e contornata da colonn e lucide. Ai muri ci sono varie nicchie su cui sono poste dei tripodi da cui le candele illuminano la scena. A terra ci sono vasi d’oro e lampade lucide. In mezzo al pavimento c’è una grande vasca, e l’acqua è dorata, illuminata dalle candele. Dastan arriva fino al bordo vasca, e dalla piscina emerge Farah, buttandosi i capelli all’indietro.

Musica: TWO HEARTS

FARAH

Vieni.

Dastan fa per entrare, ma primasi avvia verso una panchina appoggiata al muro e lascia la spada e il pugnale, poi si tuffa e si immerge insieme a Farah. La MDP li inquadra da sotto l’acqua mentre le due figure, che risplendono contro la luce delle candele che si riflette nell’acqua, nuotano sott’acqua insieme, poi riemergono. I due si avvicinano e avvicinano le labbra, mentre la MDP si sposta lentamente a sinistra, inquadrando la stanza e il pugnale, che brilla a intermittenxa sulla panchina. Primo piano delle mani dei due che si uniscono.

DASTAN

Kakolookiyam…

SCENA 22

INTERNO MATTINO

Dastan si trova a dormire su una delle due tombe nella stanza di prima, che ora è illuminata da una misteriosa luce. Si sveglia e si guarfa intorno: l’altra tomba è aperta, ma al suo interno non c’è niente.

DASTAN

Farah!!

Nessuno risponde, e Fastan si dirige di corsa verso una porta di ferro. Dall’esterno filtrano pochi raggi di luce solare attraverso dei buchi nel ferro. Dastan mette le mani sui fianchi, ma non trova né la spada né il pugnale.

VOCE FUORI CAMPO

è stato un sogno? In questo caso avremmo sognato insieme. Ma dove si è cacciata? Cos’era quella grotta misteriosa? Dov’è il pugnale?

Dastan si passa una mano sulla spalla: il corpo è perfettamente lucido e pulito, e non ci sono più cicatrici.

VOCE FUORI CAMPO

L’acqua di quella vasca…mi sento un’uomo nuovo. Sono forte.

Dastan sbatte con più forza la spalla alla porta.

VOCE FUORI CAMPO

…più forte.

Dastan prende una rincorsa maggiore, sbattendo un’altra volta e aprendo la porta.

VOCE FUORI CAMPO

…più forte!!!

Dastan si ritrova sul ciglio di un precipizio, e la MDP si allontana facendo una lunga visuale aerea: Dastan si trova su una sporgenza alla base della torre Aurora, sotto di sé si staglia dopo metri e metri la terra fuori dal palazzo, e l’intera torre e le mura lo sovrastano, dandoci finalmente l’idea della sua grandezza. Il sole sta sorgendo da dietro una duna, e si nasconde per metà dietro alla torre, colorandone d’oro le guglie e i tetti decorati. La MDP zooma di scatto verso un punto del muro, dove appare Farah che sta scalando con agilità la parete rocciosa.

Primo piano di Dastan dall’alto: solleva la testa e urla.

DASTAN

Farah, torna indietro!

Primo piano di Farah, che sale imperterrita senza guardarsi alle spalle, tenendo il pugnale legato al fianco.

DASTAN

Farah! Attenta al pugnale, non ha più sabbia a sufficienza! Aspettami!

Dastan afferra una sporgenza rocciosa sopra di sé e salta nel vuoto, aggrappandosi ad una colonna e salendola in fretta, mentre questa cede al suo peso. Prima che si stacchi, Dastan salta su un altra superficie del muro. Si guarda intorno, poi corre verso il muro e salta, appoggiandoci una mano e saltando di rimbalzo su un altra colonna, salendo e ripetendo la stessa azione di prima. Anche Farah sale aggrappandosi al muro e scalandolo con movimenti più lenti, anche se la differenza fra i due è notevole. La MDP alterna le inquadrature di una e dell’altra, emtnre salgono la torre con fatica e velocità. Finalmente Farah si aggrappa ad una sporgenza molto in alto ed entra in una finestra.

DASTAN

No, Farah!

Dastan corruga la fronte e raggiunge saltando una zona di muro compresa fra due torri di avvistamento che sporgono dala torre. Una volta arrivato lì, salta su un muro afferrandone una sporgenza, e spinge con una gamba contro il muro per saltare su quello parallelo. Compie questo movimento più e più volte, fino ad arrivare fino in cima e fermarsi a riposare sfinito su un camminaotoio, sotto a una guglia. Mentre prende fiato alza la testa, e non vedendo più Farah afferra con due mani il muro, aggrappandosi, e comincia a scalare la parete. Mentre scala, la MDP lo segue dall’alto, mentre il sole si alza sempre di più e rende la torre e  Dastan due ombre indistinte. Dietro si staglia l’immenso palazzo, d’orato per la luce, e circondato dal deserto.

Arrivato in cima, anch’egli vede un’alta finestra i cui vetri sono stati infranti, ed entra saltandoci dentro. Il principe si ritrova su una stanza piccola e stretta, su cui sopra termina il soffitto, con una scanalatura a cono. Farah è in mezzo alla scena ed è alle prese con un gruppo di soldati di sabbia. Uno di questi sta spingendo Farah con una lancia, emntre lei faticosamente lo contrasta solo con il pugnale. Dietro di sé c’è un buco, e la MDP lo inquadra, facendoci vedere che molto più sotto si trova la stanza in cui è riposta la clessidra. Il soldato di sabbia spinge più forte e Farah scivola, cadendo all’indietro e alzando la mano in cui tiene il pugnale. All’ultimo momento arriva Dastan, che spinge via il mostro e afferra il pugnale con le due mani.

DASTAN

No!

Dastan cerca di tenere stretto il pugnale, ma questo scivola giù lentamente, facendo sanguinare le mani di Dastan e macchiandolo. Sotto, Farah lo guarda disperato piangendo, poi chiude gli occhi.

FARAH

Kakolookiyam…

Farah si lascia cadere giù, e Dastan lascia la presa sul pugnale, facendo precipitare anch’esso.

Dastan rimane sull’orlo del buco stringendosi la testa con le mani, piangendo, mentre i mostri di sabbia si raggruppano intorno a lui.

DASTAN

No…no…

Dastan si alza di scatto dando un forte calcio a uno dei mostri, facendolo finire fuori dalla finestra,.

DASTAN

NO!

La MDP zooma su di lui fino ad un primo piano, Dastan alza la testa lentamente e appare un’espressione irata.

Si abbassa pre prendere la spada che il nemico ha lasciato cadere a terra precipitando fuori dalla torre, e comincia a fendere l’aria con violenti colpi. I soldati di sabbia si scagliano su di lui, ma esso con ampi colpi li colpisce, facendoli finire fuori dalla finestra ad uno ad uno. Dastan corre verso uno di loro, e dietro dalla finestra entra un raggio di luce molto forte: a rallentatore Dastan colpisce la faccia del nemico, e la lama colpita dal raggio di sole risplende con una scintilla infuocata sul volto del soldato, che cade a terra gemendo. Primo piano della spada dal basso all’alto, che sembra essersi accesa grazie alla luce del sole. Dastan abbatte con ferocia altri due nemici, mozzando al testa a uno di questi e tagliando l’altro a metà, partendo dalla testa. Quando tutti sono morti o comunque a terra, si guarda intorno ansimando e sbatte la spada per terra. Il principe corre verso la sporgenza, e la MDP si abbassa, mostrando il corpo morto di Farah giacere sulla stanza inferiore, di fianco al pugnale, vicino alla clessidra. Dastan salta nel buco, frenando la caduta con le unghie delle mani al muro, e saltando sulla clessidra. Poi predne il corpo di Farah, piangendo e sussurrando qualcosa, e prende il pugnale.

VFC (VISIR)

E così, alla fine la principessa Farah è morta.

Il Visir entra in scena, salendo una scala proveniente dal basso.

VISIR ZERDAN

Sapevi benissimo che era inevitabile, ma hai voluto insistere lo stesso.

Dastan si allontana leggermente, minacciando il Visir col pugnale.

DASTAN

Zitto, stai zitto!

VISIR ZERDAN

E così ora sono tutti morti, tuo padre, Farah, il tuo popolo…ma io ti offro ancora una via di fuga. Dammi il pugnale, e insieme domineremo la terra. Pensa, con la tua forza e la mia magia, unita al potere delle sabbie, nulla potrà fermarci e saremo invincibili, immortali.

Il Visir si avvicina a Dastan tendendo una mano, ma Dastan si appoggia al muro.

DASTAN

Vivere in eterno quando tutti quelli che amavo sono morti? Preferisco morire!

Dastan salta dal muro al tetto della clessidra, salendo e brandendo il pugnale.

VISIR ZERDAN

No! Ti prego, no!

Dastan con furia abbassa il pugnale facendolo entrare nella fenditura. La scena si ferma quasi, e la clessidra si illumina, mentre le sabbie cominciano a fluire dall’esterno dentro la clessidra, girandole intorno ed investendo il Visir, che con sguardo stralunato viene scagliato via.

Il tempo si riavvolge, e all’indietro vediamo ripetersi l’intera avventura e le scene vissute. Il riavvolgimento dura circa venti secondi, e dura fino a che le truppe persiane si muovono nel deserto verso Kendral.

SCENA 23

ESTERNO SERA

Accampamento persiano. Il sole sta tramontando e colora di rosso le tende dei soldati, mentre alcuni accendono i primi fuochi. Da una tenda esce Dastan, che ritorna ad avere i suoi abiti da battaglia e il cappello in testa. In mano stringe il pugnale, e deve nasconderlo nnel vestito per evitare di far vedere il suo luccichio. Esce furtivamente, evitando di passare davanti ai soldati, quando incrocia suo padre. Rimane impietrito a guardarlo in volto, come se non gli sembrasse vero di rivederlo vivo.

SHARAMAN

Dastan, dove stai andando? Dastan!

Dastan scuote la testa.

DASTAN

Scusami, padre, stavo solo andando a fare una passeggiata serale…

SHARAMAN

Per domani ti voglio pronto e ben carico per la tua prima battaglia! Se devi camminare per riordinare i pensieri, non allontanarti troppo, o rischierai di essere visto dalle guardie di Kendral.

DASTAN

Certo, come vuoi tu..

Dastan rimane a guardarlo ancora qualche secondo, finchè Sharaman stranito gli volta le spalle e si dirige verso un gruppo di soldati.

Dastan sgattaiola via dall’accampamento, cercando di nascondersi nell’ombra al passaggio di alcuni soldati che camminano ridendo e scherzando. Quando finalmente ha la strada libera, corre verso la fine della duna.

La MDP segue dall’alto la sua corsa, mentre attraversa al deserto e arriva nei pressi di Azad, dove deve attraversare alte palme per arrivare fin sotto le mura. Si nasconde dietro una di queste, e sbircia verso il muro, a cui un soldato fa la guardia assonnato. Con una capriola agile arriva fino al muro, e si aggrappa ad una palma, alzandosi sempre più e arrivando fino ad una balconata che si affaccia direttamente sull’esterno. Dastan vi entra furtivamente, e sbircia dentro. All’interno c’è Farah, distesa su un letto fatto di cuscini guardando il soffitto. La stanza è riccamente decorata, e  grandi vasi d’oro la riempiono. Dastan entra in punta di piedi, ma Farah si accorge di lui e gira la testa.

FARAH

Chi va la?

Dastan le si avvicina con le mani in alto.

DASTAN

Non sono armato, quindi non urlare.

FARAH

Tu non sei una guardia di Kendral! Tu..

Dastan le tappa la bocca con una mano.

DASTAN

Sono qui per metterti in guardia, è una cosa molto importante.

Dastan la lascia e si siede vicino a lei sul letto.

DASTAN

Hai un po’ di tempo per una storia?

Farah fa per parlare, ma Dastan la ferma alzando la mano.

DASTAN

Fermati, so già la risposta. Ti conosco ormai.

FARAH

Noi non ci conosciamo affatto.

Farah si alza alterata, ma Dastan sorride.

DASTAN

Molti credono che il tempo sia come un fiume, che scorre lento in un’unica direzione, ma io che l’ho visto da vicino posso assicurarti che si sbagliano- Il tempo è un mare in tempesta! Forse ti starai chiedendo chi sono, e perchè parlo in questo modo.

La MDP si allontana, uscendo dalla stanza e inquadrando l’intero palazzo, mentre luna, già alta in cielo, comincia ad abbassarsi (con tempo accelerato.)

DASTAN

Siediti, e ti racconterò la storia più incredibile che tu abbia mai sentito…

SCENA 24

La luna si abbassa e il sole comincia a sorgere (tempo accelerato).

Fuori campo sentiamo la voce di dastan.

DASTAN

…ed è così che ora mi trovo qui, per avvisarti che il vostro Visir vi tradirà.

La MDP si avvicina al balcone della stanza di Farah, fino ad entrarvi dentro e mostrarvi i due seduti vicin

DASTAN

A mezzogiorno, quando il sole sarà alto, il mio popolo attaccherà questo palazzo, e riuscirà ad entrarvi grazie al Visir. Vi tradirà e vi renderà tutti schiavi. Lui…

VFC (VISIR)

Bella storia, affascinante direi, ma la mia versione è migliore…

I due si voltano verso la porta che conduce all’esterno della stanza, e vi entra il Visir, reggendosi al bastone.

VISIR ZERDAN

Parla del giovane principe di Persia che una notte si intrufolò di nascosto nella stanza della figlia del Maharajah, ma venne scoperto dal Visir e il giorno dopo fu condannato a morte.

Dastan estrae la spada e minaccia il Visir.

VISIR ZERDAN

Osi minacciare un povero vecchio?

DASTAN

Sì, se questo significa salvare chi amo.

VISIR ZERDAN

Siete così sciocchi voi giovani, così impulsivi. Parlate di grandi sogni, di grandi ideali, ma non concludete nulla. Principessa Farah, non ha notato che il giovane ha rubato il pugnale del tempo di vostro padre.

Dastan lo tira fuori rassegnato, e Farah tira un sospiro sdegnato.

VISIR ZERDAN

Dammelo, lo rimetterò al suo posto.

DASTAN

No!

Dastan attacca il Visir, ma questo para il colpo con il bastone. Dalla pietra posta sul bastone esce un filo di luce, che si solidifica, diventando una frusta lucente. Il Visir dà una frustata a Dastan, che incassa il colpo e cade a terra sanguinando.

FARAH

Ora basta, smettetela subito!

VISIR ZERDAN

Giusto, principe di Persia, assomigli molto a me quando ero più giovane…quella giovinezza che mi è stata rubata dal Maharjah, e che ora mi riconquisterò!

Il Visir dà un’altra frustata, ma Dastan prende la frusta in mano e la ritorce contro il Visir. I due si ritrovano faccia a faccia, mentre Farah da dietro cerca di fermarli.

FARAH

Insomma, Visir, vi ordino di fermarvi!

VISIR ZERDAN

Sono stanco di farmi comandare da quello stupido vecchio e dalla sua figlia viziata! Quando avrò il pugnale, sarete tutti cancellati, tutti!

Dastan scatta all’indietro, poi con un colpo netto trafigge con la spada il ventre del Visir, che rimane impietrito, guardando la ferita con terrore.

DASTAN

Te l’ho detto, non posso avere pietà con dei mostri senza tempo come voi. Addio, Visir.

Dastan dà un calcio al Visir, estraendogli la spada dal corpo e facendolo cadere sul terrazzo. Farah e Dastan si avvicinano a lui, mentre questo si muove agonizzante in un lago di sangue, fino ad esalare l’ultimo respiro.

FARAH

Avevi ragione, il Visir era un traditore. Ti ringrazio per questo.

DASTAN

Dovere. A proposito, tieni questo.

Dastan porge il pugnale del tempo a Farah.

FARAH

Rimettilo in sicuro nelle stanze del tesoro, e trovagli un posto un po’ meno in vista.

I due si guardano per qualche secondo, poi Dastan le si avvicina e la bacia, ma Farah lo spinge via.

FARAH

Ti ho detto che ti sono debitrice, ma tu pretendi troppo. Ma….perchè ti sei inventato una storia tanto assurda? Mi credi davvero tanto sciocca per credere a certe assurdità?

DASTAN

Hai ragione, era proprio un’idiozia. Beh, addio.

Dastan sospira profondamente e con volto rattristato, poi salta giù dal terrazzo e si aggrappa a una palma. Farah si sporge e agita le mani per fermarlo.

FARAH

Fermo! Non mi hai nemmeno detto il tuo nome!

Primo piano di Dastan, che sorride.

DASTAN

Tu chiamami…Kakolookiyam.

Dastan si cala giù scivolando e sparendo dalla visuale, mentre Farah a bocca aperta si sporge per cercarlo con lo sguardo, sbigottita e allibita. La scena termina con un’ampia inquadratura del grande palazzo di Azad. In sottofondo parte la musica: Time Only Knows.

Musica: TIME ONLY KNOWS

Partono i titoli di coda.

PRINCE OF PERSIA

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