Gang Bang (Script)

Dissolvenza in apertura.

Sullo schermo appaiono in rapidi dettagli labbra femminili: turgide, sottili, impreziosite di piercing, denti che mordicchiano il labbro inferiore, labbra che accennano un sorriso seducente, labbra di donne bianche, asiatiche, di colore, donne che passano la lingua sulle labbra, che schioccano un bacio e che infine sorridono. Sullo schermo appare una scritta:

Dissolvenza in chiusura.

Dissolvenza in apertura.

NAUGHTY AMERICAN MILFS

La mdp ci mostra un televisore al plasma ultimo modello. Sullo schermo passano le immagini di Arancia Meccanica di Stanley Kubrick: siamo al momento della lotta tra la banda di Billy Boy e quella di Alex. La mdp resta fissa per un momento sulle immagini, poi allarga il campo: ci troviamo in un salotto di una villetta della periferia di Los Angeles.

Un divano a L, poltrone sulla parete destra, quadri dal soggetto astratto sopra il divano, un tavolino di vetro e un altro di legno, e un puff di forma rettangolare. Nel complesso l’arredamento vuole sembrare raffinato, ma è disposto alla bell’e meglio e i mobili appaiono acquistati in qualche grande catena di arredamento o al mercato delle pulci.

A guardare il film, due ragazzi: Tommy, senza capelli e in canottiera e shorts di jeans (Johnny Sins), e Mike, un po’ più giovane di lui, i capelli corti a spazzola e un leggero pizzetto (Keiran Lee). Entrambi guardano il film senza dire una parola. A questo punto, entra in scena una Donna sui 50 anni ma ancora molto piacente e sexy, dallo sguardo ammaliatore (Sharon Stone): il genere di sguardo per cui ogni uomo farebbe pazzie. La Donna, capelli corti biondi, indossa una camicetta bianca e una minigonna nera: le lunghe e avvenenti gambe sono avvolte in un paio di calze a rete di seta nera. La donna inoltre non ha reggiseno e calza scarpe col tacco.

La Donna si rivolge a Mike.

DONNA

Tesoro, io esco.

MIKE

Ok, mamma.

DONNA

Vado a fare la spesa, che vuoi per pranzo?

MIKE

Vedi tu, mamma. (sorridendo) Per me non ci sono problemi.

La Donna, uscendo, fa in modo di mostrare il proprio sedere a Tommy, che del resto da quando lei è entrata non ha fatto altro che avere occhi per il suo seno e le gambe. Quando la Donna esce, Tommy si rivolge all’amico.

TOMMY

Mike, tua madre è proprio una gran figa.

Mike sorride compiaciuto alle parole di Tommy. La mdp si avvicina ai due e li inquadra in primo piano.

MIKE

Lo è, Tommy.

TOMMY

Immagino che scopi come una coniglia.

MIKE

Oh, sì. Cambia uomini come io mi cambio le mutandine ogni giorno.

TOMMY

Cazzo! Che troia… Mike lo guarda e ha un sorrisino ironico.

MIKE

(facendo l’occhiolino) Eh, sì. Ti racconto questa storia: ti ricordi l’anno scorso, che per colpa della Spelvin quasi non venivo promosso?

Tommy annuisce.

MIKE

Be’, mia madre è andato dal preside Holmes e gli ha detto che era un’ingiustizia se non passavo, dato che mi ero molto applicato negli studi. Il preside però non sembrava convinto, mia madre ha cercato in tutti i modi di convincerlo, ma, niente, lui non voleva saperne. TOMMY

E allora che ha fatto tua madre?

MIKE

Be’, non s’è data certo per vinta: mia madre è una tosta. Ha promesso a Holmes che avrebbe fatto qualunque cosa Holmes volesse. TOMMY E Holmes che le ha proposto?

Mike lo guarda. Tommy capisce.

TOMMY

Cazzo! Pacchetto completo?

MIKE

Sì: bocca fica e culo. Più volte. Holmes era spompato alla fine: si capisce, lui è abituato alle fichette giovani. E lui non è nemmeno il tipo di uomo che piace a mia madre.

Tommy lo guarda.

TOMMY

Perché, che tipi piacciono a tua madre? Mike lo guarda, ammiccante. Tommy pensieroso riprende a guardare il film.

Stacco.

Siamo nella cucina della casa di Mike. Sua madre è seduta al tavolo, in modo da mostrare le lunghe gambe e sta leggendo una rivista patinata di gossip: dietro di lei, il frigorifero e una finestra che mostra il giardino di casa. In cucina entra Tommy: il ragazzo si avvicina al frigorifero e nel farlo dà un’occhiata alle gambe della madre di Mike, che se ne accorge e sorride, felice ed eccitante. Tommy nota il sorriso e cerca di far finta di niente, ma si nota che è rimasto colpito.

MADRE DI MIKE

Non sapevo che Mike avesse degli amici così carini.

TOMMY

(sorridendo) Grazie, signora Chambers. SIG. RA CHAMBERS Immagino che farai strage di cuori a scuola, non è così?

Tommy apre il frigorifero e ne prende una lattina di Coca-Cola.

TOMMY

Me la cavo.

SIG. RA CHAMBERS

Mike invece non rimedia una fica nemmeno a pagarla. Povero ragazzo, sta tutto il tempo davanti al pc a farsi le seghe. Non lo potresti aiutare? Sei il suo miglior amico, dopotutto. TOMMY

Signora Chambers, io ci ho provato: ieri siamo usciti con Gracie e Lily, ma Mike è restato tutta la sera in silenzio. Loro gli parlavano e lui rispondeva con poche parole.

La signora Chambers si volta a guardare Tommy.

SIG. RA CHAMBERS

Che impedito. Suo padre non era così. (con enfasi esagerata) Forse è anche colpa mia, non sono mai stata una madre attenta, dopo il divorzio con Ron. Anche a

scuola, Mike non va affatto bene, vero?

MIKE

Be’, la nostra classe non brilla certo per intelligenza. La signora Chambers scende dalla sedia e si avvicina a Tommy.

SIG. RA CHAMBERS

Però so che tu sei il più bravo della classe, Mike lo dice sempre: non sai quanto ti adora.

TOMMY

Non me l’ha mai detto. La signora Chambers mette una mano sulla sua spalla.

SIG. RA CHAMBERS

Ti sarò molto grata se mi prometti di aiutarlo. La mano della signora Chambers accarezza le guance di Tommy e poi scende tra le sue gambe.

SIG. RA CHAMBERS

Molto grata.

Tommy, ghignando, sbottona la camicetta della signora Chambers, che sorride e muove la lingua, provocante. Ascoltiamo il rumore di una zip che viene aperta. A questo punto, la voce di un uomo.

VOCE MASCHILE

Stop!

La mdp allarga il campo: siamo sul set di un film porno a basso costo girato in una villetta della periferia di Los Angeles. Oltre a Johnny e l’attrice, sul set sono presenti un fotografo di scena, sui 35 anni, e un giovane ragazzo che ha funzioni da factotum. A parlare, il Regista, un uomo sui 30 anni con barba e occhiali che calza un cappellino da baseball, che fino a poco prima ha maneggiato una telecamera. Il Regista si avvicina alla Signora Chambers (d’ora in poi la chiameremo Cassie), mentre Johnny si allontana e va dalla truccatrice, poco più in là.

REGISTA

Veronica, non va bene così.

CASSIE

Cassie, non Veronica. Perché non va bene? Il Regista la guarda, infastidito e supponente.

REGISTA

Sei legnosa, Veronica. Non ti muovi come il tuo personaggio dovrebbe muoversi. Non ecciti, Veronica.

Veronica/Cassie resta un momento in silenzio. La mdp ci mostra per un breve istante il fotografo di scena e il factotum che parlano. Torniamo su Veronica/Cassie e il Regista.

CASSIE

Cassie, non Veronica. Te lo ripeto per l’ennesima volta. Il Regista ha un sorrisetto sarcastico.

REGISTA

Sul tuo assegno è scritto Veronica Presley, e io ti chiamo così. (gesticolando in maniera presuntuosa) Sono il capo, devi fare e accettare quello che dico senza dire una parola.

Cassie ha una smorfia: sta cercando di non arrabbiarsi.

CASSIE

Andiamo, Brett, torniamo a girare. (più a se stessa che all’interlocutore) Posso farcela a girare questa scena. REGISTA

No, Veronica. Mi spiace ma non penso che tu sia in grado di farla, questa scena. Non sai muoverti, Veronica. Prima hai accarezzato le guance di Johnny, ma dico, sei impazzita? Stando al copione, avresti dovuto passare subito all’azione: glielo dovevi prendere in mano e fargli una sega. (con disprezzo)

‘Ste pretese romantiche lasciamole a Sandra Bullock. Cassie lo guarda: negli occhi, lo sdegno.

CASSIE

Pensavo che un gesto simile potesse essere più realistico e far eccitare di più gli spettatori. Il Regista si accende una sigaretta.

REGISTA

Tu pensavi? Ma chi credi di essere, Katherine Hepburn? Gli spettatori del nostro film non pretendono smancerie romantiche, i nostri spettatori vogliono vedere sullo schermo le donne che nelle loro patetiche vite non riuscirebbero mai a scopare. Vogliono vedere delle puttane infoiate.

Vogliono eccitarsi, non vogliono il romanticismo, te lo ripeto.

CASSIE

Ma…

REGISTA

Niente “ma”, Veronica. Vogliono trovare uno sfogo alle loro frustrazioni, vogliono che tu dica loro coi tuoi gesti e le tue espressioni: “sì, sono una donnaccia, dedicami la tua sborra” per farli sentire felici e realizzati. Quei segaioli dei nostri spettatori hanno problemi con le donne e non riescono a fottere nemmeno pagando, te ne rendi conto, sì?

Cassie abbassa lo sguardo e non risponde.

REGISTA

A un certo punto, mentre leccavi il piffero di Johnny, avresti dovuto guardare in camera e fare uno sguardo ammiccante. Di’, ci saresti riuscita? Avresti sorriso e guardato in macchina mentre Johnny ti leccava la fica, ti scopava il culo e ti sborrava in faccia? CASSIE

C’avrei provato.

REGISTA

C’avresti provato. Il Regista getta a terra la sigaretta e la spegne con la suola delle scarpe.

REGISTA

Hai fatto il tuo tempo, Veronica. Ritirati e passa il tempo coi tuoi nipoti. Primo piano di Cassie.

CASSIE

Non ho figli e nipoti. (poi, con orgoglio) E bada a come mi parli: stai parlando con la prima vincitrice dell’AVN Award come Miglior Attrice

per tre anni consecutivi.

REGISTA

Sì, trent’anni fa, Veronica. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Non sei più la Cassie Wright di una volta, sei stata superata, Veronica. CASSIE

Io sono sempre grande, sappilo, Brett. Non ci sono altre come me. Questo film senza di me non si fa.

Il Regista ride.

REGISTA

La battuta alla Viale del tramonto potevi risparmiartela, Veronica. Ma sai quante ne trovo come te? In quel momento passa il factotum, il Regista gli si rivolge, guardando però Cassie.

REGISTA

Chiamami Sienna West, Shyla Stylez, Priya Rai o Puma Swede, vediamo chi di loro è disponibile.

CASSIE

Priya è indiana, non può fare la madre di Keiran. Puma sta con lui, non può essere la madre.

REGISTA

(ridendo) E allora? Gli spettatori non cercano il realismo. CASSIE E costano anche un botto, Brett: io costo molto meno.

Il Regista è chiaramente infastidito dall’insistenza di Cassie.

REGISTA

Non vuoi capire, Veronica. Non è più il tuo lavoro: i produttori mi hanno lasciato carta bianca. Prendi le tue cose e vattene, mi hai stancato.

Primo piano di Cassie.

CASSIE

Mi chiamo Cassie. Il Regista la liquida con un gesto della mano, e torna alla sua poltrona.

REGISTA

Riprendiamo col dialogo tra Johnny e Keiran, per favore, in attesa di ricevere la nostra nuova protagonista.

La mdp inquadra Cassie: nessuno le bada. Lei guarda il fotografo di scena, il factotum, i due attori, poi si scuote e va all’ingresso della villetta: la mdp la segue. Cassie apre la porta ed esce.

Stacco.

Cassie, sempre seguita con macchina a mano, è ora in strada. Il viale in cui si trova è alberato e la giornata assolata. La strada è pulita e tranquilla, ogni tanto qualcuno passa in auto o a piedi. Il quartiere è composto da villette simili a quelle in cui finora è stata la donna: i loro giardini sono curati e tutte sono dipinte con colori pastello. Cassie si ferma a una fermata dell’autobus.

La mdp la inquadra in primo piano: è triste e delusa, anche e soprattutto per aver permesso a se stessa di essere umiliata e sconfitta. Alcuni secondi dopo, arriva l’autobus. Cassie vi sale. L’autobus riparte. Partono i titoli di testa.

Dissolvenza in chiusura.

Arcadia Productions presenta

Un film di ROGER AVARY

GANG BANG

Stacco. Dissolvenza in apertura.

La mdp inquadra Cassie in primissimo piano, siamo nella soggettiva di qualcuno. Ascoltiamo la voce di una donna fuori campo: noi resteremo su Cassie per tutta la durata della scena.

DONNA

E come ti sei sentita, Cassie?

CASSIE

Umiliata, Sheila. Uno sbarbatello di regista che si permette di dire quelle cose a me. Avrei dovuto lasciar perdere quel film, ma avevo bisogno di soldi. SHEILA

Li ho visti i suoi film: niente di eccezionale, nonostante la sua presunzione. Nemmeno un po’ di cura per la fotografia o il tentativo di fare inquadrature un po’ meno banali, quelle solite inquadrature dal basso, quei primi piani insistiti sui genitali o sui volti, cose del genere.

Cassie annuisce: notiamo dietro di lei la credenza della cucina. Cassie è seduta al tavolo, a gambe incrociate e indossa ancora gli abiti di scena del film che stava girando.

CASSIE

È solo un presuntuoso e un incompetente. Viscido e cattivo… (con una specie di rimpianto) Non mi ha neanche detto di essere un mio grande fan.

Un attimo di silenzio. Cassie guarda in camera.

CASSIE

(distogliendo lo sguardo) Hai mai sentito parlare di Norma Talmadge? O di Vilma Banky? John Gilbert? Karl Dane o Emil Jennings? SHEILA

Sì, ho sentito qualcosa.

CASSIE

Norma Talmadge era una star del cinema muto. Campionessa del botteghino nel 1923: riceveva tremila lettere di fan ogni settimana. Nel 1927, fu Norma la prima a calpestare un pezzo di cemento davanti al Chinese Teather: nacque così l’usanza di far lasciare alle stelle del cinema l’impronta delle mani e dei piedi. Qualche mese dopo il cemento, Hollywood adottò il sonoro. Malgrado i tentativi, quando Norma apriva la bocca le usciva uno squittio stridulo, con un fortissimo accento di Brooklyn. La star più famosa di Hollywood, John Gilbert, parlava come un canarino. Mary Pickford, che interpretava ragazze e giovani donne, parlava come un camionista. Vilm Banky era inascoltabile col suo accento ungherese, così come Jannings con quello tedesco e Dane con quello

La macchina stringe su Cassie.

danese.

CASSIE

John Gilbert non girò più un film: morì alcolizzato a 37 anni. Karl Dane si sparò.

SHEILA

Tutte quelle star, gli attori più potenti del mondo del cinema, spazzate via in un istante.

CASSIE

Quello che il sonoro fece alle loro carriere, l’alta definizione lo sta facendo a una nuova generazione

d’attori. Troppa informazione, troppa verità. Il pubblico non vuole la verità, vuole la finzione della verità. Il pubblico vuole una realtà che risponda ai suoi desideri, o vuole l’esasperazione della verità.

Di nuovo silenzio tra Cassie e Sheila.

SHEILA

Perché mi hai richiamato Cassie? La prima volta che ci siamo viste non eri per nulla interessata al mio progetto. CASSIE Ci ho ripensato. Facciamolo, Sheila.

SHEILA

Mi avevi detto che di gang bang non ne giravi. E sicuramente non una come ti ho proposto.

CASSIE

Vero. Ma le persone cambiano idea, Sheila. Voglio entrare nella storia, Sheila, non voglio finire come Norma Talmadge. Cassie Wright merita una fine degna della sua carriera. SHEILA Seicento uomini sono tanti, Cassie. Sei certa di riuscire a farcela?

La mdp stringe su Cassie.

CASSIE

(più a se stessa che a Sheila) Posso farcela a girare il film. SHEILA

Nessuna donna può sopportare 600 uomini, Cassie, lo sai. Nemmeno 50 o 100, in effetti: Annabel Chong disse di aver avuto rapporti con 300 uomini, ma si trattò di appena 70 e fu un record. E non è detto che gli stessi segaioli, quelli che sbavano su ogni attrice di ogni singolo film della Vivid, della

Elegant Angel, della New Sensations sia disposto a spendere dei soldi per una cosa del genere.

CASSIE

Con rispetto parlando, Sheila, conosco i fruitori di porno meglio di te. Il pubblico farà follie per avere un film del genere: l’autentico record mondiale di gang bang. L’esasperazione della verità, la cosa che hanno sempre sognato e che non hanno mai avuto il coraggio di ammettere. Immagino le videoteche prese d’assalto, le prenotazioni su Internet schizzare alle stelle.

Ancora, un breve momento di silenzio.

CASSIE

E voglio che sia tu a girarla.

SHEILA

Ok…

CASSIE

Nell’istituto religioso che ho frequentato da ragazza, tutte le allieve dovevano coprirsi le orecchie con una sciarpa. Secondo il preside, nella Bibbia è scritto che la Vergine Maria rimase incinta quando lo Spirito Santo le sussurrò all’orecchio. Orecchie come vagine. È sufficiente sentire un’idea sbagliata per perdere l’innocenza. Un dettaglio di troppo e sei rovinata. Overdose di informazioni.

Un’idea sbagliata può mettere radici in te e crescere.

Ascoltiamo il rumore di una cartelletta che viene aperta. In campo entrano un contratto e una penna. Cassie prende contratto e penna: prima di firmare, guarda di nuovo in camera.

CASSIE

La prima volta che ci siamo viste, mi hai parlato di una certa Messalina. Chi era?

Stacco.

In sottofondo ascoltiamo Pride dei Sytax. La mdp inquadra in dettaglio il rubinetto di un lavandino. L’acqua sgorga. La mdp inquadra poi in campo medio il lavabo: una lametta per farsi la barba vi è appoggiata sopra. Una mano chiude il rubinetto: la bacinella è riempita fin quasi al bordo di acqua. Due mani vengono immerse nell’acqua. La mdp inquadra in primissimo piano un Uomo di circa 60 anni, il volto cascante e le labbra turgide col labbro inferiore spaccato al centro, i capelli di un biondo consunto, che ha appena finito di radersi (Mickey Rourke). L’uomo, si guarda a lungo nello specchio, pensoso. Poi prende il sapone e si lava le mani, a lungo, con cura, quindi si lava la faccia quattro volte. Appena finisce, in basso a sinistra appaiono un fermo immagine e una scritta: 600. La musica sfuma.

Stacco.

600 è nella sua camera da letto, costituita da un letto a due piazze ma che si nota è occupato in pianta stabile da una sola persona, un armadio a quattro ante, una cassettiera. Tutto è disposto con una precisione ossessiva. 600, infila i pantaloni e la camicia.

Stacco.

600 sta bevendo un caffè in piedi e dà le spalle alla finestra. La cucina è piccola e quadrata e fin troppo pulita. L’uomo finisce il suo caffè, lava la tazza e va quindi alla porta d’ingresso di casa sua: la apre ed esce dall’appartamento.

Stacco.

In sottofondo sentiamo Fake Plastic Trees dei Radiohead. La mdp inquadra in campo medio un Uomo di poco più di 35 anni, nudo sotto le lenzuola di seta azzurra del suo letto: l’Uomo ha i capelli scuri corti, muscoli definiti (Josh Duhamel). L’uomo è sveglio e si alza dal letto. L’Uomo vive in un lussuoso loft: i mobili sono di legno pregiato, i tappeti preziosi, il pavimento di un bianco immacolato, i gadget elettronici d’ultima generazione. Numerosi specchi sono posti sulle pareti della casa. Vediamo l’Uomo fare stretching, quindi sollevamento pesi. Poi lo vediamo sotto la doccia, lavandosi prima con una lozione che pulisce i pori in profondità, per la doccia usare un gel detergente ai principi attivi, quindi sapone al miele e mandorle e per il viso un gel esfoliante. L’Uomo è poi davanti allo specchio: ha applicato sul volto una maschera alle erbe, quindi una lozione dopobarba e un balsamo emolliente. L’uomo si guarda a lungo nello specchio, quindi esce. La mdp lo segue: l’Uomo vive in un lussuoso loft, i mobili di legno pregiato, i tappeti preziosi, il pavimento di un bianco immacolato, i gadget elettronici d’ultima generazione, appena acquistati. Numerosi specchi sono posti sulle pareti della casa. L’Uomo arriva nella cucina di casa sua: una donna di colore sui 30 anni, capelli lunghi ricci, il corpo sinuoso, la pelle liscia, le labbra sottili e sensuali, è seduta al tavolo, nuda: noi vediamo la parte di sopra, i seni piccoli coi capezzoli duri e invitanti. La donna guarda l’Uomo e lui risponde al suo sguardo. La donna si alza, va verso di lui, quando gli è di fronte si abbassa. La mdp si avvicina allo specchio che ci mostra entrambi: la donna comincia a praticare del sesso orale all’Uomo, che si guarda nello specchio. Sul primo piano dell’Uomo, un fermo immagine, in basso a sinistra, e la scritta: 137. La musica sfuma.

Stacco.

In sottofondo, sentiamo Crazy Mary dei Pearl Jam. La mdp inquadra un televisore: sullo schermo passano le immagini di Ottobre di Sergej M. Ejzenštejn, siamo al momento del pavone meccanico. La luce dello schermo è l’unica in stanza: vediamo comunque poster di sportivi, attori, musicisti, una piccola libreria occupata da libri, graphic novels, action figures, trofei, un computer spento. Inquadrato in primo piano, vediamo un Giovane di 20 anni circa, i capelli neri arruffati, il viso appena ripulito dall’acne (Keir Gilchrist). Il ragazzo, in pigiama, si sta svegliando: nota che la tv è accesa e quindi la spegne. Esce da camera sua, dando prima un rapido sguardo alla sua camera.

Stacco.

Il ragazzo è ora nella linda cucina di casa sua. Sta facendo colazione con bacon, uova, pane tostato. Mangia con voracità eccessiva, ha fretta. Dettaglio della bocca che mastica. Primo piano del ragazzo. Un fermo immagine, in basso a sinistra, e la scritta: 72.

Il ragazzo finisce di mangiare e posa tutte le posate e le stoviglie nel lavandino della cucina. Esce dalla cucina e torna in camera sua.

Stacco.

Il ragazzo si siede davanti al pc e lo accende: dopo alcuni secondi appare lo schermo del pc. Il wallpaper è un’immagine di Cassie Wright: la donna è in bikini e ha dietro la baia di una città. Il ragazzo apre una cartella: appare un video di Cassie Wright. Dettaglio degli occhi del ragazzo. La musica sfuma.

Stacco.

Cassie è seduta sul divano di casa sua. La donna sta guardando un DVD alla tv. Cassie ha accanto una Ragazza sui 26 anni, coi capelli lunghi biondi raccolti a coda di cavallo, molto bella, con occhiali: è Sheila (Amanda Seyfried). Sia Cassie che Sheila sono in tuta e mangiano popcorn senza burro e senza sale e bevono bevande dietetiche.

La mdp mostra le immagini che stanno guardando: una gang bang. La protagonista, una ragazza dai tratti somatici orientali, è impegnata con cinque uomini. La scena è girata in uno studio hollywoodiano: la scenografia è ricca, colonne bianche scanalate, fontane zampillanti, statue romane di marmo finto.

SHEILA

The World’s Biggest Gang Bang. Annabel Chong che fa sesso con 70 spremi sborra per un totale di 251 atti sessuali. Non sarà facile, Cassie.

Cassie non dice nulla: si limita a guardare le immagini che scorrono sullo schermo.

SHEILA

Il film porno più venduto di tutti i tempi: una lezione femminista di storia in pasto a schiere di strozza cazzi inconsapevoli. Lo sai che la Chong volle fare il film come tributo alla figura di Valeria Messalina?

Cassie si volta appena.

CASSIE

Chi era Valeria Messalina?

SHEILA

Valeria Messalina nacque nel 25 d.C.: quando Caligola divenne imperatore, aveva 12 anni, ma era già una delle donne più desiderate di Roma per la sua bellezza. Fu costretta da Caligola a sposare Claudio, che era più vecchio di lei di trent’anni. Quando Caligola fu assassinato, Claudio e

Messalina divennero imperatori. La mdp mostra le immagini sullo schermo mentre Sheila continua a parlare.

SHEILA

Secondo lo storico Tacito, Messalina cominciò a scoparsi gladiatori, danzatori, soldati e chiunque osasse rifiutare veniva giustiziato come traditore. Schiavo o senatore, sposato o no: se Messalina ti trovava arrapante, tu dovevi starci. CASSIE

Una donna che sapeva quel che voleva. Sheila non ride: beve un sorso di Diet-Coke.

SHEILA

All’epoca, la prostituta più famosa di Roma era Scilla: Messalina la sfidò a una gara, per vedere chi delle due sarebbe riuscita ad accoppiarsi con il maggior numero di uomini nel corso di 24 ore. Messalina ebbe 25 rapporti in 24 ore, fu proclamata invicta e secondo Giovenale lassata viris,

nondum satiata, recessit cioè “stanca, ma non sazia, smise”. CASSIE La madre di tutte noi, insomma.

Cassie si accende una sigaretta.

SHEILA

Secondo Giovenale, Messalina frequentava anche i bassifondi, recandosi di nascosto nei bordelli e prostituendosi con il nome di Licisca, cospargendosi i regali capezzoli di polvere d’oro e vendendo l’aristocratica vagina: continuava a lavorare anche molto dopo che le sue colleghe avevano

Cassie fa un tiro di sigaretta.

smontato.

SHEILA

Non dovresti fumare, Cassie: devi risparmiare fiato.

CASSIE

Una sigaretta ogni tanto… Sheila non dice nulla, si limita a guardare le immagini sullo schermo.

SHEILA

Che differenza c’è tra un film come questo e le Olimpiadi, Cassie? Perché Usain Bolt viene esaltato sui media mentre una Annabel Chong o una Tera Patrick vengono disprezzate? Perché una donna non dovrebbe usare il suo corpo come le pare e piace? Perché duemila anni dopo stiamo ancora

La mdp stringe su Cassie.

combattendo la stessa battaglia?

CASSIE

Non lo so, Sheila. Ho avuto tanti di quei scontri con le femministe e non solo vent’anni fa. Nessuno ha mai capito che facevo quel che facevo non per accontentare gli uomini che mi guardavano, ma per rivendicare il mio diritto a essere libera.

Primo piano di Sheila.

SHEILA

Ricordo che una volta fosti ospite da Oprah, nel ’93 o giù di lì.

CASSIE

Era il 26 marzo del ’95. Ci andai con Divine Cunningham.

SHEILA

Ricordo come Oprah fu così scostante nei tuoi confronti. E ricordo anche come ti truccarono: non sembravi neanche tu. CASSIE

Tagliarono molte delle mie dichiarazioni. Non ho mai fatto uso di droghe, per esempio, lo dissi, ma nel montaggio finale questa come altre mie dichiarazioni furono cancellate. Per non dire come le spettatrici furono cattive con me. Ma sia io che Divine sapemmo tener loro testa.

Comunque, fu da allora che i miei non mi parlarono più.

SHEILA

Li hai mai più rivisti, Cassie?

Cassie beve l’ultimo sorso di Diet-Coke.

CASSIE

No, mai.

SHEILA

Che fine hanno fatto?

CASSIE

Sono entrambi morti. Non sono riuscita ad andare a nessuno dei due funerali. (guardando lo schermo) Messalina… che fine ha fatto?

SHEILA

Tramò con l’amante Caio Silio per uccidere il marito, ma Claudio scoprì il complotto e la fece ammazzare. Messalina infatti rifiutò di suicidarsi. CASSIE Per me avrebbe dovuto uccidersi.

Stacco.

La mdp inquadra in piano americano un uomo di colore senza capelli e con un pizzetto. L’uomo, muscoloso, è in boxer e sta percorrendo il corridoio di una villa hollywoodiana stile hacienda. L’uomo sbuca in un grande salone occupato da tantissimi uomini, tutti in boxer o mutandine o perizoma.

Asiatici, neri, latini, biondi, bruni, rossi, con o senza barba e baffi e tatuaggi, capelli lunghi e corti, senza capelli, capelli con e senza gel, pettorali glabri, depilati e con una selva di peli, giovani, adulti, chi abbronzato, chi no, una cacofonia di suoni, brandelli di conversazione. Le piastrelle del pavimento sono di un bianco immacolato. Una scala porta al piano superiore. Alla fine della scala, una porta finestra. Non c’è arredamento: le pareti sono occupate da 600 armadietti scolastici su cui è scritto un numero. Sopra di essi a una trentina di centimetri, appesi alle pareti, televisori al plasma che trasmettono fuori fuoco i film con Cassie Wright. Sulla parete di fronte all’entrata del salone, tra gli armadietti e i televisori, qualcuno ha vergato con vernice rossa una scritta:

Tutto quel che sia meno tremendo, meno temibile, meno pazzo, meno avvelenato, meno contaminato, non è arte. È artifizio.

Più sotto, sempre con vernice rossa:

Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate

L’uomo di colore si avvicina al buffet, inquadrato in dettaglio: quattro tavoli ripiegabili stracarichi di sacchetti di patatine, minisnack, salatini, arachidi, M&M’s in tutte le versioni disponibili in commercio, biscotti e dolci vari, barrette di cioccolato al latte, fondente, bianco, con nocciole, nachos, tacos, burrito, salsine di maionese, ketchup, di cipolla, tramezzini con ingredienti vari, pasta fredda, insalata di patate, insalata di pollo, caffè, tè, acqua minerale e gassata, bevande analcoliche dietetiche e non e tantissimo altro.

L’uomo prende un tramezzino: accanto a lui un tizio biondo e barba rada in boxer che lecca la polverina arancione delle patatine gusto barbecue. Un altro, coi capelli scuri e gli occhi azzurri, vicino a lui pesca nella salsina di cipolla leccandola direttamente dal dorito. Quando finisce di leccare, infila il dorito di nuovo nella salsa e lecca ancora.

600 è accanto ai due tizi e li guarda, con evidente disgusto. Alcuni uomini si infilano la mano nella patta o nell’elastico dei boxer e si stimolano il pene. La mdp si allontana da 600 e vediamo 72 entrare nello stanzone. 72 si ferma un attimo a guardare i film che passano sullo schermo, quindi si avvia verso uno degli armadietti. Sheila, i capelli raccolti a coda di cavallo e guanti di lattice, gli passa accanto quando lui apre un armadietto.

SHEILA

E quello pensi di tenertelo davanti alla macchina da presa? 72 la guarda, perplesso.

72 abbassa il mento.

SHEILA

(indicando qualcosa sul petto di 72) Quella.

72

Ma è una collanina col crocifisso. È un problema?

SHEILA

Guarda che qui siamo tutti veterani del mestiere. I fanatici come te li sappiamo riconoscere. 72 è ancora più perplesso.

72

Ma non sono un fanatico… questo crocifisso me l’ha regalato mia madre per il mio compleanno…

SHEILA

Comunque non cercare di salvare anime, qui. Sheila se ne va. 72 la guarda, infastidito. Poi ripone la sua roba nell’armadietto.

Stacco. 137 entra nello stanzone: si guarda attorno, ha una smorfia di disgusto nel vedere tutte quelle

persone. Poi si avvia anche lui agli armadietti. Qualcuno nel vederlo si dà di gomito. Stacco. Torniamo su 600: si liscia i capelli. Un uomo dai caratteri latini e baffi sottili gli si avvicina.

UOMO

(salutandolo con la testa) Ciao Branch… da quanto tempo… che si dice? 600

(rispondendo al saluto) Tutto bene, Cord. E tu, come stai? CORD

Tutto bene, finalmente si torna al lavoro con Cassie… Da quanto tempo non la vedevamo, eh?

Cord si guarda attorno.

600

Già.

CORD

Non vedo Beamer…

600

Beamer si è ritirato, gestisce un autolavaggio a Pasadena, accanto a un ristorante dove lavora la sua terza moglie: ogni tanto ci vediamo, e andiamo a mangiare lì, fanno un’ottima bistecca con la salsa di mango. Gli avevo detto di questo film, ma non ha voluto saperne di partecipare. CORD

Peccato, con lui ho sempre lavorato benissimo. Come con te.

600

Già, una persona davvero gentilissima e disponibile. Non come questi nuovi che si credono i padroni del mondo.

Cord annuisce.

CORD

Sì. Giorni fa ero su un set con un tale Dane: niente di impegnativo, io dovevo interpretare il padre di questo Dane, non dovevo fare neanche sesso, non ti dico che presuntuoso. M’ha rovinato la giornata. 600

Già, l’ho visto in azione. Davvero pessimo.

CORD

E Harry… non lo vedo…

600

Harry s’è convertito al cristianesimo, dopo i problemi di droga.

600 si limita ad annuire.

CORD

Brutta gente, quella…

CORD

Be’, ci si vede, Branch…

(sorridendo amichevole) Speriamo di girare insieme la nostra scena.

600

Sarà così. Magari poi dopo andiamo a mangiare insieme. Cord annuisce e va via.

Stacco.

Un uomo con i capelli rasati e le orecchie a sventola passa davanti a uno schermo che trasmette un film di Cassie, che vestita da poliziotta perquisisce un uomo. A guardare il film, 72: 137 gli si accosta, 72 lo fissa appena ma lo riconosce.

72

(eccitato) Ma lei è Dan Banyan?

137 si ferma: è davvero felice di essere stato riconosciuto.

137

(con un largo sorriso) Dan Banyan è il personaggio che interpreto alla tv il giovedì sera. 72 Io sono un grande fan del suo show. Come mai è qui?

137

Cassie Wright tra le pornostar è la mia preferita di tutti i tempi: ha un livello tecnico infinitamente superiore a quello delle sue colleghe. 72 Oh, sì. Io sono un suo grandissimo fan. Ma partecipare a questo film non potrebbe compromettere la sua carriera in tv?

137 alza le spalle.

137

Amico, viviamo in un mondo che è disposto a perdonare qualsiasi cosa. Paris Hilton ha succhiato l’uccello al fidanzato e ha mostrata la cosa a milioni di persone: ora produce profumo e la gente lo compra. Partecipare alla gang bang definitiva del cinema porno può solo lanciare la mia carriera nel

137 annuisce.

mondo del cinema.

72

Vuole esordire sul grande schermo?

137

Sì, ci sono diversi progetti in ballo, ho solo l’imbarazzo della scelta. Ma scommetto che dopo questo film le offerte schizzeranno alle stelle. E poi in fondo non sono il primo attore di cinema a fare il porno: anche Sylvester Stallone ha esordito facendo il porno.

72

Già, è vero. Anche il regista Paul Thomas era nel cast originale di Broadway di Jesus Christ Superstar.

137 guarda dall’altro lato della stanza. Nella sua soggettiva, 600, che a sua volta risponde allo sguardo, ma non sembra riconoscerlo.

137

Ehi, ma quello non è Branch Bacardi?

72

(voltandosi a guardare) Sì, è lui. Il migliore di tutti. 137 Forse un tempo. Guardalo come si è ridotto.

72 scruta il corpo costruito, perfetto di 137: i pettorali, i tricipiti, i deltoidi lucidi e muscolosi, tesi, armonici.

72

Il tempo passa per tutti, no? 137 non dice nulla. Sheila si avvicina ai due. Con lo sguardo però guarda tutto il salone.

SHEILA

Scusate…

Tutti la guardano. La mdp alterna i primi piani di vari partecipanti alla gang bang mentre Sheila parla.

SHEILA

Dunque, io sono Sheila, la regista del film. Inizieremo tra un po’ a girare: la signora Wright è impegnata nelle foto per la copertina e per il book che accompagnerà il DVD. A ognuno di voi verrà consegnato a casa con un autografo della signora Wright. Un’avvertenza: la signora Wright è disposta a fare tutto, anale, orale, doppia penetrazione, ass-to-mouth, doppia penetrazione anale, interrazziale, creampie. Potete leccarle la fica, le tette, baciarla, se riuscite potete farle fare anche lo squirt. Tutto, insomma, tutto quello che vi passa per la testa, la signora Wright è lì per soddisfare ogni vostro desiderio. Se volete usare il preservativo, ditelo, prima di entrare vi sarà dato, ma la signora Wright ve lo sconsiglia per dare maggior realismo alla scena. Se volete essere inquadrati in

Nessuno parla.

primo piano, ditelo. Al momento della scena, dovete essere pronti. Ci sono domande?

SHEILA

Bene. Il buffet è a vostra completa disposizione. A dopo.

Sheila va via. Gli uomini riprendono a parlare, fare ginnastica, stimolarsi il pene guardando i film di Cassie.

Stacco. La mdp inquadra Sheila, sta parlando con l’assistente regista, ma noi non sentiamo cosa dicono.

SHEILA

(voce over) Il sudore si raccoglie. Il sudore si raccoglie in bolle chiare sotto i miei due strati di guanti di lattice. Le dita le sento pulsare a ogni battito del cuore, il sudore si raccoglie in bolle che vagano sotto questa pelle di lattice, mischiandosi ad altre bolle di sudore, fondendosi, sempre più grosse. Il

sudore mi scorre sulle nocche, sotto il lattice, riempiendo i polpastrelli. Schiacciando le bolle altre bolle corrono verso il polso, schizzando umide e bollenti lungo l’avambraccio.

Vediamo alcuni partecipanti alla gang bang, mentre Sheila parla con alcuni di essi e comincia a salire le scale.

SHEILA

(c.s.) Questi segaioli. Questi malati di pippe. Questi pugnettari. Una donna, che sia una concubina da chiavare o una donzella da salvare, è sempre e soltanto un oggetto passivo, il cui unico scopo è soddisfare il maschio. Questi pippaioli. Questo branco di segaioli. Questi malati della pippa. Sono loro che hanno ucciso il Betamax Sony. Che hanno sancito il trionfo del VHS sulla tecnologia Beta. Che si sono portati a casa la prima, costosa generazione di Internet. Che hanno reso possibile l’idea stessa del web. Sono stati i loro acquisti di pornografia online a far nascere le tecnologie di compravendita, tutti i firewall e i sistemi di sicurezza che permettono a eBay e Amazon di esistere. Sono stati questi segaioli solitari che, votando a colpi di cazzo, hanno fatto vincere il Blu-ray sull’HD. Questi segaioli, questi malati di pippe, sono loro ad aprire il cammino per noialtri. Quello

che li fa sborrare deciderà quello che un milione di vostri figli vorrà il prossimo Natale. Questi segaioli.

Sheila è davanti a una porta, la apre ed entra. Stacco.

Cassie è nella sua auto: è inquadrata in primo piano, l’espressione assorta. La radio manda I’m Goin’ Down di Bruce Springsteen. Cassie svolta in un parcheggio.

Stacco.

Cassie si trova in un a sala da bowling, che non sembra frequentata tantissimo. Sulla pista da bowling, invece dei giocatori, si vedono varie ragazze: una coi capelli castani lunghi, una con i capelli neri, una con i capelli lunghi biondi (Kagney Linn Karter), una ragazzi dai caratteri latini con i capelli rossi lunghi, una con i capelli neri ricci, e una ragazza con i capelli neri lunghi e due piccoli fiori tatuati sopra i seni. Le ragazze sono nude e si muovono sinuose ed eccitanti a beneficio del centinaio di spettatori e fotografi presenti.

Kagney invece siede a gambe divaricate sulla boccia del bowling, altre ragazze si baciano i seni, si carezzano i glutei, sorridono ammiccando. Alcuni spettatori presenti fanno ampi gesti alle ragazze di andare da loro e compiono comunque gesti esagerati, in preda all’eccitazione.

Attaccato al muro dietro la cassa, un manifesto. Una scritta in grassetto:

e più sotto:

BARE BOWLING 2012

Protecting Adult Welfare’s “Fun” raiser

Cassie guarda la pista, senza un’espressione particolare: volge prima il suo sguardo alle colleghe, poi agli uomini. Quindi, Cassie va allo spogliatoio.

Stacco.

Lo spogliatoio è stato ricavato dall’ufficio del gestore della sala. Ci sono varie donne, anche esse nude: una con grandi seni e i capelli castani (Gianna Michaels), una di origine asiatica con tatuaggi sulla spalla (Asa Akira), una con il seno rifatto e un tatuaggio poco sopra il pube (Rachel Starr), una molto bella, magra e un tatuaggio vicino all’ombelico (Tori Black), una con capelli castano- biondi anche essa magra (Jenna Haze), una dall’aspetto di lolita (Lexi Belle), una sui 40 anni con il seno siliconato (Lisa Ann), una bionda con un sedere molto bello (Alexis Texas), una con le lentiggini e i capelli rossi (Faye Reagan), una donna di colore della stessa età di Lisa e i capelli lunghi ricci (Nyomi Banxxx) e una giovane ragazza di colore con i capelli lunghi e un tatuaggio nella parte bassa della schiena (Bella Moretti). L’ufficio è piccolo e non molto agevole, i vestiti delle ragazze sono messi in un ordine precario sulle sedie o sulla scrivania.

Quando Cassie entra, tutte la guardano.

Interviene Lisa Ann.

ASA

(avvicinandosi a lei) È davvero un onore averla con noi stasera, signora Wright.

LISA

(sarcastica) Che onore avere la grande Cassie Wright.

Cassie non risponde a Lisa: si limita a sorridere ad Asa e comincia a spogliarsi. Ascoltiamo una conversazione tra Lexi e Jenna.

LEXI

(sottovoce) Perché Lisa non può vedere la signora Wright? JENNA

La loro è una rivalità che va avanti da anni: pare che sia nato tutto dalla scelta di Cassie di non girare una scena con l’esordiente Lisa… LEXI

Davvero?

JENNA

Sì. Quando la signora Wright vinse agli AVN Awards come Performer dell’Anno, Lisa gettò sul palco alcuni oggetti…

Lexi spalanca la bocca per la sorpresa. Torniamo su Cassie, che si è spogliata.

Stacco.

Con in sottofondo Everyday Is Exactly The Same dei Nine Inch Nails, vediamo varie scene: le attrici che si offrono in pose sexy e provocanti alle macchine fotografiche e alle videocamere; Cassie che fa lo stesso; Cassie che si mette a fare foto con alcuni fan che le toccano i seni e i glutei, eccitati mentre Cassie li tratta con indifferenza, poi vediamo le varie ragazze giocare. Il pubblico maschile aumenta di qualche decina nel frattempo, e aumentano anche le urla maschili. La musica sfuma.

Stacco.

Siamo di nuovo nello spogliatoio. Cassie si sta rivestendo e nel farlo ascolta una conversazione tra due delle attrici presenti, Rachel e Alexis.

Interviene Tori.

RACHEL

Avrebbe dovuto esserci anche Amber, stasera…

ALEXIS

Già… chi se l’aspettava che finisse a quel modo.

RACHEL

Suicidata. Nessuno la chiamava più, dopo l’incidente.

ALEXIS

So che era stata chiamata a fare un film con Max Hardcore…

RACHEL

Mio Dio…

TORI

Già ci vedono come delle appestate, pensate se vedessero uno dei suoi film.

LISA

(guardando Cassie che non partecipa alla discussione) Ci si è messa anche la politica, adesso: avete sentito di Santorum? Dovremmo fare qualcosa, tutte noi insieme: Chanel ha già preso posizione, dovremmo farlo anche noi.

La mdp inquadra Faye in piano americano.

FAYE

Ma che possiamo fare, Lisa? Contiamo meno di niente. Avete visto che tipi c’erano stasera? Uno mi si è avvicinato e m’ha chiesto con insistenza di fare il primo anal nel prossimo film, mentre mi toccava le tette.

Alexis mette dei pantaloni di jeans e interviene nella discussione.

ALEXIS

Sono le stesse case di produzione che non ci tutelano. Stasera non c’era un produttore o un dirigente di un qualsiasi studio. Vorrei vedere come farebbero senza di noi. ASA

Già, dopo tutto quello che facciamo per loro…

BELLA

Abbiamo incassato appena 6000 dollari, stasera.

Stacco. Kagney si avvicina a Cassie.

NYOMI

Fa bene Jayden a scrivere tutto.

GIANNA

Dovremmo fare un bello sciopero.

KAGNEY

È stato bello averla con noi, signora Wright. Lei per me è un modello.

CASSIE

Ti ho vista in qualche film. Sei brava.

KAGNEY

(deferente) Grazie, signora Wright. Grazie mille davvero. CASSIE Stai attenta a non sciupare il tuo talento: a quelli con le Cadillac non gliene frega niente del talento.

Kagney annuisce e torna a rivestirsi. Cassie guarda le sue colleghe, si sofferma sui loro corpi: chi ha il seno naturale, chi il seno rifatto, alcune hanno il pube rasato, altre no. Tutte comunque hanno il corpo segnato da anni di lavoro nell’industria. Cassie prova una sorta di amarezza.

Stacco.

Cassie, inquadrata in campo medio, è in un pub di stile irlandese. È la prima serata, il locale si riempie a poco a poco. Nell’aria, le note di Last Goodbye di Jeff Buckley. Cassie sta bevendo una birra. Le si avvicinano quattro uomini: uno di colore, mastodontico e senza capelli e con un orecchino (Lexington Steele), un altro biondo smilzo, anche lui con orecchini e braccia tatuate (Jules Jordan), un altro con i capelli corti neri e mento quadrato (Peter North) e un altro coi capelli scuri un po’ più lunghi e barba rada, sui 36 anni (Manuel Ferrara). Cassie nel vederli si alza e abbraccia tutti con trasporto. Poi torna a sedersi: i quattro si siedono di fronte a lei.

CASSIE

Da quanto tempo, eh? Soprattutto te, Peter, non ci siamo più rivisti dopo quel film di Stagliano…

Lexington sorride.

PETER

Be’, altri progetti, sai com’è…

LEXINGTON

Però è stato davvero bello ricevere la tua telefonata, Cassie. A te sono davvero legato, Cassie: il sesso che ho fatto con te è stato il migliore che ho fatto in tutta la mia carriera.

Cassie annuisce. Arriva la cameriera, una ragazza bionda carina sui 20 anni. Cassie la guarda.

La cameriera segna l’ordinazione e va via.

JULES

Quattro birre…

JULES

(dando di gomito a Manuel) Sarebbe perfetta in uno dei miei film, quella lì… MANUEL

(annuendo) Già… PETER Quei film però sono eccessivi, Jules. Davvero.

Jules alza le spalle. Sai com’è, il pubblico chiede, noi diamo: la serie Ass Worship ha successo fin dalla prima

JULES

apparizione. E poi eccessivi, per un paio di schiaffi e oggettini infilati nei buchi delle attrici: do sfogo alla mia creatività. Anche con Jenna, nel sesso fuori dal set, ci lasciamo andare a cosucce

davvero Jules sorride.

forti.

CASSIE

L’ho vista nei giorni scorsi, Jenna: sta bene.

JULES

Sì, me l’ha detto. Ha sempre avuto grande stima per te.

PETER

Gran professionista: c’ho lavorato in un unico film, e mi è sempre spiaciuto non averci più lavorato. Torna la cameriera con le birre. Poi va via.

JULES

Però, sai, Manuel, forse la vedrei meglio in un tuo Evil Anal. Scommetto che a casuccia sua se ne fa di ditalini.

Manuel beve un sorso di birra.

MANUEL

(guardandola meglio) Ti dirò, Jules, hai proprio ragione. Magari con due, tre uomini alla Lexington, perché no? Iniziamo con una bella inquadratura totale della stanza, partendo dal soffitto, lei è sulle scale, mezza nuda,

arriva dove stanno gli uomini, loro la guardano, lei li eccita: si gira da sé. Magari in POV.

JULES

Oh, sì. Ma non in POV: come fai a fare il POV con tre uomini?

MANUEL

Metti la camera al centro, no? Lei in mezzo a loro, inginocchiata e non li fai vedere in volto. Jules sembra apprezzare la soluzione di Manuel. Lexington le dà uno sguardo.

LEXINGTON

È un po’ gracilina, ma si può fare.

JULES

Dopo le chiedo se vuole partecipare a qualcosa. Scommetto di sì.

LEXINGTON

E poi scommetto che in questo locale guadagna uno stipendio da fame.

Primo piano di Manuel.

PETER

E magari il gestore la molesta pure…

MANUEL

Comunque, Cassie, perché ci hai chiamati?

JULES

Scusa, ma quando ci si mette l’ispirazione…

CASSIE

Figurati, Jules: quando voi maschiacci vi riunite siete peggio di un circolo di cucito… Comunque, sto organizzando una cosa. Un film unico nel suo genere, qualcosa che entrerà nella storia. Il mio ultimo film: una gigantesca gang bang. Io contro 600 uomini. E vorrei che voi ne

I quattro a turno annuiscono.

faceste parte.

JULES

Quando si inizia?

CASSIE

A breve vi farò sapere tutti i dettagli. Molti non saranno attori professionisti, ho voluto così, ma voi siete tra i migliori e vi voglio in questo progetto. LEXINGTON E noi vogliamo farne parte.

Tutti bevono le loro birre. Stacco.

La mdp inquadra in primo piano un televisore su cui passano le immagini di Questa è la mia vita di Jean-Luc Godard, la scena del dialogo al caffè con Paul. La mdp allarga il campo, e ci mostra Cassie e un’altra ragazza, minuta e coi capelli castani lunghi, zigomi particolari: è Sasha Grey.

Cassie è nella casa di Sasha. Entrambe bevono un caffè e vengono inquadrate in primo piano di spalle.

Sasha annuisce.

CASSIE

Bel film.

SASHA

Be’, è Godard, questo poi è uno dei suoi migliori film.

CASSIE

Be’, tu hai sempre sostenuto di essere una sua grande fan…

SASHA

Quanto mi sarebbe piaciuto essere protagonista di un film porno gonzo diretto da Godard. Anni fa un produttore mi contattò per essere la protagonista di una versione porno di Fino all’ultimo respiro , ma poi non se ne fece niente. CASSIE Capisco.

Sasha si volta a guardarla e sorride.

CASSIE

E quindi, come sta andando la tua carriera nel mainstream?

SASHA

Non male: certo giro film indipendenti come quello di Soderbergh, B-Movie, ma meglio di niente. E poi mi pare di ricevere più rispetto. CASSIE Rispetto?

Sasha annuisce.

SASHA

Sì. Rispetto. Sai, si ottiene molto più rispetto da parte delle persone se fai un film horror splatter che prendere cazzi in ogni buco del tuo corpo.

Cassie non dice nulla: beve un sorso di caffè.

CASSIE

E allora mi hai chiamata a venire a casa tua per dirmi questo?

SASHA

No. Non abbiamo mai avuto modo di lavorare insieme, però devo dire di averti sempre ritenuto tra i miei modelli, fin da quando ho iniziato a vedere film porno… CASSIE Scusa, il tuo modello non era Belladonna? SASHA Sì, ma Cassie Wright ha sempre avuto una marcia in più, no?

Cassie, anche stavolta, non dice nulla.

SASHA

Allora, ho letto in un forum che stai preparando qualcosa di eccezionale: addirittura vuoi stabilire il record mondiale di gang bang. 600 atti sessuali con 600 persone diverse. CASSIE Sì. Sarà il mio ultimo film.

SASHA

All’inizio della mia carriera ho girato una gang bang, con 15 persone. Poi ho girato doppie, triple, ma non ho mai più ripetuto l’esperienza.

Primo piano di Cassie.

CASSIE

Perché?

SASHA

Eccessivo dispendio di energie, suppongo. Capirai, scopare con due persone per 30 minuti è diverso che farlo con 15 persone per più di un’ora. Sai già quanto durerà? CASSIE Crediamo, io e la regista, per ore. Potrebbe durare anche un’intera giornata.

SASHA

Tu non hai mai girato una gang bang, vero?

CASSIE

No, mai.

SASHA

(un po’ ironica) Non mi azzarderò certo a dare consigli alla migliore.

Sasha si accende una sigaretta e ne offre una a Cassie.

CASSIE

No, grazie: sto provando a smettere.

Cassie guarda un altro po’ il film.

SASHA

Capito.

CASSIE

Sai, penso che le nostre scelte siano simili a quella della protagonista del film: abbiamo scelto di vivere la nostra vita, no? SASHA Già, non ci avevo mai pensato, in effetti.

CASSIE

Sicura di non tornare a girare film per adulti, Sasha? Sasha guarda Cassie, sorpresa per la domanda.

SASHA

Ho dato, Cassie: in 5 anni ho girato più di 200 film, a un certo momento ho sentito il bisogno di dire basta. E poi per me era un affare, niente di più. CASSIE E un modo per entrare a Hollywood dalla porta di servizio, no?

Sasha la guarda.

Cassie si alza.

SASHA

Quest’insinuazione te la potevi risparmiare.

CASSIE

Perché, non è così? Non volevi girare film normali? Ti pagavi un corso di recitazione: sei bella, intelligente, brava a recitare, non c’era bisogno che girassi film per adulti, no? SASHA Non hai capito niente, Cassie…

CASSIE

Dici? Parlavi di rispetto, prima: credi che col tuo passato a Hollywood lo avrai, anche se ora ti sei ripulita?

CASSIE

Tu hai abbandonato.

Cassie va alla porta dell’appartamento e la apre, uscendo. Sasha spegne la tv e guarda una foto: lei che ritira l’AVN come Performer of the Year.

Stacco.

La mdp inquadra Sheila, camera in spalla: accanto a lei un uomo sui 40 anni capelli lunghi e biondi, un pizzetto e un microfonista con occhiali e capelli castano-biondi.

L’aiuto regista ha in mano un Ciak.

AIUTO REGISTA

(a Sheila) Sei pronta? SHEILA Sì.

AIUTO REGISTA

(battendo il Ciak)

Interviste ai partecipanti della gang bang. Motore… SHEILA Partito…

In piano americano vediamo il partecipante 1, un tizio con braccia tatuate, baffi radi, orecchini (Mr. Pete). Durante questa e le successive interviste, vediamo gli altri partecipanti alla gang bang che mangiano, parlano, fanno ginnastica, guardano i film trasmessi dagli schermi.

PARTECIPANTE #1

Cassie Wright è la migliore di tutte… non potevo partecipare a questo film… cazzo, a casa ho tutti i DVD dei suoi film e quelli delle sue colleghe zoccole…

Vediamo ora il partecipante 2, un uomo di colore senza capelli e dal portamento distinto (Sean Michaels).

PARTECIPANTE #2

Il cinema porno, sapete, è la massima libertà nell’industria dell’audiovisivo. Le pornostar sono la dimostrazione della libertà delle donne…

Vediamo ora il partecipante 3, occhi azzurri e capelli ricci scuri (James Deen).

PARTECIPANTE #3

Al cuore della pornografia c’è l’immagine della carne usata come droga. L’effetto di tale droga, però, dura solo fintanto che l’uomo fissa l’immagine.

Torniamo al Partecipante 1.

PARTECIPANTE #1

Cazzo, quante seghe sui film di Cassie. Una al giorno su quella bella puttanella bionda e i suoi meravigliosi pompini. Ho preso tanta ispirazione dai film di quelle puttane per le mie scopate…

Torniamo al Partecipante 2.

PARTECIPANTE #2

Perché le pornostar rappresentano al massimo grado la libertà delle donne tanto voluta dalle femministe? Tesoro, le pornostar scelgono loro con chi scopare, come scopare, dove farsi sborrare. Se non è libertà questa, non so cos’è la libertà, allora.

Di nuovo il Partecipante 3.

PARTECIPANTE #3

Nella percezione pornografica ogni gesto, ogni parola, ogni immagine, è letta innanzitutto in chiave sessuale.

Vediamo ancora il Partecipante 1.

PARTECIPANTE #1

Cosa penso quando vedo un film porno? Penso che vorrei stare lì, a scopare quelle fiche spaziali pronte a prendere il mio pistolino e ad adorarlo come merita. Ecco cosa penso.

Di nuovo il Partecipante 2.

PARTECIPANTE #2

Il porno è eversione, miei cari. (scandendo la parola) Eversione. Ecco cos’è. La libertà assoluta, ripeto. L’espressione del diritto imprescindibile a esercitare la sessualità come meglio si crede, contro ogni stereotipo imposto dalla cultura dominante.

Di nuovo il Partecipante 3.

PARTECIPANTE #3

Il porno dipendente desidera essere accecato, vivere in uno stato di sogno. Chi è schiavo della pornografia cerca di eliminare dalla propria coscienza il mondo esterno a essa.

Di nuovo il Partecipante 1.

PARTECIPANTE #1

Nessuna delle donne che ho scopato ha sorriso quando le ho sborrato in faccia. (Un sorriso sul suo volto) È evidente che hanno qualcosa che non va.

Il Partecipante 2.

PARTECIPANTE #2

Non c’è nulla di più democratico del porno. Guardate un qualsiasi film porno: neri che scopano con bianche, bianchi che scopano con asiatiche, bianche che scopano con messicani. In quanti film di Hollywood puoi vedere una coppia mista?

Il Partecipante 3.

PARTECIPANTE #3

Il pornomane fa diventare alieno qualsiasi cosa: dalla famiglia agli amici o la predica della domenica alla situazione politica nel Medioriente. Nel dedicarsi a tale eliminazione lo spettatore di autoelimina: diventa stupido.

Il Partecipante 1.

PARTECIPANTE #1

Dove preferisco venire? Non ho preferenze: seno, sedere, faccia. Un qualunque posto va bene. Il Partecipante 2.

PARTECIPANTE #2

Le donne che vogliono esprimersi, che vogliono compiere un gesto radicale, devono fare porno. Lasciate perdere la pittura, la scultura, la fotografia, cose del genere, desuete. La vera arte del XXI secolo è il porno: il sesso sublimato come rappresentazione della sfida dell’uomo contro i propri

Il Partecipante 3.

limiti. E il facial è l’espressione più pura di questa moderna arte.

PARTECIPANTE #3

Io sono una persona stupida.

Stacco.

In primo piano, vediamo 600. L’uomo è accanto alla porta finestra: sta fumando, sbuffa il fumo fuori. Dettaglio delle mani che portano la sigaretta alla bocca. Passa Sheila.

SHEILA

Non dovresti fumare…

600

Devo fumare. È l’unico vizio che mi è rimasto, ormai: droghe e alcool li ho lasciati.

Sheila non dice nulla e va via. 600 riprende a fumare. Fuma in maniera lenta. La mdp passa a inquadrare in piano sequenza137 e 72.

137

Ma sul set di un film porno non dovrebbero esserci anche delle fluffer?

72

Ormai di fluffer non ce ne sono più…

137

Però, cavoli, non possono pretendere che ciascuno di noi sia pronto a girare a comanda. Una fluffer ci voleva…

72 non dice nulla: guarda 600, che continua a fumare. 600 risponde allo sguardo di 72. Sheila passa accanto a 137 e 72.

137

Scusa…

SHEILA

Sì?

137

Come mai non ci sono fluffer sul set?

SHEILA

La signora Wright ha deciso così. E poi, si sa, ormai le fluffer non ci sono più sui set.

137

Lasciami dire che un paio di fluffer ci voleva: Cassie Wright non può essere umiliata con una eiaculazione precoce. SHEILA (con malcelato disprezzo)

Se hai paura di durare poco e vuoi ritardare la cosa, ci sono i film porno della signora Wright mostrati nei televisori, qui.

137 non dice nulla, ma serra le labbra. Lo schermo si divide in due.

Segaiolo… Lo schermo torna normale. 137 si rivolge a 72.

137

Stronza…

SHEILA

137

Hai presente quel film, Il mago di Oz? 72 annuisce. Mentre 137 parla, siamo nella soggettiva di 600.

137

Il cane che interpretava Totò era un cairn terrier di nome Terry. Hai presente la scena in cui le guardie della strega inseguono Totò fuori dal castello? Durante l’ultimo ciak, una delle guardie tentò di afferrare il cane al volo a metà del ponto levatoio, e atterrò dritto su Terry. Gli ruppe una zampa

posteriore, al povero Totò. Il cane non poté girare per settimane: è la verità. 72 resta in silenzio. 137 si accorge dello sguardo di 600.

137

Quello lì, Bacardi, ci sta guardando per l’ennesima volta.

72

Be’, non capita tutti i giorni di avere una star della TV sul set di un film porno…

137

Branch Bacardi. Dio, torno a dirlo: come s’è ridotto. 72 Però è uno dei pochi della prima generazione che lavora ancora…

Nella soggettiva di 137, vediamo 600: si sistema i capelli 4 volte.

137

Be’, sì. Immagino: aveva un arnese di dimensioni epiche… Il vibratore modellato sul suo pene ha venduto tantissimo. Non ti dirò i nomi, ma gira parecchio tra le star di Hollywood che conosco.

137 fa l’occhiolino a 72.

137

Non sai quante star di Hollywood guardano i film di Bacardi e Cassie. 72 non dice nulla. Seguito dalla mdp, 72 si avvicina a 600.

72

Scusi, ma lei non è Branch Bacardi? 600 annuisce. 72 gli allunga la mano.

72

Sono un suo grandissimo fan, signor Bacardi.

600

(senza stringere la mano) Grazie.

72 ritira la mano. 600 accenna con la testa a 137.

600

Quello lì come si chiama?

72

È quello che interpreta Dan Banyan in TV il giovedì sera. Non guarda il suo show?

600

Io non guardo la TV. È malsana.

137, inquadrato in campo medio e visto nella soggettiva di 72, sta parlando con due uomini accanto a lui: un uomo di colore coi baffi e un bianco con un tatuaggio lungo tutto il braccio fino alla nuca.

137

Prima stavo parlando con un ragazzino de Il mago di Oz. Lo sapevate che l’attore Buddy Ebsen rischiò di morire per una reazione allergica alla polvere d’alluminio del suo costume da uomo di latta. L’attrice Margaret Hamilton doveva scomparire dal paese dei Mastichini in una nuvola di fuoco, solo che la fiammata progettata dai tecnici le incendiò il make-up verde a base di ossido di rame, ustionandole la faccia e la mano destra. Ebsen perse la parte, che andò a Jack Haley. Margaret

Hamilton si fece un mese e mezzo a letto fasciata di garze. I due uomini, straniti, restano in silenzio. Torniamo su 600 e 72

600

E così una star della TV viene a girare un porno. Posso dire di averle viste tutte…

72

Be’, dice che a Hollywood tutti guardano dozzine di film porno.

600 guarda 137. 137 si accorge dello sguardo di 600 e va da lui. Arrivato di fronte a 600, 137 allunga un braccio verso di lui, con evidente supponenza.

137

Branch Bacardi. Quale onore.

600

(senza stringere la mano) Come mai una star della TV viene a farsi un giro nei quartieri bassi dell’industria dell’intrattenimento? 137 (con un largo sorriso)

600 è perplesso, come 72.

Be’, è una questione di passione e politica.

137

C’è chi alimenta la propria passione politica occupandosi di popolazioni africane di cui poco gli importa in realtà. Io faccio politica scopando con la regina del porno. 72

Una cosa che non potrebbe mai più capitarci. Il record di Cassie Wright è destinato a durare per sempre. Il DVD diventerà imprescindibile per ogni collezionista di materiale erotico che si ritiene competente. 137

Io ho già ordinato una copia per me e molte altre per i miei più stretti amici.

600

I tuoi amici non si imbarazzano a vedere il tuo pistolino?

137 fa spallucce.

137

L’ho detto: molti miei amici amano il genere. Ma non possono esporsi. Non come me.

72

(con tono indecifrabile) È davvero coraggioso, proprio come in TV. 600

E lo show, non pensi che possa essere cancellato? Con tutte le famigliole che guardano gli show… 137 fa di nuovo spallucce.

137

La TV mi sta stretta. Io punto al cinema. E poi, nei Tre moschettieri, il film del 1973, Oliver Reed doveva duellare con la spada in un mulino, e qualcuno lo trafisse alla gola. Per poco non morì dissanguato. Dick York si fracassò la spina dorsale mentre girava il film del 1959 Cordura. Nonostante i dolori, fino al 1969 continuò a interpretare il marito della protagonista di Vita da strega. Lorne Green, quello di Bonanza, anni dopo mentre presentava il programma Lorne Green’s Wildlife Kingdom, un alligatore gli staccò un capezzolo con un morso. La sospensione di un telefilm

600 e 72 non dicono nulla.

Stacco.

non è una tragedia.

La mdp inquadra in campo medio Cassie, è seduta all’interno di un bar, sta bevendo un caffè e guarda fuori dalla vetrina: la giornata è assolata. Nel ristorante, un cameriere sui 50 anni con occhiali e capelli corti. Cassie distoglie lo sguardo dalla vetrina e guarda davanti a sé. Vediamo Sheila avvicinarsi al tavolo con una certa fretta: indossa un pullover.

CASSIE

Sei in ritardo, Sheila.

SHEILA

Sì, scusa, ho incontrato traffico. Quel segaiolo del taxista non ne voleva sapere di cercare una scorciatoia. CASSIE Sei troppo cattiva con gli uomini, Sheila.

Sheila non dice nulla.

Sheila si siede. Arriva il cameriere.

Il cameriere va via.

CASSIE

Allora, vuoi sederti?

SHEILA

Un caffè.

SHEILA

Allora, come va la preparazione?

CASSIE

Bene: mi sto allenando ogni giorno. Pesi di Kegel. Aerobica. Pilates. Perfino yoga. Mi sono fatta il culo come se dovessi attraversare la Manica a nuoto. SHEILA Solo che in quella stanza, a fare da materasso per seicento uomini, il canale della Manica sarai tu.

Cassie non dice nulla. Torna il cameriere col caffè.

Sheila sorride.

CASSIE

Ho anche smesso di fumare. Ma bevo litri di caffè.

SHEILA

L’annuncio è stato pubblicato. Su ogni giornaletto e sito per adulti. Non sai l’attesa che si sta creando nei forum e nei blog: tutti gli spara-sborra fremono dalla voglia di vedere la gang bang definitiva del cinema porno.

Cassie abbozza un sorriso, impressionata.

SHEILA

Potresti morire, sai? Per quanto tu possa essere preparata, seicento uomini sono tanti. Te l’ho già detto.

Cassie alza le spalle

CASSIE

La morte è un rischio che si può correre per entrare nella leggenda. E comunque sei stata tu a propormi il film. Non molto coerente, direi. SHEILA La coerenza è una virtù delle menti piccole.

Cassie alza di nuovo le spalle.

CASSIE

Immagino che qualcuno stia anche montando un casino.

SHEILA

Sì. Associazioni anti-porno, fanatici religiosi, femministe.

CASSIE

La solita roba. Ci combatto da tutta la vita.

SHEILA

Non hai mai avuto ripensamenti, Cassie? Non hai mai pensato che forse avevano ragione loro? Cassie scuote la testa.

CASSIE

No, mai. Per me il porno è stato un affare, un modo per esprimere me stessa. È stata una scelta che ho fatto con assoluta libertà. SHEILA Sai, ieri ho visto un video della serie CumBang.com. La conosci?

Cassie scuote la testa in segno di diniego.

SHEILA

Uomini bianchi con magliette su cui è stampigliata la bandiera della Confederazione che eiaculano a turno sul volto di un’attrice di colore. Come gettare nel cesso al momento dello schizzo centinaia di anni di lotte per i diritti civili. CASSIE

Sheila guarda Cassie.

Non essere dura, Sheila…

SHEILA

I facial sono umilianti e non sexy, Cassie. Ti rendi conto che questi spara-sborra, sborrandoci in faccia, ci trasformano in delle puttane, qualcosa, nemmeno qualcuno, il cui unico interesse è quello di soddisfare sessualmente gli uomini? Che eiaculare sul nostro volto indica quello che possiedono

e come? Che è come se dicessero, dimostrandolo coi fatti, che tu sei sei sporca? Cassie non dice nulla.

SHEILA

Lo vedi, ho ragione. Ma parlami ancora dei tuoi genitori, non li hai mai più visti. Mi hai anche detto che non sei andata al loro funerale. CASSIE Non è stato un dolore così grande. SHEILA Io non credo, Cassie.

Dettaglio degli occhi azzurri di Cassie.

CASSIE

È la verità.

SHEILA

Andiamo. Non ne parli mai, pretendi perfino di non essere chiamata Presley. Sheila e Cassie si guardano negli occhi.

CASSIE

Io mi chiamo Cassie Wright.

SHEILA

Si racconta che Vivien Leigh ai medici che la visitarono poco prima della sua morte domandandole se ricordasse il suo nome disse: “Ma certo, io mi chiamo Blanche Dubois”. CASSIE Un tram che si chiama desiderio era il film preferito di mia madre.

SHEILA

Perché non mi parli di loro, Cassie?

CASSIE

Non c’è nulla da dire. Mio padre era un ingegnere, mia madre un’insegnante. Sono nati e vissuti a Missoula e lì sono morti. Anche io sono nata a Missoula, poi a 18 anni me ne sono andata. SHEILA Perché?

CASSIE

Mi stava stretta. Era noiosa. Ecco perché me ne sono andata.

SHEILA

Immagino che i tuoi siano morti per il dispiacere.

CASSIE

Può essere. Ma stai pur certa che sono assolutamente sincera quando ti dico che erano entrambi dei genitori meravigliosi. SHEILA Davvero?

Cassie annuisce e beve un sorso di caffè.

CASSIE

È la verità. Mio padre non mi ha mai messo una mano addosso.

SHEILA

Allora, come mai hai voluto fare questo mestiere?

CASSIE

È un lavoro come un altro. Non ci vedo nulla di male.

SHEILA

Tu dici, Cassie? Non pensi di dare un cattivo esempio alle ragazze là fuori? Cassie alza gli occhi alla tv: passa un video, Can’t Hold Us Down di Christina Aguilera.

CASSIE

E lei? Che differenza c’è tra me o lei?

SHEILA

Lei è un’artista.

CASSIE

Sarà. Però la prossima starlette del cinema a luci rosse sarà ispirata più a lei che a me.

Cassie annuisce.

SHEILA

Dici?

CASSIE

Sì. Il mondo del porno si è sempre ispirato a Hollywood e lo show business. Quando Madonna cominciò ad avere successo, dovei girare un paio di film abbigliata come lei.

Primo piano di Sheila.

SHEILA

Dunque, perché vuoi girare questo film?

CASSIE

Sarà il mio ultimo film. E tu, perché vuoi girare il film?

SHEILA

Voglio dare una lezione a ogni uomo che guarderà questo film. Voglio far capire a quei patetici solitari segaioli che senza una donna non potrebbero fare nulla. Te l’ho detto.

Cassie beve un sorso di caffè.

CASSIE

Lo sai, comunque, mi è sempre piaciuto esibirmi: a scuola prendevo sempre parte alle recite. (un sorriso sardonico) O protagonista o niente. Sempre così: dalle elementari al liceo. Certi dicevano che potevo essere

una grande star del cinema.

SHEILA

E a tuo modo lo sei diventata.

CASSIE

Già. Ho anche fatto teatro, agli inizi, partecipato a reading. Poi però ho scoperto che mi piaceva fare sesso davanti allo schermo. E non sono mai stata violentata, né su un set né fuori: lo so che Linda, Annabel, Traci e tante altre sono state minacciate e non solo, ma a me non è mai successo. È la

Un momento di silenzio.

verità.

CASSIE

Abbassa il tuo sguardo, bella luna, e inonda questa scena, Versa benigna i fiotti del nimbo della notte su volti orrendi, tumefatti, violacei, Sopra i morti riversi con le braccia spalancate,

Versa il tuo nimbo generoso, sacra luna.

Sheila non dice nulla. Stacco.

La mdp inquadra un uomo con il tatuaggio di una cartucciera sulla gamba sinistra: sta mangiando patatine. Accanto a lui, un mulatto con capelli simil-rasta che beve tè. Sheila passa davanti loro. La mdp la segue, quindi si sofferma su 600, 137 e 72. 600 e 72 stanno mangiando rispettivamente un tramezzino con tonno e un burrito, 137 non mangia.

600

(a 137) Tu non mangi? 137

Io questo cibo spazzatura non lo mangio. Mangio solo biologico, per mantenere il mio corpo. E per farlo non faccio e non ho mai fatto uso di steroidi: solo pesi, corsa, alimentazione sana. Mai fumato una sigaretta, mai bevuto una birra. 72

Be’, però dovrebbe mangiare qualcosa, per sostenere l’attesa, o anche solo bere acqua… 137 fa un sorrisino ironico.

137

Non ho bisogno di mangiare, ripeto. Sono abituato a saltare i pasti. Peraltro, non sono l’unico a sottoporre il proprio corpo a sforzi tali: per esempio, nel 1944, mentre girava il film Kimset, Marlene Dietrich si scurì le gambe con della vernice di rame, a base di piombo. Barbara Stanwyck si spalmava in faccia il vinavil, Tallulah Bankhead beveva gusci d’uova mescolati in un bicchiere d’acqua, questo le dava quel timbro di voce profondo e sensuale: corre voce che Lauren Bacall facesse lo stesso. Lon Chaney faceva bollire delle uova: quando interpretava il Fantasma dell’opera, Lon si portava sul set delle uova sode. Prima di girare, sgusciava un uovo staccando meticolosamente la membrana gommosa bianca dell’albume e se la piazzava sull’iride, per sembrare

cieco.

600 non dice nulla, continua a mangiare, dando brevi morsi: ogni volta che ne fa due, si ferma per 10 secondi, poi riprende.

72

Sì, ma sotto la membrana non si raccoglievano i batteri? Chaney non divenne cieco?

137

E allora? Lucille Ball rifiutò sempre la chirurgia plastica: per lei niente litfing. Anziché affidarsi al bisturi, si faceva crescere i capelli accanto alle tempie, lunghe e folte ciocche che le ricadevano davanti alle orecchie. Prima di apparire in pubblico, o di girare qualcosa, Lucy avvolgeva le ciocche intorno a due stuzzicadenti di legno. Con una parrucca ben calcata sulla testa, tirava gli stuzzicadenti indietro e verso l’alto, tendendo la pelle flaccida delle guance. Poi infilava gli

stuzzicadenti nelle maglie della calotta, e nascondeva il tutto con una vaporosa parrucca rossa. Ogni volta che vedete Lucille Ball anziana in una qualche replica televisiva che si fa in quattro per strappare la risata, sorridendo e in splendida forma per i suoi anni, lei in realtà sta vivendo

137 non risponde.

72 guarda a sua volta Sheila.

un’agonia.

600

E tu non vivi nessuna agonia?

137

(guardando Sheila) Che stronzetta, quella…

72

A me è indifferente.

137

È una stronzetta, ecco cos’è. Mi ha risposto a quel modo, prima. Dovrebbe essere ripassata per bene, la puttanella. Ma deve essere fatica sprecata: scommetto che le piace leccare la passera…

600 alza le spalle e continua a mangiare, 72 continua a guardare Sheila.

72 sembra scuotersi.

137

(notando gli sguardi di 72) Ti sei innamorato della lesbica?

72

Scusi?

137

Ho detto: ti sei innamorato della lesbica? Non le togli gli occhi di dosso… 72 scuote la testa.

137

(scrutando Sheila) Però la lesbicuccia non è malaccio. Come antipasto per la signora Wright potrebbe andar bene: ho bisogno di una sveltina. Visto che non c’è nemmeno una fluffer… 600

Lo sapete che è stato Adolf Hitler a inventare la bambola gonfiabile? 137 e 72 si voltano a guardarlo. Nella soggettiva di 72 vediamo in primo piano 137 e 600.

137

Primo piano di 600.

137

Io non amo leggere, è fatica sprecata.

72

Io leggo i romanzi, i libri di storia li studio soltanto.

600

137 guarda Sheila.

entrare in distribuzione.

137

Che storia.

137

La tipa, lì, sembra una bambola gonfiabile.

600

(guarda prima Sheila, poi 72) Tu sei mai stato con una donna?

Non credo di aver capito…

600

A me piace leggere libri di storia: te non ci vai mai in biblioteca a leggere?

Comunque sia, durante la Prima guerra mondiale, Hitler faceva la staffetta, recapitava messaggi tra le trincee tedesche e provava disgusto nel vedere i suoi commilitoni che frequentavano i bordelli francesi. Per mantenere la purezza del sangue ariano, e per impedire il diffondersi di malattie veneree, commissionò una bambola gonfiabile che i soldati nazisti potessero portarsi al fronte. Fu Hitler stesso a stabilire che la bambola avrebbe avuto i capelli biondi e i seni grossi. I bombardamenti su Dresda delle truppe alleate distrussero la fabbrica prima che la bambola potesse

72 scuote la testa. 137 guarda 72, il burrito in mano, l’olio che gocciola a terra.

72

No, io amo solo Cassie Wright. La amo dai tempi del liceo: stavo navigando in Internet e trovai la foto di una donna, bionda, bellissima. Nella foto lei era nuda, con tanti uomini muscolosi coi peni eretti. Lessi il nome di quella bellissima donna: Cassie Wright, restai rapito dalla sua bellezza. La cercai su Internet e mi uscirono tantissimi risultati. Un pomeriggio, mi stavo facendo una sega e m’ero dimenticato di chiudere a chiave la porta della mia stanza. Mia madre tornò a casa dal lavoro

in anticipo: entrò e mi vide e si mise a strillare. 137 soffoca una risatina. 72 lo guarda, offeso.

600

Ma dai. Beccato in pieno, eh?

137

Ehi, se sei innamorato di Cassie Wright, magari farai come due fan giapponesi di Rodolfo Valentino che quando morì si gettarono in un vulcano attivo. E non furono le sole: una ragazza a Londra si avvelenò sdraiandosi su una collezione di sue fotografie. Un ragazzo che manovrava uno degli ascensori del Ritz di Parigi fece lo stesso su un letto coperto di sue foto. A New York, due donne

andarono davanti al policlinico dov’era morto Valentino e si tagliarono le vene. 72 guarda 137, ancora più offeso. 137 comincia a ridere.

72

Stacco. In primo piano, vediamo 72.

Stacco.

Lo sapevo che non avreste capito.

72

(voce over) A Bacardi e a quello che interpreta Dan Banyan mica ho raccontato tutto.

In sottofondo, cominciamo a sentire Where is my mind dei Pixies. 72 è davanti al pc in camera sua: salva delle foto di Cassie che trova su un sito Internet, poi apre emule e comincia a scaricare tutti i video di Cassie che trova.

Stacco. 72 sta masturbandosi su un filmato di Cassie: la mdp lo inquadra in primo piano. Stacco.

72 ha in mano una rivista porno. Prende da sotto il letto una cartelletta per documenti e la apre: sfoglia il giornale, ci sono delle foto di Cassie, le strappa e le mette nella cartelletta, in cui ci sono tante altre foto di Cassie, poi la richiude.

Stacco. 72 sta parlando con un amico, un ragazzo con gli occhiali e il piercing al naso.

72

Però sarebbe bello vedere Cassie, che ne so, mentre lavora a maglia, una cosa normale. Con i fili e tutto quanto. Oppure vederla cuocere della roba in padella, sui fornelli. Leggere un libro, seduta in poltrona accanto a una lampada, in una stanza carina, non pensi?

L’amico di 72 non dice niente, ma dall’espressione che ha capiamo che ha già sentito fare questo discorso molte altre volte.

72

Non dico che non mi piace vederla con litri di sborra addosso, ma sai, a volte navigo su Internet alla ricerca di foto di lei che passa l’aspirapolvere sulla moquette. Che guida la macchina. Con i vestiti addosso, e nessuno che le infila dentro niente. È più eccitante, no?

L’amico non dice nulla.

Stacco.

72 è nella sua stanza in piedi davanti al letto, dove è poggiato un pacchetto. Riusciamo a leggere solo “Dawson” e nient’altro. 72 apre il pacchetto e ne ricava una vagina tascabile Cassie Wright, edizione speciale, limitata e numerata. Nuova di zecca, piccola. 72 la guarda estasiato come fosse un’opera d’arte. La vagina tascabile ha un clitoride che spunta fuori ogni volta che lo si preme. 72 preme più e più volte.

Stacco.

72 è in classe, seduto all’ultima fila. Il professore sta spiegando, ma non sentiamo nulla. 72 mette una mano nella tasca: vediamo le dita di 72 tastare i lembi della vagina tascabile di Cassie Wright.

Stacco.

72 mette la vagina tascabile di Cassie sotto il cuscino.

Stacco.

Vediamo 72 consegnare giornali. Poi lo vediamo tornare a casa e mettere i soldi che ha guadagnato in un salvadanaio.

Stacco.

In rapidi flash, vediamo 72 falciare i prati, portare indietro i vuoti delle bottiglie per prendere la caparra, portare in giro i cani, lavare le macchine, rastrellare le foglie, spalare la neve d’inverno, togliere lo sporco dalle grondaie dei tetti, appendere le lucine di Natale, potare le siepi, cambiare l’olio delle auto, andare in giro ad Halloween a raccogliere dolcetti per l’UNICEF. A ognuna di queste scene segue quella di 72 che mette i soldi nel salvadanaio e spingere il clitoride della vagina tascabile di Cassie Wright.

Stacco.

72 è di nuovo in piedi sul letto, su cui è appoggiato un altro pacco, più grande e pesante del primo. 72 lo scarta e apre la scatola: dentro, tutta piegata e imbottita, una specie di mummia rosa, spessa come cuoio. La bambola gonfiabile di Cassie Wright.

72 la srotola e comincia a soffiare. 72 soffia e la bambola comincia a gonfiarsi a poco a poco, diventando una perfetta riproduzione di Cassie Wright: i seni piccoli ma perfetti, i capelli lunghi biondi. Per un attimo, il volto della vera Cassie si sovrappone a quello della bambola. 72 resta un momento a guardarla, affascinato e un po’ intimorito. Poi si scuote e va nella stanza dei genitori: dalla cassettiera di sua madre, dall’ultimo cassetto in basso, prende una camicia da notte di pizzo e un filo di perle.

72 comincia a vestire il surrogato, le spazzola la parrucca bionda.

72

Salve, signora, è lei che ha ordinato una pizza?

Primo piano della bambola, la bocca spalancata in un immutabile e grottesco silenzio. 72 le spalma sulle labbra il rossetto della madre.

72

Ehi, bellezza, che ne dici di un bel massaggio alla schiena? Di nuovo, primo piano della bambola. 72 le spruzza il profumo.

72

Rilassati, bambina, sono solo venuto a controllarti le tubature…

72 apre un file nel computer: un video di Cassie Wright, nuda sul letto che parla alla telecamera (ma noi non sentiamo nulla). 72 si spoglia, sfila il tanga rosa e sgancia il reggiseno della bambola, cominciando a fare sesso con lei. Ma lo fa con troppa foga, infatti la bambola comincia a sgonfiarsi: i seni passano da una quarta a una terza. Più 72 va veloce, più lei si sgonfia. Da una terza a una prima: è come se Cassie si stesse accartocciando e avvizzendo. Più 72 spinge, più la pelle cede, diventando molle flaccida sformata.

Vediamo sovrapporsi al corpo della bambola per brevissimi secondi il volto, i seni, il sedere, le gambe, la vagina della “vera” Cassie. 72 accelera, la bambola comincia a decomporsi: 72 martella il materasso, impaziente di venire. 72 non sente la porta aprirsi alle sue spalle, non si volta.

MADRE DI 72

(strillando) Darin, che stai facendo?

72, bianco in viso, si volta, col pene ancora dentro la bambola, ormai floscia e attaccata al corpo di 72 grazie al suo sudore: la madre di 72 è nella stanza, che guarda scandalizzata prima il computer poi il figlio.

Stacco. Di nuovo primo piano di 72.

Stacco.

72

(voce over) No, questo a Bacardi e al tizio che interpreta Dan Banyan non l’ho raccontato.

Sheila e Cassie sono nell’appartamento di quest’ultima. Stanno consultando delle foto, contenute in faldone.

SHEILA

Ecco i tuoi 600, Cassie. Cassie consulta le foto. Resta stupita a vederne una.

CASSIE

Branch Bacardi… da quanto tempo… con lui ho fatto uno dei primi film, lo sai? Sheila scuote la testa.

SHEILA

Non lo sapevo. Lui è un grande nome della generazione anni ’70…

CASSIE

Sì, la prima vera star dell’industria che ha voluto girare con me. Diceva che ero speciale. Era una persona davvero gentile. Non si può dire avesse grande stile, ma sopperiva alla mancanza di stile con una grande fantasia. SHEILA

“Era”?

Cassie controlla altre foto.

CASSIE

Non lo vedo da anni… non so se il tempo lo ha fatto cambiare. So che ha avuto problemi di alcol e droghe: questo mestiere ti consuma, prima o poi. SHEILA

Ma come può un uomo che fa un lavoro del genere essere gentile, Cassie? Me lo dici? Scommetto che ha fatto questo lavoro perché non riusciva a scopare.

Cassie non dice nulla.

Sheila riflette.

SHEILA

Ho racimolato tutto il peggio di questi segaioli, Cassie.

CASSIE

Perché?

SHEILA

Per mettere questi segaioli davanti allo specchio, Cassie, te l’ho detto.

CASSIE

Ma perché ce l’hai tanto con gli uomini, Sheila?

SHEILA

CASSIE

Ma…

SHEILA

È come dico io, Cassie, lo sai meglio di me. E ne avrai la conferma quando gireremo il film. Un breve momento di silenzio.

Io non ce l’ho con gli uomini, Cassie. Vedo solo le cose con la giusta prospettiva.

CASSIE

Eppure così facendo diventi come coloro che critichi, non te ne rendi conto?

SHEILA

Dici?

CASSIE

Sì.

SHEILA

Io non penso, Cassie. La pervasività del porno tende a distogliere l’attrazione sessuale degli uomini per le donne reali. Il porno ha fatto morire la libido degli uomini per le donne reali, che non vengono viste come “porno-degne”. Ci ho pensato quando mi hai parlato di Christina Aguilera, nel

Cassie non dice nulla, guarda delle foto.

bar.

CASSIE

Mi sembri una di quelle invasate, Sheila.

SHEILA

Già, perché è meglio essere prese da dietro senza dire una parola, vero? O dire: “fottimi, sono una donnaccia”. CASSIE

È da quando abbiamo iniziato a lavorare al film che mi riempi la testa delle tue teorie, Sheila. Non credo sia la cosa migliore. Penso, come ti ho detto, che una donna abbia il diritto di scegliere quello

Sheila sorride.

Sheila scuote la testa.

SHEILA

Già. Forse è meglio così.

CASSIE

Tu hai mai conosciuto qualche utente di porno?

SHEILA

che è meglio per lei.

Al liceo, qualcuno… ma mai in modo approfondito. La mdp stringe su Cassie, che comincia a parlare con voce bassa.

CASSIE

Io sì. Sai, per qualche periodo ho fatto anche la escort: guadagnavo più così che a girare un film. Comunque sia, una sera mi becco un cliente. Incredibile a dirsi, è un ispettore della polizia di Los Angeles. All’epoca non c’era Internet, quindi non so come mi avesse trovato. L’ispettore conosceva tutti i miei film, era un mio grandissimo fan. Saltò fuori che l’ispettore, felicemente sposato, timido, educato, un brav’uomo insomma, era un patito del porno. Non facemmo sesso quella sera, la trascorremmo a parlare. Gli chiesi come mai un uomo di legge, un brav’uomo come lui, fosse così appassionato, l’ispettore mi confessò che ad attrarlo, nei film, erano le facce, cioè le facce delle interpreti, quei rari momenti casuali di tenerezza o dell’orgasmo in cui le attrici lasciavano cadere il

loro ghigno e diventavano all’improvviso persone reali.

Sheila non dice nulla. Stacco.

600 sta bevendo del caffè, beve a piccoli sorsi. 137 e 72 invece stanno guardando un film che passano sullo schermo: Cassie, vestita da infermiera sexy, sta visitando un uomo.

137

Sai a volte chi mi ricorda Cassie Wright?

72

No. Chi?

137

Marilyn Monroe. 72 lo guarda, perplesso. 600 si avvicina a 72 e 137.

600

Paragonare un’attrice porno a una star della storia del cinema come Marilyn mi pare un tantino forzato.

Primo piano di 137.

137

Ovvio, non parlo di somiglianza fisica. E, ovvio, non parlo della Marilyn che conosciamo tutti. Ma della persona che Marilyn sognava di essere. Non la bionda sculettante che parlava come una

bambina, la Marilyn che si tagliava il tacco di una scarpa perché una gamba fosse più corta dell’altra e le chiappe, quando camminava, sfregassero tra loro per bene o che si immergeva in una vasca piena di ghiaccio tritato prima di ogni ciak o apparizione pubblica.

Primo piano di 72.

72

Faceva così la Monroe?

137

(annuendo) Sì. Si immergeva nuda, imbottita di psicofarmaci per evitare il dolore, sepolta nel ghiaccio per ore: ecco come faceva la Monroe ad avere le tette e il culo ultrasodi che le servivano per lavorare. 72

Ah. E Cassie ti ricorda questa Marilyn?

137

No, te lo stavo dicendo. Marilyn aveva anche un nome segreto, la persona che lei sognava di essere. La Monroe sognava di essere rispettata, un’intellettuale come il marito Arthur Miller, una stimata attrice stanislavskiana. Un essere umano con una dignità. Ecco chi diventava la Monroe quando viaggiava senza trucco, senza i vestiti d’alta moda, con i capelli legati sotto un foulard, nascosta dietro occhiali da lettura con la montatura di corno. Era quell’attrice semplice, intelligente e colta

che rispondeva al nome di Zelda Zonk. Cassie è Cassie e basta, questo voglio dire.

72 sembra convinto della spiegazione di 137, 600 no. Nella sua soggettiva vediamo 137 e 72 in campo medio.

600

Mi sembra un po’ semplicistica questa spiegazione: anche le attrici porno recitano. Il porno è finto né più né meno di un qualunque altro prodotto di fiction, solo che sembra più vero del vero. Anche Cassie nella vita di tutti i giorni non è la Cassie che si vede sullo schermo. Pure io fingo quando

giro una scena. Siamo attori. (a 137) Tu sei Dan Banyan a ogni ora del giorno? 137 Be’, quando scopo è perché le donne vogliono scoparsi Dan Banyan: è anche per questo che giro il

film.

72

E in fondo, di ogni attore o attrice si può dire che sia forzata, costruita, in un certo senso finta…

137

Esatto. Per Cantando sotto la pioggia, Gene Kelly ballò per giorni la canzone che dava titolo al film, ciak dopo ciak, con la febbre a 39 e passa. Perché sulla pellicola la pioggia risultasse realistica, la produzione usò acqua mista a latte, e Gene Kelly, pur stando da cani, continuò a sguazzare e a

inzupparsi di latte rancido sorridendo come se fosse il giorno più felice della sua vita.

Passa Sheila, 137 le rivolge uno sguardo di fuoco. Sheila risponde al suo sguardo. Passa inoltre un uomo: 137 nota con disgusto l’elaborato tatuaggio che c’è sulla spatola sinistra dell’uomo.

72 non risponde.

137

Che schifo, come si può stuprare così il proprio corpo?

72

(guardando l’uomo) Be’, il tatuaggio è una forma d’arte. E magari quell’uomo si è tatuato il proprio corpo per esprimere la propria individualità. Non ha un volto che resta impresso, ma con quel tatuaggio diventa unico.

137 non dice nulla.

Stacco.

La mdp inquadra 600: sta bevendo del succo d’arancia. Un latino sui 30 anni prende un bicchiere e lo riempie di Coca-Cola: nel farlo, sposta una bottiglia di tè e poi non la rimette a posto. 600 nota la cosa, e quando l’uomo se ne va rimette al suo posto la bottiglia di tè.

Stacco.

La mdp inquadra uno yuppie sui 30 anni, capelli neri corti, fronte alta, occhi di un verde purissimo, denti bianchissimi, mani curate. Indossa mutandine Ralph Lauren bianche e sta parlando al suo iPhone 4s. Lo yuppie è piuttosto preso dalla conversazione.

YUPPIE

Be’, direi che l’interesse di DiCaprio è un ottimo motivo per andare avanti col progetto, no? Peraltro io il libro non l’ho letto, non mi piace nemmeno il titolo: Blue Movie. DiCaprio è davvero perfetto per il ruolo?

Lo yuppie resta in ascolto.

YUPPIE

Capisco: DiCaprio è perfetto per il ruolo. Oltretutto la sua presenza ci garantirebbe un ritorno al box office non indifferente, non credi? Ora non posso calcolare il margine di guadagno se prendiamo lui e Natalie Portman, ma credo sarà altissimo.

Lo yuppie resta in ascolto, poi ride.

YUPPIE

Figurati, non sono andato a Stanford e poi a Yale per produrre quei noiosi filmini artistici che non si vede nessuno. Allora, alle due ci vediamo a pranzo da Nobu a West Hollywood?

Lo yuppie ascolta l’interlocutore.

YUPPIE

Ma scusa che ore sono? Lo yuppie resta in ascolto, poi spalanca gli occhi e la bocca per la sorpresa.

YUPPIE

Cosa? Ma da quanto tempo sono qui!

Lo yuppie guarda l’orario sul display del cellulare. Lo yuppie ha il corpo del tutto glabro e i muscoli scolpiti. Attorno a lui, vari partecipanti che mangiano, bevono, parlano: c’è anche 600, che lo guarda.

YUPPIE

Lo yuppie si guarda attorno.

(al telefono) Aspetta un secondo.

YUPPIE

Ma porca puttana! Proprio in quel momento, dal piano superiore scende Sheila.

YUPPIE

(urlando a Sheila) Secondo te possiamo aspettare tutto il giorno per farci uno schizzo dentro quella vecchia troia?

600 guarda lo yuppie e nota che è abbronzato, in maniera uniforme e intensa.

YUPPIE

Se permetti avrei anche degli impegni. Dovrei, dovremmo essere fuori già da ore.

Tutti gli altri partecipanti, compresi 137 e 72, si fermano, pietrificati. Dall’alto, Sheila osserva tutti. Silenzio da parte di tutti: gli unici rumori sono i sospiri provenienti dai film di Cassie.

YUPPIE

Che cazzo, è peggio di quando ti chiamano a fare da giurato in tribunale.

SHEILA

(calma) Signori, vi chiedo per cortesia di avere pazienza. È vero, è passato molto tempo, ma io e la signora Wright stiamo sistemando gli ultimi dettagli. Per il bene della signora Wright dobbiamo fare tutto

con calma e ordine.

137 guarda prima Sheila, poi lo yuppie. 72 si avvicina a 600, fa per parlare ma 600 lo ferma con un gesto della mano.

YUPPIE

Ma vaffanculo.

Nella soggettiva di 72, vediamo lo yuppie andare agli armadietti scolastici e aprire il suo. Lo yuppie, con estrema lentezza, comincia a tirare fuori quello che ha messo nell’armadietto. 137 guarda 600. Lo yuppie indossa calzini scuri di seta.

Sheila resta in silenzio, mentre la tensione aumenta. Lo yuppie tira fuori scarpe Hogan di vera pelle. Un partecipante dà un rapido morso al suo burrito. Lo yuppie indossa pantaloni Versace.

Poi tira fuori una camicia Prada di seta, la scrolla per eliminare le pieghe e poi la indossa, liscia i polsini con cura eccessiva e maniacale. Alza il colletto e fa scivolare attorno al suo collo tornito una cravatta Ferragamo.

YUPPIE

Fanculo a quella e al suo record mondiale. Basta, io me ne vado. Sheila è ferma, tutti aspettano.

Lo yuppie si mette al polso destro un Rolex President, al sinistro un bracciale Bulgari. Dall’armadietto prende una cintura Hugo Boss e la indossa. In split screen, vediamo 137 e 600: 137 è ammirato nel l’abbigliamento dello yuppie, 600 ha invece un risolino sardonico. Poi lo schermo torna normale e vediamo Sheila: guarda lo yuppie, con espressione di evidente fastidio.

Lo yuppie prende una giacca Valentino, quindi occhiali da sole Marc Jacobs. Lo yuppie si allaccia le stringhe. Poi fa per avviarsi alla porta.

SHEILA

E la penale quando ce la paghi? Lo yuppie, inquadrato in figura intera, si volta.

YUPPIE

Cosa?

SHEILA

(con un sorriso) La penale per l’abbandono del set. È scritto nel contratto: chiunque abbandoni il set, anche prima dell’inizio delle riprese, dovrà pagare alla produzione 10 milioni di dollari.

Lo yuppie resta di stucco.

YUPPIE

Vi faccio causa…

SHEILA

(c.s.) Passeresti tutto il tempo in tribunale, si sa come vanno queste cose. E tutti verrebbero a sapere che hai girato un film porno, non una buona pubblicità per te e la tua carriera.

Lungo momento di attesa. Con un risoluto gesto di insofferenza e sconfitta, lo yuppie torna agli armadietti e si spoglia. Lo schermo si divide in quattro: 72, 137, 600, Sheila hanno un sorriso.

Stacco.

Cassie è nuda davanti allo specchio. Il pube è rado, i seni piccoli ma sodi, un po’ di cellulite attorno ai glutei, ma nel complesso Cassie è ancora una bellissima donna, di quelle per cui ogni uomo impazzirebbe. In sottofondo, Please Please Please Let Me Get What I Want degli Smiths.

CASSIE

Interpreto film porno dalla fine degli anni ’70. Il primo film lo girai di notte, nel capannone di una fabbrica: il proprietario doveva dei soldi al regista del film, un grassone pelato che non sapeva nemmeno la differenza tra un obiettivo e un cavalletto. L’attore, un tipo piccoletto, non riuscì nemmeno a venire e dovettero mettere al montaggio l’eiaculazione di un altro. Faceva un freddo

incredibile in quel capannone: avevo la pelle intirizzita e mi muovevo impacciata. La mdp si avvicina allo specchio e inquadra Cassie in primo piano.

CASSIE

Puzzava pure quel tipo, l’attore. Da allora ne ho fatti di film. Così tante ore di sesso davanti alla macchina da presa che ne ho perso il conto. E più grandi sono diventati i registi e gli ingaggi, naturalmente.

Cassie apre la bocca, si mette il rossetto.

CASSIE

La prima volta che ho leccato due peni ne La Don Giovanna avevo la febbre, il sapore dei due glandi a contatto con la mia lingua mi dava la nausea, ma dovevo farlo: lo spettacolo è un severo ed esigente padrone.

Cassie si mette le mani sotto le coppe dei seni.

CASSIE

Beamer Bushmills diceva che avevo i seni più belli del cinema americano, non solo di quello a luci rosse. Diceva che quando leccava i capezzoli era come se assaggiasse due piccole pesche, tanto erano profumati. Non so se dicesse sul serio, e forse lo diceva anche ad altre, ma la cosa mi faceva

molto piacere. Cassie si gira, dando le spalle allo specchio, ma viene sempre inquadrata in primo piano.

CASSIE

Quando per la prima volta ho fatto sesso anale davanti a una macchina da presa, ho sentito un dolore incredibile: l’attore, Post Campari, era un omone con un grande pene e lo usava per fare male alle attrici, aveva problemi con le donne, faceva l’attore porno per sfogarsi. Passai i giorni successivi seduta sugli impacchi di ghiaccio. E feci lo stesso la prima volta che girai una doppia

penetrazione.

Cassie, sempre inquadrata in primo piano, comincia a truccarsi: si passa la matita sulle sopracciglia, quindi si passa l’eye liner su entrambe le palpebre, il rimmel sulle ciglia, il fard sul viso. Si guarda a lungo nello specchio.

CASSIE

Quante volte dopo aver ingoiato lo sperma ho sentito dolore allo stomaco e ho dovuto vomitare. Quante volte mi hanno eiaculato in faccia, la cosa mi faceva schifo, eppure dovevo sorridere, dovevo prendere lo sperma sulle dita e leccarlo, perché così chiedeva il regista.

Eppure rifarei tutto daccapo. Sono la più grande, io, la più grande, la più grande…

Cassie si ferma e si guarda di nuovo allo specchio. La mdp la inquadra di nuovo in figura intera. Poi, Cassie comincia a vestirsi. La musica sfuma.

Stacco.

72 e 600 sono davanti al buffet: stanno entrambi mangiando dei nachos intingendoli nella maionese. Poco più lontano, 137, visto nella soggettiva di 600: sta parlando con lo yuppie.

137

Mi alleno 4 ore al giorno, dalle 6 alle 10. Non sono l’unico a fare sacrifici per raggiungere grandi risultati. La direttrice del casting della MGM respinse Roy Fitzgerald tre volte. Quando gli chiedeva di

camminare per il suo ufficio, l’attore inciampava, così spesso che lei temeva le rompesse il tavolino di cristallo. Fitzgerald, ex meccanico della marina militare divenuto camionista, all’epoca si guadagnava da vivere vendendo surgelati, e quando sorrideva scopriva troppo le gengive. Cosa

ancora peggiore, ridacchiava. E parlava con una voce da ragazzina.

Lo yuppie lo ascolta, ma con un sorriso ironico di cui 137 non si accorge.

137

Nessuno voleva scritturare quella grande e grossa femminuccia, finché un giorno il suo agente, Henry Wilson, non gli insegnò a premere le labbra contro i denti quando sorrideva. L’agente gli fece frequentare un altro attore che soffriva di faringite: una volta che Fitzgerald si fu infettato ed ebbe la gola completamente infiammata, l’agente gli ordinò di urlare fino a ferirsi le corde vocali. Dopo, l’attore ebbe una voce più bassa, profonda, roca. Una voce da uomo. E il suo nome divenne Rock

Hudson. 137 sorride, lo yuppie ha ancora il sorriso ironico. 137 si allontana da lui e torna da 72 e 600.

72

Per sbaglio ho detto ai miei genitori del film che giravano qui, e loro mi sono saltati subito addosso, dicendo che se oggi fossi anche solo uscito di casa mi avrebbero ripudiato.

600 non dice nulla. 137 si avvicina ai due e si mette ad ascoltare.

72

Mi hanno detto che avrebbero cambiato le serrature e chiamato qualcuno a prendere i miei vestiti, il letto e tutte le mie cose. Per prelevare soldi dal mio conto in banca c’è bisogno della firma di entrambi: dopo che mia madre mi ha beccato che mi facevo una sega sul porno di Cassie, è stata

questa la condizione perché potessi continuare ad avere un conto in banca.

72 prende da mangiare: un taco con carne e carote. Sia 600 che 137 nel sentire il suo racconto aggrottano la fronte.

72

(mangiando) Mia madre. È una vera ipocrita. Il giorno che mi ha beccato che mi segavo, era appena tornata a casa dal corso di decorazione di dolci. Lei e mio padre quando scopano fanno versi animali, credetemi. Mia madre pretende di controllare la mia posta elettronica, la cronologia delle pagine che visito su Internet, se crede che ho cancellato qualcosa cerca nella barra degli indirizzi, e intanto al corso di decorazione di dolci insegnano a fare torte erotiche, quelle torte a forma di gente nuda che

si fanno per ridere. Che ipocrita. 600 infilza con un uno stuzzicadenti minuscoli würstel.

72

Subito dopo che mi aveva beccato era lì in cucina che si allenava a preparare meringhe a forma di scroto e culi di crema al limone, mescolando coloranti alimentari per creare clitoridi e capezzoli. Sprecando litri di glassa alla crema di burro per spremere su fogli di carta da forno file e file di prepuzi. Apri il frigo, e dentro ci trovi teglie di grandi labbra, avanzi di cosce o chiappe, manco

Primo piano di 137.

fosse la cucina di Ted Bundy.

137

I padri, le madri. Con tutto il loro affetto e le loro premure. Sono sempre loro che ti fottono.

600

Non era una poesia?

137 lo guarda, poi alza le spalle. Passa Sheila.

SHEILA

Preparatevi, tra poco si inizia a girare. 72, 137 e 600 sorridono. 600 prende inoltre Sheila per un braccio.

600

Scusa…

SHEILA

Sì?

600

Prima hai detto che con Cassie possiamo fare tutto, mentre giriamo. Davvero? Sheila annuisce.

SHEILA

Potete anche picchiarla, se vi va. La signora Wright è disposta a esaudire ogni vostro desiderio, lo ripeto. (fin troppo ironica)

Non mi dire che un attore del tuo calibro ha problemi a dare uno schiaffo a una donna sul set. Sheila se ne va. 600 ha una smorfia di disappunto.

600

Che ragazzina sarcastica…

137

La tua ritrosia a dare uno schiaffo a Cassie mi ricorda quella di Lee Van Cleef sul set de Il buono, il brutto, il cattivo: il suo personaggio doveva uno schiaffo a una prostituta, e lui non ci riusciva, nemmeno per finta. Diceva che non gli riusciva di mettere le mani addosso a una donna, era più

forte di lui. 600 guarda 137: non dice nulla, ma è esasperato.

72

Eppure lei è un attore porno, signor Bacardi. Non dovrebbe farsi questi problemi.

600

Ma io nei miei film non ho mai messo le mani addosso a una ragazza. L’ho sempre trovato eccessivo e non vero: daresti un pugno alla tua ragazza per eccitarla?

600 si fa pensoso.

72

Ma lo diceva lei prima, il porno non è vero.

600

Sì, ma così è troppo. Qualche giorno fa ho visto un video in cui il tipo sputava in bocca all’attrice. Ho fermato subito la visione. 137 E perché? Era finto, in fondo.

600, quasi come a rispondere, intinge un salatino nella maionese.

600

È eccessivo. Ma io tutto il porno di oggi non lo capisco: quando ho iniziato, c’erano le storie, i personaggi, attori che non si limitavano ad avere un’erezione a comando. Gli spettatori non guardavano i nostri film solo per eccitarsi e masturbarsi. 72

Ma quello è erotismo, no?

600

Anche il porno era così. Era un modo per prendere posizione contro il potere.

72 è in ascolto, attento. Un uomo sui 44 anni coi capelli biondi e uno di colore, le braccia coperte di tatuaggi, passano davanti al terzetto. 600 li guarda.

600

Ora molti film sono stereotipati e banali. Solo cazzi e fiche che scopano. Manco lo straccio di un dialogo. Il porno ha preso proprio tutta un’altra strada da quando ho cominciato. (a 72) Tu, ti vergogni mai di vedere i film porno?

72 dà prima uno sguardo a un uomo di colore col mento incorniciato dalla barba, poi scuote la testa in senso di diniego.

72

Perché dovrei?

600

Ecco, quello che dicevo. Nel porno c’è sempre stata una certa dose di vergogna, sia per gli attori che per i consumatori: fatevi raccontare il senso di vergogna che si provava in quegli anni. E non vedevi il porno nemmeno a pagarlo, al di fuori dei cinemini squallidi. Ora invece il porno lo trovi

dappertutto, nei programmi del mattino e nei video musicali. 137 sembra non capire il discorso.

600

È una fregatura, insomma. Una volta eravamo dei ribelli, ripeto. Adesso noi attori siamo macchine che devono sborrare a comando e i produttori uomini d’affari. Il porno di una volta non c’è più.

600, sconsolato, si allontana da 137 e 72 che restano assorti.

72

Ma lei ha capito cosa voleva dire?

137

No, sinceramente no. Ma suppongo che ormai Bacardi non sia più quello di una volta. Non è più in contatto con questo mondo, insomma. 72 E lei, lo è, in contatto con questo mondo?

137 lo guarda.

72 non dice nulla.

137

Sì, lo sono.

Tutti si voltano. Stacco.

La voce di Sheila fuori campo.

CITY OF SIN

SHEILA

Motore…

FONICO

Partito!

OPERATORE

Il ciak è tenuto in mano dall’assistente regista.

SHEILA

(f.c.) Signori, se volete prestarmi attenzione…

La mdp inquadra in primo piano Cassie: è stesa su un letto. Il direttore della fotografia sistema gli ultimi dettagli. Il volto di Cassie viene coperto da un un ciak, su cui leggiamo, tra le altre cose:

Ciak…

ASSISTENTE REGISTA

“City of Sin”, Scena 1, Inquadratura 1, ripresa 1.

L’assistente regista batte il ciak, poi esce di scena. La mdp allarga il campo, Cassie è circondata da 600 uomini: asiatici, neri, latini, biondi, bruni, rossi, con o senza barba e baffi e tatuaggi, capelli lunghi e corti, senza capelli, capelli con e senza gel, pettorali glabri, depilati e con una selva di peli, giovani, adulti, chi abbronzato, chi no

SHEILA

(c.s.) Azione…

Stacco. Dissolvenza in chiusura. Partono i titoli di coda.

Arcadia Productions ha presentato

Un film di Roger Avary

GANG BANG

liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk edito in Italia da Mondadori

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