La valigetta nera (Script)

LA VALIGETTA NERA.

CAST:

CATHERINE ZETA-JONES ——– PATRICIA JONSHON

PIERCE BROSNAN——————- JACK CARTER

JAMES CROMWELL —————- JOE RICHARDSON (Presidente Usa)

DANNY AIELLO————————- FRANK LICATA (Capo mafia)

MICHAEL MADSEN —————– TONY LICATA (Killer)

JOHN TURTUTTO ——————– ARTHUR GEMMIL (Agente F.B.I)

DELROY LINDO———————— ROBERT “BOB” COLE (Agente F.B.I)

PATRICIA ARQUETTE ————– JACQUELINE FLAGG (Segretaria)

TONY SPERANDEO——————— CLARK STERN (Killer)

THOMAS CALABRO——————– LUKE CROSS (Killer)

JOE VITERELLI ————————- PATRICK YUNG (Killer)

PORTIERE/RECEPTIONIST———- WOODY HARRELSON

SCENA 1.NEW YORK – ESTERNO-NOTTE-

Scorrono i titoli di testa.

La telecamera fa una lunga inquadratura di New York illuminata. Poi scende verso un quartiere, poi una via. Infine la telecamera si ferma. Sul sottofondo si sente una musica jazz. Una macchina scura si ferma davanti ad una porta. Dall’auto scende una figura che apre un ombrello per ripararsi dalla pioggia. La figura si sporge dentro la macchina, che dopo pochi secondi riparte. La figura va verso la porta. La camera si abbassa sulla porta, sulla quale si legge:

JACK CA TER- DETECTIVE P VATO.

Dissolvenza in nero.

SCENA 2.INTERNO-NOTTE- STUDIO DI JACK CARTER.

La figura chiude l’ombrello, e si vede che è una donna bionda. La telecamera fa una panoramica della stanza. Si vede una radio accesa, da cui proviene musica jazz. Poi c’e una scrivania, e appoggiata su quella un uomo che sta dormendo. Sulla scrivania ci sono dei piatti sporchi e degli avanzi. La donna avanza fino alla scrivania. Poi batte un colpetto su questa. L’uomo che dormiva si alza di scatto, apre un cassetto è fulmineamente tira fuori una pistola.

Jack: fermo o sparo! .. ma che ca… chi è lei?

Jacqueline: chi sono io non ha molta importanza. Piuttosto lei è Jack Carter?

Jack: per servirla signora…? Avrà pure un nome?

Jacqueline: certo che ho un nome, mi chiami Linda.

Jack: bene signora Linda: cosa vuole da me alle 2 di mattina?

Jacqueline: è molto semplice, signor Carter. (alza la ventiquattrore da terra e la mostra a Jack). Voglio che lei porti questa valigia al Montrose Motel, sulla interstatale. Crede di riuscirci?

Jack: non è che il compito appaia particolarmente difficile da quello che mi ha detto… Ma, venendo alle cose importanti, cosa ci guadagno io?

Jacqueline: questi (mette una mano in tasca e tira fuori un rotolo di banconote). Sono 500 dollari, altri 1500 li avrà a lavoro terminato. Ci sta?

Jack: certo che ci sto. (afferrando in fretta le banconote) Posso farle una domanda?

Jacqueline: un momento prego, non ho ancora finito di spiegarle ciò che lei dovrà fare. Prima di consegnare questi soldi, deve andare a noleggiare una macchina. Per questa operazione deve andare all’autonoleggio dell’Hertz, sulla 45esima strada. Qui troverà tutto pagato, non deve far altro che prendere la macchina a nome mio: Linda. Al motel poi, deve chiedere di una persona, chiamata PJ ed attendere altri ordini. Ha capito?

Jack: ok …. Cioè si può fare, per 1500 dollari. Ora posso farle una domanda?

Jacqueline: certo, mi dica.

Jack: chi è lei per avere tutti questi soldi da spendere per far trasportare una valigia? Cosa contiene?

Jacqueline: si fidi se le dico che meno ne sa, meglio è. Lei si preoccupi di eseguire quanto le ho detto e di intascare il denaro, nient’altro.

Jacqueline sta andando via, poi si gira.

Jacqueline: un’ultima cosa. Ovviamente la valigetta non deve essere mai aperta ok?

Jack: certo.

Jacqueline: Bene. Arrivederci signor Carter. Buona fortuna… (Jacqueline esce dalla porta e bisbigliando tra se e se) ne hai bisogno….

La telecamera si sposta fuori della stanza, sulla strada. Si rivede la macchina che torna, la donna sale e l’auto riparte silenziosamente. Poi la telecamera ritorna dentro l’ufficio di Jack.

Jack: (parla da solo a voce alta e fuma una sigaretta) Buona fortuna…. Mah… (Jack fissa la valigetta sul tavolo, mette le mani sui gancetti di chiusura come per aprirla, poi cambia idea, si alza, prende la valigetta, spegne la radio ed esce)

Dissolvenza in nero.

SCENA 3- NEW YORK- ESTERNO- GIORNO- AUTONOLEGGIO DELLA HERTZ.

Jack scende da la sua macchina, una vecchia Ford, ed entra nell’autonoleggio. La telecamera lo segue. Dentro l’autosalone è ovviamente pieno di macchine. Jack si guarda attorno, poi vede un uomo grasso dietro un bancone. Jack si avvicina al bancone.

Jack: salve. È lei che comanda tutto qui?

Uomo: buongiorno. Si sono io, piacere Gus Harte.

Jack: bene, sono qui per prendere una macchina, a nome di Linda

Gus: ah Linda… bene, venga.

I due si allontanano, la telecamera esce dalla stanza e li raggiunge fuori, ma li riprende dall’alto. Jack parla con Gus, ma non li sentiamo, poi Jack sale su una grossa Mercedes, e parte.

Dissolvenza in nero.

SCENA 4- INTERSTATALE-INTERNO-CREPUSCOLO- AUTO JACK CARTER.

La telecamera è all’interno della macchina. Jack è al volante. Si sente la stessa musica jazz della prima scena. Poi Jack mette la freccia, accosta a destra ed entra in uno spiazzo. La telecamera esce dalla macchina e inquadra tutto il parcheggio. Poi si allontana e inquadra l’edificio davanti al parcheggio. È un palazzo e vicino sulla facciata c’è un’insegna luminosa in rosso: MONTROSE MOTEL.

Dissolvenza in nero.

SCENA 5- INTERNO-CREPUSCOLO-MONTROSE MOTEL.

Jack è al bancone del motel, dall’altra parte c’è un receptionist molto informale, in una larga felpa sportiva, capelli lunghi raccolti in una coda e sta mangiando una mela (Harrelson). La hall è molto disordinata e poco curata.

Jack: Buongiorno.

Receptionist: ‘giorno. Vuole una camera?

Jack: no, sto cercando una persona che ha preso una camera in questo motel…(estrae un foglietto dalla tasca) credo si chiami… PJ, non so…. Fors …

Receptionist: stanza 203.

Jack: ah grazie.

La telecamera inquadra Jack che sale le scale.

Dissolvenza in nero.

SCENA 6-INTERNO-CREPUSCOLO-DAVANTI ALLA PORTA DELLA STANZA 203 DEL MONTROSE MOTEL

Jack è davanti ad una porta, sulla quale c’è scritto 203, si guarda intorno, poi bussa leggermente alla porta. Nessuna risposta. Bussa di nuovo, più forte. Da dentro si sentono dei passi, poi la porta si apre. La telecamera inquadra lo spiraglio di porta, dalla quale esce una pistola, poi si vede la faccia di una donna bellissima. Jack alza le mani, e lascia la valigetta a terra.

Donna: chi è lei?

Jack: (stupito) sono Jack Carter, lei deve essere ….

Donna: chi la manda?

Jack: Linda

Donna: Bene. (abbassa la pistola) entri.

Jack entra nella stanza, e la donna richiude la porta. La telecamera inquadra la porta chiusa, poi dissolvenza.

 

SCENA 7-INTERNO- CREPUSCOLO- STANZA 203 DEL MONTROSE MOTEL

Jack è seduto su una poltrona, davanti ad un tavolino basso di vetro. Davanti a lui è seduta la donna. Questa è vestita normalmente con un paio di jeans blu e una maglietta a maniche corte. Il silenzio è imbarazzante.

Jack: lei è P.J.?

Patricia: si, perché?

Jack: niente……, solo mi aspettavo che P.J. fosse un uomo.

Patricia: e invece è una donna, spero non le dispiaccia (tende la mano verso Jack) Patricia Jonshon.

Jack: Carter.

Patricia: ha incontrato difficoltà durante il viaggio, ..voglio dire è sicuro che nessuno l’abbia seguita?

Jack: no. Penso di no. Se è successo non me ne sono accorto.

Patricia: bene, molto bene. Posso avvertire il capo. Intanto lei si rilassi, da bere è dentro quel mobile. Io torno subito.

Patricia esce dalla stanza da un’altra porta. Jack intanto apre il mobile, trova una bottiglia, la apre e si versa da bere. Poi si mette ad ammirare il panorama da una finestra. Lo sguardo vaga per la strada che scorre davanti, poi però si fissa su un uomo seduto vicino al distributore di carburante. La telecamera zooma sull’uomo. Dopo pochi secondi si sente la porta che si riapre, e la voce di Patricia. La telecamera ritorna dentro la stanza e inquadra Patricia, è visibilmente scossa. Si ricrea il silenzio di prima. Poi Jack si schiarisce la gola.

Jack: bene, il mio compito è terminato, è stato un piacere conoscerla. Arrivederci (fa per prendere la giacca da una poltrona)

Patricia: dove va?

Jack: me ne vado. Io ho finito: la valigetta è stata consegnata, dunque ho fatto il mio lavoro no?

Patricia: no, il suo lavoro non finisce qui. Ci sono stati dei problemi, lei viene con me a Los Angeles.

Jack: dove? A Los Angeles? Mi dispiace signorina Jonshon, ma ho altri programmi.

Jack si avvicina alla porta, sta per aprirla.

Patricia: (estrae la pistola) se lei fa un altro passo, le sparo, le giuro che lo faccio.

Jack: ( si allontana dalla porta) ma è impazzita. Io sono stato pagato per portare qui valigetta, non per andare a Los Angeles.

Patricia: bene. Cambio di programma, lei viene a Los Angeles.

Jack: senta: io non so che problemi abbia lei o chi per lei, ma io non ho nessuna intenzione di attraversare tutta la dannatissima America a consegnare una valigetta che non so nemmeno cosa contenga… Per quel che ne so potrebbe esserci droga ed io….

Patricia: poche chiacchiere Carter, lei viene con me. ok?

Jack: non se ne parla proprio, io me ne vado.

Jack si riavvicina alla porta, ma sente il cane della pistola di Patricia scattare. Si ferma.

Patricia: se fa un altro passo è morto.

Jack: non capisco……

Patricia: lei non deve e non può capire quanto sia importante quella valigetta. Se verrà con me troverà a L.A. altri 1500 dollari ad attenderla.

Jack: 1500 dollari non mi convinc… (Patricia punta la sua pistola alla testa di Jack) va bene, è stata convincente (allontanandosi dalla porta).

Patricia: mi dia la sua parola, non voglio passare il tempo a controllare che lei non scappi.

Jack: e va bene, va bene! Le do la mia parola, contenta?

Patricia: bene. (posando la pistola) Per stanotte dormiremo qui, poi domattina presto partiremo. La sua camera è quella vicina. La 204, ma le porte sono comunicanti.

Patricia si avvicina ad una porta laterale, la apre. La telecamera inquadra lo spazio che si vede dalla porta aperta. C’è un’altra stanza uguale a quella dove sono Patricia e Jack

Patricia: Chiaro? Questa è la sua camera.

Jack (con malizia): una camera tutta per me? Non doveva prendersi tanto disturbo, potevamo dividere questa. E’ una matrimoniale se non sbaglio.

Patricia: lei è un po’ troppo vecchio per farmi questo genere di proposte

Jack (sarcastico): si, come no!

Patricia (ignorandolo): C’è qualcos’altro che posso fare per lei?

Jack: si: spiegarmi cosa diavolo andiamo a fare a L.A.

Patricia: mi dispiace, non posso. Nient’altro?

Jack: darmi del tu?

Patricia: va bene Jack. A domani.

Jack: (entrando nella sua camera, con un’espressione poco convinta) a domani.

La porta della stanza di Jack si chiude. Dissolvenza sulla porta.

SCENA 8- WHASHINGTON- NOTTE- INTERNO- CASA BIANCA.

La telecamera è alta sulla casa bianca, poi si abbassa sempre di più. All’interno tutte le luci sono spente, solo in una finestra c’è la luce accesa. La camera zooma su quella e poi entra dentro la stanza. All’interno ci sono tre uomini: uno dietro la scrivania, e altri due seduti su due comode poltrone. L’uomo dietro la scrivania appare nervoso e si tocca continuamente la cravatta. Il più vecchio degli altri due è vestito elegantemente, e fuma un sigaro, mentre il più giovane beve whisky ed è vestito in maniera meno elegante.

Uomo dietro la scrivania: Frank, se questo succede, io sono fottuto, vuoi capirlo?

Frank: te lo ripeto Joe, non preoccuparti, la donna è già sotto il nostro controllo. Lei e il detective sono al MONTROSE MOTEL sulla interstatale.

Presidente: detective? C’e anche un detective?

Uomo giovane: si, ma è di poco conto, poco più di un dilettante. È proprio grazie a lui che siamo riusciti a rintracciare la Jonshon. Per sicurezza sistemeremo anche lui.

Frank: visto Joe? Tu sei troppo apprensivo. Piuttosto cosa ne facciamo della tua segretaria, della Flagg.

Presidente: oh cazzo, cazzo,….. si potrebbe risparmiare almeno lei?

Frank: no. Penso proprio di no. Ormai sa troppo, ma se vuoi lasciarla stare, fa come vuoi, la testa che salta è la tua, non la mia.

Presidente: ok. Uccidetela, ma senza fare troppi casini.

Frank: bene. Penso sia tutto. Noi andiamo. (si alza e si mette il pesante cappotto, cosi fa l’uomo giovane) andiamo Tony.

Tony: (si avvicina alla porta) ok papà

Frank: Noi andiamo (stringe la mano al presidente). Domattina leggi i giornali Joe, per averegli ultimi sviluppi. Nel frattempo, dormi tranquillo, è tutto sotto controllo.

I due escono, e il presidente resta solo nella stanza a fissare il vuoto.

Dissolvenza in nero.

SCENA 9-ESTERNO-NOTTE-WASHINGTON-CASA DI JACQUELINE FLAGG

 

Una BMW scura, la stessa della prima scena, si ferma davanti al portone di un palazzo, una figura scende, dice qualcosa all’autista dell’auto. L’auto riparte, la figura va ad aprire il portone. La telecamera si sposta su una Ford rossa parcheggiata dall’altra parte della strada. Dalla macchina escono due uomini e attraversano la strada. La telecamera si sposta in alto. La donna che sta aprendo il portone si volta, e vede i due uomini. La telecamera si abbassa e sulla faccia di Jacqueline si vede un’aria spaventata. La donna corre dentro e sale di corsa le scale. I due uomini fanno la stessa cosa ma senza correre, solo affrettanto il passo. La donna inciampa in un gradino, e i due inseguitori sono sempre più vicini. Jacqueline raggiunge una porta. La apre ed entra. Poi la richiude. La telecamera si sposta fuori dall’appartamento. I due uomini sono davanti alla porta, per la prima volta li vediamo chiaramente: Luke, snello, elegante e affascinante, tipici lineamenti mediterranei (Calabro) e Patrick, grosso e sulla sessantina, con uno stuzzicadenti in bocca, molto tranquillo e sicuro di se (Viterelli).

Luke: cazzo, ci ha chiuso fuori. ora cosa facciamo Pat?

Pat estrae una pistola e spara due colpi alla serratura, che si frantuma in mille pezzi.

Pat: Attenzione ora, potrebbe essere armata..

I due uomini entrano dentro l’appartamento, che è completamente buio. Luke e Patrick avanzano a tastoni per la stanza, poi improvvisamente una luce si accende e si sente uno sparo. Luke viene colpito al braccio dal quale esce sangue. Pat si getta dietro un divano. Luke lo imita in fretta.

Pat: maledizione. Ti avevo detto di stare attento.

Luke: mi ha colpito al braccio, la troia!

Jacqueline continua a sparare, ma i due ora sono riparati dal divano.

Luke: Cazzo!

Luke emerge da dietro al divano e spara un singolo preciso colpo. Il proiettile colpisce Jacqueline al’avambraccio. La pistola le cade di mano. Lei urlando scappa in un’altra camera.

Luke: E’ inutile che scappi, stronza! (a Pat, eccitato) Forza, andiamo a finire il lavoro.

I due uomini escono da dietro i divani. E seguono la donna nella stanza. La telecamera li segue. Entrano nella camera da letto. Jacqueline sta rovistando negli armadi cercando qualcosa con cui difendersi… vedendo i due arretra fino al muro fissando i due assalitori terrorizzata.

Jacqueline: cosa volete? La cassaforte è nell’altra stanza. Ecco la chiave (toglie la chiave dal reggiseno e la getta ai due)

Luke: (estrae un coltello, con un sorriso maligno e compiaciuto in volto) la chiave non ci interessa, però potresti farci vedere dove la custodivi, vero Pat?

Patrick: non perdiamo tempo, Luke. (spara due colpi a Jacqueline, poi si avvicina al corpo inerme e gli scarica addosso tutto il caricatore della pistola). Andiamo.

SCENA 10- INTERNO- GIORNO-SALA –OVALE DELLA CASA BIANCA.

Il presidente è seduto dietro la sua scrivania, ha sul volto un’aria affranta. Dall’altra parte ci sono due uomini, un bianco e un nero. Tutti e due sono vestiti elegantemente.

Presidente: vi ho fatto chiamare personalmente, perché voglio che catturiate gli assassini della povera Jacqueline Flagg. Capito?

Uomo bianco: non si preoccupi signor presidente, faremo di tutto per scovare Jack Carter e Patricia Jonshon. I due assassini la pagheranno cara.

Uomo nero: giusto.

Presidente: (Scartabellando qualche documento) mi siete stati consigliati dal vostro capo, Tony Jackson, spero vivamente che sarete all’altezza dell’incarico. Ora andate. Prendete quei maledetti.

Uomo bianco: si, signore.

I due escono. Il presidente sorride. Compone un numero telefonico. Il telefono fa due squilli, poi dall’altra parte rispondono.

Voce: pronto.

Presidente: Frank?

Voce: si, sono io. Tutto a posto Joe?

Presidente: si. Tutto a posto. Tony Jackson l’ha bevuta, bel lavoro!

Frank: bene. Quindi come se non li uccidiamo noi, ci penseranno i due fessi dell’F.B.I. giusto?

Presidente: esatto.

La telecamera si alza. Dissolvenza in nero.

SCENA 11- INTERNO-GIORNO AUTO DI JACK CARTER.

Jack e Patricia sono in macchina, in sottofondo si sente la solita musica jazz.

Patricia: che noia con questa musica, è da quando siamo partiti che non ascoltiamo altro. Non si potrebbe sentire la radio?

Jack: si signore. (estrae la cassetta. E la musica della radio cambia). Anche perché se non faccio come dici mi ritrovo un po’ di piombo in corpo vero?

Patricia non risponde e Jack fa un sorriso. I due stanno in silenzio per un po’. La radio continua a trasmettere musica. Poi la musica cessa e una voce femminile inizia ad annunciare le notizie più importanti.

Voce:….. è stata trovata morta nella sua camera da letto il segretario del presidente Jacqueline Flagg ….

Il viso di Patricia si rattrista, diventa completamente bianca

Patricia: oh cazzo, no!

Jack: che c’e adesso? Non è di suo gradimento il radiogiornale?

Gli occhi di Patricia diventano lucidi,una lacrima le scende lentamente sulla guancia. Jack se ne accorge.

Jack: ehi, che ti succede? Forse conoscevi Ja…

Patricia: accosta! ACCOSTA CAZZO!

Jack: Quì?

Patricia: fa come ti ho detto, cazzo. ACCOSTA!

Jack: va bene, che bisogno c’e di urlare?

Jack accosta. Patricia esce di corsa dalla macchina e cammina per un po’, poi si accascia e inizia a vomitare. Jack la guarda allibito, poi si avvicina a Patricia. La telecamera lo segue.

Jack: tutto a posto?

Patricia: VA VIA! VA VIA! NON C’E NIENTE A POSTO! NIENTE!

Jack: calmati. Mi vuoi dire cosa è successo?

Patricia: è andato tutto a puttane, tutto a puttane.

Jack: (si siede vicino alla donna) tutto che?

Patricia: tutto. La valigetta non serve più a niente. Lei è morta.

Jack. Lei chi?

Patricia: Jacqueline. Jacqueline Flagg.

Jack: e allora? È tanta la gente che muore, la conoscevi?

Patricia: Secondo te? E comunque la conoscei anche tu, Jacqueline era Linda.

Jack: …. Cosa? … vuoi dire che io ho parlato con il segretario del presidente?

Patricia: si. (scoppia di nuovo in lacrime)

Jack rimane in silenzio. L’unico suono che si sente è il pianto di Patrcia. Dopo un po’ di silenzio. Jack si schiarisce la voce.

Jack: scusa, ma ora cosa facciamo? … voglio dire se la valigetta non serve più a nulla, dove la portiamo?

Patricia: non lo so. Cazzo. Non lo so. Sono confusa … non ne posso più!

Patricia sviene. Jack la raccoglie da terra e la porta alla macchina. Poi mette in moto e riparte.

Dissolvenza in nero.

SCENA 12- INTERNO- GIORNO- HOTEL MAXIM

 

La telecamera inquadra Patricia stesa su un letto matrimoniale. La tele. Si sposta lateralmente, e inquadra Jack. L’uomo è alla finestra, e guarda fuori. In mano ha un bicchiere, e vicino a lui c’è una bottiglia di whisky. La tele. Ritorna sulla donna, che lentamente si sveglia. Sbatte un po’ le palpebre, si guarda intorno, poi si mette a sedere sul letto.

Patricia: Dov… dove sono?

Jack:( si gira di scatto sorpreso, poi si allontana dalla finestra e si avvicina al letto). Bentornata nel regno dei vivi. Siamo all’Hotel Maxim, uno dei migliori hotel del New Mexico. Siamo arrivati a Santa Fe ieri pomeriggio, ma tu dormivi.

Patricia: Non ricordo più nulla, o meglio non ricordo alcune cose …

Jack: riassunto dell’ultima puntata: dopo aver sentito la notizia della morte di Jacqueline Flagg, conosciuta da altri, tipo il sottoscritto come Linda, sei svenuta. Io ho cercato di farti riprendere, poi ho deciso di portarti qui, a Santa Fe, in attesa che riprendessi i sensi.

Patricia: (quasi piangendo) povera Jacqueline.

Jack: No, poveri noi. siamo ricercati

Patricia: come?…. cosa ?

Jack: ho detto che siamo ricercati dall’ F.B.I. per l’omicidio di Jacqueline Flagg.

Patricia: ma come è possibile?

Jack: non lo so. Comunque questa è la situazione.

C’è un momento di pausa e di silenzio.

Patricia: cosa facciamo ora?

Jack: non lo so. Sei tu l’agente della C.I.A. io sono solo un detective, quindi ….

Patricia: cerchiamo di stare calmi e di ragionare (pausa). Siamo già nella merda fino al collo….

Jack: vedo che siamo giunti alle stesse conclusioni! M io ho concluso anche che io con questa storia non centro assolutamente nulla, e che in questa storia ci sono stato trasportato a colpi di pistola. E poi ho concluso che forse sarebbe ora che qualcuno mi dicesse cosa sta succedendo e cosa c’è dentro quella stramaledetta valigetta.

Patricia: piantala di fare lo stupido Jack. È meglio per te se non sai cosa c’è dentro la valigetta, se non te l’ho detto è solo per farti un favore.

Jack. Ok. Se le cose stanno cosi, io me ne vado. O mi dici tutto entro venti secondi, oppure io me ne esco da quella porta. (Patricia cerca la pistola nel cinturone ascellare) e non cercare la pistola, perché eccola qui (tira fuori una pistola). Allora?

Patricia: ok se proprio ci tieni tanto a sapere cosa c’è dentro la valigetta, ti accontento subito, ma sappi che non ti servirà a NIENTE. Dentro quella ventiquattrore, ci sono le prove che il presidente attuale, Joseph Richardson, è stato aiutato nella campagna elettorale dalla mafia. Ecco cosa c’è lì dentro. Contento?

Jack: e tu cosa centri con questo?

Patricia: Jacqueline, era la direttrice della C.I.A. quando io ero agente operativo. Quando lei ha fiutato qualcosa di sporco, ha fatto delle ricerche, i cui risultati sono in quella valigetta, e poi mi ha contattato. Io ho accettato immediatamente l’incarico. Poi ci siamo incontrate, e abbiamo deciso il piano.

Jack: che piano?

Patricia: il piano per portare questa valigetta all’avvocato Francis McAllister, di L.A.

Jack: e avete anche deciso che io dovevo venire con te?

Patricia: no. All’inizio tu dovevi semplicemente portare la valigia al Montrose Hotel e ritornare indietro. Poi però, quando tu eri lì Jacqueline mi ha telefonato, mi ha detto che c’erano delle complicazione, che si sentiva osservata. Comunque dovevo continuare, e cosi, per precauzione, ho portato te. Il resto lo sai. (pausa). Comunque ora quello che abbiamo fatto è tutto inutile, lei è morta. La valigetta possiamo anche buttarla.

Lunga pausa, Jack si rende conto della situazione in cui si trova, Patricia sembra solo demotivata e stanca.

Jack: Io vado avanti. (pausa) Non ho fatto tutti gli Stati Uniti per sentirmi dire che è stato inutile. Io ci provo, parto per L.A. tu fai come vuoi

Patricia: ma veramente non capisci? La mafia avrà già fissato una taglia per noi due e a sorpresa anche l’F.B.I. ce l’ha con noi. Dove credi di potere arrivare?

Jack: non lo so. Forse a duecento metri da questo hotel, forse a Los Angeles, chi può dirlo? Comunque ci provo, se hai qualche alternativa dimmelo pure. Io non ne vedo…

Patricia: ma …

Mentre Patricia e Jack stanno parlando, la telecamera esce dalla stanza, e inquadra la strada sottostante. Si vede una macchina senza insegne, dalla quale scendono due uomini. Sono i due agenti dell’F.B.I.

SCENA 13- INTERNO-GIORNO- HALL DELL’HOTEL MAXIM.

I due uomini avanzano fino al bancone dell’hotel. Dietro ad esso un portiere vestito in maniera molto elegante, smoking nero, baffi sottili ed occhialini tondi (Harrelson).

Robert: F.B.I. numero della camera di Jack Carter e di Patricia Jonshon. Presto!

Portiere: signore non so se ….

Arthur: (sventola il distintivo davanti alla faccia del portiere) forse non hai capito. Dimmi subito il numero della camera.

Portiere: 2043. Terzo piano.

I due agenti scattano alle scale. La telecamera rimane nella hall, e inquadra un uomo che è seduto ad un divanetto. L’uomo accosta una ricetrasmittente alla bocca.

Luke: capo. Qui Luke. La donna e il detective sono alla stanza 2043. I federali sono andati a prenderli. Cosa facciamo?( si sente il ronzio del telefono) ok.

L’uomo si alza. Dissolvenza in nero.

SCENA 14- INTERNO-GIORNO- 3 PIANO DELL’HOTEL MAXIM.

Robert e Arthur escono dall’ascensore. E seguono i numeri delle camere. In breve arrivano davanti ad una porta sulla quale è scritto in numeri dorati 2043.

Robert: Art ci siamo. Ecco la stanza.

Arthur: bene. diamo inizio alle danze.

La telecamera si sposta all’interno della stanza 2043. Jack e Patricia stanno parlando.

Voce fuori campo di Arthur: F.B.I. aprite la porta. Sappiamo che siete lì dentro. Venite fuori con le mani in alto.

Jack: o cristo. Sono già qui ora come facciamo a ..

Patricia: (si guarda intorno) non c’è via di uscita. Ok facciamo cosi: nasconditi li dietro, al mio via scatta fuori. ok?

Jack: si ma ….

Patricia: niente ma.

La telecamera si sposta fuori dalla stanza.

Robert: non rispondono i maledetti. Buttiamo giù questa porta Art. se aspettiamo un altro po’ …

Arthur: Bob, dobbiamo aspettare che ..

Robert: aspettare un cazzo.

Robert spara alla serratura e spalanca la porta. La stanza sembra deserta. I due entrano.

Robert: se ne sono andati visto? Fanculo. (inizia a prendere a calci il mobilio della stanza)

Patricia: VIA!VIA! forza jack.

Patricia e Jack escono dai loro nascondigli e scattano verso la porta. I due agenti sono colti di sorpresa.

SCENA 15- INTERNO- CORRIDOI DELL’HOTEL MAXIM

La telecamera inquadra Jack e Patricia che scappano. I due agenti li inseguono. La telecamera li segue.

Robert: porca troia. Ci hanno fregato come pivelli.

Jack e Patricia sono arrivati all’ascensore, lo chiamano. Ma l’ascensore non arriva.

Jack: le scale, le scale.

I due svoltano l’angolo e arrivano alle scale, e iniziano a scenderle. I due agenti continuano a inseguirli. La telecamera adesso è nella hall. Jack e Patricia si precipitano fuori. Appena i due escono, arrivano nella hall i due agenti.

Robert: dove cazzo sono andati a finire.

Arthur: (si rivolge all’uomo al banco) ha visto un uomo e una donna passare di qui?

Portiere: signore, io …

Robert: (si avvicina al bancone e mostra il distintivo) tu cosa? F.B.I. dimmi dove sono andati a finire quei due. O ti faccio arrestare per favoreggiamento.

Portiere: sono usciti da quella porta, ma …

Arthur: andiamo.

I due stanno per uscire, la mdp li segue. Proprio mentre la porta si apre, vediamo una Mercedes nera passare a tutta velocità.

Robert: sono loro! Sono loro! Forza Art, andiamo a prenderli quei fottuti.

I due corrono verso il parcheggio.

La telecamera ritorna all’interno della hall dell’hotel, e inquadra un uomo: è Luke.

Luke: (parlando alla ricetrasmittente) Capo, la donna e il detective sono riusciti a scappare ai federali. Cosa facciamo? (si sente qualcosa dalla cornetta) ok.

Anche Luke esce dalla hall. La tel. Lo segue. Luke arriva al parcheggio, sale su una macchina, dove c’e un altro uomo.

Luke: andiamo.

SCENA 16- INTERNO- AUTO DI JACK E PATRICIA- GIORNO

Jack è alla guida, mentre Patricia guarda nervosamente dietro e sta caricando una pistola.

Jack: per poco non ci rimanevamo in quel maledetto hotel. Ora cosa facciamo?

Patricia: andiamo a L.A. oppure ci hai già ripensato?

Jack: lo so anch’io che andiamo a Los Angeles. Volevo dire cosa facciamo per arrivarci vivi. Sicuramente l’F.B.I. continuerà a seguirci. (pausa… poi riceve come un’illuminazione) ma perché non ci facciamo prendere dall’FBI e consegniamo loro i documenti?

Patricia: allora non hai capito a chi si riferiscono questi fottuti documenti: il fottuto presidente degli Stati Uniti! E se tu fossi in lui cosa faresti? Non metteresti alle nostre calcagna due uomini fidati che facciano in modo di restituire al “legittimo” proprietario quei documenti?

Jack: non ci avevo pensato..

Patricia: Cristo, da chi mi sono fatta dare una mano…

Jack: siamo morti dunque…

Patricia: ci sei arrivato alla fine.

Jack: che facciamo o…

Improvvisamente si sente una sirena. La telecamera inquadra dietro la mercedes. Ci sono due macchine. Una macchina della polizia di Santa Fè. Una B.M.W. grigia sulla quale si intravedono Robert e Arthur.

Jack: adesso siamo veramente nei guai.

Patricia: continua a guidare, non perdere la calma. Vai verso Gallup.

Jack: dove?

Patricia: Gallup. Poi ti spiego. Tu continua a guidare.

Jack: si padrone.

Le tre automobili continuano ad andare. Improvvisamente da una via laterale arriva un’altra auto che segue la mercedes. La tel. Zooma su questa. All’interno ci sono Luke e Patrick. Lo schermo si divide in due parti. Da una parte appare il volto di Jack, dall’altra quello di Robert.

Jack/Robert: e questi chi sono?

Dalla vettura si affaccia Luke. Che inizia a sparare su Jack e Patricia. La mdp torna all’interno della mercedes.

Jack: questi sparano. Ma chi diavolo sono?

Patricia: F.B.I. oppure mafia. Non fa molta differenza.

Jack: cosa?

Un proiettile fa saltare lo specchietto alla sinistra di Jack. Un altro colpisce il lunotto posteriore.

Jack: Questi ci ammazzano.

Patricia si porta sul sedile posteriore e inizia a sparare verso la macchina. La tel. Torna sulla macchina di Arthur e Robert.

Robert: ma chi sono quelli? Sono dei nostri?

Arthur: non lo so. Comunque accelera. Così li perdiamo.

La mdp ritorna all’esterno e inquadra la fila di macchine dal dietro. Noi vediamo la macchina di Jack e Patricia in testa. Le altre tre sono appaiate. La mdp ritorna sulla mercedes. Patricia spara verso le tre macchine. I colpi vanno a vuoto. Uno colpisce il vetro. Poi uno colpisce una gomma della macchina dei mafiosi.

Patricia: presa!

La macchina colpita sbanda ma il pilota riesce a tenerla in strada. Luke si sporge dal finestrino e spara una raffica di colpi e colpisce una gomma della Mercedes.

Luke: brutta troia!

La tel. È all’interno della Mercedes. La macchina sbanda paurosamente, ma Jack riesce a dominarla. Patricia perde l’equilibrio e cade addosso a Jack, che si trova nella posizione ideale per vedere l’ampio decolté di Patricia!

Jack: (malizioso, con gli occhi sul decolté) così mi distrai. Non mi pare il momento.

Patricia: (riguadagnando a fatica una posizione più dignitosa) spiritoso.

Patricia, ricompostasi, rincomincia a sparare. Ora i colpi arrivano anche dall’auto della polizia e da quella dei federali. Il parabrezza della mercedes esplode in mille pezzi.

Jack: maledizione. Ho un vetro piantato in una mano. Qui ci ammazzano.

Patricia spara verso la macchina dei mafiosi. Dalla fronte di Patrick sboccia un fiore rosso. La macchina sbanda e si capovolge. La mdp inquadra la macchina dei federali. Robert non riesce ad evitare la collisione. E non ci riesce nemmeno la macchina della polizia. Le tre auto diventano un groviglio di metallo. Silenzio.

Robert: porca troia. Forza Arthur usciamo da questa maledetta scatola.

Arthur ( ha del sangue sulla fronte) maledizione. C’eravamo quasi. Ma non andranno lontano.

I due escono dalla macchina. E si avvicinano all’altra. Si vede solo Patrick con il volto appoggiato al volante, ed un rivolo di sangue che esce dal foro del proiettile. Uno stuzzicadenti gli pende ancora dalla bocca.

Robert: ma chi cazzo è questo? E perché uno solo non erano due?

Arthur: lascia stare Bob. Andiamo a vedere come sta lo sceriffo. E torniamo a Santa Fè.

I due si allontanano dall’auto. La mdp zooma su un cespuglio ai bordi della strada. Vediamo Luke. Con i vestiti sporchi di sangue e un grosso taglio in fronte. Luke estrae il telefono cellulare.

Luke: Capo. Qui Luke. Ci sono scappati. La troia ha ammazzato Patrick, cazzo! Per poco non ci lasciavo la pelle anch’io. Giuro che se mi ca… (si sente un ronzio dal telefono) sono sull’interstatale. Ok aspetto i ragazzi. Va bene. (Luke si passa una mano sulla fronte e la vede sporca di sangue) Stronzi figli di puttana, la pagherete cara. (sputa per terra). Figli di puttana…

 

SCENA 17- INTERNO-NOTTE- STANZA 304- MOTEL ALAMO- GALLUP.

Jack e Patricia sono seduti sul letto. Jack ha una mano fasciata.sparsi sul letto ci sono vestiti e documenti. La valigia è aperta.

Patricia: ora dobbiamo nascondere questi documenti da qualche parte. La valigia ormai è inutile. Poi dobbiamo cambiare aspetto. I federali avranno avvertito ogni posto di blocco alla frontiera degli stati confinanti.

Jack: come facciamo a cambiare aspetto?

Patricia: non ti preoccupare. Intanto vai in bagno e usa questa (gli porge una bottiglietta di acqua ossigenata per capelli).

Jack: Dovrei ossigenarmi i capelli?

Patricia: Secondo te?

Jack. Mi scusi, ma io non sono stato addestrato dalla C.I.A., signora

Patricia: come sei permaloso. Comunque: loro cercano un uomo con i capelli neri e una donna con i capelli neri. Noi ci tingiamo i capelli. Loro cercando Jack e Patricia: noi cambiamo i documenti. Loro cercano una valigia e noi non abbiamo valige. Loro cercano due fuggiaschi e noi siamo semplici turisti (gli mostra una videocamera e una macchina fotografica). Capito?

Jack: Avevi previsto tutto… sei forse un genio?

Patricia: si, il genio della lampada di Aldino. Vai ora.

Jack esce dalla stanza ed entra in bagno, fissando riluttante il flacone dell’acqua ossigenata. Patricia prende il telefono e inizia a comporre un numero.

SCENA 18-INTERNO-STANZA OVALE CASA BIANCA-CREPUSCOLO

Il Presidente è alla sua scrivania e sta guardando la CNN. Sul video scorrono le immagini dell’incidente. Tre macchine sono accartocciate. Poi sul video appare una reporter.

Reporter: drammatiche le immagini dell’incidente accaduto oggi sul interstatale tra Santa Fè e Gallup. Ancora oscuri i motivi della tragedia. Un solo cadavere è stato ritrovato, quello di un certo Patrick Young, bianco, di 58 anni. L’incidente ha visto coinvolta anche un’auto della polizia, e lo sceriffo Tacher da noi intervistato ha riferito quanto segue:

Sul monitor appaiono le immagini di un uomo vestito da poliziotto. L’uomo è grasso.

Sceriffo: La nostra auto stava inseguendo Jack Carter e Patricia Jonshon, i noti ricercati. Improvvisamente è sbucata questa macchina, e il guidatore è stato colpito. Il resto l’avete sotto gli occhi.

Sullo schermo riappare la reporter.

Reporter: nella terza macchina c’erano invece due agenti dell F.B.I., che sono rimasti incolumi all’incidente. Da Santa Fè è tutto.

Sullo schermo appare l’ufficio centrale della CNN. Il presidente spegne la tv. Prende in mano un telefono e compone un numero.

Presidente: Frank? Cosa cazzo è successo?

V.F.C. Frank: lo sai cosa è successo. Ho perso uno dei miei migliori uomini. Gli altri gli sono ancora addosso, vedrai che li prenderemo.

Presidente: anche l’altra volta hai detto cosi. Frank sicuro che ..

V.F.C. Frank: tranquillo Joe. Ho inviato anche mio figlio Tony. E’ un vero professionista, non hanno una sola possibilità di cavarsela.

Presidente: se lo dici tu… faccio ritirare i federali?

Frank: Non occorre. Servono per creare casino. Lasciali stare. E tranquillo. E’ tutto sotto controllo.

Presidente: ok.Chiamami appena la faccenda è conclusa.

Frank: non ti preoccupare.

Il presidente attacca il telefono.

Presidente: (a se stesso) se anche questo fallisce sono nella merda.

SCENA 19-INTERNO-GIORNO-AUTO DI JACK E PATRICIA

Jack è al volante di una AUDI grigia, mentre Patricia è seduta accanto a lui. La mdp. inquadra i due da davanti, e vediamo che Jack è biondo platino, ed è molto grasso. Si intuisce che porta una giacca imbottita. Patricia invece ha i capelli corti. Al collo ha una macchinetta fotografica e nelle mani una cartina.

Jack: mi prude la testa, sono stanco e poi la mercedes era molto meglio di questa dannata macchina.

Patricia: (ride) silenzio. Fai finta di essere un turista tedesco. Fai parlare solo me. Ok?

Jack: va bene. posso farti una domanda?

Patricia: fai pure.

Jack: dove hai trovato queste carte d’identità?

Patricia: me le ha date un amico.

Jack:chiaro… come al solito!.

La telecamera si sposta fuori dell’auto zooma su un cartello che annuncia l’inizio dello stato dell’Arizona. Poi si sposta e vediamo un posto di blocco.

Jack: Ci sono anche gli sbirri. Che facciamo ora?

Patricia: calma. Calma Jack. Lascia parlare me. (estrae la pistola dalla borsetta) prendi questa, mettila in tasca: potrebbe servirti.

Jack: io non ho nessuna in…?

Patricia: silenzio.

La mdp si sposta fuori dell’auto. L’auto si ferma davanti al posto di blocco. La mdp si allontana sempre di più, e arriva in cima ad una piccola collina. Sulla cima ci sono due uomini. La mdp si abbassa a riprenderli. Uno dei due ha una grossa medicazione sulla fronte. Tutti e due hanno un binocolo.

Luke: Eccoli. Sono sicuramente loro Tony. Sono sicuro. È un’AUDI grigia giusto?

Tony: (con la sigaretta in bocca) mmh

Luke: allora sono loro?

Tony: (butta la sigaretta) no, non sono loro. Ora è sceso un ciccione biondo dal posto di guida.

Luke: cosa? (si porta il binocolo agli occhi) vero. Cazzo, avrei giurato che fossero loro…

Tony: infatti, sono loro.

Luke: no, no… la troia è una morettina coi capelli lunghi e neri e lui è…

Tony: Quelli sono loro! E sono stati fermati dalla polizia…

Luke: no, Tony sono sicuro che..

Tony: possibile che non capisci un cazzo? Si sono camuffati. Il trucco di tingersi i capelli è tipico della Jonshon. Quando lavorava alla CIA lo faceva spesso …lo ha imparato da me.

Luke: Cazzo… si sono tinti i capelli… che figli di puttana…. che facciamo ora?

Tony: aspettiamo. Di certo la polizia non li riconoscerà e loro passeranno tranquillamente il confine. E noi li seguiremo. E alla prima fermata, la faremo finita con questa storia.

La mdp si riabbassa, e vediamo l’auto di Jack e Patricia ripartire. La mdp zooma sul posto di blocco. Ci sono anche Robert e Arthur.

Arthur: niente. Sono spariti. Eppure ….

Robert: Non possono essere spariti. Dovranno pure essere da qualche cazzo di parte, no? Abbiamo messo sentinelle su tutto il fottuto confine di questo merdoso stato, ma niente. Avrei scommesso che sarebbero passati di qui…

Arthur ha un binocolo a tracolla, lo punta sull’Audi che ha appena passato il posto di blocco. Visione dal binocolo, vediamo che Jack superato il confine esulta in maniera spropositata, abbracciando Patricia che chiaramente lo respinge e lo invita a calmarsi.

Arthur: a meno che …

Robert: a meno che un cazzo! Siamo qui, fa un caldo fottuto, con questi due deficienti (indica i due agenti che stanno fermando alcune macchine) che non sanno nemmeno fermare le macchine che passano, ad aspettare due fottuti figli di puttana che se va bene sono già tornati indietro. Secondo me …

Arthur: Bob sali in macchina e vai verso l’Arizona.

Robert: cosa? Perché dovrei? Senti Art, forse la botta in testa ti ha fatto perdere qualche rote …

Arthur: sali ho detto. Non fare domande.

Robert: oh cazzo! Mi è impazzito il compagno.

Arthur: (da dentro la macchina) sali su questa cazzo di macchina ed entra in Arizona.

Robert: Si, buana! Cazzo, secondo me sei impazzito.

Robert sale in macchina e l’auto parte a razzo.

 

SCENA 20- AUTO DI ROBERT E ARTHUR- GIORNO- INTERNO.

La mdp è posizionata all’interno della vettura.

Robert: mi vuoi dire che cazzo ti è passato per il cervello?

Arthur: diciamo un’intuizione. Secondo me il ciccione e la rossa che stavano su quell’AUDI grigia, sono Jack Carter e la Jonshon.

Robert: cosa? Ma dico, li hai visti bene? uno era biondo e grasso, l’altra non assomigliava nemmeno un po’ alla Jonshon.

Arthur: lo so. Ma avevano qualcosa di strano e, come dire, familiare…

Robert. Famigliare un cazzo. Scusa se te lo dico, ma secondo me stiamo inseguendo una pista sbagliata. E poi come facciamo a riconoscere la loro macchina?

Arthur: ho preso la targa.

Robert: e allora andiamo a beccare ‘sti due poveri turisti. Qualcosa di familiare…. cazzo!

La mdp esce dalla vettura, e si sposta in alto. Dietro la macchina dei due agenti, vediamo un furgone nero. La mdp zooma sul furgone. Poi entra dentro. Luke è al volante, mentre Tony sta fumando una sigaretta.

Luke: possibile che anche i federali abbiano capito tutto.

Tony: forse. Ma se è cosi dobbiamo levarli di mezzo.

Luke: ora? Come pensi di ..

Tony: no, non ora. Aspettiamo che arrivino ai due fuggiaschi e poi prendiamo due bei piccioni con una fava. Continua a seguirli.

Luke: (eccitato) si, cazzo!.

Tony apre un portello dietro i sedili e passa nel retro del furgone. La mdp fa un’ampia panoramica. E noi vediamo tre uomini al lavoro su delle armi. Nel retro ci sono cavi e scatoloni. Si sente una musica rock

Uomo 1: (a Tony) allora capo, cosa facciamo?

Tony: li seguiamo. Come va qui dietro?

Uomo 1. Bene. andrebbe meglio se Clark abbassasse questa radio.

Clark (con fortissimo accento siciliano, si fatica a capire che sta dicendo): se non ascolto la musica, non riesco a lavorare.

Uomo 1: comunque sei una mezza sega anche con la musica.

Clark: ‘fanculo…

Tony: smettetela tutti e due! Jonh continua a montare quel fucile, tra poco ti servirà. Clark, prepara una buona dose di “calmante”, abbiamo due federali ficcanaso davanti. Ok?

Clark/Jonh: ok capo.

Tony: bene.

La mdp Esce dal veicolo.

SCENA 21- INTERNO- CREPUSCOLO- AUTO DI JACK E PATRICIA

Jack è al volante, mentre Patricia è al suo fianco. La mdp si sposta sui finestrini, e noi vediamo che stiamo passando per una città. Sentiamo la solita musica jazz.

Jack: dove siamo andati a finire?

Patricia: siamo vicino al confine con la California, direi che possiamo anche fermarci qui, no? Non ne posso più….

Jack: a chi lo dici, sono stanco morto.

Patricia: d’accordo: al primo hotel ci fermiamo. Ok?

Jack: si, signora.

La macchina prosegue per un po’, accosta e si ferma. La mdp si alza e vediamo il nome dell’hotel: ARIZONA HOTEL. La mdp ritorna all’interno dell’auto.

Patricia: penso che qui vada bene

Jack: si, penso di si.

L’auto si ferma.

Dissolvenza sulla macchina

SCENA 22-INTERNO-NOTTE-AUTO DI ROBERT E ARTHUR

La mdp è all’interno della macchina. Robert guida e Arthur sta guardando una cartina. La mdp si sposta sui finestrini e vediamo che è la stessa città che prima stavano attraversando Jack e Patricia

Robert: Art, ti rendi conto che abbiamo guardato in tutti gli hotel di questo dannata strada e non abbiamo trovato un solo fottuto tedesco?

Arthur: si, lo so. Facciamo un ultimo tentativo, poi ‘fanculo tutto. Ok?

Robert: ok. Facciamo questo cazzo di ultimo tentativo, ma …

Arthur: accosta. Ecco un hotel. L’Arizona Hotel. Se non sono qui …

Robert: secondo me …

Arthur non lo ascolta, scende dall’auto e si dirige verso l’entrata dell’hotel.

Robert: vaffanculo stronzo.

SCENA 23- INTERNO- NOTTE-HALL DELL’ARIZONA HOTEL.

La mdp è all’interno della hall. Si sposta di poco, e vediamo entrare Arthur. L’uomo entra e si avvicina al bancone, dietro di esso un portiere con l’aria da studente, nervoso e sudato, occhiali squadrati con lenti molto spesse (Harrelson)

Arthur: buona sera. (mostra il distintivo dell’F.B.I.) volevo vedere il registro degli ospiti.

Portiere: (guarda il distintivo) non abbiamo il registro. Però posso ricercare sul computer se …

Arthur: d’accordo. Veda se c’e un certo (tira fuori un foglietto) Hans Steinberg, oppure Joanna Steinberg.

Il portiere si avvicina al computer e inizia a digitare qualcosa. Passano alcuni secondi.

Portiere: si, signore. C’è uno Steinberg, Hans Steinberg.

Arthur: bene. che stanza?

Portiere: ma veramente …

Robert: (alza un po’ la voce) forse non hai capito con chi hai a che fare. Se entro dieci secondi non mi dici la stanza, giuro che ti faccio chiudere questa topaia.

Portiere: ma signore, ..

Robert: un cazzo. La stanza?

Portiere: 405, terzo piano.

Arthur: su queste stanze ci sono uscite di sicurezza?

Portiere: No. Le nostre stanze non hanno uscite di sicurezza.

Arthur: grazie.

Robert: abbiamo fatto tombola. Ormai sono in trappola.

La mdp torna all’uscita, di fronte alla quale c’è un furgoncino nero. La mdp zooma sul furgone e poi entra all’interno.

Tony: Molto bene. stanno facendo il nostro gioco. Se si sono fermati li hanno trovati.

Luke: allora andiamo?

Tony: piano, piano. Lasciamo fare i nostri amici federali. Non sporchiamoci le mani prima del dovuto.

Luke: ok

Tony apre uno sportello e entra nel retro del furgone. Qui ci sono sempre i tre uomini al lavoro. Si sente la solita musica rock.

Tony: Clark, ho un lavoro per te.

Clark: si capo.

Tony: Vai nell’albergo e fatti dire dal portiere cosa gli hanno chiesto pochi secondi fa un tipo bianco e uno nero, ok? Tutto chiaro?

Clark: uno scherzo

Tony: bene. prendi questo (gli passa una ricetrasmittente). Ci terrai aggiornati su cosa succede.

Clark: certo capo.

Tony: bene. bene.

Tony si accende una sigaretta.

Dissolvenza in nero.

SCENA 24- INTERNO- NOTTE- HOTEL ARIZONA

La mdp segue Robert e Arthur che entrano nell’hotel, salgono le scale e arrivano al 3 piano. Poi giungono davanti alla stanza 301. Robert è nervoso, lo vediamo da come si tocca continuamente la cravatta. Arthur è più calmo. I due estraggono la pistola. La mdp torna indietro, e inquadra Clark. Quest’ultimo si porta una ricetrasmittente alla bocca e ci parla con il suo solito marcatissimo e quasi incomprensibile accento siciliano.

Clark: capo mi senti?

Tony: si. Dove sei?

Clark: terzo piano. Stanza 405. Devono essere lì dentro.

Tony: cosa fanno i federali?

Clark: aspettano.

Tony: ok. Continua a tenerli d’occhio. E avvertimi se ci sono novità.

Clark: va bene.

SCENA 25-INTERNO-HOTEL ARIZONA- PIANO 3°-NOTTE

Arthur e Robert sono sempre davanti alla porta della stanza 405. Poi si guardano. Arthur chiude un cellulare

Arthur:ok. Entriamo.

Robert: era ora. Che cazzo, è mezz’ora che …

Arthur: silenzio.

Robert: va bene ma…

Arthur guarda Robert in malo modo, e Robert si zittisce. Poi, Arthur si porta davanti alla porta, fa un gesto a Robert, poi sfonda la porta con un calcio.

Arthur: fermi tutti.

Robert: in alto le mani stronzi

La mdp si sposta dentro la stanza, e vediamo Jack e Patricia vestiti elegantemente con le mani in alto.

Robert: eccoci qui! Pensavate di averci lasciato per strada eh?

Patricia: io no kapire scuso, noi siamo honesti cittadini tedeski, ke…

Arthur: puoi anche finire la commedia, Jonshon. Sappiamo chi siete e siamo qui per portarvi dentro.

Patricia: ma …

Arthur: silenzio. Bob, leggigli i loro diritti, io chiamo la centrale.

Robert: ok.

Jack: state sbagliando, i veri criminali non siamo noi, ma ..

Robert: vuoi chiudere quella cazzo di bocca?

Jack: voi non capite. Guardate qui dentro (indica la giacca che indossa). Leggete i documenti qui dentro, poi vedrete chi ha ragione

Robert e Arthur si guardano. Poi Arthur scuote il capo.

Arthur. Lasciali stare Robert. Non perdere tempo. Mettigli quelle manette e leggigli i loro diritti.

Jack: sto dicendo la verità? Voi non capite, non siamo stati noi a…

Prima che Jack finisca di parlare, Arthur lo colpisce sulla faccia con un pugno.

Arthur: silenzio, ho detto.

Poi Arthur esce dalla stanza. Mentre Robert mette le manette ai due.

Dissolvenza

SCENA 26- INTERNO- AUTO DI ROBERT E ARTHUR- NOTTE.

 

Robert è alla guida della macchina, mentre Arthur è accanto a lui. Sul sedile posteriore ci sono Patricia e Jack, ammanettati.

Robert: ma non dovevamo aspettare l’arrivo della polizia dell’Arizona?

Arthur: no. Al distretto mi hanno detto che non volevano troppa pubblicità e che dovevamo chiamarli solo per un’emergenza.

Robert: se va bene a loro.

I quattro rimangono in silenzio, poi Robert guarda lo specchietto retrovisore.

Robert: mi sembra che quella macchina mi segue da quando sono partito. Vorrei sapere chi cazzo è!

Arthur: Tranquillo Robert. Sei troppo nervoso.

La mdp esce dall’abitacolo e entra in quello della macchina che li segue. Riconosciamo Luke al volante e Clark seduto vicino a lui. Sentiamo una musica rock.

Clark: cerca di non andargli troppo sotto, altrimenti se ne accorgono.

Luke: ok. Ma a che cazzo serve questo pedinamento se ….

Vediamo la bocca di Luke che si muove, ma non sentiamo nulla. La musica rock si fa sempre più forte.

Dissolvenza in nero.

SCENA 27- INTERNO-NOTTE-AUTO DI ROBERT E ARTHUR.

L’auto sta percorrendo un tratto di strada deserto, in cui ci sono molti svincoli.

Arthur: Bob, gira in questa stradina a destra.

Robert: perché? Che è una scorciatoia per il distretto?

Arthur: sempre a far domande. (estrae la pistola e la punta alla testa di Robert). Ho detto gira e basta.

Robert: Art, sei impazzito? Che cazzo ti prende

Arthur: gira in questo vicolo a sinistra.

Robert: ma cosa cazzo…

Arthur: silenzio.

L’auto procede per un altro po’. Poi vediamo delle luci, nell’ombra il furgoncino nero. L’auto arriva sotto le luci e si ferma.

Arthur: resta fermo Bob e non ti succederà nulla.

Robert: fermo un cazzo. Vuoi spiegarmi cosa cazzo stai facendo?

Mentre Robert parla, la sua portiera si apre. Un uomo si affaccia con un fucile mitragliatore in braccio.

Uomo: scendi.

Robert: chi cazzo sei? Arthur, cosa vuol dire questo?

Robert guarda Arthur, che apre la portiera e scende. Robert guarda l’uomo. Poi decide di scendere. La mdp esce dall’abitacolo, segue Robert. L’uomo disarma e ammanetta Robert. Intanto è raggiunto da Patricia e Jack. Jack è senza giacca. Con loro ci sono altri due uomini armati di fucile. La mdp si sposta di poco e vediamo arrivare un’altra macchina. Quella che seguiva l’auto di Robert. Dall’auto scendono Luke e Clark.

Luke: guarda chi abbiamo qui, la grande Patricia Jonshon e il suo compare: Jack Carter. (guarda Robert) e anche un’agente federale.

Robert: stronzo.

Luke ride e si allontana insieme a Clark.

Arthur: andiamo, portateli dal capo.

Uomo 1: (strattona Robert) andiamo stronzetto.

Robert cerca di colpire l’uomo, che schiva e colpisce Robert con la canna del fucile nei reni.

Uomo1: non ci provare più. Ok?

Robert: ‘fanculo. Bastardo.

Arthur: Bob, maledizione! Non riesci ma a fare quello che ti si dice?

La mdp inquadra la faccia di Arthur che sorride. Poi anche lui s’incammina. Dissolvenza in nero.

SCENA 28- ESTERNO- NOTTE- CAMPO BASE KILLER

Il gruppo di sette persone avanza in mezzo all’erba, poi giungono davanti ad una tenda militare. Davanti alla tenda c’e un uomo. Il gruppo si ferma, poi entra nella tenda. La mdp resta fuori. Poco dopo, escono i tre uomini che avevano accompagnato Robert, Jack e Patricia. La mdp zooma sull’entrata della tenda, poi entra. Dentro ci sono Robert, Jack e Patricia seduti su delle sedie. Arthur è davanti a loro. La mdp si sposta e ci fa vedere l’intera tenda. Sul lato destro c’è Luke e vicino a lui, c’è Tony Licata. All’interno c’è silenzio, poi Tony spegne la sigaretta.

Tony: bene, bene. finalmente vi abbiamo preso eh? Sono felice di rivederti, sai, Pat.

Patricia: (fissa l’uomo con occhi di ghiaccio) io no. Per niente.

Tony: (sorride) lo so. Comunque devo dire che sei stata brava, molto brava. Per poco non ci seminavi. Peccato.

Luke: (avanza verso i tre sulle sedie, si ferma davanti a Patricia) c’è mancato davvero poco, troietta. Ma purtroppo vi è andata male. E a te penso di riservare lo stesso trattamento che ha avuto la Flagg. (ride)

Tony fulmina Luke con lo sguardo! Luke ammutolisce in fretta e ritorna al suo posto. Arthur guarda i due senza capire. E cosi Robert.

Tony: (tocca i capelli di Patricia) come ti dicevo, cara, siete stati sfortunati.

Robert: come cazzo avete potuto …

Tony: (si volta verso Robert) ah, abbiamo anche il federale. Come abbiamo fatto a rintracciarvi? Perché non lo chiedi al tuo collega?

Robert guarda Arthur molto arrabbiato. Arthur distoglie lo sguardo e lo porta sul pavimento.

Tony: non è stato difficile capire chi erano i due crucchi che entravano in Arizona. poi è stato ancora più facile. Vi abbiamo seguito e uno dei nostri, ha corrotto il tuo socio. Ecco tutto. (a Patricia) però l’idea di tingervi i capelli non era male, peccato che l’abbia inventata io, no?

Jack: bastardi!

Tony: (sorride) anche il detective parla ora. Allora non sei morto. (si volta verso Patricia) Pat, cara, la prossima volta, che ormai sarà in una prossima vita, scegliti un collaboratore migliore, altrimenti rovini il gusto delle cose.

C’è un’attimo di silenzio.

Arthur: dove sono i miei soldi?

Tony: c’è tempo per tutto. Parliamo di cose importanti, invece. Dove avete messo la valigetta?

Patricia: quale valigetta?

Tony: avanti Pat. Non farmi perdere altro tempo. Sai bene quale valigia. Forse la tua lingua ha bisogno di essere sciolta? Ok. Luke, vieni qui.

Luke si avvicina, sorridendo, eccitato.

Tony: dammi la tua pistola.

Luke, stupito, gli porge la sua pistola. È a tamburo. Tony la prende, la scarica e lascia dentro una sola pallottola. Poi chiude il tamburo e la punta alla testa di Jack Carter. La mdp si avvicina al volto di Jack e vediamo che suda copiosamente.

Jack: cosa ..?

Tony: avanti Pat. Dimmi dove avete messo quella cazzo di valigetta, altrimenti il tuo caro amico, farà bum! (pausa) allora?

Patricia: fottiti.

I secondi sono rallentati, poi vediamo Tony premere il grilletto. Il tamburo scatta … ma la pistola emette solamente un click.

Tony: e uno. Ora siamo 1 a 5 ok? (punta di nuovo la pistola alla testa di Jack) ripeto la domanda: dove avete messo la valigetta con i documenti?

Arthur: che documenti? Mi avevate detto che dentro c’erano solo dei soldi.

Tony: a te non interessa quel che c’era dentro.

Patricia: un cazzo. Ci sono i documenti che servono ad inchiodare il Presid…

Tony la colpisce con la canna della pistola sulla bocca. Arthur estrae subito la pistola e la punta verso Tony…

Arthur: no. Finisci di parlare invece. Che cazzo è questa storia di documenti? (a Tony) il tuo socio, all’Hotel, mi aveva detto che c’erano in ballo solo dei soldi, e non dei documenti che riguardavano il presidente. (a Tony) butta la pistola

Attimi di silenzio…. Tony, tranquillo come sempre, dopo qualche secondo getta l’arma a terra.

Arthur: (a Patricia) finisci la storia.

Patricia: la valigetta contiene documenti che servono per incastrare il presidente. E poi non abbiamo ucciso noi la Flagg.

Tony: cazzate. (avanza verso Arthur) avanti amico. Hai fatto tutto bene, perché rovinarsi sul finale? Invece di 10.000$ ne avrai 20.000$ ok?

Arthur: (estremamente indeciso e nervoso) non ti avvicinare.

C’e un po’ di silenzio, mentre i due si fissano. La mdp si sposta sull’entrata, e vediamo Clark entrare dalla porta. L’uomo vede ciò che sta succedendo, estrae la pistola, entra lentamente e la punta alla testa di Arthur. La mdp si sposta e ci mostra i tre uomini di profilo, in una scena surreale: la pistola di Arthur è puntata alla testa di Tony, mentre la pistola di Clark è puntata alla testa di Arthur.

Tony: ti consiglio di non muoverti. Il nostro amico Clark, qui, ha il grilletto piuttosto facile, e non vorrei che …

La mdp, si sposta ancora, e inquadra Luke, che lentamente si abbassa, e poi velocemente si rialza con un mitra sulle mani. Arthur lo vede, sposta la pistola e spara verso Luke. Di riflesso Tony si abbassa, e Clark spara alla testa di Arthur. La scena è rallentata. Il proiettile esploso da Arthur colpisce Luke ad una spalla e il mitra gli cade di mano senza aver sparato nemmeno un colpo. La testa di Arthur esplode e il sangue va a finire sui vestiti di Tony e di Clark. Intanto Patricia approfittando della situazione, carica a testa bassa Clark, che cade a terra preso di sorpresa. Patricia esce dalla tenda, seguita da Jack e Robert. La mdp si sposta fuori dalla tenda. I tre si allontanano velocemente. La mdp ritorna dentro. Tony si rialza.

Tony: (a Luke) imbecille! Guarda cosa cazzo hai combinato. Hai fatto scappare tutti.

Luke: (reggendosi una spalla) non è colpa mia, la troia…

Prima che Luke finisca di parlare, Tony raccoglie la pistola da terra, la punta verso Luke e spara. Il colpo parte e colpisce Luke in mezzo agli occhi. L’uomo cade a terra morto, mentre un rivolo di sangue gli scende dal foro di pallottola.

Tony: era il suo colpo: pienamente meritato. (a Clark) avverti tutti di ricercarli, non possono essere andati lontano. Trovateli! Vivi o morti, non mi frega un cazzo, ma trovateli.

Clark: si capo.

Esce dalla tenda. Tony si avvicina a Luke: gli da un calcio nel fianco. Poi prende un cellulare appoggiato sul tavolo. Compone un numero e porta il cellulare all’orecchio. La mdp zooma sulla sua faccia: è preoccupata.

Voce di Frank: pronto…

Dissolvenza sulla faccia di Tony.

SCENA 29- ESTERNO- ALBA- CAMPO BASE KILLER

La mdp inquadra il campo dall’alto. Inizia ad albeggiare. Nel campo base c’e grande confusione. La mdp zooma su una collinetta. Vediamo tre ombre. La mdp si avvicina ancora. Le tre ombre ora hanno un volto. Sono Jack, Robert e Patricia. Sono sdraiati nell’erba. Vicino a loro vediamo tre paia di manette contorte e rotte.

Jack: sono due ore che siamo nascosti qui. Cosa aspettiamo a filarcela?

Patricia: filarcela… è quello che si aspettano da noi, sicuramente controlleranno tutte le vie di fuga. Quindi io direi di escludere questa soluzione…

Jack: non vorrai mica… (guarda Patricia, che ricambia lo sguardo con decisione) …ma hai visto quanti sono? Sono almeno dieci, e armati. Noi siamo solo in tre, e disarmati. Io proporrei di …

Patricia: (arrabbiata) senti Jack. Dieci anni fa, quando ero ancora nella C.I.A., e Jacqueline era il capo dell’agenzia, Tony Licata, era il mio capo diretto. In una missione a Cuba, per assassinare un importante ministro, quel maledetto bastardo, vendette me e la mia squadra al K.G.B. solo io mi salvai. Gli altri tutti morti. Ora ho la possibilità di vendicare i miei compagni andando a prendere quel maledetto figlio di puttana di Licata. (fissa Jack con occhi pieni d’ira) e puoi giurare che lo farò.

Robert: mi ricordo quella missione. Fece molto scalpore. Fu uno dei più grandi fallimenti dell’agenzia.

Patricia: (fissa Robert con occhi pieni d’ira) uno dei più grandi tradimenti. Altrimenti lo avremmo fatto fuori.(pausa) comunque io vado laggiù. Voi fate come vi pare.

Inizia a strisciare sul terreno.

Robert: (a Jack) che caratterino la ragazza!

Robert inizia a seguire Patricia.

Jack: ma… oh cazzo. Qui sono tutti suicidi.

Anche Jack li segue.

SCENA 30- ESTERNO- ALBA- CAMPO BASE KILLER.

La mdp segue i tre che avanzano sdraiati a terra, e facendo molta attenzione. In breve vicino alla tenda dalla quale sono scappati. Patricia raccoglie un sasso da terra e strappa un pezzo della tenda. Poi lo allarga e entra. Gli altri la seguono. La mdp li segue.

Patricia: (cercando in tutti i posti delle armi) eppure ci dovrebbero essere… possibile che …

Robert: (si accorge dei cadaveri di Arthur e Luke) povero Arthur.

Jack: ma quale povero Arthur! Poveri noi piuttosto. Se lui non ci fosse stato, noi non saremmo in questo casino. (indica Patricia) con quella matta che cerca di vendicarsi di un torto subito dieci anni fa. Forse non avete capito con chi abbiamo a che fare. Quelli sono killer professionisti. Noi invece…

Patricia estrae qualcosa da uno scatolone.

Patricia: trovati! Ecco dove li avevano messi.

La mdp zooma sull’oggetto nelle mani di Patricia, e vediamo che è una bomba ad orologeria. Robert si avvicina alla scatola e inizia a guardare dentro.

Robert: qui c’è tanta di quella roba da far saltare tutto questo maledetto campo, ma ..

Patricia: (guardando con rabbia la bomba che ha in mano) è proprio quello che voglio fare.

Dissolvenza sul volto di Patricia.

SCENA 31- INTERNO- ALBA- CAMPO BASE KILLER

Patricia: allora, statemi a sentire bene. Voi due cercate di raggiungere l’auto con la quale siamo arrivati qui. Una volta trovata, recuperate la giacca di Jack, poi scappate. Tutto dovrà essere concluso in… diciamo…. 15 minuti. Poi tutto salterà in aria.

Jack: e tu?

Patricia: io ho un conto da regolare.

Jack: e poi?

Patricia: poi vedremo. Ora andate. Non perdete altro tempo.

Jack: no! Tu vieni con noi, io non ti lascio a fare la vendicatrice.

Patricia: andate ho detto!

Jack:non se ne parla. (a Robert) vai tu. Io resto qui.

Patricia: Jack, possibile che non riesci a capire? Senza questa vendetta, la mia vita non avrà più nessun senso. Capisci? Quindi morire qui o fuggire, per me vale la stessa cosa. Voi invece cercate di salvarvi. Portate i documenti all’avvocato che ho scritto su un foglio. Incastrate quel maledetto figlio di puttana. Fatelo per me, ma anche per Jacqueline, e per tutti quelli che sono morti in questa fottuta storia.

Jack: (non sapendo più che dire) ma Pat, io …

Robert: ha ragione lei. Andiamo.

Jack si avvicina a Patricia, le sfiora la guancia con un bacio e le sussurra “buona fortuna”. I due iniziano a camminare verso lo strappo della tenda. Jack si volta e fa un cenno di saluto con la mano. Patricia risponde con un sorriso. I due uomini escono. Patricia resta sola. Inizia a prendere delle bombe dallo scatolone.

Patricia: adesso a noi due Tony Licata!

SCENA 32- ESTERNO- ALBA- CAMPO BASE KILLER

È ormai quasi giorno. La mdp segue il campo dall’alto. Poi zooma su due figure che si muovono. Riconosciamo Jack e Robert. I due uomini avanzano nascosti dietro cespugli e automobili. Continuano ad avanzare. Arrivano a circa 20 metri dalla loro auto. Si nascondono dietro un albero.

Robert: cazzo! Ci hanno fregati. Guarda quanti sono intorno a quella macchina.

La mdp si sposta e vediamo che vicino all’auto ci sono 6 uomini armati.

Jack: ora come facciamo?

Robert: c’è solo un modo: aspettiamo che la ragazza faccia un bel po’ di casino. Poi interveniamo noi. Quei bastardi dovranno pensare ad altro, e noi ne approfitteremo. Ok?

Jack. Se lo dici tu.

I due si acquattano ancora di più nell’erba.

Dissolvenza sull’erba.

SCENA 33- ESTERNO- GIORNO-CAMPO BASE KILLER.

La mdp segue Patricia che piazza l’ultima bomba ad orologeria sotto un’auto, poi imbraccia il mitra che aveva sulle spalle.

Patricia: fatto! Ora aspettiamo di vedere il botto.

Dissolvenza in nero.

SCENA 34- ESTERNO- GIORNO- CAMPO BASE KILLER.

La mdp riprende il campo base dall’alto. La scena è calma per alcuni istanti, poi tutto è scosso da 6 deflagrazioni in rapida successione. La mdp stacca su Robert e Jack.

Robert: Andiamo! Forza!

Jack: oh merda!.

I due uomini iniziano a correre verso l’automobile. Gli uomini intorno a questa sono in fuga. Uno però si accorge di loro. Spara verso i due. La pallottola colpisce Jack al braccio, e lo fa cadere a terra. Robert si getta a terra a sua volta.

Jack: oh merda! Quel bastardo mi ha beccato. Ahh

Robert raccoglie un sasso abbastanza grande e lo lancia contro l’uomo.

Robert: prendi questo bastardo.

Il masso è lanciato molto velocemente, e colpisce l’uomo sulla testa. L’uomo cade a terra. Robert si avvicina a Jack.

Robert: forza ragazzo, non è nulla. Ce la fai ad alzarti?

Jack: si (si alza) fa un male cane.

Robert: (aiuta Jack a rialzarsi) lo so. Forza andiamo a prendere quello che ci è dovuto.

I due continuano ad avanzare. Arrivano all’auto. Robert prende il mitra all’uomo che prima ha colpito, e che ha un rivolo di sangue sulla faccia. La mdp ritorna su Jack. L’uomo entra in macchina, alza il sedile anteriore, e estrae qualcosa da sotto. Vediamo che è la sua giacca.

Jack: forza, salta su. Andiamo via da questo posto.

Robert si avvicina allo sportello, lo apre, … ma una raffica lo colpisce alla schiena e lo fa cadere sul sedile. Jack abbassa la testa. Poi, con una mano, tira su Robert chiude lo sportello e parte.

Jack: oh, merda! Come stai?

Robert: v-va, t-tutto b-b-bene. ahh. Non preoccuparti ragazzo.

Jack continua a guidare molto velocemente. L’uomo continua a sparare. Una raffica fa partire il lunotto posteriore.

Jack: merda! Ora basta.

Jack fa un testa coda, poi punta diretto sull’uomo. Avanza a velocità folle. L’uomo spara contro Jack. I proiettili colpiscono il parabrezza, che va in frantumi. La macchina continua ad avanzare. La mdp esce dalla macchina, e inquadra tutto di profilo. l auto avanza ancora e colpisce l’uomo, che urla e va circa dieci metri indietro. Il cofano dell’auto è sporco di sangue. La mdp inquadra il volto di Jack. È una maschera di sangue, nella quale brillano due occhi pieni di rabbia. Passano alcuni secondi, poi l’auto riparte ed esce dal campo base.

Jack: (sottovoce) Che Dio te la mandi buona Pat…

Dissolvenza in nero.

SCENA 35- ESTERNO- GIORNO -CAMPO BASE KILLER

La mdp a mano passa tra il campo ormai tutto distrutto e pieno di cadaveri. Molte cose sono bruciate. la mdp continua ad avanzare, e vediamo due figure. La tel. Zooma sulle due sagome, e vediamo che sono Patricia e Tony. Lei ha ancora il mitra, mentre l’uomo è disarmato. Il mitra è puntato contro Tony. l’uomo perde sangue da un braccio, mentre Patricia ha un grosso taglio sulla fronte.

Tony: (fissa Patricia con aria sprezzante) e dunque eccoci alla resa dei conti finale, no Pat? Ora tu puoi spararmi, ma non lo farai, perché sei troppo buona, ed è per questo che non hai fatto carriera nella CIA, perché sei troppo buona.

Patricia: silenzio! Tu sei un verme maledetto. Ti ricordi di John, di Sean e di Alex? Eh? Ti ricordi, maledetto pezzo di merda? Ti ricordi come ci hai venduto al nemico?

Tony: (sorride) gli affari sono affari, cara. E dopo tutto, vedo che non tutti i membri della squadra sono morti. Ci sei ancora tu.

Patricia: si, ci sono ancora io. Purtroppo per te.

Patricia preme il grilletto e abbatte Tony.

In lontananza si sentono le sirene della polizia. Patricia guarda il campo base, getta l’arma e si allontana di corsa.

La mdp stacca sulle macchine della polizia che stanno arrivando.

SCENA 36- ESTERNO-GIORNO-ISOLA DEL PACIFICO

La mdp inquadra una casa sulla spiaggia, nella veranda ci sono alcune sdraio. In basso a destra appare la scritta: DUE SETTIMANE DOPO. La mdp inquadra una tv accesa. C’è un notiziario della CNN. È inquadrato il campo base dei killer completamente distrutto. Poi sullo schermo appare una reporter di colore.

Reporter: dopo due settimane, nessuna nuova scoperta sulla strage che è stata consumata nello stato dell’Arizona. Gli esecutori sono stati riconosciuti come Patricia Jonshon e Jack Carter, gli stessi assassini di Jacqueline Flagg. Non tutti i corpi sono stati ancora identificati, ma possiamo dirvi con certezza, che sono stati identificati i corpi della Jonshon e di Carter. A pochi chilometri dalla zona della strage, è stata poi scoperta una vettura, vuota, ma sporca di sangue. Probabilmente la macchina con quale i due pensavano di scappare. Il sangue trovato all’interno è stato analizzato dalla scientifica, e non è risultato appartenente a nessuno dei due. Dunque a due settimane dalla strage, e a un mese dall’uccisione della Flagg, il caso Jonshon Carter sembra ufficialmente chiuso. Da Phoenix è tutto .. (la tv si spegne).

La mdp si sposta di 360° e davanti alla tv vediamo Jack, in costume che legge un giornale. Da un lato appare Robert: l’uomo ha una grossa fasciatura sulla schiena e cammina a fatica.

Robert: ci sono visite per te ragazzo.

Jack: chi è?

Robert: alzati, lascia il posto ad un povero invalido, e vai a vedere da te.

Jack guarda Robert, poi scoppia a ridere. Poi si alza, prende una gruccia.

Jack: avanti, dimmi chi è?

Robert: è un segreto, e il vecchio Bob mantiene sempre i segreti.

Jack scoppia a ridere e si allontana da Robert.

SCENA 37- INTERNO- GIORNO- ISOLA DEL PACIFICO

La mdp inquadra una stanza, dove c’e una figura. La mdp si avvicina e vediamo che si tratta di Patricia. La donna, ha una grossa valigia in mano, e sulla fronte una benda. Jack entra nella stanza. La mdp, gli fa un primo piano, vediamo che la sua faccia è molto stupita.

Jack: (molto stupito)… quindi non eri morta?

Patricia: nemmeno tu a quanto pare.

Jack: ma come hai fatto a….

Patricia: a trovarti? È stato facile. (sorride) solo un pivello poteva usare lo stesso nome due volte: Hans Steinberg. Pivello.

I due si fissano per un po’, atmosfera di leggero imbarazzo.

Jack: come mai sei venuta qui?

Patricia: prima cosa, per riportarti questa (tira fuori una musicassetta dalla borsetta. Sulla cassetta c’e scritto jazz) l’avevi dimenticata nella macchina.

Jack: (prende la cassetta) grazie, ma…

Patricia: seconda cosa, questa…

Si avvicina a Jack e lo bacia sulla bocca. I due si baciano per un po’. Poi si staccano.

Jack: (imbarazzato) beh… molto meglio la seconda.

I due scoppiano a ridere. Poi Patricia raccoglie la sua valigia e i due escono dalla stanza. La mdp rimane all’interno e zooma su una radio che emetteva musica in sottofondo. La musica si interrompe, e arriva la voce di un reporter.

Voce: interrompiamo il programma, per dirvi che il presidente Richardson si è dimesso, in seguito all’accusa che la sua campagna elettorale sia stata finanziata dalla mafia. Il procedimento è stato intentato dall’avvocato Mc Allister di L.A. inoltre…

SCENA 38- ESTERNO- GIORNO- UNO YACHT

Da un binocolo abbastanza lontano vediamo la veranda della casa dove Bob, in veranda, sta leggendo il giornale. In sottofondo solo il rumore del mare. Bob è raggiunto da Jack e Patricia. Fine della vista con binocolo, viene inquadrato l’uomo che stava guardando: Frank Licata. Estrae un cellulare e compone un numero.

Frank (al cellulare): OK! Ci sono tutti.

Panoramica altissima che parte dallo Yacht, raggiunge la casa e la oltrepassa arrivando ad un auto dalla quale escono quattro tizi vestiti in nero e con occhiali da sole ed entrano nella casa dove sono Bob, Jack e Patricia.

 

Passa qualche secondo.

 

Un colpo di pistola. Schermo nero. Titoli di coda.

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