La linea d’ombra (script)

SCENA 1 – EST. – MARE / PORTO.

Musica di sottofondo: Paolo Angeli – Baska

 

L’immagine ci si presenta con la MDP a pelo d’acqua. La luce del cielo è giallastra, anche il colore dell’acqua tende al giallo. Sul manto marino galleggiano imbarcazioni di dimensioni differenti.

La MDP avanza lentamente avvicinandosi ai pontili e alla terraferma, talora accostando le stesse imbarcazioni.

Con l’avanzare della MDP compaiono i titoli di testa del film.

RAMAYA PRODUCTIONS

 

MAGIA PRODUCTION

Presentano:

LA LINEA D’OMBRA

Tratto dall’omonimo romanzo di Joseph Conrad

Diretto da Gus Van Sant

Con

Emile Hirsch

Liam Neeson

James Franco

Henry Hopper

Sean Penn

Ben Kingsley

John Slattery

Josh Brolin

Johnny Lever

Scoot McNairy

Joseph Cross

Arrivata al pontile, la MDP inquadra il movimento sulle assi di legno. Uomini asiatici e europei che si muovono più o meno rapidi, caricando le navi, dando e ricevendo ordini in varie lingue, li sentiamo sovrastare la musica.

L’inquadratura si allarga lentamente, la nave ondeggia calma sul mare. La MDP infine stringe sull’albero della nave, cogliendo il dettaglio della bandiera; verde e con la mezzaluna dell’Islam.

La musica sfuma.

Dissolvenza.

SCENA 2 – INT. – STANZA.

La MDP inquadra un ventilatore da soffitto. Le pale girano lentamente, alcune mosche volano nella stanza. C’è silenzio, quando sentiamo la voce del protagonista (EMILE HIRSCH).

                       VFC PROTAGONISTA

Solo i giovani hanno momenti del genere. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni. Si va avanti ritrovando i solchi lasciati dai nostri predecessori, eccitati, divertiti, facendo tutt’un fascio di buona e cattiva sorte.

Si va avanti. E anche il tempo va, finché inanzi a noi si profila una linea d’ombra, ad avvertirci che bisogna dire addio anche al paese della gioventù.

L’inquadratura cambia. La MDP riprende dall’alto, da dietro le pale, il protagonista. Steso sul letto, fissa il soffitto. Giace scalzo, con dei pantaloni logori e una camicia bianca aperta a mezzo petto. I capelli sono lunghi e spettinati, sul volto una barba di tre giorni.

Sentiamo la sua voce, ma egli non parla.

                       PROTAGONISTA

Fu in un porto d’Oriente. La mia fu un’azione avventata. All’improvviso abbandonai la nave di un mite armatore maomettano. Fu come se avessi udito un sussurro.

Dissolvenza.

SCENA 3 – EST./INT. – NAVE

La MDP inquadra l’imbarcazione vista a inizio film. Il cielo ha ancora un colore giallastro. A bordo, sul ponte, c’è movimento. Uomini europei e asiatici lavorano fianco a fianco. Il protagonista è ripreso mentre, di spalle, osserva il mare. I suoi capelli sono ora più corti e pettinati. La MDP insiste su di lui. Si volta lentamente e ci viene incontro, sulle guance non c’è un filo di barba. Quando ci supera la MDP lo segue mentre entra nella cabina del capitano.

La MDP inquadra la stanza, è piccola ma pulita e ordinata. In piedi dietro a una scrivania un uomo con una folta barba castana chiara (JOSH BROLIN).

Primo piano del capitano, che guarda fisso in macchina. Il suo sguardo è prima indecifrabile, salvo poi sciogliersi in un sorriso sotto i baffi.

                       CAPITANO KENT

Ben s’intenda, se il tuo desiderio è quello di andartene, non sarò io a trattenerti a forza.

Il protagonista e il capitano vengono ora inquadrati uno di fronte all’altro.

                       CAPITANO KENT

            Riceverai domattina le tue spettanze.

Il protagonista si volta compiaciuto, la MDP lo riprende mentre esce dalla stanza, quando si ferma, mentre il capitano gli rivolge un ultimo saluto, dietro di lui si scorge una carta nautica.

                       CAPITANO KENT

            Ti auguro di riuscire a trovare ciò che vai cercando…

Dissolvenza

SCENA 4 – EST. – PONTILE DEL PORTO

Il protagonista è disceso dalla nave. Fermo, sul pontile, fissa quella che fu la sua imbarcazione. Qui viene raggiunto da un marinaio dai capelli rossi e la pelle bruciata (JOSEPH CROSS). Il cielo ha il consueto colore che tende al giallo del tramonto.

                       MARINAIO SCOZZESE

            E così te ne vai, magari a sposare una puttana del porto.

Il protagonista sorride imbarazzato e dispiaciuto, mentre il marinaio gli volta le spalle. Nel frattempo un altro membro dell’equipaggio compare nel campo, e gli poggia una mano sulla spalle, rivolgendoli la parola.

                       MARINAIO

Non te la prendere. Credo sia il suo modo per dirti che gli dispiace che te ne vai. E dispiace anche a me. Senz’altro si tratta di disturbi al fegato. Nient’altro. Si capisce.

La MDP stringe sul volto del protagonista. Ora il suo sorriso è quasi sarcastico o di circostanza, mentre si congeda dal compagno d’equipaggio.

Dissolvenza

SCENA 5 – EST. /INT. – “LA CASA DELL’UFFICIALE”

Viene inquadrata una costruzione in stile coloniale, immersa in un giardino con delle palme che creano ampie zone d’ombra. Un colonnato circonda l’edificio, creando una spaziosa veranda.

Il protagonista viene inquadrato mentre varca il cancello, le ombre delle palme si stagliano su di lui. Mentre incede verso l’edificio, sotto la veranda, incrocia un uomo, probabilmente bengalese, di bassa statura e vestito con una divisa color caki. L’uomo, che si muove frettolosamente, lo guarda distratto, poi bisbiglia (JOHNNY LEVER).

                       CAPOCAMBUSIERE

Questo lavoro mi condurrà alla tomba.

Lasciatosi alle spalle l’uomo, il protagonista entra nel salone principale dell’ospizio. Si tratta di una sala interamente bianca, piena di tavolinetti e seggiole in vimini. Solo un bancone è situato in fondo alla stanza. L’intera area è deserta, fatto salvo per un uomo di mezz’età (LIAM NEESON), vestito con un completo color terra bruciata, che sonnecchia su una delle sedie in vimini.

Il protagonista si guarda attorno, poi passa oltre l’addormentato, entrando nella sala da pranzo, simile al locale centrale e altrettanto vuota. La MDP riprende una porta con scritto in inglese “CAPOCAMBUSIERE”.

Dettaglio del pugno del protagonista che bussa.

                       VFC CAPOCAMBUSIERE

            Oh santo cielo! Ma che c’è ancora?

Stacco.

SCENA 6 – INT. – STANZA DEL CAPOCAMBUSIERE

L’inquadratura è ora all’interno di una sorta di monolocale; è la residenza del capocambusiere. Una stanza arredata in modo pacchiano; all’arredamento tipico dei tropici asiatici si mescola, male assortita e disordinata, mobilia di vario genere e di gusto europeo. Le finestre sono adornate da tende di color magenta, sicché la stanza è male illuminata.

Steso sul divano giallo, sventolandosi con un ventaglio bianco, c’è il capocambusiere, evidentemente colpito dall’umidità.

                       CAPOCAMBUSIERE

            Che cosa volete?

                       PROTAGONISTA

            Necessito di un alloggio. Se fosse libera vorrei la stanza che mi deste l’ultima volta.

                       CAPOCAMBUSIERE

            Come avrete visto non ci mancano stanze vuote.

                       PROTAGONISTA

Sarà solo per qualche giorno. Che voi sappiate c’è qualcuno che io possa conoscere, alloggiato qui?

                       CAPOCAMBUSIERE

Vi è solo il capitano Giles, di ritorno da un viaggio nel mare di Sulu. Fra poco sarà al tavolo dove serviamo il thè.

Dissolvenza.

SCENA 7 – INT. – UFFICIO DEL PORTO

L’immagine si apre con una forte luce che filtra da una finestra. Si tratta del riverbero del sole sul mare. Lentamente il quadro si fa più nitido. Il protagonista è all’interno di un ufficio. La stanza è ordinata e la parete opposta alla finestra è interamente occupata da una grande libreria in legno scuro. C’è una scrivania, dietro al quale siede un uomo in divisa bianca a maniche corte. Oltre al protagonista, nella stanza, c’è il capitano della sua vecchia nave. Sono in piedi di fronte all’ufficiale, intento a compilare dei moduli, alza la testa per domandare al protagonista.

                       UFFICIALE DEL PORTO

            Sbarco per congedo?

                       CAPITANO KENT

            No, sbarco per dimissioni.

L’ufficiale cambia espressione, da sereno che era si fa serio, sorpreso per l’affermazione del capitano Kent, e per il tono tranquillo che ha usato per pronunciarla; finisce di compilare il modulo e poi, senza più alzare lo sguardo, porge dei documenti al protagonista.

La MDP inquadra il protagonista che ripone i documenti. Si sente l’ufficiale rivolgere la parola al capitano in indiano e il capitano rispondere in inglese. L’inquadratura torna sui tre.

                       CAPITANO KENT

            No, ci lascia per rimpatriare.

                       UFFICIALE DEL PORTO

                       (Scuotendo il capo)

            Ah, capisco.

L’ufficiale allora si alza in piedi, e stringe calorosamente la mano al protagonista, tornando a guardare nei suoi occhi.

                       UFFICIALE DEL PORTO

Mi duole comunicarvi che non sono previsti postali per l’Inghilterra per almeno quattro o cinque giorni.

                       PROTAGONISTA

                       (Indeciso su ciò che deve dire)

            Vi ringrazio, ma…aspetterò.

Dissolvenza.

SCENA 8 – INT. – SALA DA PRANZO “LA CASA DELL’UFFICIALE”

Viene inquadrato un tavolino in vimini, accostato al tavolino un carrello con sopra una teiera e delle tazze in porcellana. Seduti attorno al tavolo di vimini ci sono il protagonista e l’uomo che prima dormiva, il capitano Giles. Il capitano ha in mano una pipa spenta e gli occhi sempre socchiusi, come feriti costantemente dal sole. Lentamente serve il tè al protagonista.

                       VFC PROTAGONISTA

Il capitano Giles dava l’impressione d’un uomo cui aspettarsi sani consigli, buoni sentimenti e forse qualche banalità, detta non per sbalordire, ma con onesto convincimento.

Il protagonista accetta di buon grado la cortesia di Giles, e ricambia mettendo nel piattino posto davanti a lui alcuni biscotti secchi presi dal carrello.

                       VFC PROTAGONISTA

Sebbene assai noto e apprezzato in quei porti d’Oriente, egli non era solito accettare impieghi regolari. Non lo voleva, limitandosi ad accettare di tanto in tanto incarichi fra i più scansati dagli altri ufficiali, per la loro difficoltà.

Terminato lo scambio di cortesie il protagonista viene inquadrato mentre soffia per raffreddare il suo tè, allora Giles, in primo piano, gli rivolge la parola.

Il dialogo che segue vede un continuo cambio di inquadratura, in primo piano su chi parla.

                       CAPITANO GILES

Ho sentito parlare di voi. Parlare bene, s’intende. Immagino siate sbarcato in franchigia per qualche giorno.

                       PROTAGONISTA

                       (sorridendo)

            Libero cittadino. Almeno per un po’.

Un forte rumore di piatti distoglie entrambi dalla colazione. La MDP mostra il capocambusiere mentre rimprovera un cameriere, alzando la voce in indiano.

                       CAPITANO GILES

                       (Mescolando il suo thè)

E’ la calura. La bestiale calura di qui, gioca brutti scherzi.

                       PROTAGONISTA

            Mi sembra che quell’uomo non si comporti in modo così adeguato.

                       CAPITANO GILES

            Per quale motivo avete mandato a monte l’imbarco?

La MDP inquadra il protagonista che poggia la tazzina, colpito da quella domanda a bruciapelo. Sembra colto da un moto di ira, o imbarazzo, giacché arrossisce, ma poi si trattiene mordendosi il labbro, prima di rispondere.

                       PROTAGONISTA

            Perché? Disapprovate?

                       CAPITANO GILES

Io? Mah…forse. In via di principio. Ora che ho fatto colazione, però, vi lascerò ai vostri pensieri. Il caldo mi provoca la pessima abitudine di concedermi una piccola siesta.

L’inquadratura mostra ora il protagonista seduto e confuso, mentre Giles si alza lentamente e gli volta le spalle.

Rimasto solo la MDP inquadra frontalmente il protagonista. Mentre sorseggia il suo thè, pensieroso. Posa dunque la tazzina e si stiracchia. La MDP inquadra la tazzina.

SCENA 9 – EST. – VERANDA “CASA DELL’UFFICIALE”

Il protagonista è ripreso seduto nell’ampia veranda dell’alloggio per ufficiali. Sta leggendo un giornale quando Giles siede fianco a lui, sorseggiando una bevanda; il protagonista ripiega il giornale, guardandolo incuriosito.

            CAPITANO GILES

            Buonasera.

                       PROTAGONISTA

            Buonasera.

                       CAPITANO GILES

            Vi ho pensato oggi.

                       PROTAGONISTA

            Avete pensato a me?

                       CAPITANO GILES

            Ho incontrato il vostro vecchio capitano. Gli dispiace molto che ve ne siate andato.

                       PROTAGONISTA

            Lo credo. Non mi sono mai trovato così bene su una nave.

                       CAPITANO GILES

            Oh…ma allora?

                       PROTAGONISTA

            Capitano Giles, glielo avranno detto, che intendo tornarmene in patria.

                       CAPITANO GILES

            Sì. Ma è una cosa che ho sentito dire molte volte.

                       PROTAGONISTA

                       (Irritato)

            Oh, beh, stavolta vedrete qualcuno che fa fede alle sue parole.

In quel momento l’inquadratura si allarga, mostrando un uomo poco più anziano del protagonista, vestito con una giacca sgargiante, (SCOOT MCNAIRY) attraversare la veranda, porgendo un cenno di saluto a Giles.

                       PROTAGONISTA

            Lo conoscete?

                       CAPITANO GILES

            Ora siete voi a essere curioso?

                       PROTAGONISTA

                       (Imbarazzato)

            Io…

                       CAPITANO GILES

            Si chiama Hamilton. Doveva ripartire oggi, l’ho conosciuto qui, durante la sua permanenza.

Il protagonista viene inquadrato mentre guarda verso l’interno.

Soggettiva del protagonista. Hamilton parla con il capocambusiere. Si sentono distintamente, sebbene ovattate, le parole di Hamilton, mentre non si colgono le risposte del capocambusiere.

                       HAMILTON

            Un gentiluomo come me…dunque…

                       CAPOCAMBUSIERE

            (Parole incomprensibili)

                       HAMILTON

Cosa? Mi preferiranno quel giovanotto solo perché ha fatto da secondo al capitano Kent? Inaudito!

Inquadratura su Giles e il protagonista. Sono sorpresi.

                       CAPITANO GILES

                       (sornione)

Ho sentito bene? Il secondo di Kent non siete voi?

La MDP inquadra il protagonista, che è confuso dagli accadimenti.

                       VFC HAMILTON

            La concorrenza d’un dilettante!

L’inquadratura insiste sul protagonista e il capitano Giles, mentre sullo sfondo si vede passare rapidamente Hamilton, il suo volto non è inquadrato, ma la sua camminata è brusca e lascia intendere la sua frustrazione. Il protagonista viene allora ripreso in primo piano, poi la scena s’allarga, includendo Giles.

                       PROTAGONISTA

Non capisco di quale concorrenza vada parlando. Se ha chiesto il mio posto e non l’ha ottenuto, beh, non è quel che io chiamo concorrenza.

                       CAPITANO GILES

            Il caro Kent forse vi rimpiange. Forse spera in un vostro ripensamento.

Il protagonista scatta in piedi, infastidito dal tono allusivo di Giles, che però gli fa cenno con la mano di stare calmo. La MDP inquadra prima il volto del protagonista, pieno d’ansia, con la bocca aperta come per dire qualcosa, poi quello disteso del capitano Giles, che prontamente cambia discorso.

                       CAPITANO GILES

            Non c’è motivo di prendersela.

                       PROTAGONISTA

            Vi prego di non tornare più sull’argomento.

                       CAPITANO GILES

            Ma certo…intendete rimpatriare. Ci sono delle nuove su quel fronte?

La MDP mostra nuovamente la scena in campo lungo. Il protagonista è rimasto in piedi, e fa cenno di volersi congedare dal capitano Giles, che resta serafico.

                       PROTAGONISTA

            No, nulla che io sappia. Vi auguro una buona serata, capitano. Arrivederci.

                       CAPITANO GILES

            Mi farete compagnia a cena?

La MDP inquadra il protagonista, sorpreso per la richiesta del capitano.

Stacco.

SCENA 10 – INT. – SALA DA PRANZO “LA CASA DELL’UFFICIALE”

La MDP fa una panoramica della sala, già vista in precedenza. A un tavolo siede il capitano Giles. La MDP ci mostra arrivare il protagonista, ora più rilassato. Giles è seduto volgendogli le spalle. Il protagonista tentenna, allora Giles gli rivolge la parola, senza girarsi.

                       CAPITANO GILES

            Avete accettato il mio invito, suppongo.

                       PROTAGONISTA

            Sarei molto ingeneroso a rifiutare.

Il protagonista si siede dunque di fronte a Giles.

                       PROTAGONISTA

            Mi vorrete anzi scusare se prima vi ho dato l’impressione…

Un’altra volta il capitano Giles fa un cenno della mano al protagonista, invitandolo a lasciar cadere l’argomento. La MDP inquadra la mano del capitano, che si staglia sopra la tovaglia celeste.

Stacco.

Vediamo inquadrati ancora i due, uno fronte all’altro. Stanno mangiando una zuppa.

                       CAPITANO GILES

            Permettetemi un’osservazione…

                       PROTAGONISTA

            Prego?

                       CAPITANO GILES

            Vi sarete fatto una certa idea del contegno di un vecchio capitano.

                       PROTAGONISTA

            Che volete dire?

                       CAPITANO GILES

            Siate sincero, vi sembro una persona strana?

Il protagonista rimane di stucco, col boccone a mezz’aria.

                       CAPITANO GILES

Voglio dire, non trovate insolito incontrare un uomo che non si fa scrupoli a essere curioso e a porre delle domande?

Ancora una volta il protagonista rimane spiazzato dalle parole così inattese del suo commensale.

                       CAPITANO GILES

            Un atteggiamento più comune a voi giovani. Non credete?

                       PROTAGONISTA

            Oh, beh, forse. Sì.

                       CAPITANO GILES

            E allora, non vi siete chiesto cosa sia accaduto fra Hamilton e il capocambusiere?

                       PROTAGONISTA

Scusate, capitano Giles, in tutta franchezza, non è più cosa che mi riguarda. Il capitano Kent è stata un’esperienza che si è chiusa. Io ora penso solo all’Inghilterra.

                       CAPITANO GILES

            Io non ne sono persuaso del tutto.

La MDP inquadra il volto malizioso di Giles che fissa il protagonista dopo aver pronunciato queste parole. Poi viene mostrato il protagonista, che a stento trattiene l’offesa, eppure resta un’altra volta senza parole.

                       CAPITANO GILES

Stamane il capocambusiere è tornato dall’ufficio portuale, ove si reca ogni mattina, e mi è parso sconvolto, portava con sé una lettera, l’ho visto passare avanti a me. Poi ho assistito all’alterco con Hamilton. Fossi in voi ci vorrei vedere più chiaro.

                       PROTAGONISTA

            Siete diverso dalla fama che vi precede.

                       CAPITANO GILES

Mi chiedo quale possa essere il contenuto di quella missiva, che tanto ha scontentato Hamilton. E mi chiedo in qual modo vi riguardi.

La MDP mostra il protagonista in primo piano, mentre si toglie il tovagliolo dalle gambe, posandolo alla destra del piatto. Quindi si alza in piedi. Si rivolge a Giles molto freddamente.

                       PROTAGONISTA

            Credevo di avervi già pregato di non insistere sull’argomento.

Il capitano Giles è sereno, continua a mangiare e, sorridendo, si rivolge al protagonista.

                       CAPITANO GILES

            Interrogatelo, tutto qui.

La MDP mostra il protagonista, ormai in piedi, che fissa il capitano Giles con un’espressione indecifrabile, fra l’astio e la curiosità suscitata dalle parole del capitano. Dunque si volta.

Stacco.

SCENA 11 – EST. “CASA DELL’UFFICIALE”

L’inquadratura ci mostra il retro della “Casa dell’ufficiale”. La luce della luna filtra fra le fronde delle palme. Delle lanterne rischiarano l’ambiente, l’effetto è di una luce traballante.

Si scorge la figura del capocambusiere, sta bagnando alcune piantine in un angolo del giardino, adibito a coltivazione. Il protagonista lo raggiunge, cogliendolo di sorpresa.

                       CAPOCAMBUSIERE

                       (spaventato)

            Oh, cielo, siete voi!

Il capocambusiere fa allora per allontanarsi, come timoroso della conversazione che lo attende, ritirando verso la veranda.

                       PROTAGONISTA

            Fermo, statemi a sentire!

Il capocambusiere allora viene inquadrato mentre si blocca, mordendosi le labbra e fissando spaventato il protagonista.

                       CAPOCAMBUSIERE

            Cosa volete?

                       PROTAGONISTA

            Ho sentito d’una comunicazione giunta dall’ufficio portuale. E’ vero?

                       CAPOCAMBUSIERE

            Io…beh…andavate in giro dicendo di voler tornare in patria, ho pensato non vi interessasse.

Il capocambusiere estrae timidamente un foglio da una tasca della sua giacca e lo porge al protagonista. Questi allora lo prende fra le mani e, cercando una luce che gli consenta di leggerne il contenuto, s’allontana dal capocambusiere. La MDP lo segue.

                       VFC CAPOCAMBUSIERE

            Voi sarete la mia rovina!

Il protagonista rimane solo nel giardino. Quasi senza accorgersene comincia a camminare allontanandosi dalle palme.

La MDP lo inquadra ora dall’alto: è solo, al centro del giardino, illuminato solo dalla luna e le stelle. Lentamente la lettera gli scivola dalla mano. Il suo sguardo si alza verso il cielo, come guardasse in camera.

Lentamente la MDP gli viene incontro.

                       VFC PROTAGONISTA

D’un tratto, per la prima volta in vita mia, mi trovavo a saper quello che lasciavo e a non saper immaginare quello che avrei trovato.

Su queste parole la MDP stacca dal protagonista e inquadra il cielo stellato d’Oriente.

                       VFC PROTAGONISTA

Cosa farò? Dove mi condurrà la mia natura?

Dissolvenza.

SCENA 12 – EST. – VERANDA “CASA DELL’UFFICIALE”

L’inquadratura è sulla veranda. C’è luce, è mattina. Il capitano Giles è già al suo posto, quando viene raggiunto dal protagonista, che ha l’aspetto di chi ha dormito poco.

                       PROTAGONISTA

            Buongiorno capitano

                       CAPITANO GILES

            Buongiorno

Il protagonista rimane in piedi di fronte al tavolo del capitano, che lo osserva, fumando la pipa. Il protagonista gli porge allora la lettera ricevuta la sera precedente dal capocambusiere. La MDP inquadra il dettaglio delle due mani e della missiva. Poi torna a inquadrare entrambi.

                       PROTAGONISTA

            Non ci crederete mai, era la notifica d’un posto da capitano rimasto vacante.

Il capitano Giles viene ripreso mentre poggia sul tavolo la lettera senza guardarla e estrae dalla tasca un piccolo orologio d’oro, con uno schiocco il meccanismo lo fa aprire. Giles legge l’ora e si rivolge al protagonista, venendo inquadrato in primo piano.

                       CAPITANO GILES

            Non sono che le nove. Farete in tempo.

                       PROTAGONISTA

            In tempo per cosa?

                       CAPITANO GILES

Oh, buon Dio, ma per recarvi all’ufficio portuale. Mi pare una faccenda degna d’essere approfondita. Non credete?

L’inquadratura mostra Giles sorridere sornione al protagonista, che poi viene inquadrato sorpreso, pietrificato. L’inquadratura è fissa, per qualche secondo non accade nulla. Il protagonista è sospeso, mentre Giles lascia a mezz’aria la pipa, in attesa. D’un tratto il protagonista si distoglie dall’esitazione, fulmineo prende la lettera dal tavolo, sotto gli occhi compiaciuti del capitano Giles e esclama:

                       PROTAGONISTA

            Dio vi benedica.

Stacco.

SCENA 13 – EST./INT. UFFICIO DEL PORTO

Musica di sottofondo

Carlo Buti – Voglio vivere così

 

Vediamo una panoramica della città, mentre il sole si alza nel cielo. Fra le vie che si animano di vita il protagonista viene ripreso mentre, determinato e sognante, incede a passo svelto verso il porto. La MDP zooma sulla sua mano destra, che stringe forte la lettera d’incarico.

L’inquadratura cambia, ora vediamo il protagonista passare dalla luce mattutina all’ombra proiettata a terra da un edificio. La sua figura si fa sfocata nel cambio di esposizione.

L’inquadratura è sui piedi del protagonista, che sale svelto una scalinata di marmo.

                       VFC PROTAGONISTA

            Avevo preso una decisione? O mi stavo lasciando cullare dagli eventi?

Inquadrato in primo piano vediamo l’avanzata del protagonista rallentare. Il giovane ha il fiato corto, e sul suo volto è dipinta la sua agitazione.

L’inquadratura è su una sala piuttosto grande, con scrivanie disposte vicino alle pareti, a destra e a sinistra di un lungo tappeto rosso scuro. Il protagonista è in piedi, mentre i dipendenti lavorano alle loro scrivanie, senza notarlo. Da una porta alla fine del tappeto spunta un uomo, che gli viene incontro cordiale.

                       IMPIEGATO

            Vi stanno aspettando, siete pronto?

                       PROTAGONISTA

                       (incerto)

            Cosa mi dite? Vale la pena?

                       IMPIEGATO

                       (Stupito)

            Oh santo cielo! Ha già chiesto due volte se eravate arrivato!

                       PROTAGONISTA

                       (Stupito)

            Allora è proprio il caso che mi affretti…

Il protagonista, sconvolto, varca la porta, inquadrato di spalle.

Stacco.

SCENA 14 – UFFICIO DEL CAPITANO ELLIS

Il protagonista è inquadrato ora dal basso verso l’alto, mentre è in un ufficio dall’arredamento pomposo. Il fumo rende le immagini poco nitide. Un uomo anziano (BEN KINGSLEY), dall’aspetto importante, siede a una scrivania fumando la pipa, ma il sole che filtra dalla finestra sfoca il suo volto.

                       CAPITANO ELLIS

                       (Neutrale)

            Dove siete stato tutto questo tempo?

Soggettiva del protagonista.

Al centro dell’inquadratura il capitano, dietro di lui un ampia finestra, da cui il protagonista osserva il mare azzurro e una grande nave appena attraccata. Poi i suoi occhi si posano sulla penna che il capitano ha preso in mano.

                       PROTAGONISTA

            Ho saputo che una nave ha bisogno d’un comandante e…

                       CAPITANO ELLIS

Al diavolo! Voi siete l’uomo giusto per questo imbarco…un imbarco per cui se la squagliano tutti.

L’inquadratura torna quella iniziale. Il protagonista tradisce il suo disagio e la sua sorpresa per l’atteggiamento inatteso del capitano.

                       PROTAGONISTA

            Perché se la stanno squagliando?

                       CAPITANO ELLIS

                       (Seccamente)

            Hanno paura.

Paura delle vele…paura dell’imbarco, dell’equipaggio. Tutti qui ormai vogliono la vita facile. Così mi trovo solo, con un telegramma del console generale e con l’uomo adatto che si fa attendere. Pensavo che anche voi ve la stavate facendo sotto.

L’inquadratura torna sul protagonista, in primo piano. Lo vediamo stupito dalla sparata del capitano, ma reagisce con prontezza. Dopo la prima battuta l’inquadratura si alterna sui volti di entrambi, appena sfocati dal fumo della pipa.

                       PROTAGONISTA

            Sono venuto appena ho saputo.

                       CAPITANO ELLIS

            Da queste parti vi stimano. Non ho sentito che parlar bene di voi…

                       PROTAGONISTA

            Sono felice di sentirlo dire.

                       CAPITANO ELLIS

Ma vi fate desiderare…e non penso che il capocambusiere abbia indugiato a trasmettere il mio messaggio.

Il volto del protagonista si dipinge di una smorfia di disprezzo, ma poi si rilassa rapidamente.

                       CAPITANO ELLIS

Bando alle ciance, giovanotto. Una nave a Bangkok è rimasta senza comando. Il comandante è morto e il console mi ha chiesto un uomo. Ho pensato subito a voi.

Questo (il capitano estrae da un cassetto della scrivania un plico) è l’incarico.

Il protagonista viene ripreso mentre prende il foglio, che viene poi inquadrato. La pergamena reca un messaggio ciclostilato in inglese e delle firme e dei timbri.

La MDP inquadra il protagonista dal basso verso l’alto mentre lo infila in tasca, sul suo volto un grande sorriso.

La MDP inquadra il capitano Ellis, compiaciuto.

                       CAPITANO ELLIS

            Stasera il Melita partirà per Bangkok alle sette. Spero sarete pronto per quell’ora.

Stacco.

SCENA 15 – EST. PORTO

L’inquadratura è fissa nel cielo del tramonto, con i suoi suggestivi colori. Una striscia di fumo grigiastro invade la scena.

La MDP inquadra un battello, su cui si legge il nome “Melita”.

                       VFC CAPITANO ELLIS

            Dunque eccovi ufficialmente nominato comandante sotto la mia responsabilità.

Stacco.

SCENA 16 – EST. UFFICIO DEL PORTO

Musica di sottofondo (reprise) : Carlo Buti – Voglio vivere così

 

Il protagonista è inquadrato mentre scende le scale del palazzo vittoriano che ospita gli uffici portuali. Qualcuno gli rivolge la parola, ma la musica non ci fa udire la conversazione. L’uomo che gli si approccia è vestito da marinaio e si approccia con deferenza, ma il protagonista non si da arie di superiorità. In fondo alle scale, con cambio di inquadratura, gli si vede sfilare accanto Hamilton, che lo guarda e subito abbassa la testa.

La MDP segue la passeggiata del protagonista, stringendo sul suo volto.

La musica sfuma e si sente la sua voce.

                       VFC PROTAGONISTA

M’accorsi che la mia immaginazione aveva sempre battuto strade convenzionali. Pensavo ad un comando come sbocco di una lenta carriera. Ciò che mi era invece accaduto mi faceva provare una inattesa, e sino ad allora sconosciuta, vertigine.

SCENA 17 – EST. CASA DELL’UFFICIALE

La MDP mostra il protagonista raggiungere la “Casa dell’Ufficiale”. L’inquadratura è una soggettiva del capocambusiere, che lo attende sulla porta.

Quando il protagonista gli rivolge la parola la MDP inquadra entrambi.

                       PROTAGONISTA

            Pensavate dunque di levarmi di mezzo?

                       CAPOCAMBUSIERE

            Ma…ma…parlavate di tornarvene in patria. Dicevate così? No?

Il protagonista scuote la testa con sprezzo, e supera il capocambusiere, scorgendo nell’atrio del palazzo il capitano Giles, che sembra attenderlo, fumando la pipa con gli occhi socchiusi.

La MDP mostra il protagonista andargli incontro e tendergli più che cordialmente la mano, stupendo Giles. Il volto del protagonista si accende di un inatteso stupore, che strappa un sorriso a Giles. I due si guardano profondamente negli occhi.

                       VFC PROTAGONISTA

Non ci dicemmo nulla, ma in quello sguardo c’era tutta la mia gratitudine. In quello sguardo, c’era tutta la sua benevolenza.

Arrivederci, capitano Giles, pensai. E fantasticavo su quando ci saremmo di nuovo incontrati, in qualche porto d’Oriente, e avrei potuto guardarlo senza più la deferenza che il giovane deve al vecchio.

La MDP mostra il protagonista allontanarsi, voltandosi a guardare ancora una volta Giles, che sorride a occhi chiusi, aspirando il fumo della pipa.

L’inquadratura è sul protagonista, alle sue spalle si vede Giles che gli sta per rivolgere la parola, con un gesto della mano lo sta richiamando.

Dissolvenza.

SCENA 18 – EST. PORTO

E’ sera. Il protagonista sta scendendo verso il porto. Davanti a lui due uomini di colore portano, appesi a una pertica, i suoi bagagli.

                       VFC PROTAGONISTA

Mentre scendevo al porto, dove mi attendeva il mare, il mio futuro, non facevo che ripensare alle ultime parole che ci scambiammo io e il capitano Giles.

Su queste parole la MDP inquadra il protagonista che sale a bordo della lancia, la quale prende rapidamente il largo, facendo quasi perdere l’equilibrio al giovane.

Viene inquadrata la lancia avvicinarsi a una nave, sul cui scafo si legge, illuminata da un bagliore, la scritta “Melita”.

SCENA 19 – EST. / INT. NAVE “MELITA”

La MDP inquadra la lancia dall’alto della nave. Si vede il protagonista guardare con aria stanca la nave, mentre da bordo una voce gli si rivolge.

                       VFC DALLA NAVE

            Presto, presto, abbiamo mezza giornata di ritardo! Presto!

Il protagonista, udite quelle parole, s’affretta a salire per una scaletta. Una volta salito a bordo si rivolge al capitano della nave, il cui volto è celato dalla notte.

                       PROTAGONISTA

            Spero di non essere io la causa del vostro ritardo.

                       CAPITANO DEL MELITA

            Ohibò, lo siete.

Il giovane resta colpito da quelle parole e rimane incapace di rispondere, mentre il capitano del Melita già gli da le spalle.

                       CAPITANO DEL MELITA

            E non chiedete la cena ora.

SCENA 20 – INT. / EST. “MELITA”

Il protagonista è inquadrato, con aria annoiata, all’interno della sua angusta cabina. Passeggia assorto. Poi è ripreso mentre è sul ponte del Melita, che veleggia verso Bangkok.

                       VFC PROTAGONISTA

Passai quattro giorni su quella nave. Ero come in sospeso. L’ostilità malcelata del capitano e del suo equipaggio non mi tangeva. Ero come un innamorato che si prepara a un incontro. L’ostilità degli uomini non mi toccava né punto né poco.

Il protagonista è ora inquadrato mentre gli passa a fianco il capitano. La MDP lo inquadra rivolgergli delle parole che non udiamo e prorompere in una risata, quasi di scherno.

                        VFC PROTAGONISTA

Quell’uomo se ne accorse e non mancò di mostrarmi la malizia e il cinismo che i vecchi, troppe volte, dedicano ai sogni e alle illusioni della gioventù.

Il protagonista osserva il mare, calmo e appena increspato dal vento.

SCENA 21 – INT. / EST. “MELITA”

Il giovane protagonista è nella sua cabina. La luce della mattina filtra dall’oblò. E’ seduto sul letto, con l’aria assonnata.

                       VFC CAPITANO DEL MELITA

            Sul ponte di comando, capitano.

La MDP inquadra il capitano del Melita passare di sfuggita davanti alla porta della cabina, facendo un segno con la mano.

                       CAPITANO DEL MELITA

            Non vuole vedere la sua nave?

Il protagonista balza dal letto, trasportato dall’entusiasmo sale sul ponte.

Lo spettacolo sullo schermo è quasi indescrivibile. Viene inquadrato il fronte porto di Bangkok, con meravigliose pagode, palazzi, baracche e palafitte oltre che la vegetazione fitta che fa loro ombra. Sul mare galleggiano molte navi.

Il volto del protagonista viene ripreso, raggiante, mentre con gli occhi cerca di individuare la sua nave.

                       VFC CAPITANO DEL MELITA

            Quella, la vedete, è la vostra nave, capitano.

SCENA 22 – EST. PORTO DI BANGKOK

La MDP inquadra dal mare una nave. Dietro ad essa si intravede la collina che sovrasta il porto, le sue case e la sua vegetazione lussureggiante.

                       VFC PROTAGONISTA

            La mia nave.

Particolare degli occhi del protagonista, sognanti.

SCENA 23 – EST. NAVE

Particolare del piede del protagonista, che sale sul ponte della nave. L’inquadratura si allarga. Il giovane capitano si guarda attorno e la MDP segue il suo sguardo, mostrando i dettagli della nave che il protagonista sta imparando a conoscere. In sottofondo si sentono due uomini canticchiare una canzone marinaresca. Il protagonista li guarda, mentre puliscono il ponte, i due non si accorgono del suo passaggio.

Il protagonista poi si volta verso la cabina di comando, di cui scorge le porte aperte. Si sente il rumore dei suoi passi avvicinarsi. Una voce cantilentante si affievolisce, come avesse intuito che il nuovo capitano era finalmente giunto a bordo. La MDP inquadra la cabina, buia, il capitano vi accede, calandosi nell’oscurità.

SCENA 24 – INT. NAVE

Il protagonista è ora sottocoperta. Viene inquadrato il corridoio. Da una porta spunta un giovane (HENRY HOPPER), con un piatto in mano. Ha uno sguardo intelligente e curioso.

La MDP inquadra i due, uno in fronte all’altro.

                       PROTAGONISTA

            Sono il nuovo capitano. Dov’è il primo ufficiale?

                       RAGAZZO

            Oh, sono lieto che siate arrivato! Il signor Burns è nella stiva.

                       PROTAGONISTA

            Andate a chiamarlo e ditegli che lo aspetto.

Il ragazzo annuisce e subito si volta per andare a chiamare il primo ufficiale. Il protagonista intanto continua a osservare la nave. La MDP mostra, in soggettiva, i dettagli delle cabine visitate.

SCENA 25 – INT. NAVE – CABINA DI COMANDO

Il protagonista è nella cabina, ora illuminata, di cui si scorgono i vari particolari. Su un tavolo di mogano sono sparse carte geografiche del golfo del Siam, che il protagonista studia, sorseggiando una bevanda fumante da una tazza. Un rumore lo desta dai suoi studi.

La MDP inquadra un uomo pallido con dei baffi rossicci (JAMES FRANCO). Il suo sguardo appare ostile, al confronto di quello rilassato e speranzoso del protagonista.

Viene inquadrato il protagonista, che lo osserva curioso. Il silenzio fra i due viene rotto dalla voce del protagonista, che si alza in piedi, volgendosi verso il primo ufficiale. Questi continua a fissare freddamente il giovane, ma, rispettando la gerarchia, è il primo a presentarsi.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Burns, signor capitano, io sono il primo ufficiale di questa nave. Ora è mio dovere presentarvi tutto l’equipaggio.

La MDP segue i due mentre cominciano a visitare la nave. In sottofondo sale una canzone (Paolo Baska – Brida https://www.youtube.com/watch?v=meZ9S_p_Wgk), che accompagna il loro giro dello scafo. Burns, si vede, rimane sempre freddo, mentre il protagonista si presenta con entusiasmo agli altri marinai, ispezionando soddisfatto la sua nave.

SCENA 26 – INT. NAVE

Viene mostrata una nuova cabina, è la stanza del capitano. Il protagonista siede su un divano, dove fa cenno a Burns di sedere. La musica sfuma.

                       VFC PROTAGONISTA

Non capivo il contegno di quell’uomo. Eppure dovevo contare su di lui e sulla sua esperienza di questo scafo. Temevo che questo stesse percependo il peso della mia inesperienza. Ed ero conscio di quanto fossi, davvero, inesperto e impacciato.

Burns è seduto nel punto più distante del divano rispetto al protagonista. Continua a fissarlo. Il protagonista allora prova a mascherare il suo imbarazzo.

                       PROTAGONISTA

            Vedo che avete tenuto tutto in ordine, signor Burns.

Burns aggrotta le sopracciglia, senza rispondere, accentuando l’imbarazzo del giovane capitano.

                       PROTAGONISTA

            Ditemi, quanto fila questa barca?

Burns tace nuovamente. Sospirando. Il suo atteggiamento fa perdere le staffe al protagonista.

                       PROTAGONISTA

            Insomma, siete a bordo da due anni. Lo dovrete pur sapere!?

Burns esita, ma poi risponde.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Mah, una nave, come un uomo, necessita di un’occasione per mostrare quanto vale. Questa nave l’occasione non l’ha avuta. L’ultimo capitano…

Burns tace d’improvviso, lasciando un momento sgomento il protagonista.

                       PROTAGONISTA

            Fu davvero così scalognato?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Il suo predecessore non sapeva cosa farsene della buona sorte.

Un momento di silenzio viene rotto da uno scricchiolio del legno.

                       PROTAGONISTA

            Dov’è morto?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            In questa sala. Proprio dove ora siete seduto voi.

Inquadratura del protagonista, colpito da queste parole macabre.

SCENA 27 – FLASH BACK – INT. EST. NAVE

Viene inquadrata la nave nella notte, il mare è scuro ed agitato.

                       VFC PROTAGONISTA

            Come si ammalò?

La nave, inquadrata da un altro punto, è prossima a un porto. Appena attraccata si vede scendere, in tutta fretta, il vecchio capitano (SEAN PENN), con una donna che lo attende sul pontile, e subito lo abbraccia. Poi spariscono nella nebbia.

                       VFC PRIMO UFFICIALE BURNS

Restammo all’ancora per quasi tre settimane là, a Haiphong, a boccheggiare, con le scorte che si assottigliavano.

Viene inquadrato il vecchio capitano riapparire dalla foschia e risalire a bordo.

Il vecchio capitano è ora inquadrato al timone, con il suo sguardo al solito spiritato, ma visibilmente stanco e provato.

                       VECCHIO CAPITANO

            E’ ora di partire, presto, ci dirigeremo a Hong Kong.

La MDP inquadra Burns, di fronte al vecchio capitano, che deglutisce amaramente.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Andiamo incontro ai monsoni, senza zavorre, con le scorte quasi esaurite.

                       VECCHIO CAPITANO

                       (Urlando furibondo)

            Mettersi in rotta!!!

Burns volta le spalle al capitano, è terrorizzato. Alle sue spalle si vede il capitano afflosciarsi sul timone e ridere nervosamente.

Stacco.

E’ giorno e la nave è fatta sobbalzare dal mare in tempesta. Si sente il suono del violino, che copre le lamentele degli uomini che lavorano sul ponte. La MDP coglie Burns, che lavora febbrilmente. D’un tratto il violino smette di suonare, mentre le nuvole in cielo si addensano, scure.

Stacco.

Burns è sottocoperta, di fronte al vecchio capitano. Questi è in piedi sul divano, farnetica.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Ci porterete all’altro mondo! Dobbiamo cambiare rotta!

                       VECCHIO CAPITANO

            Non cambieremo rotta.

            Hong Kong.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

State per morire. Non vogliate che cambi rotta solo quando assumerò il comando, perché potrebbe essere troppo tardi!

                       VECCHIO CAPITANO

            Sto per morire, dite? Allora fate quel che volete di questa nave.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Ditemi verso che porto mi debbo dirigere.

                       VECCHIO CAPITANO

            Se il mio desiderio s’avverasse questa nave non raggiungerà più alcun porto.

Primo piano di Burns, turbato, che volta le spalle al capitano.

                       VFC PRIMO UFFICIALE BURNS

Non so che cosa accadde. Quell’uomo aveva perso il senno. Era chiaro, non scriveva più alla moglie, non scriveva più all’armatore. Non gli importava della rotta stabilita né delle consegne da rispettare. Il suo unico desiderio era di naufragare, con la nave e tutto l’equipaggio.

Dissolvenza.

SCENA 28 – INT. NAVE

Burns e il protagonista sono nella cabina del capitano. Il protagonista è rapito dal racconto di Burns.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Onorai il servizio funebre del capitano. Poi condussi qui la nave. Maledizione.

                       PROTAGONISTA

            Perché qui e non a Singapore?

Burns abbassa gli occhi, poi risponde.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Il porto più vicino.

Primo piano del protagonista, prima confuso, poi risoluto.

                       PROTAGONISTA

Ho capito. Pensavate che qui sareste stato confermato nel comando. Vi assicuro che non sono corso dietro questo comando, mi è stato proposto e ho accettato, e vi confesso che l’ho fatto fra mille ripensamenti. La nave, inanzi tutto. Pensiamo a riportarla a casa, l’armatore ha avuto sin troppa pazienza. Questo è tutto.

Burns è già in piedi, il protagonista si alza, i due si fissano.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Se non avessi una moglie e un figlio affamato, mi sarei già congedato, capitano.

                       PROTAGONISTA

Avete sottoscritto degli impegni. Non sentitevene sciolto fintanto che questi non decadano nell’ultimo porto di scarico. Voglio contare sulla vostra esperienza e la vostra fiducia.

Particolare sugli occhi stanchi di Burns.

SCENA 29 – EST. NAVE

La MDP inquadra il ponte della nave, è giorno. Un uomo dall’aspetto giovane e rilassato passeggia sul ponte al fianco del protagonista.

                       DOTTORE

            Complimenti. Mi sembra abbiate un equipaggio disciplinato e attento.

                       PROTAGONISTA

            Spero di aver dato le giuste disposizioni, dottore.

                       DOTTORE

Siete stato giudizioso, ve l’assicuro. Un’altra cosa, capitano, se non foste già stato informato, quel Ransome, validissimo marinaio, lavora in cambusa per via d’un difetto congenito al cuore.

                       PROTAGONISTA

Non ne sapevo nulla…ad ogni modo ora, finalmente, è tempo di salpare.

                       DOTTORE

            Non ne sono convinto, il vostro equipaggio cova un male che va curato a terra.

In quel momento, Ransome il cuoco, il primo incontro del protagonista sulla nave, irrompe in scena.

                       RANSOME

            Capitano, perdonatemi, il signor Burns, è svenuto.

Lo sguardo del protagonista è sorpreso, mentre il dottore sembra quasi compiaciuto dell’avverarsi della sua profezia.

SCENA 30 – INT. NAVE

Il protagonista e il dottore sono nella cabina di comando. Entrambi sono vestiti diversamente dalla scena precedente, segno che è passato del tempo.

                       DOTTORE

            Ho ispezionato la cassa dei medicinali. Tutto in regola capitano.

                       PROTAGONISTA

            Bene. Allora è giunta finalmente l’ora di salpare. Non posso sopportare altri ritardi.

                       DOTTORE

            Non ne sono ancora convinto, in tutta onestà.

                       PROTAGONISTA

            Che volete dire?

                       DOTTORE

Sarò franco con voi. Forse dovreste telegrafare a Singapore e richiedere un altro primo ufficiale.

                       PROTAGONISTA

            Ci vorrebbero almeno altri tre giorni.

                       DOTTORE

            Non sono sicuro che il signor Burns possa sopportare un altro viaggio.

SCENA 31 – INT. NAVE

Inquadratura di una cabina, appena più piccola di quella del capitano. Sotto a un lenzuolo bianco vi è il signor Burns, il volto ingiallito e scavato, gli occhi rossi e lacrimosi.

Il capitano vi si avvicina. Burns emette dei gemiti.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Siete…siete contento ora? Mi scaricherete dalla nave.

                       PROTAGONISTA

Vi sbagliate signor Burns, io ho bisogno di voi, della vostra esperienza di questa nave. Ma non sono certo che siate in grado di reggere le fatiche di un altro viaggio.

La MDP inquadra Burns. Non sembra reagire a quelle parole, finché, d’improvviso, emerge da sotto il lenzuolo il suo braccio, quasi scheletrico, e afferra per il bavero il protagonista.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Se mi abbandonate qui, io morirò! Qui morirò! Ho moglie e figlio a Sydney. Non mi abbandonate.

Burns prova a alzarsi dal letto, ma crolla al primo tentativo. Il protagonista assiste impietrito. Burns si lamenta sottovoce.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Mi volete morto, m’odiate da quando siete salito a bordo. Anche lui mi odiava. Malvagia carcassa. Anche voi? La farà anche a voi!

                       PROTAGONISTA

            Smettetela!

Il protagonista copre allora Burns con il lenzuolo. Questo sembra calmarsi, poi riprende a parlare.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Un giorno anche voi, forse, avrete degli affetti. Noi siamo marinai. Non mi abbandonate.

Nella stanza entra Ransome, poi, accortosi della tensione, si blocca. Il protagonista si volta verso di lui.

                       RANSOME

            Quali istruzioni, capitano?

                       PROTAGONISTA

            Fate sbarcare il dottore. Stiamo per salpare.

SCENA 32 – EST. NAVE

Musica di sottofondo: Carlo Siliotto – Il Mare Salato

 

Viene inquadrata la nave che fa vela nel mare, le vele sono appena scosse dalla brezza.

SCENA 33 – EST. NAVE

Il protagonista è vicino al timone, che viene manovrato da un uomo dell’equipaggio.

                       PROTAGONISTA

            Che succede? Non risponde al timone?

                       TIMONIERE

            Sì, signore, ma viene adagio.

La MDP inquadra le vele. C’è poco vento.

                       PROTAGONISTA

            Metti la prua a sud.

                       TIMONIERE

            Sì signore.

                       PROTAGONISTA

            Alla via. Rotta a Sud!

Primo piano del protagonista. Sul suo volto si legge tanto l’eccitazione del primo comando, quanto una vaga inquietudine.

                       TIMONIERE

            A sud signore.

Stacco.

SCENA 34 – EST. / INT. NAVE

E’ notte. Il protagonista è al timone della nave assieme a un altro uomo, di vedetta. Si vede il protagonista molto stanco. Il suo sguardo passa in rassegna le vele, poi, in soggettiva, lo vediamo che scruta le stelle, in attesa delle prime luci dell’alba. La vedetta lo distoglie dal momento.

                       VFC VEDETTA

            Terra a prora, signore.

                       PROTAGONISTA

            Molto bene.

Da sotto coperta spunta Ransome con una tazza fumante, la porge al protagonista. Gli sguardi dei due si incrociano, amichevolmente.

Terminato di bere il protagonista scende sotto coperta, andando verso la sua cabina per riposare. Nell’andare verso il suo letto passa davanti la cabina di Burns. Si ferma davanti alla porta socchiusa. La cabina è al buio, ma Burns è sveglio.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Capitano…

                       PROTAGONISTA

            Abbiamo avvistato Capo Liant. All’alba saremo a una decina di miglia.

Si sente Burns bisbigliare e il protagonista avvicinarsi per afferrare le sue parole.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Come…come lumache. La malasorte.

                       PROTAGONISTA

            Meglio che stare fermi.

Il protagonista lascia la cabina di Burns, dubbioso. Infine si getta sul suo letto, pronto a dormire.

SCENA 35 – EST. NAVE

E’ giorno. L’equipaggio sta sistemando la nave. Ransome passeggia sul ponte.

Sottocoperta, nella sua cabina, vediamo il protagonista vestirsi, ancora assonnato, ma energico. Si avvicina all’oblò per guardare fuori. In soggettiva vediamo l’orizzonte. Il cielo è terso, ma non c’è una bava di vento.

Stacco.

Il protagonista è ora seduto nella cabina di comando. Ransome apparecchia la tavola per la prima colazione. Ransome però è agitato, e il protagonista coglie il suo stato d’animo. Mentre questi comincia la colazione si rivolge allora a Ransome, che è rimasto in piedi a bordo tavola.

                       PROTAGONISTA

            Che succede, Ransome?

                       RANSOME

            Temo, signore, che non si abbia lasciato a terra tutti i malanni.

                       PROTAGONISTA

            Perché? Cos’è accaduto?

                       RANSOME

Febbre, signore. Due uomini non riescono nemmeno a vomitare dal male. Hanno i brividi.

Il protagonista allora si alza in piedi, terminando il caffè d’un fiato. Poi fissa Ransome e gli fa cenno di uscire con lui all’aperto.

                       PROTAGONISTA

            Non un fiato di vento?

                       RANSOME

            Difficile a dirsi, ma un po’ ci siamo mossi.

Il protagonista si immobilizza, perso in molti pensieri, fissa le vele e cerca di percepire il vento. Poi mormora.

                       PROTAGONISTA

            Chinino.

Stacco.

SCENA 36 – INT. NAVE

L’inquadratura è nella cabina di comando. Il protagonista va deciso verso la cassa dei medicinali. La apre e, in soggettiva, la vediamo piena di bottigliette e alambicchi vari. Ma l’attenzione del capitano è dedicata a una busta, che spunta fuori sotto il primo strato di medicinali. Sulla busta è scritto “CAPITANO”. Questi dunque la apre, con esitazione. Lo vediamo in primo piano mentre legge.

                       VFC PROTAGONISTA

            Mio caro capitano…

Il suo sguardo, da agitato, si fa sconvolto. Il capitano si mette la lettera in tasca e si dirige deciso verso la cabina di Burns.

                       PROTAGONISTA

            Signor Burns, la devo mettere al corrente di alcune cose.

Burns non risponde, ma prova a mettersi seduto sul letto, fallendo. Poi volta le spalle al capitano.

                       PROTAGONISTA

Ebbene, il medico ha ipotizzato che la febbre tropicale sarà nostra compagna di traversata, e non ha sbagliato. Due uomini, oltre a voi, sono malati. Comunque voglio rassicurarvi, le nostre scorte di chinino saranno più che sufficienti.

Burns si volta verso il capitano. Lo sguardo è perso. Lentamente biascica:

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Signore, io…io sto recuperando le forze.

Il protagonista osserva Burns tossire, poco convinto dell’affermazione.

SCENA 37 – EST. NAVE

Musica di sottofondo: Chatchai Pongprapaphan – Overture 4

 

La nave riesce finalmente a prendere il vento e a muoversi più decisa. Il capo Liant viene lasciato alle spalle. Gli uomini ritrovano un po’ di entusiasmo. Il protagonista si affretta qua e là a dare ordini. Poi scende sotto coperta e trova Burns seduto sul letto. Sembra che la sua salute migliori decisamente. La musica sfuma.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Ancora un paio di giorni, capitano, e se il caldo non sarà insopportabile, allora potrò tornare a rendermi utile.

                       PROTAGONISTA

Molto bene, Burns, ora però riposatevi. E’ sera, e finalmente il vento ci sta accompagnando come si deve.

Burns sorride, poi di colpo si incupisce.

                       PROTAGONISTA

            State di nuovo pensando al vostro vecchio capitano?

SCENA 38 – FLASH BACK – INT. NAVE

Nella cabina del capitano c’è il vecchio capitano che suona il violino con foga e uno sguardo spiritato. Dall’oblò si intuisce la luce di un fulmine, seguita dal rumore del tuono, appena udibile, sovrastata dal violino.

Nella stanza irrompe Burns, con foga si rivolge al capitano, che, stupito, fa stridere l’archetto sulle corde, producendo un rumore agghiacciante.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Non possiamo andare avanti così! Non potete lasciar vagare la nave in mare aperto! E con questo dannato violino, non riusciamo a chiudere occhio! Così come possiamo essere pronti ai turni di guardia?

                       CAPITANO VECCHIO

            Se disprezzate il suono, potete far fagotto e prendere la passerella.

SCENA 39 – INT. NAVE

Il protagonista fissa il signor Burns.

                       PROTAGONISTA

Io suppongo che i morti non abbiano animosità alcuna verso i vivi. Ciò che facciamo, non lo tocca più.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Voi non conoscete quello là. No…

                       PROTAGONISTA

No, non lo conoscevo, ma lui non conosceva me. Non può avere verso di me risentimento alcuno.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Ma a bordo c’è ancora il suo equipaggio.

Il protagonista si volta irritato, lasciando Burns da solo. La MDP insiste sul primo ufficiale, che sembra perdere le forze, accasciandosi sul letto.

SCENA 40 – EST. NAVE

Il cielo sopra la nave è azzurro e il vento soffia piacevolmente. Viene inquadrato Ransome sul ponte, si avvicina al protagonista, che lo guarda in soggettiva. I due poi vengono inquadrati uno di fronte all’altro.

                       RANSOME

Il signor Burns sembra riprendersi a meraviglia. Mi ha chiesto però perché lo stiate evitando.

                       PROTAGONISTA

            Vi ha fatto discorsi insensati in questi giorni?

                       RANSOME

No, signore. Stamane s’è detto dispiaciuto d’aver seppellito il nostro ex capitano proprio sulla rotta della nave.

                       PROTAGONISTA

            E questo non vi pare piuttosto insensato?

Ransome si liscia il mento e osserva curioso il capitano. Poi si congeda con un cenno della testa, tornando ai suoi lavori. Il capitano allora, in soggettiva, torna a fissare l’orizzonte, notando delle nuvole grigie muoversi veloci nel cielo.

SCENA 41 – FLASH BACK – INT. EST. NAVE

Il cielo è scuro e la MDP inquadra la nave in mare aperto. Grosse nuvole sovrastano l’orizzonte.

La MDP si avvicina alla nave. Sul ponte si vede l’equipaggio scendere, in fila indiana, sottocoperta.

Nella cabina del capitano c’è Burns in piedi, che fa entrare i marinai uno alla volta. Entrano, avvicinandosi al letto, che è in penombra.

La MDP inquadra allora un vecchio barbuto, lo sguardo stanco e le labbra tremanti. Poi inquadra Burns, con uno sguardo enigmatico.

Si sente poi il suono di una campana. Lo sguardo del vecchio capitano è sbarrato.

FINE PRIMO TEMPO

SCENA 42 – INT. NAVE

Vediamo inquadrata la cabina di comando. Il capitano osserva assorto le mappe di navigazione, armeggiando con il compasso sopra di esse. Quindi scuote la testa e abbandona con stizza il compasso. Il suo sguardo va verso l’oblò.

In soggettiva vediamo il cielo ormai scuro. Ransome entra nella cabina, distogliendo il capitano, che ora lo fissa.

                       PROTAGONISTA

            Ransome?

                       RANSOME

            Signor capitano, non c’è più vento.

Il capitano annuisce silenzioso.

                       PROTAGONISTA

L’isola di Koh-ring è a cinque miglia da giorni. Questi venti del golfo sembra ci stiano giocando uno scherzo. E’ come se stessimo girando in tondo. Accidenti.

                       RANSOME

            Il signor Burns suggerisce di tenersi a ponente.

Il protagonista sembra trasalire. Poi congeda Ransome con un gesto della mano.

SCENA 43 – INT. NAVE

Il protagonista è disceso nella cabina del primo ufficiale. Burns siede sul suo letto. Il suo aspetto, però, non denota miglioramenti.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Ancora pochi giorni, e potrò salire sul ponte.

                       PROTAGONISTA

Certo, certo signor Burns. E sarete senz’altro il benvenuto. Anche perché, purtroppo, altri due uomini si sono ammalati.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Teniamoci a ponente, capitano, ritroveremo il vento.

Il protagonista ascolta dubbioso. Poi Burns cambia espressione, e chiede, ansioso.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Altri uomini malati?

                       PROTAGONISTA

Questa febbre tropicale sembra prendersi gioco di noi. Come i venti. Va, viene, passa di uomo in uomo. Ma per quella c’è il chinino.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

E per il vento? Dobbiamo superare il giaciglio del capitano. Solo da allora potremo navigare tranquilli.

                       PROTAGONISTA

            Suvvia, smettiamola con queste sciocchezze.

Il capitano volta allora le spalle a Burns e scompare in dissolvenza.

SCENA 44 – EST. NAVE

La nave viene inquadrata dall’alto. Si vede come l’isola di Koh-ring sia ancora relativamente vicina. La MDP poi stringe sulla nave, inquadrando il capitano, al timone, mentre osserva una bussola. Un marinaio gli si avvicina, si muove stancamente.

Soggettiva del protagonista. Osserva il marinaio lento e poi scruta sul ponte gli altri uomini, notando i loro movimenti goffi e stanchi. Febbrili.

                       MARINAIO

            Capitano…vento da est, è insolito, avendo preso la rotta di ponente.

                       PROTAGONISTA

            Vento da est…già…

Il capitano annuisce stancamente, poi sbotta.

                       PROTAGONISTA

Questa brezza non ha senso! Continua e inesplicabile, ci viene in faccia! Non ha senso. Non ne parla nessun libro di navigazione, non ne ha memoria nessun marinaio.

            (Sottovoce)

E’ come una maledizione.

Il capitano scuote la testa, lasciando il turno al timone al marinaio sopraggiunto, che lo guarda con occhi stanchi, sorpreso dall’uscita inattesa e insolita del capitano.

SCENA 45 – INT. NAVE

La MDP scorge il capitano entrare nella cambusa. Ransome, infaticabile, prepara il pranzo e le medicine per l’equipaggio. Si ferma sorpreso della visita.

                       RANSOME

            Capitano, la nave si muove di lena.

                       PROTAGONISTA

            Sì, ma non fa vela nella direzione prevista.

                       RANSOME

Mi duole aggiungere che due uomini stanno peggiorando. Di questo passo dovremo rivedere i turni sul ponte.

                       PROTAGONISTA

Se solo rinunciassero a quell’insana abitudine di dormire in coperta.

                       RANSOME

            Cercano frescura.

                       PROTAGONISTA

            Teniamo fede nel chinino.

Ransome abbassa lo sguardo, e fissa la bottiglietta di chinino, quasi terminato. Il protagonista coglie lo sguardo e si congeda, ma prima rassicura Ransome.

                       PROTAGONISTA

            Ce n’è ancora una discreta scorta.

SCENA 46 – INT. NAVE

Il protagonista è nella sala di comando. Si avvicina al baule dei medicinali e lo apre. Soggettiva del protagonista. Estrae una bottiglietta di chinino ancora sigillata. La solleva e la soppesa, poi rompe il sigillo. Una nuvola di fumo si infrange con la ceralacca e il capitano emette un urlo strozzato. La bottiglietta gli cade di mano, infrangendosi. Il contenuto sfuma nell’aria.

                       VFC PROTAGONISTA

            Non era chinino.

Il protagonista si alza, con sguardo assente, abbandonando la saletta. Ransome lo incrocia e, vedendolo, spalanca la bocca spaventato. Il capitano, a sua volta, annuisce desolato, e afferma, quasi in tono funebre:

                       PROTAGONISTA

            Abbiamo terminato il chinino.

SCENA 47 – FLASH BACK – INT. CASA DELL’UFFICIALE

La MDP riprende il capitano Giles, che sta fumando la pipa, mentre il protagonista gli volta le spalle. Con la mano Giles fa un cenno al protagonista di fermarsi, ma questi si sta allontanando. Giles allora gli rivolge queste parole:

                       CAPITANO GILES

            So che siete impaziente di partire…

Il protagonista si volta, in soggettiva di Giles, sorpreso per il richiamo del capitano, che viene poi inquadrato mentre prosegue a parlare.

                       CAPITANO GILES

            Prevedo che avrete un bel po’ di problemi da considerare

                       PROTAGONISTA

            Che genere di problemi? Io conosco l’arcipelago come le mie tasche.

                       CAPITANO GILES

Oh certo, certo, non volevo dubitarne. Mi riferivo al fatto di prendere il comando d’una nave rimasta così, tragicamente, orfana del suo capitano. L’unico uomo che avrebbe potuto spiegarvi come stanno le cose.

                       PROTAGONISTA

Lo so, lo so fin troppo bene. Ma ormai in dieci minuti non saprei imparare tutta la vostra preziosa esperienza.

Il protagonista è ora inquadrato, esita a dire la frase che segue.

                       PROTAGONISTA

            Solo…solo non conosco così bene il golfo del Siam.

                       CAPITANO GILES

            Il golfo…un tratto d’acqua bizzarro quello.

La MDP mostra Giles alzarsi, facendo segno di volersi congedare, stringendo un’altra volta la mano al giovane, calorosamente. Mentre la MDP inquadra le due mani strette, si sente la voce del capitano.

                       VFC CAPITANO GILES

            Tenetevi a levante. A ponente trovereste solo guai. Non cadete in tentazione.

Dissolvenza.

SCENA 48 – INT. NAVE CABINA DEL SIGNOR BURNS

Musica di sottofondo: Family – Peace of mind

La stanza è in penombra. La illumina la luce del crepuscolo e quella di una candela la cui fiamma si alza incerta. Sulla parete si staglia l’ombra tremolante del signor Burns. Non vediamo inquadrata che la sua ombra, ma si riconosce il dettaglio di un paio di forbici puntate verso il volto dell’ufficiale, che sembra intento a tagliarsi la gola.

D’un tratto l’inquadratura si gira sulla porta della stanza, si vede il protagonista sorpreso, spaventato trattiene un grido, poi la MDP torna a inquadrare la stanza, stavolta riprendendo il signor Burns.

La luce, che ora lo illumina meglio, lo mostra intento a radersi. Una guancia è già pulita, l’altra ancora piena di peli.

La musica sfuma e viene inquadrato il protagonista.

                       PROTAGONISTA

            Abbiamo terminato il chinino.

SCENA 49 – EST. NAVE

La MDP inquadra il capitano a fianco del timoniere. Sono ripresi di tre quarti, sicché è visibile un albero della nave e si scorgono le vele penzolanti, immobili e prive di vento. Nel cielo sono visibili centinaia di stelle. Si sente solo il rumore del mare.

La MDP carrella indietro lentamente, il rumore del mare copre le parole che, evidentemente, il protagonista sta rivolgendo al timoniere.

SCENA 50 – INT. NAVE

Ransome viene inquadrato mentre entra nella cabina del capitano, portando lui la colazione. Il capitano ha l’espressione di chi non ha passato una notte di sonno.

                       RANSOME

            Mi sono permesso di raccogliere quella polvere. Magari potrebbe comunque tornare utile.

Il protagonista assaggia la colazione, inizialmente sembra non aver afferrato le parole di Ransome, ma poi risponde, sussurrando.

                       PROTAGONISTA

            Uno scherzo del mio predecessore?

                       RANSOME

            Come?

                       PROTAGONISTA

            Niente, niente. Buttate quella roba fuori bordo.

                       RANSOME

            Sì, come ordinate.

                       PROTAGONISTA

            Il signor Burns?

                       RANSOME

            L’ho rimesso a letto.

                       PROTAGONISTA

            Come?

                       RANSOME

Sì, purtroppo dev’essersi alzato di scatto, sragionava con le forbici in mano. Ho creduto fosse opportuno ritirargliele.

Il protagonista annuisce, poi volge lo sguardo verso la colazione, che prosegue quasi con fatica. Ransome, inquadrato per intero, in piedi sulla porta, resta in attesa di un ordine, quando il protagonista torna a fissarlo, con gratitudine.

                       PROTAGONISTA

            Grazie Ransome. Ti prego, vai a riposare un po’.

Ransome rimane inizialmente sorpreso, quasi contrariato, poi si congeda con un sorriso.

SCENA 51 – INT. NAVE

Il protagonista è ora inquadrato mentre cammina sottocoperta, dirigendosi verso la cabina del signor Burns. Improvvisamente questi gli si para davanti. La visione dell’uomo è pietosa. In piedi appare ancora più malato che da coricato. Le sue parole sono come sibilate, ma con un tono di voce comunque elevato.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Vigliacco d’un Ransome, m’ha ritirato le forbici! Crede forse che io sia impazzito?

                       PROTAGONISTA

            No…io…non penso.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Non sento il vento! Non ci muoviamo! Che scherzo sarà mai questo?

                       PROTAGONISTA

Signor Burns, sono lieto di vedervi in piedi, ma per carità, andate a vestirvi e, se credete di essere in forze, allora domani tornerete sul ponte ad aiutarmi.

Detto ciò il protagonista si allontana da Burns, che resta immobile, quasi spiritato, nel corridoio. Il protagonista viene ripreso in primo piano, mentre parla da solo, a bassa voce.

                       PROTAGONISTA

            Forse non è lui quello che sta impazzendo. Forse sarò io.

La MDP allarga leggermente l’inquadratura. Burns è visibile dietro al protagonista e, come lo avesse sentito, gli si rivolge ad alta voce.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Ho sempre pensato che lui ci avrebbe combinato qualche brutto tiro…anche da morto!

Il protagonista si blocca, fermando il suo cammino. Il suo volto cambia espressione. Inizialmente contrito, poi spaventato, come convinto che forse Burns possa avere ragione. Senza voltarsi gli risponde.

                       PROTAGONISTA

            Ma…signor Burns…allora Ransome vi ha raccontato…credete che…

Il protagonista si volta lentamente e avanza verso Burns. Questi sembra essere compiaciuto d’aver convinto il suo nuovo capitano della follia del predecessore. Tale convincimento sembra far migliorare il suo stato di salute fisica e mentale. Più rilassato dunque si rivolge al protagonista, che ora è di fronte a lui.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Il chinino…gli avrà fruttato dei bei quattrini. Quella roba scarseggia nel Tonchino.

                       PROTAGONISTA

                       (sconsolato)

            Ma…perché?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Quell’uomo non rispondeva più alla ragione.

                       PROTAGONISTA

            E quelle bottiglie? Perché le avrebbe rimesse a posto, così, piene di polvere?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Signore, lasciate che vi chieda una cosa.

Cala un silenzio di qualche secondo. Sullo sfondo si vede sopraggiungere anche Ransome.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Prima di disfarvene le avete assaggiate?

La MDP inquadra solo il volto del capitano, che è ammutolito e fissa Burns con sguardo colpevole e imbarazzato. Viene poi inquadrato Burns, il suo volto, per quanto penoso, indaga l’espressione del protagonista. Ransome rompe il silenzio.

                       RANSOME

Le ho assaggiate io. Acqua di mare mescolata a qualcosa di dolciastro. Disgustosa, decisamente disgustosa.

Il protagonista si volta e fissa Ransome.

                       RANSOME

            Scusate…ho sentito la discussione e…volevo tranquillizzarvi.

Ransome e Burns ora fissano il capitano, un’altra volta il silenzio incombe in scena, finché il protagonista esclama:

                       PROTAGONISTA

Sento che è tutta colpa mia. Vorrei incolpare il vecchio capitano che ci ha giocato questo scherzo. Vorrei prendermela con il medico che non ha ispezionato come si deve i medicinali ma…erano incartati, come poteva pensare…dovevo pensarci io. La mia inesperienza. No…non me lo potrò mai perdonare.

L’improvvisa crisi del protagonista, finora rimasta interiore, e il suo sfogo, colpiscono profondamente Ransome, che appare commosso, e Burns, che sembra acquisire tanto più contegno quanto più il protagonista ne perde.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Ciò che dite è sciocco, capitano.

Burns, dette queste parole, si volta e torna nella sua cabina. Rimane inquadrato il protagonista, che osserva colpevole Ransome, imbarazzato.

                       VFC PRIMO UFFICIALE BURNS

            Riposerò. Domani salirò ad aiutare, finalmente.

Il protagonista è ancora fermo in mezzo al corridoio. Nuovamente sembra sopraffatto. Ransome pare attendere una sua parola e gli si avvicina, come per sentire meglio l’ordine, che finalmente arriva.

                       PROTAGONISTA

Radunate gli uomini sul cassero. Ritengo sia giusto che sappiano la verità, senza che questa giri di bocca in bocca.

SCENA 52 – EST. NAVE

La MDP inquadra un sole che sembra malato. Il cielo è avvolto dalla foschia e l’immagina ha un colore che vira verso un giallo pallido. Lentamente s’avvicina alla nave. Si vede una piccola folla radunata dinnanzi al protagonista, che sta parlando con voce secca, stanca, quasi priva d’emozioni.

                       PROTAGONISTA

            …dunque non v’è più medicina sulla nave per potervi curare.

Cala il silenzio, rotto solo dal rumore del mare. La MDP inquadra i volti stanchi e spaventati degli uomini dell’equipaggio, nessuno osa parlare.

                       VFC PROTAGONISTA

            Avete capito cosa vi ho detto?

La MDP inquadra il protagonista, sicuramente sorpreso per la reazione composta degli uomini. Poi un coro sommesso risponde, annuendo.

                       VFC EQUIPAGGIO

            Sì, capiamo.

                       PROTAGONISTA

Giunti a questo punto, io credo che la cosa più opportuna…l’unica cosa da farsi, sia far vela verso Singapore. Cercheremo di tirarci fuori da questa situazione, con l’aiuto di tutti voi, sani e non, a seconda di quanto ciascuno di voi potrà e vorrà fare, per uscire vivi.

La MDP inquadra allora l’equipaggio. Si vedono gli uomini guardarsi fra loro, con cenni d’assenso. Una voce risponde, interpretando l’umore della ciurma.

                       MARINAIO

            Di sicuro, capitano! Di sicuro ci caveremo fuori da questo buco maledetto!

SCENA 53 – EST./INT. NAVE

Musica di sottofondo: Noir Desir – Le vent nous portera

 

La MDP mostra la nave che pare aver ritrovato il favore del vento. Una serie di inquadrature mostra gli uomini sforzarsi di portare avanti il loro incarico, si percepisce che il contagio ha ormai colpito quasi tutto l’equipaggio. Il protagonista passeggia nervoso per la nave, aiutando come può. Dalle riprese si percepisce come anche Ransome si dia un gran daffare, sia sopra coperta, assistendo i marinai e portando loro il caffè, che sotto coperta, assistendo il signor Burns, il quale viene ripreso mentre mangia con appetito il suo rancio, e tenta, timidamente, di vestirsi per salire sul ponte. L’ultima di queste riprese ci mostra una bussola e poi il capitano, nell’atto di fumare la pipa, osservando le vele, finalmente scosse da un vento più forte.

La musica sfuma.

SCENA 54 – INT. NAVE

Il capitano è inquadrato in piedi nella stanza di Burns. Questi è seduto sul letto, l’altro in piedi.

                       PROTAGONISTA

            Come vi sentite oggi?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Sempre meglio. Sono convinto che domani potrò finalmente essere d’aiuto.

                       PROTAGONISTA

            Lo spero.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Capitano, quando Ransome è in cambusa qui sotto è tutto così calmo…non sento che la vostra voce. Possibile che non ci sia un uomo che canta al posto di manovra?

                       PROTAGONISTA

Su questa nave non c’è più fiato, signor Burns. Vi rendete conto che certe volte non riesco a radunare più di tre uomini, se devo fare qualcosa?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Nessun morto, ancora, signore?

                       PROTAGONISTA

            No.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Sarebbe un guaio! Se se ne prende uno…se li prende tutti!

Lo sguardo di Burns si è di nuovo fatto spiritato e cupo. Il protagonista rimane saldo e risponde a Burns dopo qualche momento in cui sembra cercare le giuste parole.

                       PROTAGONISTA

Sentitemi bene! Non potete credere a quanto dite. Abbiamo già abbastanza guai per dar adito a certe sciocche fantasticherie!

Burns rimane colpito dalla durezza del capitano, e sembra incurvarsi su sé stesso.

                       PROTAGONISTA

Ascoltatemi, la situazione è disperata e mi è balenato un pensiero. Voglio sapere anche la vostra opinione. Se anziché continuare verso sud provassimo a raggiungere la rotta di un battello postale, almeno per farci dare del chinino, forse…

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            No! No! No!

Il protagonista resta sorpreso dalla reazione scomposta di Burns.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Non dobbiamo darla vinta a quel vecchio farabutto!

La MDP insiste su Burns, che farnetica, poi inquadra il pavimento. Si vede l’ombra del capitano e si percepisce che questi sta lasciando la stanza del suo primo ufficiale, che torna a delirare.

SCENA 55 – EST. NAVE

Il protagonista è inquadrato al timone, pensoso. Ransome gli si avvicina sorridente e lo incoraggia porgendogli una tazza fumante.

                       RANSOME

            Convinti verso sud?

                       PROTAGONISTA

            Verso sud, forse non convinti.

Lo scambio di battute fra i due è cordiale.

                       RANSOME

            State tenendo botta, se posso permettermi.

                       PROTAGONISTA

            Se lo dici tu, Ransome, io provo a crederci.

Ransome sorride.

                       PROTAGONISTA

Spero solo di non impazzire. Certe volte mi trovo a pensare come Burns. Credo che il demonio ci stia giocando uno scherzo.

                       RANSOME

            No, signore…

                       PROTAGONISTA

Ha risparmiato solo noi due da questo morbo orribile. E, pensa, talvolta penso che sia quasi peggio così.

                       RANSOME

            Ancora pochi giorni, capitano, e saremo a terra.

                       PROTAGONISTA

            Se lo vorrà il vento.

                       RANSOME

            Io credo che se terremo i nervi saldi ce la faremo.

SCENA 56 – INT. NAVE

Il protagonista è nella sua cabina. Dall’oblò non filtra alcuna luce, segno che è notte. Sta scrivendo seduto alla sua scrivania, illuminato dalla luce ferma di una lampada a olio. Borbotta a bassa voce i suoi pensieri, parole impercettibili. D’un tratto s’arresta e alza lo sguardo in direzione della porta della stanza, dove staziona in piedi Ransome, lo sguardo preoccupato.

                       PROTAGONISTA

            Ransome, diamine, mi sono spaventato!

                       RANSOME

            Mi spiace. Volete mangiare qualcosa?

                       PROTAGONISTA

No, non credo. Dimmi Ransome, dimmi una cosa, ché mi pare d’aver perso il senso del tempo, da quanto abbiamo levato l’ancora?

                       RANSOME

            Quindici giorni, con oggi.

                       PROTAGONISTA

Bene Ransome, grazie…ma, lo leggo dai tuoi occhi, tu non sei sceso solo per rammentarmi del rancio.

                       RANSOME

            Credo che, sì, insomma, che sia opportuno che voi saliate sopra coperta.

Il protagonista posa la penna e prova a capire da uno sguardo dall’oblò quale sia il motivo che preoccupa Ransome.

                       PROTAGONISTA

            Che aria tira là fuori?

                       RANSOME

            Molto buio, capitano, c’è qualcosa nell’aria…tutto intorno.

Lentamente il capitano si alza, come per caricarsi, poi segue Ransome, risalendo sul ponte.

SCENA 57 – EST. NAVE

Il capitano è inquadrato mentre si guarda attorno. Il cielo è buio e privo di stelle. Le vele sono scosse da venti che vengono da opposte direzioni. Il silenzio surreale amplifica il rumore degli scricchiolii provocati dai passi lenti del capitano. Ransome gli rimane dietro e lo segue silenzioso e fedele. Il capitano sale al timone e aguzza la vista.

                       PROTAGONISTA

            Siete là, marinai?

                       MARINAIO

            Ci siamo tutti, capitano!

                       MARINAIO 2

            Tutti quelli ancora in grado di far qualcosa, almeno.

Sul volto del capitano viene inquadrato un flebile sorriso.

                       PROTAGONISTA

Sarà una notte campale, signori. Vi chiedo uno sforzo, forse uno sforzo enorme per le vostre e mie possibilità. Dopo di ché non ci sarà che da affidarsi alla sorte!

Pronunciato questo discorso la MDP inquadra il cielo, buio e minaccioso, mentre prorompe la voce dell’equipaggio.

                       VFC MARINAI

            Sì signor capitano!

La MDP inquadra le sagome degli uomini, che illuminati da fioche torce, lavorano febbrilmente per mettere la nave nelle migliori condizioni possibili per affrontare la tempesta incombente.

In dettaglio si vede ripreso il primo ufficiale Burns salire sopra coperta, rantolante, e mettersi al timone, legandosi allo stesso.

Poi un fulmine illumina lo schermo.

SCENA 58 – EST. NAVE – LA TEMPESTA

Musica di sottofondo : Smashing Pumpkins – Disarm.

 

Primo piano del protagonista che alza la testa verso il cielo.

Dettaglio di una prima goccia di pioggia che gli bagna la guancia, come fosse una lacrima.

Altre goccerelline cominciano a scendere, prima lentamente, poi con maggior foga, accompagnate dai fulmini.

Dettaglio delle onde del mare, che si increspano e si fanno sempre più forti e minacciose.

In sottofondo rumore di tuoni, mare mosso e imprecazioni di marinai.

Dettaglio dello sguardo di Burns, deciso, al timone.

Inquadratura di Ransome, che trotterella sul ponte, cercando di rendersi utile qua e là.

Un’altra inquadratura è sul protagonista, che da ordini, mentre gli uomini, per darsi coraggio, cominciano a cantare una canzone marinaresca.

Ransome s’avvicina al capitano, è provato.

                       PROTAGONISTA

            Hai aiutato a imbrogliare la vela maestra?

                       RANSOME

            Sì, signore

                       PROTAGONISTA

            Cosa ti è saltato in testa? Non devi fare cose del genere.

                       RANSOME

            Sì, forse con il cuore che mi ritrovo, non dovrei.

I due si soffermano a guardarsi, scossi dalla pioggia, poi Ransome fa un sospiro profondo. Il protagonista fa come per sostenerlo, ma questi riprende a parlare, con tono tranquillo.

                       RANSOME

            Ora sto bene.

La MDP mostra la nave da lontano, scossa dai venti e dalla tempesta.

Dettaglio di una delle vele che si tende, un nodo si scioglie e una fune, come una frusta, sibila sfiorando un marinaio, che cade a terra rovinosamente. Gli altri uomini, senza smettere di intonare i loro cori, si affrettano a mettere in sicurezza la vela.

Il capitano va verso il timone, la sua figura si muove nella pioggia incessante.

                       PROTAGONISTA

Vi sentite abbastanza in forza per tenere la barra ferma, se la nave dovesse abbriviare all’indietro?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Il timone non mi sfuggirà di mano.

Burns mostra al capitano di essersi legato al timone. Il protagonista rimane sorpreso dall’audacia e dedizione del suo primo ufficiale. Entrambi sono ormai fradici, dato che l’acquazzone non accenna a terminare.

La MDP inquadra ancora gli uomini che ora sono pressoché stremati, ognuno fermo a difendere la propria posizione, mentre il vento monta sempre più e l’acqua invade il ponte, fra pioggia e schizzi del mare grosso.

Inquadratura di Burns, che ingoia acqua e tossisce rovinosamente, accasciandosi a volte sul timone, ma riprendendosi stoicamente.

D’un tratto, la poca luce che illuminava la nave, prodotta da due lampade a olio issate sugli alberi, si spegne, a causa dell’acqua e dell’umidità.

Lo schermo diventa nero e di tanto in tanto solo la forte luce dei fulmini dà allo spettatore l’occasione di vedere sorta di fermo immagine delle azioni del protagonista, di Burns, di Ransome e dei marinai, che hanno smesso di cantare. L’unico rumore che si sente è quello della tempesta in mare aperto.

Un fulmine squarcia nuovamente il buio. Poi il silenzio e lo schermo nero per una manciata di secondi.

SCENA 59 – EST. NAVE

Una luce, poi una seconda, rischiarano la scena.

La fiamma traballante illumina la nave.

Si scorge l’ombra di due marinai che riaccendono le luci sopra-coperta.

La tempesta è cessata, mentre il vento continua a soffiare, gonfiando le vele.

Viene inquadrato il protagonista, che si dirige verso il timone, ove scorge, esausto, il signor Burns, che lo accoglie parlandogli stancamente.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Quel vecchio farabutto assassino voleva fregarvi! Ma non ci riuscirà finché ci sarò qui io a affrontarlo, senza tante cerimonie!

Il protagonista guarda stupito Burns.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Non dovete fargli vedere che avete paura! Quel cane la fiuterà e vi concerà per le feste!

Il protagonista medita un momento prima di rivolgersi a Burns, cambiando discorso.

                       PROTAGONISTA

Approfittiamo del vento, signor Burns, tenete fermo il timone e andiamo avanti così.

L’ordine ha il potere di riportare Burns alla realtà.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Ha della spinta questo vento! Non ne abbiamo incontrato tanto da quando siamo usciti dalla rada! D’altronde mi ero risparmiato le forze proprio per questo.

                       PROTAGONISTA

            Come dite?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Voi non sapreste affrontare la cosa, signore. Era una bestia cattiva. Malvagità dalla testa ai piedi, cosa credete! E non è diverso da morto! Guardate là…perché è la che giace. Latitudine 8° 20′ nord, diamine!

Il protagonista è ancora una volta spiazzato dall’ambivalenza del suo primo ufficiale, che terminato lo sfogo prende a gridare selvaggiamente.

Le grida vengono però interrotte da un rumore sordo, che distoglie sia Burns che il protagonista, che volgono lo sguardo verso le vele.

Dettaglio delle vele. Il vento ha smesso di colpo di soffiare e le vele, inzuppate di pioggia, sbattono rumorosamente contro l’albero maestro.

                       VFC PROTAGONISTA

            Non posso crederci. Di nuovo bonaccia.

SCENA 60 – INT. NAVE

Il protagonista è nella sua cabina intento ad asciugarsi i capelli fradici. Ransome è in sua compagnia e gli porge dei vestiti puliti.

                       PROTAGONISTA

            Come sta ora?

                       RANSOME

            Sta ancora dormendo.

                       PROTAGONISTA

Non riesco a inquadrare quell’uomo. Alterna alla sua follia una lucidità da marinaio esperto.

                       RANSOME

            Forse per questo non gli è mai stato affidato il comando d’una nave.

Il protagonista termina di cambiarsi e accenna un sorriso a Ransome, che ricambia.

Un marinaio irrompe nella cabina.

                       MARINAIO

            Capitano! Brezza da nord-ovest!

Il capitano sobbalza e, sollevato, segue il marinaio sopra coperta, seguito da Ransome, anch’egli baldanzoso per la notizia.

SCENA 61 – EST. NAVE

La luce del giorno illumina la nave, inquadrata dall’altro, mentre il vento gonfia lentamente le vele, ancora zuppe d’acqua. Poi l’inquadratura scende a pelo d’acqua, mostrando le onde, veloci ma benevole, che animano l’andatura della barca.

La MDP inquadra quattro marinai che tendono dei cavi, mentre il protagonista segue l’operazione dal timone.

                       PROTAGONISTA

            Marinaio, come procede?

                       MARINAIO

            Capitano, su questa dannata nave tutto pare pesare dieci volte più del dovuto!

                       PROTAGONISTA

            Se questo vento non ci volta le spalle, stavolta sarà davvero l’ultimo sforzo che vi chiedo!

L’uomo annuisce e riprende a lavorare, molto affaticato.

Dettaglio della vela, che si gonfia sempre più.

Inquadratura del cielo, che è limpido.

La MDP ora inquadra il capitano, al timone della nave. Il vento gli scompiglia i capelli e sembra finalmente rilassato e sollevato perché la nave finalmente si muove a dovere.

Ransome spunta nell’inquadratura con un vassoio. Sebbene sia visibilmente provato sorride al capitano mentre poggia il vassoio. Il protagonista prende una tazza e invita con la mano Ransome a dividere con lui il pasto.

                       RANSOME

            Posso?

                       PROTAGONISTA

            Devi, amico mio.

Il protagonista spezza allora un pezzo di pane e lo porge a Ransome, che accetta riconoscente, quasi commosso.

                       PROTAGONISTA

            Com’è l’umore degli uomini?

                       RANSOME

            Sembra che la brezza abbia steso tutti.

                       PROTAGONISTA

            Sicché rimaniamo tu ed io, in forza su questa nave.

                       RANSOME

            Suppongo di sì. Il signor Burns dorme ancora.

                       PROTAGONISTA

            Di questo passo non mancherà poi molto a vedere terra.

                       RANSOME

Sì capitano ma…mi chiedevo…se il vento soffierà ancora così, che faremo, in due, quando saremo innanzi alla costa?

                       PROTAGONISTA

Se il vento soffierà così vorrà dire che la nave finirà per arenarsi. Non v’è nulla che si possa fare senza uomini. Ormai è la nave ad avere il comando.

                       RANSOME

            Ogni tanto vado giù a dare un’occhiata, ma temo di non poter fare più nulla per loro.

                       PROTAGONISTA

            La nave, io, e tutto l’equipaggio, ti dobbiamo molto, Ransome.

Ransome accoglie con emozione il tributo del protagonista. I due poi osservano silenziosi l’orizzonte, mentre il vento continua a soffiare.

SCENA 62 – INT. NAVE

Viene inquadrata la cabina del signor Burns. Il letto è vuoto e un pigiama è abbandonato su di esso. Si sente la voce di Burns cantare allegro.

SCENA 63 – EST. NAVE

Il protagonista è al timone quando viene raggiunto dal signor Burns. I due si osservano, come per studiarsi. Il primo a parlare è Burns.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Buongiorno signor capitano. Io…io credo di doverle delle scuse.

                       PROTAGONISTA

            Ci sarà tempo anche per quelle. Piuttosto, ditemi, ora come state?

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

Oh…bene. Il fischiare del vento mi mette allegria. Temevo d’aver dimenticato questo suono negli ultimi giorni!

                       PROTAGONISTA

            Già, guardate la vela maestra…

Dettaglio dello sguardo di Burns, il volto si fa preoccupato. I suoi occhi fissano la vela e poi osservano il ponte della nave, dove non ci sono uomini.

                       PROTAGONISTA

            Visto? Non possiamo serrarla né fissarla.

                       PRIMO UFFICIALE BURNS

            Ma…come farà la nave a entrare in porto senza uomini a far manovra?

La MDP inquadra in PP il protagonista. Sorride quasi rassegnato, gli occhi socchiusi, feriti dal riverbero del sole sul mare.

SCENA 64 – INT. NAVE

Il protagonista è nella sua cabina, quando viene raggiunto da Ransome.

                       PROTAGONISTA

            Sei riuscito a riposare almeno un po’?

                       RANSOME

            Sinceramente…penso che riposerò solo sulla terraferma.

                       PROTAGONISTA

            Non ti sarò mai grato abbastanza.

                       RANSOME

            Durante la tempesta gli uomini diventano fratelli.

                       PROTAGONISTA

            Non ti facevo saggio.

                       RANSOME

            Non lo sono mai stato!

                       PROTAGONISTA

            Come sta Burns?

                       RANSOME

            In tutta franchezza mi pare un uomo ritrovato. Ha sconfitto la febbre!

                       PROTAGONISTA

            Ha sconfitto i suoi fantasmi.

            Il vento?

                       RANSOME

            Nulla, purtroppo. Siamo di nuovo al palo.

SCENA 65 – EST. NAVE

Le prime luci dell’alba stanno rischiarando il cielo.

La MDP stringe sul signor Burns che, coperto dal suo cappotto, siede a poppa tra rotoli di cavi mentre continua a governare la nave. Dettaglio delle sua mani ossute e bianchissime.

                       VFC PROTAGONISTA

            Ransome! Molliamo le scotte!

Inquadratura dei ponti della nave sulla quale si vedono correre Ransome e il protagonista che corrono a mollare tutte le scotte per poi precipitarsi alla punta estrema della prua.

Dettaglio del viso del protagonista che gronda sudore per la fatica mentre si affanna insieme a Ransome a mettere le ancore in posizione di lancio. Primo piano di Ransome che, silenzioso, respira con affanno e ansimando per la fatica.

                       RANSOME

            Capitano, non sarà meglio che scenda a liberare gli strozzatoi?

                       PROTAGONISTA

            Sì, vai, ma per carità, non fare più di quanto ti senti.

Ransome esce dall’inquadratura che rimane sul protagonista.

Poco dopo dal ponte principale arriva la voce di Ransome.

                       VFC RANSOME

            Signore, qui al salpa-ancore è tutto pronto.

                       PROTAGONISTA

            Signor Burns, porti la barra sottovento!

            Ransome, il segnale di assistenza di richiesta medica!

Il protagonista inizia a lasciare calare le ancore.

Dettaglio delle catene che si srotolano e scendono in mare.

Le ancore continuano a scendere trascinandosi dietro sempre più catena fino ad arrestarsi. La nave ora è quasi completamente ferma e le vele allentate si rilassano e smettono di fare rumore.

Il protagonista si guarda intorno e attraverso il suo sguardo si nota come sulla nave regni ora una quiete irreale. Complice il silenzio che si è venuto a creare da sotto coperta si distinguono chiaramente i lamenti e i borbottii dei malati.

SCENA 66 – EST. – RADA

La nave, inquadrata da lontano, resiste ferma, scossa dalle onde.

Richiamati dal segnale di richiesta di assistenza medica, si affianca una lancia a vapore e alcuni medici militari si arrampicano a bordo della nave.

SCENA 67 – EST. – NAVE

I medici, in gruppo, iniziano a muoversi sulla nave in cerca dell’equipaggio ma trovano il ponte principale deserto, e anche tutto intorno a loro non vedono nessuno.

Da lontano vedono avvicinarsi lentamente verso di loro il protagonista, solo, vestito con un pigiama a righe azzurre e grigie e con in testa un casco di sughero imbiancato a calce.

                       PROTAGONISTA

Non so se potete immaginare quanto vi stessimo aspettando! Spero non resterete delusi. Nessun caso chirurgico.

Inquadratura dei medici che entrano nel castello di prua e vedono tutti i membri dell’equipaggio malati e non in grado di muoversi.

                       MEDICO

            Presto! Mandate una lancia a chiedere aiuto, servono infermieri per trasportare tutti a riva.

Inquadratura dei malati che si lamentano, alcuni guardano il dottore con occhi imploranti, altri sono immobili e sembrano morti.

Quando anche il medico esce dal castello di prua incrocia lo sguardo interrogativo del protagonista.

                       MEDICO

            Non c’è nessun morto, se è questo che vuole sapere.

Poi, con tono meravigliato aggiunge

                       MEDICO

            Tutto l’equipaggio!

                       PROTAGONISTA

            Sono molto gravi?

                       MEDICO

            Sì, purtroppo sono tutti molto gravi.

Il medico continua a scrutare la nave e nota il primo ufficiale.

                       MEDICO

            Santo cielo! E quello cos’è?

                       PROTAGONISTA

            Quello è il signor Burns, il mio primo ufficiale.

                       MEDICO

            Va anche lui all’ospedale?

                       PROTAGONISTA

Oh, no. Il signor Burns non può andare a terra finché non ci va l’albero maestro. Sono molto orgoglioso di lui.

Il medico guarda il protagonista con sguardo pietoso.

                       MEDICO

            Voi…voi sembrate…

Il protagonista non lo lascia parlare e lo interrompe bruscamente

                       PROTAGONISTA

            Non sono malato!

                       MEDICO

            No, ma l’aspetto è strano.

                       PROTAGONISTA

            Beh, vedete, sono rimasto diciassette giorni sul ponte.

                       MEDICO

            Diciassette! Ma avrà pur dormito.

                       PROTAGONISTA

Immagino di sì. Non lo so. Ma sono certo di non aver dormito nelle ultime quaranta ore.

Il medico prende il protagonista per mano.

                       MEDICO

            Ora però andrà subito a terra a riposare, vero?

                       PROTAGONISTA

            Non appena possibile riposerò. Prima, a terra, ho da sbrigare un mucchio di faccende.

Il medico lascia andare la mano del protagonista e, tirato fuori il suo ricettario, inizia a scrivere, poi strappa la pagina e la consegna al protagonista.

                       MEDICO

Le consiglio vivamente di farsi fare questa prescrizione non appena arriva a terra. A meno che non mi sbagli di grosso questa sera ne avrà molto bisogno.

                       PROTAGONISTA

            Che cos’è?

                       MEDICO

            Un sonnifero.

Il medico senza aggiungere altro si allontana dal protagonista per andare dal signor Burns e inizia a parlare con lui.

Il protagonista lo segue con lo sguardo poi si volta e si dirige sottocoperta.

SCENA 68 – INT. NAVE

Il protagonista sta camminando mentre guarda il foglio datogli dal medico.

                       VFC RANSOME

            Capitano…

Il protagonista si gira e vede Ransome che si avvicina.

                       RANSOME

            Capitano vi prego di scusarmi.

                       PROTAGONISTA

            Ransome, cosa è successo?

                       RANSOME

            Nulla di nuovo Signore, vorrei solo chiedervi il permesso di essere sbarcato e liquidato.

Il protagonista rimane sorpreso, quasi deluso, da questa domanda mentre Ransome rimane in attesa della risposta, con la bocca semiaperta e con gli occhi imploranti.

                       PROTAGONISTA

            Non vorrai mica lasciare la nave!

                       RANSOME

In realtà sì, signore. Voglio andar via a riposare tranquillo da qualche parte. Qualsiasi parte. L’ospedale andrà benissimo.

                       PROTAGONISTA

            Ma, Ransome, non sopporto l’idea di separarmi da te.

Ransome inizia ad ansimare e cambia espressione, ora appare determinato e il suo sguardo è deciso e quasi cattivo.

                       RANSOME

            Devo andare. Ne ho il diritto!

                       VFC PROTAGONISTA

Per un istante fu un altro essere. E sotto il valore e la prestanza dell’uomo vidi l’umile realtà delle cose. Per lui la vita, questa precaria e dura vita, era un dono prezioso che temeva di perdere.

Il protagonista rimane interdetto. Prova a indagare lo sguardo di Ransome, ma non riesce a sostenerlo. Poi il suo volto si rischiara e sorride a Ransome.

                       PROTAGONISTA

Certo che ti liquiderò se lo desideri, e ti assicuro che non mi hai deluso, semmai lo dovessi pensare. Ti chiedo solo di restare a bordo fino a questo pomeriggio. Non posso lasciare il signor Burns completamente solo sulla nave per delle ore.

L’espressione di Ramsone torna dolce e sul suo viso torna il sorriso.

                       RANSOME

            Certo capitano, lo capisco perfettamente.

Ransome si volta e fa per andare sottocoperta, poi si volta e guarda il capitano negli occhi.

Dettaglio degli sguardi dei due. Gli occhi lucidi.

                       RANSOME

                       (Sottovoce)

            Grazie, capitano, io non ti dimenticherò.

SCENA 69 – EST. – NAVE

Il protagonista è sul ponte della nave. Uno dopo l’altro gli passano davanti i membri dell’equipaggio portati dagli infermieri che li trasbordano su una grossa barca venuta appositamente a prenderli per portarli in ospedale a terra.

Le immagini mostrano gli uomini malati che passano davanti al protagonista. Sul suo volto si legge il senso di colpa.

SCENA 70 – EST. – LANCIA

                       VFC PROTAGONISTA

            Poi venne il mio turno, salii sulla lancia e anche io me ne andai a terra.

Seduto all’interno di una lancia che si sta allontanando dalla nave verso terra, il protagonista continua però a guardare indietro, verso la sua nave.

Sulla nave il signor Burns è come in posa militare, ritto a fianco dell’albero maestro, con ancora addosso il suo enorme cappotto di lana.

                       VFC PROTAGONISTA

La luce viva del sole faceva risaltare in modo sorprendente quel che c’era in lui di strano e di misterioso. Sembrava un orribile ed elaborato spaventapasseri piantato sul casseretto di una nave colpita dalla morte, per tener lontani gli uccelli marini dai cadaveri.

SCENA 71 – EST. – PORTO

La MDP inquadra dal mare il fronte porto visto a inizio film. C’è, al solito, gran movimento di uomini sui pontili del porto.

L’inquadratura cambia, mostrando ora le vie del centro cittadino, dove sta passeggiando, senza fretta, il capitano Giles. Mentre passeggia si sofferma vicino a una bancarella, ove ascolta questo discorso.

                       VENDITORE

            La nave è arrivata ieri a metà mattina.

                       ACQUIRENTE

Pare che a bordo fossero tutti malati e che il capitano fosse al primo incarico! Penso che non salirà più su una nave se ha un po’ di sale in zucca!

                       VENDITORE

Dite bene! Tutti malati fuorché lui e il suo secondo, e se la son sbrigata tutta da soli, compresa una tempesta tropicale!

                       ACQUIRENTE

Non c’è che dire, una bella impresa!

                       VENDITORE

Oh, sì, pare che l’ufficio di navigazione abbia persino esentato l’armatore dai diritti portuali!

                       ACQUIRENTE

            Ed è una cosa rara?

                       VENDITORE

            Potete ben dirlo!

Il capitano Giles si allontana, con un’espressione di gran soddisfazione per le imprese del suo pupillo.

SCENA 72 – INT. UFFICIO PORTUALE

Il protagonista varca il portone dell’ufficio portuale.

Nel suo sguardo, nella sua andatura, sembra cresciuto, più sicuro di sé.

Si ferma davanti a un banchetto, dove un impiegato annoiato lo accoglie ricomponendosi.

                       IMPIEGATO

            Comandi Signore?

                       PROTAGONISTA

            Debbo parlare con il capitano Ellis.

                       IMPIEGATO

            Prego?

                       PROTAGONISTA

            Il capitano Ellis, per cortesia.

                       IMPIEGATO

                       (Imbarazzato)

Avevo udito giusto, allora, ma vi devo informare che il capitano Ellis è in pensione.

                       PROTAGONISTA

            Come dite? Ma…da quando?

                       IMPIEGATO

            Saranno venti giorni domani.

Il protagonista rimane sorpreso della notizia. Poi, come parlasse fra sé e sé si congeda dall’impiegato.

                       PROTAGONISTA

Tre settimane, dunque, grazie.

Beh…probabilmente sono stato la sua ultima pratica da sbrigare…

SCENA 73 – EST. PORTO

Il protagonista è sul pontile, illuminato dal sole che tramonta, dinanzi alla sua nave ormeggiata.

Un uomo gli si avvicina.

                       UOMO

            Buongiorno, voi dovete essere il capitano.

                       PROTAGONISTA

            Dite bene. E voi, chi siete?

                       UOMO

Oh, perdonatemi capitano…vengo dalla Casa dell’ufficiale, sono l’emissario dell’ufficio portuale, Thomas Smith.

                       PROTAGONISTA

            Oh, bene. Dunque avrò presto un nuovo equipaggio?

                       THOMAS SMITH

            Esattamente, capitano. C’è stato un naufragio e…

                       PROTAGONISTA

            Ma gli uomini sono in forze?

                       THOMAS SMITH

Oh sì, sì, certo, potete giurarci. Sappiamo bene della sua prima traversata. Tutti uomini in salute.

                       PROTAGONISTA

Ci conto, signor Smith. Ora però mi vorrà scusare. Prima di pensare alla nuova partenza ho necessità di sbrigare un’ultima faccenda, che è per me questione fondamentale.

Smith rimane pensoso, non riuscendo a capire quale impegno sia di tanta importanza per il capitano da ritardare l’incontro con il nuovo equipaggio.

SCENA 74 – INT./EST. NAVE

Il capitano sale sulla nave e subito nota Ransome seduto su una cassa, mentre intaglia annoiato qualcosa. Il protagonista, senza parlare, fa un cenno, con tono piuttosto solenne e distaccato a Ransome, che balza in piedi incuriosito, forse anche spaventato da questo cambio di contegno del capitano e lo segue in silenzio, sottocoperta.

Entrati nella cabina del capitano questi indica a Ransome una sedia, poi siede anche lui.

                       RANSOME

            Capitano…?

Il protagonista estrae un foglio da un cassetto e comincia a scrivere, senza parlare. Ransome rimane fermo, in attesa. Terminata la scrittura il capitano prende una busta e porge il foglio, ancora aperto, così che possa leggerlo, a Ransome.

                       PROTAGONISTA

Una lettera di raccomandazione. La migliore che io potessi scrivere. Quando lascerai l’ospedale, sperò ti sarà utile.

Ransome prende il foglio e lo piega senza leggerlo, riponendolo nella busta. Poi attende una mossa del suo ex capitano.

                       PROTAGONISTA

            In tutta onestà, come ti senti?

                       RANSOME

Non va male, adesso, ma ammetto di essere esausto. E preoccupato degli scherzi che il mio cuore mi possa giocare. Però…

                       PROTAGONISTA

            Però?

                       RANSOME

            Sono lieto di averti aiutato a portare questa nave a destinazione.

Ransome arrossisce, resosi conto d’essersi preso una confidenza con il suo capitano, che però è rilassato.

Dopo un momento di silenzio il protagonista si alza in piedi, e così fa Ransome, che fa per tendere la mano al capitano. Il protagonista stringe la mano a Ransome, poi lo avvicina a sé, abbracciandolo.

                       PROTAGONISTA

            Grazie Ransome. Io non ti dimenticherò.

I due uomini si sciolgono imbarazzati dall’abbraccio. Entrambi ora guardano in direzioni differenti.

Ransome scompare dalla scena, si sentono i suoi passi salire le scale. Il protagonista rimane solo nella cabina. La MDP stringe sul suo sguardo, che si volta verso l’oblò, poi segue lo sguardo, e inquadra il mare aperto.

Appare una scritta.

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.”

     (Haruki Murakami)

Dissolvenza.

Titoli di coda.

Shirley Bassey – Yesterday When I Was Young

 

LA LINEA D’OMBRA

Tratto dall’omonimo romanzo di Joseph Conrad

 

Regia di Gus Van Sant

L’opera che avete appena letto non ha scopo di lucro ed è stata realizzata per il gioco di cinema virtuale “Cinematik”.

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